Scommesse sul cricket tra concessione ADM, mercati e margine

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Qui interessa il cricket, ma l’ordine in cui le cose succedono in Italia decide tutto il resto: prima la concessione, poi il palinsesto, e solo alla fine la quota che compare sul cricket.

Una squadra di cricket ha 11 giocatori.

Perché il punto non è quanto cricket trovi su un bookmaker. È quando lo trovi, per quanto tempo lo trovi e che cosa succede se l’evento non entra nel programma approvato. Chi guarda il cricket di notte, dall’Italia, con il fuso che si mangia due ore di sonno, arriva a questa pagina con una domanda pratica: dove si gioca, e a che condizioni. La risposta cambia parecchio a seconda di dove il bookmaker ha la concessione e di cosa ha in palinsesto quel mese.

Dati aggiornati al Ottobre 31, 2026, con le concessioni e le condizioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM e sui termini e le condizioni pubblicati dagli operatori.

Cos’è davvero una scommessa sul cricket e come si costruisce la quota

Il cricket è uno sport a due squadre da 11 giocatori, e i tre formati internazionali sono i Test match, i One Day International e il Twenty20. Da qui discende tutto quello che serve per capire una quota, perché il formato decide la durata dell’evento, e la durata decide come è costruito il mercato.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato.

Un Test match arriva a cinque giorni con al massimo quattro inning in totale, massimo due per squadra, con almeno novanta over al giorno; un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio. In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi, e se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over, l’incontro è un pareggio, un tie. Nel Twenty20 ogni squadra batte per un massimo di 20 over, cioè 120 lanci regolari, un lanciatore può lanciare al massimo quattro over e un incontro in parità si decide con un super over.

Fermiamoci sul primo numero, perché è quello che il giocatore italiano legge meno volentieri: cinque giorni. Una scommessa pre-match su un Test si apre giorni prima del primo lancio e resta viva mentre il resto della giornata scorre. Il risultato può cambiare tre volte per giorno di gioco e la quota si muove con lui, se il mercato è aperto. Una partita di calcio si chiude in novanta minuti più recupero; un Test ti accompagna per una settimana lavorativa intera.

Poi c’è il caso che manda in fumo l’intuizione di chi ha appena imparato a leggere il mercato. Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato, e se si giocano troppo pochi over, di solito venti, l’incontro è dichiarato senza risultato. Qui il bookmaker non sbaglia e non ti frega: il mercato semplicemente si chiude su un esito che non esisteva quando hai messo la giocata. Le regole di liquidazione di ogni operatore dicono come viene trattato quel caso, e sono la prima cosa da leggere prima di puntare su un ODI in un mese di pioggia.

Il governo dello sport sta in mani diverse da quelle di un bookmaker. L’International Cricket Council governa il cricket, dodici membri effettivi hanno lo status di Test e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019. Dal calendario ICC scendono le finestre internazionali: quando una nazionale gioca, le leghe domestiche si fermano o convivono con le assenze, e la profondità del mercato su quel torneo cala di conseguenza. È così che una competizione con venti squadre può offrire più partite di una lega intera, in meno settimane.

E poi c’è il torneo che ha chiuso il cerchio. L’India ha vinto la ICC Men’s T20 World Cup 2026, dal 7 febbraio all’8 marzo 2026, organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka con 20 squadre, battendo la Nuova Zelanda di 96 run in finale. Un mondiale così lascia dietro di sé un calendario più fitto, non più vuoto: le nazionali che hanno perso presto tornano a giocare serie bilaterali, e i bookmaker che avevano aperto il mercato sul torneo lo riaprono sulle tournée.

Il calendario cricket: quando i mercati si aprono e quando si chiudono

L’immagine che molti hanno in testa è quella di un calendario pieno tutto l’anno. La realtà è più noiosa e più utile da conoscere: il cricket si presenta a ondate, e la finestra in cui un bookmaker italiano tiene aperti i mercati su una competizione dipende da quanto quella competizione pesa nel palinsesto approvato.

Il T20 ha riscritto il ritmo. Con un massimo di 20 over per squadra, un incontro si esaurisce in poche ore e una serie si gioca in due settimane; le franchigie hanno creato finestre dedicate, e l’effetto sui mercati è diretto. Su un formato breve il bookmaker apre più eventi in parallelo, li chiude più in fretta e ha meno tempo per correggere il prezzo. Su un Test, invece, il mercato è più profondo e più lento, e richiede un bookmaker disposto a tenere aperte posizioni lunghe. Non tutti lo fanno con la stessa attenzione.

I due estremi hanno conseguenze opposte per chi gioca. Se segui il T20, la tua partita finisce prima che tu abbia finito di leggere le statistiche; se segui i Test, hai giorni per cambiare idea e per vedere la quota muoversi, che è esattamente il momento in cui la disciplina conta più dell’entusiasmo. Nessuno dei due formati è «meglio» per scommettere: sono due diverse quantità di tempo da gestire.

Le competizioni internazionali hanno un altro effetto, meno visibile e più fastidioso. Quando il calendario ICC concentra le finestre, i tornei domestici si comprimono e i bookmaker coprono quello che il pubblico chiede di più. Il cricket indiano e quello australiano restano i bacini più profondi di mercato, e questo vuol dire che su quelle partite trovi più tipologie di giocata che su una serie tra due nazionali minori. Chi cerca il mercato esotico lo trova, ma con un numero di opzioni ridotto e con la quota che riflette quella povertà.

Poi arriva la pioggia. Un ODI interrotto non è un evento raro in certe stagioni, e il Duckworth-Lewis-Stern è il meccanismo che di solito decide il bersaglio o il risultato quando gli over vengono tagliati. La conseguenza per il giocatore è doppia: la partita che avevi analizzato non è più la partita che si gioca, e sotto la soglia dei venti over circa l’incontro non ha risultato. Le scommesse di cricket sono, in pratica, scommesse su un evento che può essere riscritto mentre è in corso.

Da fondamenti a giocata: come si legge un mercato sul cricket

La prima cosa da capire è che il «risultato» nel cricket non è sempre lo stesso oggetto. Un Test può finire in pareggio, un ODI può finire in tie, un T20 in parità va a super over. Tre esiti finali diversi, e tre costruzioni di mercato diverse: chi copre un pareggio in un Test non sta coprendo la stessa cosa di chi lo copre in un T20, perché nel primo caso il pareggio è un risultato possibile e frequente, nel secondo è un caso raro che si risolve altrove.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi.

Su questa base si innestano i mercati che troverai nella maggior parte dei bookmaker con concessione ADM. L’esito finale è il più semplice; Under/Over è il mercato sui run totali o sugli over; il resto è una stratificazione che va dai mercati combo alle giocate su singoli eventi di partita. Se un bookmaker pubblica mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, stai guardando una struttura di prodotto pensata per il calcio e riadattata altrove, e sul cricket la profondità di quella struttura va verificata caso per caso.

La differenza tra una singola e una multipla incide sulla quota in modo che conviene avere chiaro. In una singola la quota è quella del mercato; in una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, e basta una selezione sbagliata per azzerare tutto. Sul cricket, dove il pareggio esiste e la pioggia può riscrivere l’esito, una multipla costruita su tre match senza considerare le regole di liquidazione è una scommessa su tre cose diverse da quelle che credi di aver scelto.

Il cash out è la funzione che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Su un Test da cinque giorni è lo strumento più interessante che esista, perché ti dà una via d’uscita da una posizione che si è mossa contro di te. Su un T20, dove l’evento dura poche ore, serve a poco: quando ti accorgi che serve, la partita è finita. Ogni bookmaker applica al cash out condizioni sue, e la comodità ha un prezzo implicito nella cifra che ti viene offerta.

Le funzioni che i grandi operatori italiani portano in app sono un buon termometro di cosa aspettarti. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket; tra le sue giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out. Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Vale la pena dire la verità su quel «quote maggiorate». Una quota maggiorata è tale rispetto al prezzo che quello stesso bookmaker avrebbe altrimenti offerto, non rispetto al mercato. Il margine che l’operatore trattiene resta dentro ogni prezzo, anche in quello «maggiorato»: la differenza tra il prezzo di una promozione e il prezzo pieno è una scelta commerciale, e va misurata contro i prezzi che altri operatori espongono sullo stesso evento nello stesso momento.

La quota e il margine: quanto trattiene il bookmaker su ogni euro

Un mercato a due esiti, entrambi a quota 1,90, è l’esempio più pulito che esista per capire dove finisce il denaro. Prendiamo il caso illustrativo di due esiti a 1,90 e 1,90: la quota è un esempio, non un prezzo quotato da nessun operatore.

Con due esiti a 1,90, la somma degli inversi delle quote è 1/1,90 più 1/1,90, cioè poco più di 1,05. Il bookmaker paga quindi una quota di ritorno del mercato intorno al 95 %, e la parte che trattiene — il margine — sta intorno al 5 %. È una banda, non una cifra esatta, perché il margine cambia con il mercato, con lo sport e con il momento: su un mercato molto liquido si stringe, su un evento di nicchia si allarga, e su un mercato live si allarga quasi sempre, perché il bookmaker paga il rischio di prezzare in tempo reale.

Il 5 % non è un dettaglio da manuale. Su cento euro giocati su quel mercato, il valore atteso che resta nelle tasche del bookmaker è circa cinque euro, e quei cinque euro se ne vanno prima che la partita cominci. È il motivo per cui una quota «maggiorata» non va letta come un regalo: se il prezzo pieno di un bookmaker contiene già una trattenuta vicina a quella, il margine della promozione è, nella migliore delle ipotesi, una parte di quella trattenuta restituita.

Da qui discende la cosa più utile che si possa dire sulle quote di cricket in Italia: il confronto tra operatori si fa sul margine, non sull’entusiasmo. Un mercato con margine più stretto restituisce di più sullo stesso evento, senza che nessuno ti abbia dato niente. Cercare quel numero è più produttivo che inseguire il bonus di benvenuto, perché il margine si applica a ogni giocata che fai, mentre il bonus si applica una volta e con condizioni.

Il margine non è l’unico prezzo nascosto. C’è anche quello che l’operatore paga allo Stato, e non lo paga lui: lo paga il mercato. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è del 24,5 % se la raccolta avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Il numero riguarda il concessionario, ma il suo effetto arriva al prezzo che vedi: su un prodotto tassato a quella misura, il bookmaker ha meno spazio per allargare il payout.

Concessione ADM: cosa cambia davvero per chi scommette

Prima di guardare qualunque quota, conviene guardare un registro. In Italia serve la concessione per il gioco a distanza, e la verifica non è un gesto di sfiducia verso il bookmaker: è la ragione per cui, se qualcosa va storto, hai un’interfaccia istituzionale da chiamare.

Il regolatore è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze sono concessioni assegnate con gara pubblica, non licenze aperte: cambia la sostanza, perché non esiste un percorso in cui un operatore si «iscrive» e inizia a raccogliere. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per società: la stessa azienda può gestirne più di uno. Eurobet Italia S.r.l. per esempio gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. E qui arriva il punto che quasi tutte le guide saltano: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere diritto a scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommesse con interazione diretta e bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore.

La conclusione pratica è scomoda e va detta: comparire in una classifica non è una concessione. Nessun confronto, nemmeno il più curato, sostituisce la lettura dell’elenco ADM e dei termini dell’operatore.

Sul secondo piano, la concessione non è un timbro una volta per tutte. L’articolo 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024, fissa in nove anni il periodo massimo in cui i vincitori della gara possono gestire uno o più dei giochi previsti, senza rinnovo. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissati durante la concessione, il che è una garanzia per chi pianifica a lungo; ma nove anni senza rinnovo significa che il perimetro può cambiare, e chi guarda un operatore con occhi lunghi dovrebbe saperlo.

Chi può offrire cricket in Italia e a che prezzo lo paga

Il perimetro dei giochi ammessi è fissato dalla legge, non dal bookmaker. L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024, elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, il betting exchange; bingo. Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore.

Poi c’è il palinsesto, definito dall’art. 2, lett. s) come il programma degli eventi e delle tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM: una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. A settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. La conseguenza è la più importante di tutta la pagina: la presenza del cricket su un bookmaker italiano non è una scelta di gusto, è un esito autorizzativo. Un operatore può avere il cricket o non averlo, e in entrambi i casi sta dentro le regole.

Il cricket, in concreto, si colloca dentro la lettera a) dell’articolo 6 quando è scommessa a quota fissa su evento sportivo. Non esiste una voce «cricket» nella legge: esiste una categoria. E siccome ADM aggiunge gli eventi uno alla volta e il contenuto del palinsesto non è pubblico nei dettagli, l’unico modo per sapere se una partita è bettabile è guardare il programma di quel bookmaker. Questa non è una scusa per la vaghezza: è la ragione per cui, il giorno prima di una partita, la prima cosa da fare è controllare se l’evento è aperto e a che quota.

Gli eventi simulati sono un caso a parte, e la legge lo nomina: l’art. 2, lett. v) definisce le scommesse su eventi simulati come quelle su eventi sportivi, ippici e altri generati al computer, mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per scommesse sportive. Molti siti hanno una sezione «Virtuali». Sono un prodotto diverso dal cricket reale, con un margine diverso e con un ritmo diverso, e vale la pena non confonderli.

L’ippica merita una riga perché è l’unico ambito in cui la legge separa due cose che il pubblico unisce. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i giochi di ippica nazionale, con le giocate di tipo vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, stanno nella lett. c) e richiedono una concessione propria. Se un operatore offre l’una cosa e non l’altra, non sta facendo confusione: sta usando il perimetro che ha.

Il betting exchange è l’altra voce con una sua identità: l’art. 6, comma 1, lett. e) lo ammette come gioco separato, e l’art. 2, lett. u) lo descrive come la forma in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Betfair è descritto come il primo operatore con questo prodotto, con concessione 16028.

Perché la scommessa non arriva sul cricket: palinsesto, veto e controlli

C’è una zona della normativa che vale la pena conoscere non perché sia applicata, ma perché spiega come ragiona il sistema italiano.

L’articolo 4, comma 4-bis, della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero. Nella lettura che ADM stessa dà, la legge prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammeenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore sono fuori da questa pagina.

Sul lato dei pagamenti, l’art. 22, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore è non confermata.

Poi c’è il meccanismo vero, quello che il giocatore incontra davvero. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti il cui accesso è inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono in poche ore. ADM usa la parola «oscurati».

Il punto per il lettore non è il conteggio. È che un sito oscurato è un sito che stavi per usare, e che i tempi tecnici del blocco non sono i tuoi tempi: quando un operatore senza concessione sparisce, non spariscono con lui le condizioni che ti aveva promesso.

Autoesclusione e limiti: le regole che ti riguardano direttamente

Qui la norma smette di parlare di operatori e comincia a parlare di te. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore con protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Il pezzo che il giocatore tocca con mano è il limite di deposito. In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile; le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale in fase di iscrizione, con un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e anche lì un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato è operativo dopo 7 giorni.

Sette giorni sono una vita. Se decidi di alzare il limite di deposito la sera in cui hai perso, il sistema ti fa aspettare una settimana, e quella settimana è esattamente il tempo in cui la decisione può cambiare. La riduzione, invece, è istantanea, il che dice tutto su chi la norma vuole proteggere.

L’autoesclusione è l’altro strumento, e ha un funzionamento che vale la pena capire prima di averne bisogno. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La modifica del 2026 dice molto sull’evoluzione del sistema: la finestra si è allargata in entrambe le direzioni, e nove mesi prima di poter chiedere la revoca su un’esclusione indeterminata è un numero che sposta il baricentro dalla reversibilità alla stabilità.

Il meccanismo che tiene tutto insieme è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018: blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto. Questa è la conseguenza più concreta della concessione, molto più di qualunque discorso sul marchio.

Sul versante della ricarica c’è un canale che sfugge a chi non legge: i punti vendita ricariche dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro dei punti di ricarica, tabaccai e ricevitorie, che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Sono un modo per alimentare il conto, non un modo per incassare.

Sull’identità, il conto di gioco richiede identificazione piena; gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e con SPID. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’età di 18 anni è fissata dalla legge italiana e l’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la tutela dei minori di età tra i principi del riordino.

Sui pagamenti, i binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay e Mooney; l’elenco di ogni operatore sta nei suoi termini. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono una questione aperta, e non esiste una norma che nomini i binari approvati.

Infine gli strumenti di gioco responsabile che il consumatore vede in app. Quelli di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Pubblicità, bonus e tasse: dove il conto cambia segno

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione.

Sul terreno dei bonus, il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta. Non esiste un tetto statutario ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, requisiti e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Due conseguenze, in ordine di importanza.

La prima è che alla cifra bisogna chiedere cosa c’è dietro. Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Un bonus sul deposito è denaro reale in saldo, e questo lo distingue da un bonus che resta vincolato; ma il valore reale dipende dai requisiti di puntata, cioè da quanto devi giocare prima che quel saldo diventi tuo, e dalle quote minime che contano per il rigioco.

La seconda è il caso William Hill, che merita due righe perché è un bonus che non assomiglia a un bonus di benvenuto. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. I requisiti sono tutti nella stessa frase: una multipla, almeno 20 €, almeno cinque eventi, quota totale almeno 10.0, e il tetto di 100 € sull’intero arco della stagione. Chi gioca un evento singolo da 50 € non prende niente, e chi prende la freebet deve sapere che la sua puntata di solito non viene restituita in caso di vincita.

Poi c’è la tassa, che è il posto in cui il conto cambia segno senza che il giocatore abbia giocato. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, ex art. 4, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima del 43 % e del 47 %; le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore, e non si sa se i crediti da bonus entrano nella base.

L’imposta la paga il concessionario, non tu, ma la paga su quel mercato. Il 24,5 % sulla raccolta a distanza è il motivo per cui la quota offerta in Italia non coincide con quella di un operatore estero che non ha quel costo. Il confronto tra payout e imposta, però, non si fa a occhio: il payout è una percentuale sul mercato, l’imposta è una percentuale sulla differenza tra puntate e vincite.

Per il giocatore il discorso è diverso, e va fatto con precisione perché la confusione qui costa. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore del 2024 e del 2026 parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’autorità fiscale, quindi la frase giusta da tenere a mente è: consultare un commercialista.

Per le vincite da siti non concessionari o esteri la posizione cambia, e cambia in modo sfavorevole. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la sintesi corretta resta quella scritta sopra: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

Il quadro pubblicitario è in movimento. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la sanzione minima fissa di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non legge, è un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per rimuovere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorship: l’esito non è stato trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Confronto dei bookmaker con concessione ADM: criteri e classifica

La comparazione che segue si regge su tre materie, e vale la pena dire perché sono quelle. Il numero di concessione dice che quel sito è autorizzato a distanza in Italia e a quale concessionario appartiene, e serve perché il concessionario quasi mai porta il nome del marchio. Che cosa dice la pagina «key» dei termini dice quale parte del prodotto l’operatore sta descrivendo in proprio, e distingue una descrizione del sito da un dato di fatto verificabile.

La terza materia l’ho aggiunta io, e la spiego: quali giochi e servizi l’operatore dichiara in proprio. Sull’elenco ADM non c’è una colonna per i giochi, quindi l’unico modo di sapere qualcosa sull’offerta è leggere quello che l’operatore stesso scrive. Questo non è un dato neutro: è materiale di parte, ed è esattamente il tipo di fonte che va maneggiata sapendo chi la produce.

Marchio Numero di concessione ADM e concessionario Cosa dichiarano i termini dell’operatore sul tema della chiave
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Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito Lottomatica App di scommesse sportive su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita in diretta
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, sito Bet365 Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito Goldbet App con schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; il bonus di benvenuto si riceve scaricando l’app e registrandosi
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a., sito Planetwin365 App sui principali campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e su Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l., sito Betfair Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited, sito StarCasinò Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a., sito BetFlag Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; apertura conto anche con SPID e CIE
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito Eurobet.it Palinsesto da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni)
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc, sito William Hill Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0

Due cose che la tabella non può dire e che contano più delle colonne.

La prima è che venticinque altri concessionari stanno sullo stesso elenco e non sono qui. L’elenco delle concessioni letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe con codici da 16000 a 16051; questa comparazione ne copre dieci. L’assenza di un marchio da questa tabella non significa che sia senza concessione, e la sua presenza non significa che sia migliore: significa che su quei dieci ci sono elementi sufficienti per dire qualcosa di verificabile.

La seconda è che Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. È l’unico dato di questa pagina che riguarda operatori non recensiti, e vale come informazione di contesto: chi cerca quei nomi lo fa sapendo che l’elenco ADM in quella data non li conteneva.

NetWin: il marchio più orientato agli eventi virtuali

NetWin ha la concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., e opera sul proprio sito NetWin. La concessione è per sito, quindi questo dice che il sito è autorizzato, non che copra il cricket: come per ogni altro operatore, il palinsesto effettivo si verifica lì.

Quello che l’app dichiara è un’offerta larga e un po’ atipica. L’app NetWin.it propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.

Due elementi su cui fermarsi. Il primo è il catalogo di sport: è lungo e comprende discipline che in molti bookmaker italiani non trovano spazio, il che suggerisce una struttura di prodotto costruita sulla varietà più che sulla profondità. Il secondo è il numero che conta davvero: partenze ogni 2 minuti. Significa 720 eventi in una giornata solo nella sezione virtuale. Non è cricket e non è sport reale, ma è il volume che in questo operatore tiene occupata l’app, e dice molto su dove NetWin investe la propria capacità tecnica.

Il verdetto: se cerchi il cricket internazionale, il profilo di NetWin è quello di una piattaforma che copre molti sport e che presidia con grande intensità gli eventi simulati; su un Test match da cinque giorni la profondità di mercato non è quello che l’operatore dichiara di mettere in vetrina.

Lottomatica: il peso dello streaming in diretta

Lottomatica opera con concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Lottomatica. La genesi del nome è la parte interessante: la società che porta la concessione è la stessa che porta quella del marchio Goldbet, quindi due marchi diversi nella stessa tabella appartengono alla stessa struttura.

L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming è il punto. Un operatore che offre la diretta dentro l’app sposta l’esperienza dal mercato al video, e questo cambia il comportamento: chi guarda la partita nel lettore video dell’operatore scommette di più in-play, perché il mercato è a un tocco di distanza dal gioco. La conseguenza per chi cerca il cricket è diretta e va detta senza giri di parole: nessuna delle competizioni elencate è cricket. Lottomatica è costruita su un pubblico che segue calcio e motori, e chi cerca un mercato su un ODI in questa app non lo troverà descritto al momento della verifica.

Il verdetto: la forza di questo operatore è lo streaming integrato nel prodotto scommesse, e vale per chi vuole giocare live sul calcio e sui motori vedendo la partita; sul cricket la descrizione dell’offerta si ferma, e un Test non è nella sua vetrina.

bet365: la visibilità del partner ufficiale UEFA

bet365 ha la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, e opera sul sito Bet365.

Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. È un elenco che vale la pena leggere due volte, perché contiene una cosa rara: freccette e boxe. Sono sport con bacini di pubblico dedicati e con calendari internazionali, e un operatore che li mette nella propria presentazione sta dicendo qualcosa su come costruisce il catalogo.

Sul cricket, la Setka Cup autorizzata da ADM a settembre 2026 secondo la stampa di settore è il dettaglio che lo riguarda: bet365 è indicato come primo partner di quell’autorizzazione. È una coincidenza informativa interessante ma va letta per quello che è, un evento autorizzativo su un prodotto simulato, non una dichiarazione sul cricket internazionale.

Il verdetto: la copertura è ampia e la struttura della piattaforma è quella di un operatore internazionale, con un profilo di mercato che regge bene anche su sport meno battuti; chi cerca il cricket, però, deve verificare nel palinsesto se l’evento c’è, perché nessuno degli sport elencati lo include.

Goldbet: le tipologie di schedina come prodotto centrale

Goldbet opera con concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Goldbet. Stesso concessionario di Lottomatica, come già detto, e la cosa non va ripetuta a ogni riga: la struttura societaria è comune, i marchi sono due.

L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Il fatto saliente è il Sistemi. Un sistema è una giocata che combina più selezioni in modo da tollerare un certo numero di errori, e la sua presenza nella presentazione dice che Goldbet presidia il giocatore che costruisce giocate complesse. Sul cricket questo è rilevante: un sistema su più partite di un torneo distribuisce il rischio in un modo che una multipla secca non consente, e in un formato in cui il pareggio esiste e la pioggia può tagliare gli over è una differenza che si sente.

Il verdetto: è il profilo giusto per chi ragiona in termini di combinazioni e non di singola secca, e la presenza del Sistemi nello stesso elenco della Singola significa che l’operatore non ti obbliga alla giocata complessa per accedere al prodotto.

Planetwin365: la profondità del catalogo calcistico

Planetwin365 opera con concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul sito Planetwin365.

L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei, Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga, e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Il numero da tenere a mente è quel «più di 20». È la dichiarazione più ampia di questa tabella sul fronte sportivo, e in un catalogo di quella dimensione la probabilità che il cricket trovi posto è più alta che altrove. Resta una probabilità, non un dato: l’elenco dei campionati di calcio è dettagliato fin nella Serie C, e per il resto la dichiarazione si ferma al numero.

Il verdetto: se la tua scelta si gioca sulla varietà dello sport e non solo sul calcio, questo è il profilo con la dichiarazione più estesa; la conseguenza è che la profondità per singolo sport è più bassa di quanto la larghezza suggerisca, e su un mercato di nicchia conviene controllare la singola partita prima di assumere che ci sia.

Betfair: i mercati combo e l’eredità dell’exchange

Betfair ha la concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., sul sito Betfair.

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. È un elenco costruito intorno a un’idea di prodotto: pochi mercati di base, molta combinazione, e una sezione dedicata a pacchetti di mercati che non esistono altrove.

Su Betfair va aggiunta la sua storia particolare, perché è l’unico operatore di questa tabella con un prodotto strutturalmente diverso. Il betting exchange è ammesso come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024, e l’art. 2, lett. u) lo descrive come la forma in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è descritto come il primo operatore con questo prodotto.

Qui la lezione sul margine diventa concreta, e vale la pena dirlo perché è il punto in cui la matematica del bookmaker tradizionale smette di applicarsi. In un exchange non c’è un margine incorporato nel prezzo come in un mercato a quota fissa: il prezzo nasce dall’incontro tra chi punta e chi banca, e il costo sta nella commissione. Il numero nel mercato e il numero in tasca sono due cose diverse, e l’unico modo per confrontare un exchange con un bookmaker è tradurre tutto in costo per euro giocato.

Il verdetto: il profilo vale per chi vuole costruire giocate su mercati combinati e ha familiarità con un listino denso; la struttura dell’exchange premia chi sa leggere un prezzo in formazione, e non è la stessa competenza richiesta da una schedina pre-match.

StarCasinò: il casinò con un bookmaker dentro

StarCasinò opera con concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, sul sito StarCasinò. Il nome della società è la prova più chiara che l’elenco ADM non si legge dal marchio: Azzurri Limited è anche il concessionario di Betsson, secondo le righe dell’elenco.

L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

La parola chiave è «accanto». Qui il prodotto principale è il casinò, e il bookmaker vive dentro la stessa piattaforma come offerta accessoria. Questo cambia due cose. La prima è la profondità del palinsesto: un operatore casino-first tende a coprire gli eventi principali invece di costruire un catalogo sportivo largo. La seconda è la struttura dei permessi: la concessione può comprendere scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommesse con interazione diretta e bingo in qualunque combinazione, e un marchio con questo profilo è la dimostrazione che l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi.

Il verdetto: la concessione è regolare e verificabile, ma per chi cerca specificamente cricket e mercati sportivi articolati il bookmaker è la parte accessoria di un prodotto che punta altrove.

BetFlag: il bonus sul deposito e l’identità con SPID

BetFlag opera con concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., sul sito BetFlag.

Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Due dettagli nella stessa riga: l’accredito è su saldo, quindi non è un credito vincolato a un cassetto separato; e il tetto è 5.000 €, che è il numero più alto di questa tabella e lo dice solo BetFlag. Chi deposita 100 € ne trova 200 in saldo, chi ne deposita 10.000 ne trova 10.000 più 5.000, e la proporzione si interrompe proprio sui versamenti grossi.

Sul lato dell’apertura del conto, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il verdetto: il bonus è denaro reale in saldo e con il tetto più alto del confronto, il che lo rende interessante per chi deposita molto; la parte da leggere prima è quella dei requisiti di puntata, perché un saldo accreditato su un deposito alto è anche un saldo che va rigiocato secondo le condizioni dell’operatore.

Eurobet: il palinsesto più eccentrico del confronto

Eurobet opera con concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet.it. Lo stesso concessionario compare sull’elenco ADM anche per Bwin.it e giocodigitale.it: tre siti, una società.

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Scacchi ed elezioni. Nessun altro operatore di questa tabella le mette nella propria presentazione, e questo dice qualcosa su quale pubblico Eurobet cerca di servire: non solo chi ama lo sport, ma chi vuole scommettere su qualsiasi cosa abbia un esito osservabile. Il baseball merita una nota a parte, perché è lo sport che più assomiglia al cricket nel tipo di pubblico e nel radicamento internazionale, e un operatore che lo elenca ha l’infrastruttura culturale per coprire i mercati a bassa domanda.

Il verdetto: è il profilo più adatto a chi vuole che il catalogo non si fermi agli sport di massa, e il cricket appartiene a quella famiglia; resta vero che l’apertura del mercato dipende dall’evento approvato, perché ADM autorizza un evento alla volta e nessun catalogo ampio lo aggira.

William Hill: la freebet settimanale e la logica dei requisiti

William Hill ha la concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul sito William Hill.

L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. È l’offerta più condizionata di questa tabella, e i requisiti sono tutti quantificati, il che è in sé una forma di correttezza: non c’è niente da indovinare.

Vale la pena fare il conto di quanto vale davvero, con la prudenza del caso. Una freebet in cui la puntata non viene restituita in caso di vincita vale meno del suo importo nominale: il valore medio dipende dalla quota a cui la giochi e dal payout del mercato, ed è tanto più alto quanto più alta è la quota utilizzata. Su una freebet da 5 € il risultato sta nell’ordine delle poche unità di euro in valore medio, non di più. Il vincolo strutturale pesa più del valore: per ricevere 5 € devi comporre una multipla con cinque eventi e quota totale almeno 10.0, cioè una giocata che ha una probabilità di vincita bassa per costruzione. Il valore della freebet e la probabilità di arrivare a giocarla non sono la stessa cosa, e qui conviene non confonderli.

Il verdetto: il tetto di 100 € sull’intera stagione dice la misura del programma — è un ritorno settimanale, piccolo e ricorrente, non un bonus di benvenuto; chi costruisce abitualmente multiple da cinque eventi lo incassa come un extra naturale, chi gioca singole non ha accesso a nulla.

Dove finiscono i bonus e cosa resta in tasca

Mettendo dieci operatori in fila, il quadro che ne esce è più sobrio di quello che la parola «bonus» promette. Un bonus sul deposito, come quello di BetFlag, si trasforma in saldo e ha un tetto; una freebet settimanale come quella di William Hill è un extra ricorrente legato a un tipo di giocata; un bonus di benvenuto come quello di Sisal richiede di essere titolari di un conto di gioco, di registrarsi sul sito o dall’app e di effettuare una prima ricarica, e la somma accreditata si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Tre tipi diversi, tre modi diversi di valere.

Il punto che li tiene insieme è che nessuno di essi nasce insieme a una concessione nuova: il bonus è il modo in cui un operatore difende la propria quota di un mercato già saturo, in un paese in cui la pubblicità è vietata e il messaggio promozionale non può passare dalla televisione. Un divieto pubblicitario che non tocca l’esistenza dell’offerta sposta la comunicazione dentro il prodotto, dove i requisiti di puntata stanno scritti in piccolo.

Da qui una posizione che vale la pena prendere: sul cricket, il bonus non è la variabile da ottimizzare. Il margine del mercato sì, perché su un ODI deciso da un taglio di over il prezzo conta in ogni partita, mentre il bonus si esaurisce una volta. E se l’evento che vuoi giocare non è nel palinsesto approvato, nessun bonus lo farà comparire.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi che stanno nel palinsesto predisposto dal concessionario e approvato da ADM, definito dall’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024. ADM aggiunge gli eventi uno per uno, quindi la presenza di una partita non è garantita dall’esistenza del mercato: va verificata nel programma di quel bookmaker.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si legge l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che il 25 ottobre 2026 contava 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. L’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi il nome prova la concessione, non l’offerta sportiva.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a quota 1,90 restituiscono 19 €, con 9 € di profitto netto. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, e la puntata si applica a quel prezzo finale.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Con due esiti a 1,90 la somma è circa 1,05, il payout è intorno al 95 % e il margine intorno al 5 %: una banda, che si stringe sui mercati liquidi e si allarga su quelli di nicchia e live.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

No, quando il pagamento arriva da un concessionario: il prelievo cade sul concessionario e la stampa di settore parla di somme tassate alla fonte, senza dichiarazione per il giocatore. Su vincite da siti esteri la posizione cambia, e in ogni caso vale la consulenza di un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e i limiti su tempo, spesa e perdita sono previsti dall’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni, come mostrano le pagine degli operatori.

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