Draw No Bet: la scommessa che non perde sul pari, e cosa costa davvero

Updated Ottobre 2026
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Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno

Dati aggiornati al Ottobre 31, 2026, con le concessioni verificate sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2).

C’è un mercato che promette di trasformare il pareggio da sconfitta in pareggio. Non in vittoria: in pareggio. Il Draw No Bet — DNB nella barra di ricerca — fa esattamente questo e niente di più, ed è per questo che vale la pena capirlo bene prima di giocarci, perché il suo valore non sta in ciò che ti fa vincere ma in ciò che ti evita di perdere.

Chi arriva su questa pagina cerca due cose diverse che finiscono nella stessa frase: la meccanica del mercato e i nomi dei concessionari che lo mettono nel palinsesto. Le due domande si rispondono insieme, perché la prima spiega perché il mercato esiste e la seconda spiega a quali condizioni ti arriva in mano. E le condizioni non sono neutre: la concessione ADM (ex AAMS), la quota che il bookmaker fissa al momento della giocata e il margine che ci sta dentro decidono, alla fine, quanto ti resta in tasca quando il pareggio arriva. Un mercato che rimborsa sembra gentile. Non lo è. È più prudente, ed è una cosa diversa.

La logica della conseguenza attraversa tutta la pagina: non «che cos’è il DNB», ma cosa comporta giocarlo, cosa comporta non farlo, e quando la differenza tra i due si vede nel saldo del conto di gioco. Il rimborso in caso di pareggio è una clausola che cambia il prezzo. Il prezzo cambiato cambia la convenienza. La convenienza, in Italia, cambia a seconda di chi ha la concessione e di chi no. Questa è la catena, e conviene seguirla dall’inizio.

Il DNB, i fondamenti: come si costruisce un mercato che rimborsa sul pareggio

Prendi un William Hill qualsiasi, apri un match di calcio, cerca la voce Draw No Bet. Trovi due esiti, non tre: segno 1 e segno 2. La vincente della partita. Il pari non è un terzo esito su cui puntare, è il buco in mezzo, e in quel buco la casa restituisce la posta. Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2); in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Detto così sembra la descrizione di un mercato a due vie con una rete di sicurezza appesa sotto. È esattamente quello che è.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l'eventuale recupero.

L’altra faccia della medaglia sono le quote. Due esiti invece di tre significa che ciascuno dei due porta un prezzo più basso di quello che avrebbe nel mercato a tre esiti, perché il bookmaker si è tolto di dosso il caso del pareggio e se lo è ripreso dalla tasca del giocatore. Il punto è che non lo fa gratis e non lo fa a caso: il modo in cui si ripaga è incorporato nel prezzo, e il dettaglio del prezzo è l’unica cosa che conta davvero.

> Il confronto che conta: nel mercato 1X2 il pari è un esito tra tre e si gioca a una quota che lo riflette. Nel DNB il pari sparisce dagli esiti e diventa una condizione di rimborso — il che cambia il prezzo delle due vie rimaste, non la probabilità che la partita finisca in parità.

Chi ha giocato per anni sui mercati a tre esiti ogni tanto si stupisce del fatto che il DNB non abbia una quota sul pareggio. È normale: non c’è un «pareggio» su cui scommettere, c’è un «pareggio» che annulla. Dal punto di vista del regolamento questa è una differenza sostanziale, e in Italia i regolamenti delle scommesse a quota fissa la trattano come tale. Il regolamento di un concessionario ADM prevede che, se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante abbia diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato. Nel caso del DNB il risultato «pareggio» non è contemplato tra gli esiti, quindi la restituzione è la conseguenza prevista, non una cortesia commerciale. E nelle multiple? La maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione: la giocata non muore, si ricalcola senza la gamba che non si è potuta decidere.

Vale a questo punto l’osservazione che il giocatore fa sempre troppo tardi: il rimborso è la restituzione dell’importo giocato, non un guadagno. Chi gioca il DNB nella speranza di incassare qualcosa dal pareggio ha frainteso il prodotto. Ne esce in pari. Nel linguaggio delle scommesse «in pari» è già un risultato, ma non è un profitto, e non paga il tempo che hai speso a studiare la partita.

Perché il meccanismo del rimborso assomiglia più all’handicap asiatico che al 1X2

Se il DNB ti sembra familiare è perché in effetti esiste già, sotto un altro nome. Nell’Asian handicap con handicap 0, la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta, perché senza vincitore tutti ricevono indietro la puntata originale. Il pareggio non viene assegnato a nessuno dei due lati; il mercato si limita a restituire.

La differenza tra le due etichette è più di forma che di sostanza, ma vale la pena conoscerla perché le trovi nella stessa piattaforma con nomi diversi e prezzi leggermente diversi. L’handicap asiatico con 0 è, di fatto, la versione «di sistema» di quello che il DNB fa nel suo formato più semplice, e il regolamento di liquidazione segue la stessa logica: nessuno perde, nessuno vince, la posta torna al mittente. Il DNB è l’etichetta più leggibile per il giocatore che non vuole imparare la grammatica degli handicap. Per il resto, la matematica è la stessa.

I fondamenti del calcio: i 90 minuti contano, e il recupero pure

Qui c’è la trappola più comune, e non è nel mercato: è nell’orologio. Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. Il gol al 93′ che pareggia vale. Il gol ai supplementari no. La marcatura decisiva nella partita che va ai rigori non ha alcun effetto sul mercato.

Fa una differenza enorme in un mercato che paga il pareggio. Una partita di coppa che finisce 1-1 dopo i novanta minuti e poi si decide nei supplementari è un DNB rimborsato, non una sconfitta per chi aveva puntato sulla squadra che ha poi vinto. Chi non legge questa riga del regolamento si trova a contestare una liquidazione che è, in realtà, scritta in chiaro.

> Il caso concreto: coppa, andata 0-0, ritorno 1-1 dopo 90′. Chi ha giocato il DNB sull’una o sull’altra squadra riceve indietro la posta. Chi ha giocato un 1X2 sulla vittoria di una delle due perde la giocata. Stessa partita, mercati diversi, esiti opposti — e la differenza sta solo nella definizione dell’esito valido.

Il DNB di William Hill esiste anche su porzioni di partita: per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. La finestra temporale si restringe e la regola del rimborso la segue: il pari del primo tempo rimborsa il DNB sul primo tempo, anche se la partita finisce con un vincitore. Il mercato è costruito per essere coerente con il periodo che copre, e questo lo rende più utile di quanto sembri a chi segue una sola frazione e non l’intero incontro.

Nel basket il Draw No Bet di William Hill si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata. In un campionato con tempi supplementari, questo significa che il mercato copre i 48 minuti di gioco regolamentare e niente di più. Chi guarda la partita fino all’ultimo secondo del supplementare crede di avere una copertura che il mercato non gli ha dato.

Rimborso non significa gratuità: cosa fa il margine alla quota del DNB

Ogni quota porta dentro il margine del bookmaker, e il DNB non è esente. La formula è quella ovunque: la quota di ritorno del mercato è 1 ÷ (1/quota₁ + … + 1/quotaₙ) su tutti gli esiti di uno stesso mercato, e il margine è 100 % meno quella quota di ritorno. La formula non cambia quando gli esiti sono due invece di tre; cambia il risultato, perché con due vie il margine si distribuisce su un mercato più piccolo e si sente di più.

Facciamo il conto su un esempio illustrativo, non su un prezzo quotato: un mercato a due esiti con quote di 1,90 e 1,90. Sommando gli inversi si ottiene 1/1,90 + 1/1,90, cioè circa 1,0526. L’inverso di quel valore è una quota di ritorno intorno al 95 %; il margine sta quindi intorno al 5 %.

Su un esempio del genere il costo per il giocatore si colloca in una banda attorno al 5 %, e la condizione della banda è la coppia di quote che si sta leggendo: spostando i due prezzi, il conto si sposta con loro. Se il DNB di un certo match arriva a 1,90 e 1,90, il bookmaker si tiene all’incirca cinque centesimi per ogni euro giocato sull’insieme delle due vie. È un esempio, non un prezzo reale, e serve a mostrare una cosa sola: il rimborso in caso di pareggio non riduce il margine, lo sposta.

Ecco la conseguenza a cui conviene arrivare. Un mercato con due esiti e un rimborso condizionato costa in margine più di quanto sembri, e il costo non si vede confrontando DNB e 1X2 a occhio, perché le due scale di quote non sono direttamente comparabili. Si vede confrontando il margine del DNB con il margine del 1X2 dello stesso match: se il primo è più alto, il «riparo» del pareggio lo stai pagando in prezzo, e la domanda diventa se il pareggio che rimborsa vale quello che hai pagato per non perderci.

Quando il DNB conviene e quando no

La risposta cambia con il tipo di partita, e anche con quanto sei disposto a rinunciare in cambio di una rete.

In un incontro con un favorito netto, il DNB ti fa perdere quota senza comprarti una protezione che userai: il pareggio è improbabile, quindi la condizione di rimborso ha poco valore e paghi il prezzo. In una partita equilibrata tra due squadre che si annullano, il pareggio è un esito concreto, e allora la stessa rinuncia di quota compra qualcosa di reale. Il DNB è un’assicurazione, e come ogni assicurazione ha senso quando il rischio coperto è concreto e non quando è teorico. Il calcolo non è nel mercato, è in chi lo gioca.

C’è poi la questione del confronto diretto. Il DNB è per molti versi un 1X2 con il pari rimosso e il prezzo compresso, e la domanda onesta è dove finisce la compressa. Su un match con un favorito a 1,50 nel mercato a tre esiti, il DNB sullo stesso favorito offre una quota più bassa, e per capire se la differenza è ragionevole servono il margine del mercato a tre vie e quello a due vie — due numeri che si ricavano dalle quote che vedi, senza alcun bisogno di una tabella esterna. Il giocatore che fa questo controllo una volta lo rifà sempre.

E poi c’è la ragione per cui molti lo scelgono comunque: la multipla. In una multipla con cinque selezioni, una gamba che finisce in parità non distrugge l’intera schedina nel DNB — la selezione esce dal calcolo, la maggiorazione viene ricalcolata escludendo quella gamba e il resto continua a vivere. Chi costruisce multiple con partite difficili da decifrare trova nel DNB uno strumento per ridurre la varianza, e paga questa riduzione in quota. La scelta è tra il prezzo e la stabilità, e non esiste un modo per avere entrambi.

La normativa: chi può prendere una scommessa in Italia, e cosa comporta per te

Il regolatore è l’ADM — l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare «AAMS» per abitudine; sulla prima menzione ufficiale la dicitura è «ADM (ex AAMS)». Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Non è un sistema di licenze aperte: le concessioni si assegnano per gara pubblica.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Nell'Asian handicap con handicap 0, la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; concorsi pronostici sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra i giocatori, cioè il betting exchange; bingo. L’art. 6, comma 3 stabilisce che i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti: una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5); le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Questo è il dato che rende concreta la parola «concessione»: non è un bollino, è un contratto a nove anni con un prezzo d’ingresso a sette cifre.

Chi è nella lista ADM, e cosa la lista non dice

L’elenco dell’ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale. La concessione è per sito, non per azienda — ed è un dettaglio che smonta buona parte delle letture affrettate.

Marchio Concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni del marchio sul mercato a quota fissa
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Singole, multiple e sistemi nell’app, con le schedine raccolte nella pagina My Bets
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Quote Maggiorate su centinaia di mercati al giorno e Bet Builder+
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Draw No Bet su segno 1 e segno 2, con rimborso in caso di pareggio
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo gol e quote speciali
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Limiti di ricarica, spesa e tempo impostati in registrazione e modificabili
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol, mercati combo e la sezione Supercombo
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con Cash Out
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Eventi in diretta streaming con un palinsesto quotidiano di più discipline
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal e No Goal, con Cash Out
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Pre-match e live su migliaia di eventi: 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori, combo

La tabella va letta con un’avvertenza che è essa stessa il punto della sezione. L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Stare nella lista non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive: quella la mostra il sito o l’app dell’operatore. La concessione è la condizione necessaria per operare, non la prova del prodotto che trovi dentro.

Per questo la tabella ha una seconda colonna che parla delle condizioni proprie di ciascun marchio e non della concessione. Le due informazioni non si sovrappongono, e il motivo è che rispondono a due domande diverse: la prima dice chi ha titolo per accettare la tua giocata in Italia, la seconda dice cosa ci trovi quando apri la schedina. Un marchio con un numero di concessione perfettamente in regola può avere un’offerta sportiva sottile, e la colonna di destra è quella che te lo racconta.

Nell’elenco non compaiono Unibet, Betway, 1xBet e 22bet: non sono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Il mercato è più grande di questa tabella, però. Altri concessionari esistono, e l’assenza di un marchio da queste dieci righe non lo rende automaticamente abusivo. L’elenco completo sta sul sito dell’ADM ed è la fonte da controllare prima di qualsiasi altra cosa.

Cosa si può scommettere: il palinsesto approvato

C’è una parola che in Italia decide più partite di quante ne decida il campo: palinsesto. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e delle tipologie di scommesse predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa può essere accettata solo su eventi che stiano dentro il palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore.

La conseguenza per il giocatore è meno astratta di quanto sembri. Non tutto ciò che esiste nel mondo dello sport è scommettibile in Italia, e non tutto ciò che è scommettibile oggi lo sarà tra un anno: il palinsesto è un elenco amministrato, non un catalogo commerciale. Quando un mercato non compare sulla piattaforma, la spiegazione più probabile è che non sia stato autorizzato, non che il bookmaker non lo conosca. Quali sport e quali tipologie stiano esattamente nel palinsesto è materia che cambia nel tempo.

Gli eventi simulati hanno una definizione propria. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» — eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer, mostrati tramite animazione o tramite un evento reale pre-registrato — e sono ammesse dentro una concessione per scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti italiani nascono da lì.

L’ippica è due cose distinte nella legge, e la distinzione conta. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, secondo la definizione dell’art. 2, lett. h) — stanno nell’art. 6, comma 1, lett. c) e richiedono una concessione propria. Se un concessionario non ha quella, l’ippica nazionale non è roba sua, per quanto il resto del suo palinsesto sia ricco.

Il betting exchange è un gioco a sé. L’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo ammettono: il giocatore può essere giocatore o bookmaker e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi a passi di 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che nulla è dovuto dal giocatore sulle vincite, con il prelievo che cade sul concessionario. Betfair è descritta come la prima a introdurlo, con la concessione 16028. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia che va verificata caso per caso.

Sulle scommesse che riguardano i minori esiste un provvedimento del direttore dell’ADM che richiama il DM 111/2006; il suo contenuto va letto nel testo. Sugli esport, non è dato sapere se il palinsesto li comprenda. E un tetto statale in euro sulle puntate delle scommesse sportive non esiste: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione. È una differenza che pesa, perché significa che la protezione non ti arriva dall’alto: la devi impostare tu, e se non lo fai non è impostata.

Sostenitori dell’offerta illegale e cosa rischia chi ci gioca

Offrire giochi a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM redirige i domini inibiti su una pagina di avviso.

Il blocco funziona a livello DNS e alcuni fornitori arrivano in ritardo. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riportato dalla stampa di settore con riferimento all’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, e le copie speculari ricompaiono nel giro di ore. Il verbo giusto per il risultato è «oscurati». Se un sito che ieri funzionava oggi non si apre, la spiegazione sta quasi sempre lì.

Sul lato del giocatore la regola è più dura di quanto il giocatore medio immagini. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024, «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un singolo giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero. Un concessionario ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti obbligatori di limite e un foro italiano; un marchio .com senza concessione non porta niente di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, per come l’ADM stessa scrive la norma, espone il giocatore a una sanzione penale.

Pubblicità e bonus: cosa è vietato e cosa resta permesso

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la Legge 96/2018, è in vigore. L’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM è l’autorità che la fa rispettare, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Una precisazione che nessuno ricorda mai: il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto statale ai bonus né un tetto ai requisiti di rigioco, quindi importi, requisiti e quote minime vengono dalle condizioni proprie di ciascun operatore. Il bonus di benvenuto resta sul sito del concessionario, semplicemente non può essere reclamizzato a bordo campo.

Lo stato dell’arte è in movimento. La stampa di settore riferisce che nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di Giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio per il 2026 proponeva di eliminare il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: è una proposta, non una norma, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Le imposte: chi paga, e cosa cambia per te

Qui la notizia è buona, e conviene dirla senza girarci intorno. L’imposta è a carico del concessionario. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, di cui all’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non è confermato, è pari al 20,5 % se incassata sulla rete fisica e al 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, in precedenza 43 % e 47 %. Le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’ammontare incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Per il giocatore, la conseguenza è questa: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario. È quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, con la formula «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Si tratta però di una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusura corretta è: consultare un commercialista.

Il discorso cambia radicalmente se la giocata è su un sito non autorizzato. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza detrazioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Vale la pena fermarsi un secondo su cosa significa tutto questo. La partita fiscale non è tra giocatori, è tra concessionari: chi incassa a distanza versa un’aliquota più alta di chi incassa in rete fisica, e quella differenza entra nel conto economico dell’operatore molto prima che nella tua quota. Il vantaggio del giocatore sul sito autorizzato non è quindi un regalo ma una conseguenza dell’architettura: il prelievo è già stato fatto a monte, sulla differenza tra puntate e vincite, e quello che ti arriva è pulito.

Gioco responsabile: gli strumenti esistono, e non sono decorativi

Qui la logica della conseguenza è più diretta che altrove. Gli strumenti di tutela non sono un servizio accessorio: sono condizioni della concessione, e la loro forma determina cosa succede al tuo conto quando ci metti mano.

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca cosa il concessionario deve mettere a disposizione: auto-limiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. L’art. 15, comma 2 aggiunge un obbligo informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Sul deposito la procedura è concreta e conviene conoscerla prima di aprirlo, il conto. In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e la pagina dell’operatore mostra un limite settimanale già al momento dell’iscrizione. La regola è chiara: la restrizione entra in vigore subito, mentre per l’incremento è richiesta una settimana di attesa. Non è un capriccio tecnico, è il cuore del sistema. Chi vuole proteggersi viene assecondato subito; chi vuole togliersi la protezione aspetta una settimana, e in quella settimana può cambiare idea. La figura del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara di concessione non è nota, il che lascia i limiti individuali come lo strumento davvero operativo.

AdmiralBet richiede, in fase di iscrizione, di definire i massimali per ricariche, spese e tempo di gioco. Il meccanismo di modifica segue la regola standard: una riduzione è operativa istantaneamente, mentre un incremento richiede una settimana. Non trascurare questa impostazione, poiché i limiti non definiti dall’utente rimangono scoperti.

L’autoesclusione e il RUA: cosa succede dal 1° febbraio 2026

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e anche le sale sul territorio. È lo strumento più potente del sistema, e va usato sapendo cosa fa e cosa non fa.

Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore; una testata di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026, e periodi e forme sono quelli che le condizioni degli operatori e la pagina dell’ADM indicano.

Il particolare che cambia tutto è l’ultimo della lista. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso è privo di protezione su quei siti. L’autoesclusione non ti segue dove il registro non arriva. Chi si autoesclude pensando di essersi chiuso ogni porta si sta chiudendo le porte italiane, e non le altre.

Sul versante del supporto, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un numero da tenere scritto, non da scoprire nel momento in cui serve.

Identità e aperture del conto: SPID, CIE e i trenta giorni che contano

Un conto di gioco richiede l’identificazione completa, e in Italia esistono più strade per farla. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 indica la «tutela dei minori di età» come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.

Il dettaglio da non perdere è il tempo. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Un conto sospeso con dentro del saldo è la situazione più fastidiosa che un giocatore possa trovarsi a gestire, e nasce quasi sempre da una registrazione fatta di fretta. SPID e CIE sono tra i metodi di identificazione che alcuni operatori offrono: il modo più rapido per evitare il problema è usarli.

Le ricariche e i prelievi: cosa passa davvero per un conto italiano

Su questo punto le regole sono più specifiche di quanto il giocatore si aspetti, e riguardano un canale di ricarica che molti usano senza conoscerne i limiti. I «punti vendita ricariche» dell’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 — tabaccai, ricevitorie — sono in un registro tenuto dall’ADM e ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

I binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. La criptovaluta presso i concessionari ADM è una questione aperta, e nessuna norma che nomini binari approvati è nota in questa sede. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di movimentare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.

Ecco la conseguenza pratica di tutto questo blocco. Il canale di ricarica non è indifferente: chi ricarica in contanti al tabaccaio ha un tetto settimanale di 100 € che nessuno gli ha mai spiegato, e chi ricarica con carta o portafoglio elettronico ha limiti propri dello strumento. Il prelievo, invece, passa obbligatoriamente per il conto di gioco identificato: non esiste una scorciatoia in contanti, e non è un caso.

I mercati e le quote: il DNB accanto agli altri

Il DNB vive in un catalogo, e capirlo significa sapere dove sta rispetto alle alternative. I mercati che gli operatori italiani indicano con più frequenza comprendono 1X2, Under/Over, GG/NG (goal e no goal), risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori e marcatori, oltre ai combo e alle quote speciali. Goldbet, per esempio, elenca tra i mercati di calcio 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo gol e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Betsson offre pre-match e live su migliaia di eventi con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Dentro questo catalogo il DNB ha una posizione precisa: è il mercato che si avvicina di più al 1X2 dei giocatori tradizionali, ma con una gamba in meno e una clausola in più. Chi gioca GG/NG ragiona su un evento binario e non ha alcun rimborso; chi gioca il risultato esatto gioca un mercato ad alta quota e alta varianza. Il DNB sta nel mezzo, ed è l’unico che rimborsa.

Come si forma una quota, e cosa ci sta dentro

Una quota è un prezzo, e il prezzo di un mercato nasce dalla probabilità stimata più il margine. La quota di ritorno di un mercato si ottiene con 1 ÷ (1/quota₁ + … + 1/quotaₙ) su tutti gli esiti dello stesso mercato, e il margine è 100 % meno quella quota di ritorno. In un mercato a tre esiti il conto si fa su tre quote; in un mercato a due esiti, come il DNB, su due.

Il numero che ne esce ha un significato pratico immediato: è la quota di quanto viene restituito ai giocatori su quell’insieme di esiti. Il margine è la parte che resta al bookmaker, e su quella parte non c’è nulla da negoziare. Nessuna promozione la tocca, nessun bonus la cancella. Un bonus si consuma, un margine si paga a ogni giocata, sempre, indipendentemente dall’esito.

Sull’esempio illustrativo di un mercato a due vie a 1,90 e 1,90 il conto dà una quota di ritorno intorno al 95 % e un margine intorno al 5 %, con la banda che si sposta al variare della coppia di quote. Ripetiamo che è un esempio e non un prezzo quotato, perché il punto qui non è il numero ma la sua natura: un costo strutturale, non un’esperienza singola.

Quanto vale davvero un bonus: il conto che nessuno fa

Passiamo al lato dell’offerta, dove le parole corrono più veloci dei numeri. Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e ogni operatore lo costruisce come vuole, perché non esiste un tetto statale né all’importo né ai requisiti di rigioco.

Prendi il Benvenuto Sport di William Hill. Il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Ci sono tre condizioni in una frase, e tutte e tre costano. Il deposito minimo è una soglia d’ingresso. La finestra di 7 giorni è una scadenza. La quota minima di 5.00 sulle multiple significa che il bonus si sblocca solo su giocate ad alta varianza, dove la probabilità di incassare è bassa per costruzione. La parola «cash» in questo contesto merita una sottolineatura: un bonus cash è erogato in denaro, non in gettoni virtuali, ed è una differenza sostanziale rispetto ai free bet.

Poi c’è la variante che va letta ancora più attentamente. Il bonus scommesse senza deposito di BetFlag vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Una giocata sola, una quota alta, tre giorni di tempo. Chi immagina di poter diluire i 10 € su dieci giocate tranquille ha letto male.

Su un bonus cash con requisiti come quelli di William Hill il conto da fare è questo: l’importo è limitato a 50 € e la sua erogazione dipende da multiple con quota minima 5.00, che sono giocate ad alta varianza. Il valore atteso dell’offerta è quindi legato a quante di quelle giocate riescono, e non a una cifra garantita. È un’offerta costruita per far giocare multiple, non per regalare 50 €: la differenza tra le due letture sta nei requisiti, non nell’importo.

La classifica dei dieci: come li abbiamo guardati

Una classifica di concessionari non è una graduatoria di simpatia. Qui l’ordine non dice chi è meglio in assoluto — sarebbe una frase che nessun dato sostiene — ma come ciascun marchio si comporta su ciò che questa pagina ha potuto verificare: la concessione, il prodotto descritto nelle condizioni e nelle schede delle app, gli strumenti di tutela, la meccanica dell’offerta.

I criteri, in ordine di peso. Primo: la titolarità della concessione ADM, letta nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e incrociata con il numero dichiarato nelle condizioni dell’operatore. Non è un criterio di qualità, è un criterio di esistenza giuridica: fuori da lì, in Italia, non c’è partita. Secondo: la larghezza del catalogo sportivo, così come le condizioni e le schede descrivono — mercati, tipologie di giocata, presenza del live e dello streaming. Terzo: gli strumenti di gioco responsabile effettivamente documentati, perché un limite che non puoi impostare non esiste. Quarto: la trasparenza dell’offerta di benvenuto, cioè quanta parte dei requisiti è scritta in chiaro.

Un avvertimento sui limiti di questa griglia, perché è parte del lavoro dirla. I dati disponibili non coprono allo stesso modo tutti i dieci marchi: per alcuni le condizioni sono ricche di dettagli su limiti e requisiti, per altri le informazioni arrivano dalle schede delle app e riguardano soprattutto i mercati. Dove il materiale è più sottile, il giudizio si appoggia a quello che c’è, e non colma i vuoti con supposizioni. Una classifica che finge uniformità di dati è meno utile di una che ammette dove i dati si fermano.

Cosa guardare prima di aprire un conto

L’ordine delle operazioni non è arbitrario, e sbagliarlo costa. Prima la concessione: si controlla il numero dichiarato dall’operatore contro l’elenco dell’ADM, e si verifica che il sito sia quello .it del marchio. Poi il prodotto: se cerchi il DNB, cerca la voce Draw No Bet nella schedina e leggi il regolamento sportivo, che dice su quali periodi il mercato si applica e quando rimborsa. Poi i limiti: apri la schermata dei limiti di deposito e imposta la cifra prima di fare il primo deposito, non dopo, perché l’aumento richiede sette giorni. Infine l’offerta: leggi i requisiti di puntata prima di accettare il bonus, con particolare attenzione alla quota minima e alla finestra temporale.

Chi segue quest’ordine arriva al primo deposito sapendo cosa ha firmato. Chi lo inverte scopre le condizioni quando sono già vincolanti.

Le dieci piattaforme, una per una

William Hill: il marchio con il regolamento DNB più esplicito

William Hill è l’unico dei dieci di cui questa pagina possa descrivere il Draw No Bet sulla base del regolamento del marchio, ed è la ragione per cui apre la rassegna. La concessione è la n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, su William Hill.

Il mercato è costruito su due esiti: nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2); in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Il regolamento chiarisce anche la base temporale: se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero.

La parte più interessante è la granularità. Il DNB è offerto anche su singole parti della partita: per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. Chi vuole coprire solo il primo tempo, o solo un quarto di basket, trova il mercato già confezionato invece di doverlo costruire. Nel basket il DNB di William Hill si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata.

Sul versante dell’offerta, il Benvenuto Sport è costruito come descritto: bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogazione in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Guardando le tre condizioni insieme, l’offerta è pensata per far costruire multiple ad alta quota a chi la accetta — un profilo di giocatore preciso, non un pubblico generico.

Il giudizio: William Hill è il marchio di questa lista in cui chi vuole capire il DNB trova le risposte scritte nero su bianco, compresa la regola dei 90 minuti che altrove è implicita. L’offerta di benvenuto, però, chiede multiple da cinque selezioni a quota 5.00: chi non gioca quel tipo di schedina non la sbloccherà, e farebbe meglio a valutare il marchio per il regolamento e non per il bonus.

bet365: il catalogo più profondo, con le sue regole di prodotto

bet365 opera con la concessione n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, su bet365.

Il profilo del marchio è quello di un catalogo ampio costruito attorno a strumenti di combinazione. bet365 offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. È un’architettura che punta sulla costruzione della giocata all’interno dello stesso evento: invece di comporre una multipla su partite diverse, il giocatore combina più mercati della stessa partita, e lo fa con le quote maggiorate come esca.

Sul gioco responsabile, gli strumenti comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. La copertura è quella che ci si aspetta da un operatore di questa dimensione, con il numero di supporto indicato in modo esplicito.

Vale un’osservazione sul rapporto tra Bet Builder+ e DNB, che i due strumenti non suggeriscono da soli. Il Bet Builder+ combina mercati dello stesso evento in una sola giocata; il DNB è un mercato a due esiti con rimborso. Chi combina un DNB con altri mercati dentro lo stesso evento si trova una giocata il cui esito dipende da più condizioni contemporaneamente, e il rimborso del DNB vale solo per la sua parte. Il prodotto è potente e va usato sapendo che cosa somma.

Il giudizio: bet365 è il marchio con più strumenti per costruire una giocata su misura, e questo lo rende interessante per chi non si accontenta della singola secca. Il rovescio è che la profondità del catalogo è tale da richiedere attenzione: quanto più si combina, tanto più difficile diventa ricostruire a mente cosa serve perché la schedina resti viva.

Goldbet: mercati speciali, virtuali e una concessione in capo a una controllata

Goldbet opera con la concessione n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), su Goldbet.

Il catalogo prodotti è ampio e insolitamente dettagliato nelle schede. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Sul calcio i mercati comprendono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. È un elenco che copre sia le vie classiche sia quelle di nicchia.

Merita una menzione a parte la componente virtuale. La Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema; le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. Non è calcio, e va detto: sono eventi simulati, la categoria che l’art. 2, lett. v) del D.Lgs. 41/2024 definisce e ammette dentro una concessione per scommesse sportive. Il ritmo è quello dei virtuali — partenze ogni cinque minuti — e non quello di una partita.

Sul DNB, le specifiche del marchio non includono una descrizione peculiare del mercato. Si tratta di un’opzione a quota fissa sul calcio, e Goldbet assicura una copertura estesa dei campionati; chi è interessato trova il mercato in schedina, soggetto alle regole di liquidazione standard previste dal gestore.

Il giudizio: Goldbet è il marchio da guardare se la tua attenzione va ai mercati particolari — il minuto del primo gol, la Rete Inviolata — più che al mercato a due esiti. La concessione è in capo a una controllata con un nome diverso dal marchio, dettaglio che chi verifica i numeri deve leggere due volte.

AdmiralBet: la tutela costruita in fase di registrazione

AdmiralBet opera con la concessione n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., su AdmiralBet.

La caratteristica principale risiede nella procedura di apertura conto. In registrazione, AdmiralBet impone la definizione dei massimali di spesa, deposito e tempo. La modifica prevede un’attuazione immediata per le riduzioni e un differimento di sette giorni per gli aumenti. È una procedura obbligatoria: l’utente è spinto a compiere una scelta consapevole durante l’iscrizione, evitando di posticipare l’impostazione dei propri paletti di sicurezza.

Sull’autoesclusione le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra si è allargata in entrambe le direzioni: più granulare per chi vuole un blocco breve, più estesa per chi vuole un blocco lungo.

Sul DNB, le direttive del gestore non dettagliano in modo specifico il mercato. La documentazione disponibile si concentra principalmente sulla tutela del conto e sulle norme comportamentali, piuttosto che sul regolamento sportivo in senso stretto.

Il giudizio: AdmiralBet è il marchio in cui gli strumenti di gioco responsabile sono strutturalmente parte dell’apertura del conto, e per un giocatore che sa di dover mettere dei paletti questa architettura è un vantaggio concreto. Chi cerca il massimo controllo sul regolamento del DNB troverà più materiale altrove; chi cerca di non doversi ricordare di impostare i limiti più tardi troverà qui il percorso già tracciato.

Eurobet: il gruppo con tre siti e una concessione per ciascuno

Eurobet opera con la concessione n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su Eurobet. Lo stesso gruppo gestisce anche Bwin e Giocodigitale, ciascuno con la propria concessione: è l’esempio più chiaro del fatto che la concessione è per sito e non per azienda.

Il prodotto è articolato su tutti i formati classici. Con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. La raccolta delle giocate in un’unica pagina è un dettaglio operativo più rilevante di quanto sembri: chi gestisce molte schedine aperte sa quanto conti avere un posto solo dove guardarle, invece di ricostruire a memoria cosa si è giocato.

Sul DNB, le condizioni e le schede non portano una descrizione propria del mercato; quello che è documentato riguarda i formati di giocata e l’organizzazione delle schedine.

Il giudizio: Eurobet è il marchio con l’impianto di giocata più ordinato tra quelli descritti, e la pagina My Bets è la prova materiale di quell’ordine. Il nome del concessionario coincide con il marchio, cosa non scontata in questa lista, e per chi verifica i numeri è un piccolo risparmio di tempo.

Betfair: l’exchange, e un altro modo di essere bookmaker

Betfair opera con la concessione n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., su Betfair. È il marchio che in questa lista rappresenta una categoria a sé, quella del betting exchange, il gioco che l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024 ammettono quando il giocatore può essere giocatore o bookmaker e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima.

Anche il catalogo tradizionale è nutrito. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La logica di prodotto è simile a quella degli altri grandi marchi, con un’attenzione particolare alle combinazioni.

Sul lato exchange le norme sono peculiari. La documentazione di Betfair menziona regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano — ad esempio una puntata minima di 200 centesimi — e un articolo di settore del 2024 specifica che nulla è dovuto dal giocatore sulle vincite, dato che il prelievo ricade sul concessionario. Betfair è stata la prima a introdurre questo modello. La verifica delle condizioni attuali per altri marchi spetta al singolo utente.

In merito al DNB, la documentazione del marchio non offre una trattazione specifica del mercato.

Il giudizio: Betfair è il marchio che conta per il giocatore che ragiona in termini di quote da prendere e da dare, e in questa lista è l’unico con una struttura di exchange documentata. Per chi cerca semplicemente il DNB, invece, il marchio offre quello che offrono gli altri, e la sua particolarità non entra in gioco.

SNAI: mercati tecnici, My Combo e Cash Out

SNAI opera con la concessione n. 16032, intestata a Snaitech Spa, su SNAI.

Il catalogo è fra i più dettagliati sul versante tecnico. L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Sono mercati che richiedono conoscenza della partita e non solo del risultato: i tiri in porta e i cartellini sono variabili di gioco, non di punteggio.

A questi si aggiunge uno strumento di composizione. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Il risultato è una giocata che somma selezioni di natura diversa sotto un solo prezzo, con il moltiplicarsi della varianza che ne consegue.

Il Cash Out merita una considerazione propria. Chiudere una schedina prima della fine significa monetizzare lo stato corrente della giocata, e il prezzo che si incassa non è quello che si sarebbe incassato a esito raggiunto: è il valore che il mercato attribuisce a quella posizione in quel momento. È uno strumento utile per chi vuole gestire il rischio, ed è un costo per chi lo usa con l’idea di massimizzare.

Riguardo al DNB, il regolamento interno del marchio non fornisce una trattazione specifica dedicata.

Il giudizio: SNAI è il marchio più attrezzato per chi vuole gestire una posizione aperta, tra Cash Out e combinazioni multiple sullo stesso evento. Chi cerca il DNB come mercato singolo trova le regole generali delle scommesse a quota fissa, non una disciplina dedicata.

Planetwin365: il live guardato, non solo giocato

Planetwin365 opera con la concessione n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., su Planetwin365.

La particolarità documentata riguarda la diretta. Planetwin365 offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Non è calcio, e non è un caso: lo streaming si concentra su quelle discipline che garantiscono continuità di offerta tutti i giorni, e il tennis tavolo è l’esempio più chiaro di uno sport che il grande pubblico non cerca ma che riempie un palinsesto.

Il nesso con il live è importante per il DNB in una versione che molti non considerano: seguire la partita in diretta mentre la giocata è aperta cambia il modo in cui si legge il mercato. Il DNB pre-match si basa sul punteggio finale dei 90 minuti; vederlo scorrere rende evidente quanto la protezione valga, partita dopo partita.

Sul DNB, le condizioni e le schede del marchio non portano una descrizione propria del mercato.

Il giudizio: Planetwin365 si distingue per chi guarda gli eventi prima di giocarli, e il palinsesto di streaming quotidiano è il suo argomento. Le discipline coperte non sono quelle del grande calcio, quindi il vantaggio riguarda chi segue anche gli sport minori.

Sisal: la scommessa DUO e i formati combinati

Sisal opera con la concessione n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., su Sisal.

La proposta è centrata sui formati combinati. Tra le scommesse figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il catalogo copre quindi sia combinazioni strutturate sia mercati tecnici sullo svolgimento della partita.

La convivenza tra Supercombo e DNB è uno dei punti in cui la lettura del regolamento conta più della lettura del marketing. Una Supercombo è una combinazione con una quota unica; una gamba in DNB dentro una combinazione segue la regola generale delle scommesse a quota fissa: se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati, la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. In pratica il rimborso del DNB non è un rimborso: è un ricalcolo della giocata senza quella parte. Chi si aspetta di riavere indietro la quota corrispondente alla singola gamba ha letto male.

Sul DNB, le condizioni e le schede del marchio non portano una descrizione propria del mercato.

Il giudizio: Sisal offre la gamma più fitta di formati combinati tra i marchi descritti, e chi gioca Supercombo e Supercoppia trova pane. Il prezzo di quella fittezza è che le regole di liquidazione diventano articolate, e il comportamento di una gamba in DNB dentro una combinazione è esattamente il tipo di dettaglio che si scopre solo leggendo.

Betsson: volume di eventi, pre-match e live

Betsson opera con la concessione n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, su Betsson.

Il profilo è quello del volume. L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La copertura è ampia e il fuoco è sulla quantità di eventi disponibili più che sulla profondità di un singolo campionato.

Vale una nota sulla struttura societaria, perché è il punto in cui la verifica diventa più utile: la concessione è intestata ad Azzurri Limited, un nome che non ha alcun rapporto evidente con il marchio. La stessa società compare anche dietro StarCasinò. Chi controlla il numero di concessione senza saper leggere la riga del concessionario rischia di concludere che il marchio non sia autorizzato, quando lo è.

Sul DNB, le condizioni e le schede del marchio non portano una descrizione propria del mercato.

Il giudizio: Betsson è il marchio da guardare se cerchi ampiezza di eventi e non un singolo campionato, e il pre-match e il live insieme coprono entrambe le modalità. Chi verifica la concessione deve però leggere il nome della società e non fermarsi al marchio.

Domande frequenti

Come si controlla che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, che riporta i codici da 16000 a 16051 e il sito .it di ciascuno. Poi si confronta il numero dichiarato dall’operatore nelle proprie condizioni. Attenzione: l’elenco non distingue i giochi, quindi l’autorizzazione non prova da sola che il sito offra scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita si ottiene moltiplicando la puntata per la quota fissata al momento della giocata, secondo quanto prevede il regolamento delle scommesse a quota fissa: il premio è la puntata per la quota. Nelle multiple le quote delle selezioni si moltiplicano tra loro in un unico prezzo. Il profitto netto è la vincita meno la puntata.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi di tutte le quote dello stesso mercato e si prende l’inverso di quella somma: il risultato è la quota di quanto viene restituito ai giocatori. Il margine è 100 % meno quella percentuale. Su un esempio illustrativo a due vie con quote di 1,90 e 1,90 il conto dà una quota di ritorno intorno al 95 % e un margine intorno al 5 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone auto-limiti su tempo, spesa e perdita e limiti sui depositi in un periodo definito. In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, sapendo che le restrizioni entrano in vigore subito, mentre i rialzi richiedono una settimana.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui siti con concessione ADM l’imposta è a carico del concessionario, con l’aliquota unica calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, e il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla. Sui siti non autorizzati la posizione cambia: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Il sito non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, quindi l’autoesclusione non protegge. È esposto al blocco DNS e alla redirezione su una pagina di avviso. E la Legge 401/1989, art. 4, come l’ADM la cita, sanziona anche il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi.

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