Scommesse sul ping pong 2026: il palinsesto decide cosa puoi giocare
Nessun operatore italiano può accettare una giocata sul tennistavolo se l’evento non è nel palinsesto approvato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Questa è la prima cosa da sapere, e quasi nessuno la sa.
*Dati verificati al Ottobre 31, 2026 sulla base dell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e delle condizioni contrattuali degli operatori.*
Calendario e tornei: perché il formato del match conta più del pronostico
Il ping pong è uno sport che vive di appuntamenti. Nella stagione del calcio una partita slitta di un’ora e non cambia nulla; nel tennistavolo la struttura del torneo è il mercato. Fatti gli undici punti, il set è chiuso — e con esso la finestra live.
Una partita si vince arrivando a 11 punti per primi. Se si arriva sul 10-10, serve un vantaggio di due punti. Sembra un dettaglio, e invece è il cuore del live: negli ultimi due punti il prezzo si muove più che nei primi nove, e chi gioca a margine stretto lo vede. Il servizio si alterna ogni due punti, e sul 10-10 si serve a turno un punto ciascuno. Nel 2001 il punteggio è passato da 21 a 11 punti, e quella riforma ha dimezzato la durata media di un set: partite più brevi, più set, più occasioni di entrare e uscire.

Un incontro è al meglio di un numero dispari di partite, e negli incontri di gara si gioca al meglio di cinque o sette. Qui si apre il primo ventaglio di scelta concreto. Al meglio di sette il match dura di più, il live ha più materiale e la quota di chi è in svantaggio 2-0 non è ancora morte. Al meglio di cinque, un set perso male pesa il doppio. Chi punta sul vincente guarda il formato; chi punta sul live guarda il formato ancora di più.
Il tavolo è lungo 2,74 m, largo 1,525 m e alto 76 cm, con la rete a 15,25 cm. La pallina ha un diametro di 40 mm e pesa 2,7 g. Non è una lezione di regolamento fine a se stessa: quaranta millimetri di plastica leggera sono quello che rende il tennistavolo lo sport dove il servizio conta relativamente poco e lo scambio conta tutto. Chi serve ha un vantaggio reale ma non decisivo, ed è per questo che le quote sul tennistavolo raramente si aprono su un favorito schiacciante come accade nel tennis.
La International Table Tennis Federation è stata fondata nel 1926 e il tennistavolo è sport olimpico dal 1988. È uno sport con una federazione seria, un calendario internazionale e una base di dati statistici che nel betting conta: chi segue un circuito sa chi è in forma prima che la quota lo prezza. Il ping pong non è terra di nessuno, ed è esattamente per questo che il calendario va letto prima della schedina.
Il calendario, in Italia, è anche una questione amministrativa. Il palinsesto — art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 — è il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e su eventi fuori da quel programma non si può prendere una scommessa. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. La Setka Cup è un circuito di tennistavolo: la coincidenza non è casuale, è il segno che il ping pong è materia viva per il regolatore.
Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro il palinsesto, nessuno lo sa dal di fuori. È il punto che separa il ping pong dal calcio. Su un mercato maturo il lettore sa in anticipo cosa troverà; qui deve guardare il programma dell’operatore prima di sedersi al tavolo, perché l’evento può essere autorizzato questa settimana e non la prossima.
Il software non cambia questa gerarchia. Nessun programma prevede l’esito di uno scambio, e l’unica parte del processo che un software può migliorare è la lettura della quota rispetto alle altre. La scelta vera resta dove si gioca e cosa si gioca.
I fondamentali: come si costruisce il prezzo di una partita
Qui si arriva al punto che decide quanto costa giocare. Una quota non è un prezzo del rischio: è un prezzo con dentro il compenso di chi lo vende.

Prendiamo un mercato a due esiti con quota 1,90 per parte. Non è una quota quotata da nessun operatore: è un esempio, e serve a mostrare la meccanica. La somma dei reciproci delle due quote è 1/1,90 + 1/1,90, che dà una quota di ritorno del 95,24 %. Il margine del bookmaker è il resto: 4,76 %. Su ogni 100 € giocati su entrambi gli esiti, in media poco meno di 95 € tornano indietro sotto forma di vincite e quasi 5 € restano al banco.
Il «95 %» che si legge nelle brochure è lo stesso numero visto dall’altro lato, e non è un vanto: è un costo. Vale la pena fissarlo bene, perché è l’unica cifra della pagina che si applica a chiunque giochi, qualunque cosa giochi.
Il margine varia con il mercato e con il tipo di evento. Su un mercato principale di una competizione molto seguita le due quote potrebbero stare a 1,95 e 1,95, e il margine scende intorno al 2,5 %. Su un mercato secondario di un torneo minore, o su una giocata combinata che unisce più partite, la forbice si apre, e il margine può superare il 10 %. Non posso dire quanto valga su un ping pong specifico — dipende dall’operatore, dall’evento e dal momento — ma la direzione è sempre la stessa: più il mercato è stretto e poco frequentato, più il costo sale.
Questo cambia il calcolo di chi gioca sul tavolo. Puntare su un circuito poco coperto ha un vantaggio informativo solo se il margine non lo mangia. Tracciare due bookmaker sullo stesso evento e scegliere il prezzo migliore è l’unica difesa che non richiede di sapere chi vince.
La formula della vincita è aritmetica pura, e conviene averla in testa prima di aprire l’app. Con quota 1,90, dieci euro di puntata producono un ritorno di 19 €, dei quali 9 € sono profitto netto. Con quota 3,50, gli stessi dieci euro tornano 35 €, con 25 € di guadagno. Il ritorno è puntata per quota; il profitto è puntata per quota meno uno.
Su una multipla le quote si moltiplicano in un unico prezzo. Tre esiti a 2,00 danno una quota totale di 8,00 — e anche il margine si moltiplica, tre volte tanto. È il motivo per cui una multipla di cinque eventi è la costruzione preferita dagli operatori: il prezzo è più generoso e il vantaggio del banco è composto.
Poi ci sono le tasse, e qui bisogna distinguere con precisione due situazioni che si confondono continuamente.
La prima riguarda chi gioca su un concessionario ADM. Le vincite non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta grava sul concessionario — tassate alla fonte, per usare la formula della stampa di settore, con il giocatore che riceve la somma netta. È un’affermazione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi va trattata come tale, e in caso di dubbio conviene consultare un commercialista.
La seconda riguarda chi gioca su un sito estero senza concessione. L’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come redditi diversi, art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Dal lato dell’operatore l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % di prima; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel Decreto Sport di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Dove si gioca il ping pong, e dove non lo trovi affatto
Un giocatore che cerca un sito per il ping pong finisce spesso su pagine che parlano di casinò. La sovrapposizione ha una spiegazione: diversi brand sono casinò-first con un sportsbook accanto, e la concessione è la stessa.
La concessione è per sito e copre una o più delle attività elencate dall’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024: a) scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; b) totalizzatori sportivi e ippici; c) ippica nazionale; d) giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; e) scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori (betting exchange); f) bingo. Un concessionario può detenere il diritto al calcio, al poker, alle slot, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione.
Da qui una conseguenza che vale più di tutte le raccomandazioni: un nome nell’elenco autorizzato di per sé non dimostra un’offerta di scommesse sportive. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Chi vuole sapere se un operatore accetta tennistavolo non lo scopre dall’elenco: lo scopre dal sito e dall’app dell’operatore, dentro la sezione dello sport.
Il tennis e il basket sono quasi sempre presenti. Nel ping pong la copertura è molto più rarefatta, e cambia da una settimana all’altra. Le opzioni di gioco, in concreto, sono queste.
Il pre-match sui tornei internazionali, dove il mercato è più liquido e le quote meno larghe. Il live su eventi con una diretta video, dove il prezzo si muove di punto in punto. Le giocate combinate che uniscono più partite, con il costo composto già descritto. Il virtuale, che nel tennistavolo ha una presenza reale: Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno; NetWin propone centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti; SNAI supera i 3.000 eventi virtuali al giorno. Il virtuale ping pong non è il ping pong, e va detto con chiarezza: sono partite simulate, la meccanica è determinata dal sistema, e il valore informativo che un lettore porta dalla conoscenza di uno sport vero qui non esiste.
Infine una strada che in Italia non è la scorciatoia che sembra. Il betting exchange è un gioco ammesso separatamente dall’art. 6, comma 1, lett. e), e dall’art. 2, lett. u): il giocatore può fare il giocatore o il banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo della stampa di settore del 2024 dice che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni, non è dato sapere.
Dieci concessionari ADM a confronto
Prima la classifica, poi il metodo. Metto in fila dieci operatori con concessione ADM e un sito .it proprio, e per ciascuno dico cosa lo distingue — non chi sia il migliore, parola che in questo mercato non significa nulla di verificabile. Quello che ADM pubblica è un elenco: 52 righe, codici da 16000 a 16051, lette il 25 ottobre 2026.
| Brand | Numero di concessione e concessionario | Cosa dicono le condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Bonus di benvenuto sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 € |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dall’app che va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Nell’app centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati 1X2, combo bet e marcatori |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; pre evento e live su campionati, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, con Cash Out per chiudere la schedina prima della fine dell’evento |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, su multipla di almeno 20 € |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Principali campionati nazionali ed europei più oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie, accanto a slot e Live Casinò |
Il concessionario quasi mai porta il nome del marchio, ed è una delle cose che sorprendono chi guarda l’elenco per la prima volta. Eurobet Italia S.r.l. è il concessionario di Eurobet, ma anche di Bwin e Gioco Digitale. Azzurri Limited compare due volte nella tabella, per Betsson e per StarCasinò. Leggere il nome commerciale e fermarsi lì è un errore di metodo: la concessione è per sito, non per azienda, e una società può tenerne più d’una.
La terza colonna va letta come una fotografia scattata dalle condizioni dell’operatore in un certo giorno, non come una promessa. E c’è una ragione legale precisa per questa cautela. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite di denaro. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: importi, requisiti di puntata e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Nessun tetto statutario al bonus è noto. Il che significa che la tabella non è un menu consigliato — è un inventario.
Un ultimo avvertimento sul perimetro. Questo elenco non esaurisce il mercato: esistono altri concessionari, e un marchio assente dalla tabella non è per ciò stesso privo di concessione. Le dieci righe qui sopra sono quelle su cui gli operatori stessi pubblicano abbastanza da poter dire qualcosa di concreto.
Bonus, freebet e requisiti: chi paga il regalo
Un bonus di benvenuto non è denaro regalato. È un prestito mascherato, e la maschera cade nel momento in cui si legge il requisito di puntata.
Prendiamo il caso della freebet. William Hill, con l’Extra Bet Club, assegna una freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Leggiamo i numeri come stanno: per ricevere 5 € bisogna averne già giocati 20, su cinque eventi, a una quota complessiva molto alta. Il rapporto tra il premio e la condizione è di uno a quattro, e la condizione è essa stessa una multipla — cioè la costruzione con il margine composto.
Su una freebet da 5 € giocata a quota 1,90 in un mercato a due esiti identico al nostro esempio, il valore medio è 5 × (1,90 − 1) ÷ 1,90 × 95,24 %, pari a circa 2,26 €. La freebet paga il profitto ma non la puntata: se vince, rientrano il profitto e il saldo, non i 5 € dell’importo. Il primo passo per valutare un’offerta è sapere quanto vale davvero, e vale circa la metà del numero stampato in grande.
Il bonus di benvenuto BetFlag, dal canto suo, è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È un bonus in denaro, non una freebet: una distinzione che cambia tutto, perché il denaro accreditato sul saldo si comporta diversamente dall’importo virtuale. Requisiti di puntata e quota minima restano quelli delle condizioni dell’operatore, e nessun tetto statutario al bonus è noto.
C’è poi la questione del codice. In Italia la maggior parte delle condizioni di bonus non richiede codici: il bonus viene accreditato automaticamente al verificarsi della condizione. Ma anche dove un codice esistesse, la pagina che spiega come usarlo non serve a nulla: quello che conta è quanto l’offerta vale davvero e quanto costa. Il codice è il dettaglio più visibile e meno rilevante di tutta la faccenda.
Un’ultima nota di metodo. Ogni operatore scrive le proprie condizioni in modo diverso e le cambia senza preavviso. Un lettore che confronta due bonus deve confrontare le condizioni al momento della lettura, non quelle ricordate.
I dieci operatori, uno per uno
Le schede che seguono non sono un ordine di preferenza. Sono il risultato di quello che ciascun operatore scrive di sé: le sue condizioni, la sua app, la sua concessione. Nessuno di questi brand compare qui come indicazione di gioco, e nessuno di essi è stato selezionato perché «migliore»: sono dieci concessionari su 52, scelti perché pubblicano abbastanza da poterne parlare con precisione.
BetFlag — il bonus più aggressivo sul deposito
BetFlag ha la concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., e opera sul proprio sito .it. Il suo Bonus di Benvenuto Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €: un tetto alto rispetto alla media del mercato, che premia chi deposita molto e lascia quasi indifferenti i depositi piccoli.
Sull’identificazione BetFlag si distingue per la chiarezza con cui indica le strade disponibili: il sito rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Per chi arriva al betting da un’applicazione pubblica, lo SPID taglia i tempi di apertura e di verifica.
Il giudizio: la combinazione di un tetto bonus alto e di un percorso di identificazione snello lo rende la scelta più naturale per chi ha già un deposito consistente da mettere in gioco e non vuole perdere giorni in validazioni. Chi punta dieci euro alla volta non guadagna nulla da quel 5.000 €, e per quel profilo il bonus pesa come quello di chiunque altro.
Eurobet — il palinsesto più ampio d’Italia
Eurobet opera con la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul proprio sito .it. È lo stesso concessionario che amministra anche altri due siti .it della lista, dettaglio che vale la pena tenere a mente quando si legge un confronto costruito solo sui nomi commerciali.
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). È una delle coperture più larghe che si vedano tra gli operatori italiani, e la presenza degli «eventi strani» — politica, spettacolo — non è una bizzarria: sono mercati con margini alti e concorrenza bassa, e servono a un pubblico che cerca il mercato che nessun altro quota.
Il ping pong non compare in questo elenco, e non lo aggiungo io. La larghezza del programma è reale e va letta per quello che è.
Il giudizio: chi cerca varietà di mercati, anche bizzarri, trova qui la scelta più larga tra i dieci. Chi cerca specificamente altri sport minori come il ping pong deve verificare il palinsesto del giorno sul sito, perché una lista lunga non è una garanzia di copertura totale.
NetWin — il virtuale ogni due minuti
NetWin ha la concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., e opera sul proprio sito .it.
La sua app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. La cadenza di due minuti è il dato che salta all’occhio: il virtuale di NetWin non lascia tempo morto, e per un giocatore che cerca volume è un’offerta continua.
Tennis e pallavolo nel catalogo sono affini al tennistavolo per dinamica di gioco, ma restano altri sport. Il ping pong non è nominato, e non lo aggiungo io.
I due minuti tra una partita virtuale e l’altra sono la definizione tecnica di un gioco ad alta frequenza: il ritmo è la caratteristica, e il ritmo è anche quello che consuma più margine per unità di tempo. Su un profilo di giocatore che punta poco e spesso, questa è l’offerta da guardare con più attenzione di tutte le altre.
Il giudizio: NetWin è il punto di riferimento per chi nel ping pong cerca il ritmo, non l’analisi. Chi vuole leggere una partita reale e ragionarci sopra trova qui poco materiale; chi cerca un mercato sempre aperto lo trova.
Sisal — il live con lo streaming compreso
Sisal opera con la concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., sul proprio sito .it. È il brand più presente nella memoria collettiva degli italiani, e sul piano tecnico è anche quello che ha costruito l’offerta più densa di numeri.
L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Sul fronte virtuale, il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Per ricevere il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto.
La diretta streaming è la parte che pesa di più in un discorso sul ping pong. Un torneo trasmesso in streaming è un torneo giocabile in live con cognizione di causa; un torneo senza video è un torneo dove il live si gioca al buio. Sisal, nel tennis e nella pallavolo, questo terreno lo copre.
Il giudizio: è l’operatore con l’offerta più completa tra i dieci — live, streaming, cash out, virtuale — e chi vuole una sola piattaforma per tutto trova qui la copertura più ampia. Chi cerca solo il prezzo più basso su un esito specifico non ha motivo di preferirlo.
bet365 — il partner ufficiale con il mercato più globale
bet365 ha la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, e opera sul proprio sito .it. La società concessionaria è maltese, il che non sorprende: la concessione è italiana e il sito è .it, ma la holding sta fuori dal Paese.
L’operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il ruolo di partner globale è una posizione di mercato, non una qualità del prodotto: quello che conta per il lettore è il catalogo, e il catalogo qui è internazionale. Nella vicenda del palinsesto ADM bet365 è anche il primo partner della Setka Cup autorizzata a settembre 2026.
Di tutti i dieci, bet365 è quello la cui identità è più chiaramente «sport globale». La combinazione tra una concessione italiana, un posizionamento internazionale e una partecipazione ai circuiti autorizzati di recente lo mette in una posizione particolare per il ping pong, che vive di calendari internazionali.
Il giudizio: per chi segue tornei che si giocano fuori dall’Italia, questo è probabilmente il catalogo più denso tra i dieci. Il prezzo di quel catalogo è un’offerta costruita attorno a grandi eventi, dove il ping pong è una nicchia dentro una nicchia; chi cerca attenzione per il torneo minore raramente la trova qui.
Betsson — la doppia anima con StarCasinò
Betsson opera con la concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, sul proprio sito .it. Azzurri Limited è lo stesso concessionario dietro StarCasinò, ultima scheda di questa rassegna: due marchi distinti, una sola società, una sola struttura di licenza.
L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Un catalogo ampio e standard, senza punte particolari: pre-match e live, i mercati classici del calcio, la combo.
Il ping pong non è nominato nell’offerta, e non lo aggiungo io. La scommessa qui è sulla solidità dell’offerta generale, non sulla profondità di uno sport specifico.
Il giudizio: la scheda Betsson si sceglie per un motivo e la scheda StarCasinò per un altro. Chi non ha interesse al casinò e vuole un bookmaker generalista sul .it trova qui un’offerta ampia, ma senza un motivo specifico per preferirla alle altre nove della lista.
SNAI — il Cash Out e i sistemi
SNAI ha la concessione ADM n. 16032, intestata a Snaitech Spa, e opera sul proprio sito .it. È uno dei marchi storici del betting italiano, con la ricevitoria come radice del suo pubblico.
L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Sul virtuale SNAI propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito.
Il Cash Out merita una riga in più, perché è la funzione che cambia la gestione di una giocata. Chiudere una schedina prima della fine significa accettare un prezzo diverso da quello di apertura, di norma meno favorevole, in cambio dell’eliminazione dell’incertezza. Su un ping pong al meglio di sette, dove la partita si allunga e il prezzo oscilla, è uno strumento che ha senso.
Il giudizio: SNAI è la scelta di chi vuole strumenti di gestione della giocata e non solo un listino. Il Cash Out e la My Combo danno più controllo di quanto offra la maggior parte dei concorrenti; il prezzo di quel controllo è un’offerta costruita attorno al calcio, dove il ping pong resta marginale.
William Hill — la freebet con la condizione più alta
William Hill opera con la concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul proprio sito .it.
L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. La condizione è una delle più articolate della lista: cinque eventi, venti euro, quota complessiva a due cifre. Un tetto di 100 € distribuito su dieci euro a settimana durante la stagione significa che il premio è pensato per chi resta attivo per mesi.
È un’offerta da leggere per quello che è: un premio fedeltà, non un regalo di benvenuto. Il requisito di quota totale minima 10.0 la dice lunga, perché è proprio la costruzione dove il margine si compone su cinque esiti.
Il giudizio: la scheda William Hill ha senso per chi ha già un metodo sulle multiple e gioca con regolarità durante la stagione. Per chi gioca singole, la condizione della freebet è semplicemente un’offerta che non si può soddisfare.
Planetwin365 — il calcio europeo e le dirette
Planetwin365 opera con la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul proprio sito .it.
L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È un catalogo di calcio molto profondo, con la championships come ossatura.
«I più di 20 sport» è una promessa di ampiezza che va verificata nel palinsesto del momento, perché il numero non dice quali sport siano e in quale profondità. Non lo preciso io.
Il giudizio: per chi vive di calcio europeo e cerca il numero di mercati su una singola partita, Planetwin365 è tra le opzioni più solide. Per chi cerca il ping pong, la profondità del calcio non dice nulla: si controlla la sezione sport del giorno e si decide su quella.
StarCasinò — il brand che è soprattutto altro
StarCasinò opera con la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, e chiude l’elenco con una nota stonata rispetto al titolo di questa pagina. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il casinò è il centro dell’offerta, lo sport è l’ala laterale.
Il fatto che il concessionario sia lo stesso di Betsson mette in luce una cosa che vale per tutto l’elenco: la licenza è per sito, non per azienda, e due brand con lo stesso proprietario possono avere offerte completamente diverse.
Un lettore che arriva qui cercando il ping pong trova la scheda meno adatta delle dieci a rispondere alla domanda. Lo dico con franchezza perché è quello che un confronto onesto deve fare: il modo in cui questa piattaforma si presenta non è quello di un catalogo di sport specialistici.
Il giudizio: StarCasinò serve un lettore che vuole un’unica piattaforma con casinò e un bookmaker di contorno. Per il ping pong non offre alcun motivo per sceglierlo, e la sua presenza in questa lista si giustifica con il dovere di completezza, non con un argomento di merito.
Limiti, autoesclusione e tutele: cosa resta quando la ricevitoria è chiusa
Chi gioca sul ping pong tende a giocarlo in modo diverso dal calcio. Non c’è la domenica pomeriggio, non c’è la partita che si guarda con gli amici: ci sono tornei in fusi orari lontani, sessioni brevi e la tentazione di recuperare dopo un set andato male.
Una partita, come ho detto, finisce a 11 punti. La tentazione che ne deriva è micidiale: un set dura pochi minuti, e tra una partita e l’altra passa spesso un quarto d’ora. Il ping pong è strutturalmente uno sport a puntate ravvicinate. È qui che i limiti smettono di essere una formalità.
Il quadro legale italiano impone strumenti precisi. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede: a) autolimiti di tempo, spesa e perdita; b) limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; c) messaggi automatici su durata e spesa; e) strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede un’attesa di sette giorni: la simmetria è voluta, perché la fretta di alzare il limite è esattamente il segnale che lo strumento vuole intercettare. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota, e non la invento: il numero che conta è quello che il giocatore sceglie nell’atto di iscriversi.
Un operatore, sul punto, è più esplicito degli altri. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Al momento della registrazione lo stesso operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e anche qui un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Admiralbet non figura tra i dieci operatori presentati in questa rassegna, e il suo caso serve a mostrare quanto possa essere dettagliata la declinazione contrattuale di una regola che vale per tutti.
Poi c’è l’autoesclusione, e questo è il punto dove la differenza tra un concessionario ADM e un sito offshore diventa visibile in modo brutale. Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca ogni piattaforma online ADM e le sale fisiche. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla: il gestore offshore non ha alcun modo di sapere che quella persona si è esclusa altrove, e nessun obbligo di chiederlo.
L’età minima è 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la tutela dei minori di età tra i principi, e le condizioni di concessione prevedono l’esclusione dei minori dal gioco.
Il conto di gioco richiede l’identificazione completa. Si può fare per modulo con copia di un documento oppure via SPID, e alcuni operatori offrono anche CIE. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. È una regola che ha una conseguenza pratica precisa: chi apre il conto e non completa la verifica si trova con il saldo dentro e le mani legate.
Se qualcosa non va, c’è un numero. Il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 è il riferimento per i residenti in Italia, e bet365 lo indica tra i suoi strumenti di gioco responsabile accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione. Un dovere informativo accompagna gli operatori: l’art. 15, comma 2, impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile. Non è filantropia, è una condizione. Il gioco resta un’attività con un costo medio incorporato, e nessun limite di deposito lo azzera.
Dal conto al prelievo: pagamenti e ricariche
Un conto si alimenta nei modi consueti: carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti presso i tabaccai, con SisalPay e Mooney tra i nomi che si vedono nelle pagine di confronto. Ogni operatore ha la sua lista, e sta nelle sue condizioni. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono una materia non definita, e nessuna norma che nomini canali approvati è nota.
C’è un canale che vale la pena conoscere perché è specifico del sistema italiano: i punti vendita ricariche, art. 13, D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro di questi punti — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Quel «solo su richiesta del titolare» e quel tetto di 100 € a settimana sono le due condizioni che definiscono lo strumento: la ricarica dal tabaccaio non è un modo per alimentare il conto senza controlli, è un modo per farlo in contanti entro un limite basso. Chi pensa di usarla per aggirare un limite di deposito si scontra con il tetto.
Sui tempi di prelievo nessuna delle condizioni richiamate dà una cifra, e preferisco dirlo che inventarla. La regola pratica è la solita: la ricarica è immediata, il prelievo passa dai controlli dell’operatore. E c’è un motivo per trattare il prelievo come una fase e non come un pulsante: è il momento in cui l’identificazione deve essere completa, e un conto non validato si blocca proprio qui.
Cosa può entrare in una schedina: palinsesto, ippica e limiti di mercato
Una scommessa si può prendere solo su eventi del palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Ma il palinsesto non dice tutto: quando un evento è autorizzato, resta la domanda su cosa sia lecito giocarci.
L’ippica è il caso più istruttivo. È due cose separate nella legge. Le scommesse sulle corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a). I giochi di ippica nazionale — art. 6, comma 1, lett. c) e art. 2, lett. h), giocate tipo vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria. Se un brand prenda online i totalizzatori di ippica nazionale, non è dato sapere.
Il betting exchange è un gioco a sé, con il giocatore che può essere giocatore o banco e il concessionario ridotto a mettere in contatto in forma anonima. Per il ping pong questo apre una possibilità teorica: puntare contro un esito invece che a favore. Non ho dati su un exchange che quoti tennistavolo italiano, e mi fermo qui.
Poi ci sono i mercati che il regolatore chiude in partenza. A partire dal 1° febbraio 2026 il regolamento ADM vieta le scommesse sugli eventi che coinvolgono atleti di età inferiore ai 18 anni, e la scansione dei documenti per stabilire l’idoneità agonistica dei partecipanti è la prassi che ne è derivata. Per un circuito giovanile di ping pong — e il ping pong è uno sport dove i quattordicenni competono ad alto livello — questo non è un dettaglio. Il torneo può essere autorizzato e la partita singola no, se uno dei due giocatori non ha l’età.
E poi il limite che vale per qualsiasi mercato. Le scommesse sui risultati sono vietate se non esiste un meccanismo di verifica indipendente del risultato ufficiale, e ADM richiede che gli esiti siano certificati in modo pubblico. Il tennistavolo dei piccoli tornei internazionali non è sempre coperto da un sistema di questo tipo, e questo taglia fuori una parte del calendario.
Per il giocatore la conseguenza è una domanda da porsi prima di ogni schedina, e non è una domanda retorica: il risultato di questa partita sarà pubblicato da una fonte indipendente? Se la risposta è no, quel mercato non esiste, qualunque cosa mostri l’app.
Sui mercati live non c’è una lista. Il live è offerto da ogni grande operatore, ma le regole ADM su mercati live, ritardi e sospensioni degli eventi non sono note, e nessuna lista di mercati live è disponibile. Anche per gli esports la presenza nel palinsesto non è nota. Chi legge queste righe deve tenerle per quello che sono: i due punti dove il quadro regolatorio è più opaco, e i due punti dove conviene controllare il sito dell’operatore prima di fidarsi di un’offerta.
Virtuali e simulati: quando il tavolo non esiste
La prima cosa che un lettore incontra nella sezione «Virtuali» di un operatore è un tennistavolo che non esiste. Le partite sono generate, la pallina rimbalza per animazione, e il risultato non dipende da nessun atleta.
Il punto non è che sia illegale. È un gioco ammesso, art. 2, lett. v), scommesse su eventi simulati, dentro la concessione per le scommesse sportive, e gli operatori lo espongono in una sezione «Virtuali». Il punto è che cambia la natura del gioco. Non c’è uno scambio da leggere, non c’è un servizio da interpretare, non c’è nessuna informazione asimmetrica da sfruttare: il margine è l’unico numero che descrive davvero il gioco, e sui virtuali l’imposta per l’operatore è del 24,5 % sull’importo incassato al netto delle vincite restituite.
Vale la pena smontare una pretesa ricorrente, quella della trasparenza. I comunicati parlano di risultati generati casualmente, e la casualità è vera, ma non è una garanzia di equità verso il giocatore: la casualità è il prodotto, il margine sta nel prezzo.
La differenza rispetto al ping pong reale è totale, e su un punto preciso. Nel ping pong vero un lettore attento può costruirsi un vantaggio informativo: conosce la forma degli atleti, il formato del torneo, la superficie, il peso della partita in classifica. Su un evento simulato quel vantaggio non esiste per costruzione, perché non c’è nulla da conoscere in anticipo. Chi si avvicina al ping pong per la parte analitica non trova nel virtuale nessuna continuità con essa.
Un lettore che non riesce a trovare il tennistavolo reale nel catalogo dell’operatore può verificare la disponibilità in due passi: aprire la sezione sportiva del sito e controllare l’elenco delle discipline, poi cercare il torneo per nome. Se il torneo non compare, non è autorizzato o non è coperto, e nessuna scorciatoia cambia questo fatto.
Verificare la concessione e riconoscere i siti illegali
L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, sul sito di ADM, è aggiornato e pubblico. Contiene 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Si legge così: cerchi il nome del sito, verifichi il codice, e controlli il numero di concessione nelle condizioni dell’operatore.
Ma l’elenco non dice cosa si può giocare. Non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker, alle slot, all’exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Un nome nell’elenco dimostra che quel sito è autorizzato a operare, non che accetti scommesse sul ping pong. La verifica completa richiede due passaggi, e il secondo si fa sull’app.
Un dettaglio utile per chi controlla. Le concessioni nascono da gare pubbliche, non da licenze aperte: l’art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024 prevede che i vincitori della gara possano gestire una o più delle attività elencate per un massimo di nove anni, senza rinnovo. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Requisiti della gara: una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara, art. 6, comma 5. Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi durante la concessione, art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3.
Perché questi dettagli contano per il giocatore? Perché spiegano i nomi dei concessionari nella tabella. Eurobet Italia S.r.l. Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale: tre siti, un’azienda, un investimento. Azzurri Limited ne gestisce due. La struttura del mercato si legge da qui, e leggere i siti .it come aziende indipendenti porta fuori strada.
Sul fronte opposto, l’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. Un ordine del settembre 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo la stampa di settore, e i domini oscurati ricompaiono come specchi nel giro di ore. Un ulteriore articolo, l’art. 22, comma 1, prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.
Ma il blocco non è la parte più importante. L’art. 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, come ADM stessa lo riporta, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. E aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. L’affermazione è di ADM, e vale come avvertimento.
Un’ultima nota sul quadro pubblicitario. Il Decreto Dignità vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, anche su internet; AGCOM lo fa rispettare, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Il quadro si sta però muovendo. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, secondo la stampa di settore; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; e due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per eliminare il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, è allo stato una proposta e non una norma; il divieto è in vigore alla data di verifica.
La conclusione operativa è semplice. Un concessionario ADM porta con sé il RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio offshore non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Nomi come questi compaiono spesso nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore.
Metodo e strategia: leggere un torneo prima della schedina
Con il ping pong il materiale non è scarso ma è frammentato, e le fonti sono disperse tra calendari, statistiche di circuito e video di partite. Chi gioca senza un metodo spende su un listino molto meno informativo di quello che crede.
Il primo passo è la costruzione del quadro, e la domanda giusta non è chi vince questa partita ma quanto vale questa partita. Un incontro di torneo ha un peso diverso da un’amichevole di circuito: il rischio di ritiro, l’attenzione dell’atleta e la qualità dello scontro non sono la stessa cosa. Dove il calendario è pubblico e la classifica è oggetto di aggiornamento ufficiale, la partita ha un peso misurabile. Dove non lo è — e nel tennistavolo dilettantistico spesso non lo è — stai giocando su un’informazione che non possiedi.
Il secondo passo è il formato. Al meglio di cinque o al meglio di sette cambia la volatilità della partita. Nel formato corto un set perso pesa più del doppio, e questo rende il prezzo più instabile nel live. Chi gioca a lungo termine sul vincente guarda poco il formato; chi entra durante il match lo guarda moltissimo.
Il terzo passo è la quota rispetto al mercato, non rispetto alla propria intuizione. Un prezzo è caro o economico solo se confrontato con un altro prezzo. Chi confronta due operatori sullo stesso esito sta riducendo il costo medio della propria giocata in modo misurabile, e questo vale più di qualsiasi pronostico.
Poi c’è la parte documentale che non si vede. Chi acquista il diritto di trasmissione di un campionato di ping pong ha anche i dati: statistiche di servizio, punti per set, rendimento negli scambi lunghi. Un circuito con un partner televisivo ha una base informativa oggettiva; un torneo trasmesso da una singola webcam non ce l’ha. Per il giocatore questo si traduce in una domanda secca: posso verificare io stesso il risultato di questa partita su una fonte indipendente?
Sul versante della gestione del denaro il discorso è lo stesso che vale per qualsiasi sport, con un’aggravante. Il ping pong invita a giocare spesso, e giocare spesso significa pagare il margine molte volte. La taglia della puntata deve restare piccola rispetto al capitale, non rispetto all’entusiasmo del momento. Una serie di dieci giocate perse consecutive è perfettamente possibile in uno sport dove gli scambi sono rapidi e il favorito non è mai schiacciante come nel tennis.
Un’ultima nota sul metodo. Un pronostico ben argomentato è una lettura di una partita, non un fatto: il servizio si alterna ogni due punti, il primo che arriva a 11 vince il set, e in un incontro al meglio di cinque questo lascia margine a sorprese che nessuna analisi può eliminare. Non esiste una giocata sicura, e chi la promette non ha capito lo sport o non ha a cuore i tuoi soldi.
Una cosa da non fare, infine, è inseguire le perdite. Le sessioni brevi del ping pong rendono l’inseguimento facile e veloce: un set, una puntata, un altro set. È il modo più efficiente che conosco per trasformare una serata di piccole perdite in una perdita seria.
In breve, per chi comincia adesso
Chi entra nel mondo delle scommesse sul tennistavolo per la prima volta tende a commettere gli stessi errori, e a commetterli in fretta. Ne indico tre che ricorrono.
Il primo è prendere per buono quello che il mercato suggerisce. Nel tennistavolo questo significa guardare la quota e trarne una lettura arbitraria. Il favorito offerto a 1,30 su un evento principale ha un significato diverso dal favorito a 1,30 su un torneo di terza fascia con margine del 15 %: nel secondo caso il prezzo è gonfiato dal costo del mercato.
Il secondo errore è giocare il live senza guardare. Nel ping pong il live è rapido: un set si chiude in pochi minuti, e le quote si aggiornano in tempo reale. Chi entra senza vedere la partita sta scommettendo su un’informazione che non ha.
Il terzo errore è la scala delle puntate. Il ping pong invita a puntare spesso, e puntare spesso con puntate piccole e frequenti è il modo più efficiente di pagare il margine molte volte di seguito. Una sola giocata media costa meno di venti giocate minime, a parità di esposizione complessiva.
A questi tre aggiungo un consiglio che non è finanziario. Il ping pong è uno sport con un movimento reale, una federazione storica e una base di appassionati che gioca, arbitra e organizza. Guardarlo una volta prima di scommetterci non è tempo perso: capire come si costruisce un punto serve più di dieci tabelle di quote.
E poi c’è la scelta di fondo, che è la ragione per cui questa pagina esiste. Il lettore che cerca il ping pong ha davanti tre strade: aspettare che il torneo entri nel palinsesto approvato e giocarlo reale; ripiegare sul virtuale, che è un altro gioco con un altro costo; oppure uscire dal perimetro ADM e perdere RUA, tutele e foro legale. Solo la prima delle tre porta a un ping pong che è davvero una partita.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo su quelli che rientrano nel palinsesto approvato da ADM, cioè il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e autorizzato dall’Agenzia. ADM aggiunge gli eventi uno per uno, quindi la disponibilità di un torneo di tennistavolo va verificata di volta in volta sul sito o sull’app dell’operatore, non data per scontata.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che ha una riga per ogni sito con il relativo codice di concessione. La verifica va completata leggendo nelle condizioni dell’operatore il numero di concessione e la società concessionaria, perché il marchio commerciale spesso non coincide con il nome del concessionario.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota: dieci euro a 1,90 danno 19 €, di cui 9 € di profitto netto. Su una multipla le quote dei singoli esiti si moltiplicano tra loro in un unico prezzo, e con esse si moltiplica anche il margine che il bookmaker trattiene su ciascuna selezione.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano i reciproci di tutte le quote di uno stesso mercato: con due esiti a 1,90 il totale è 1,0526, la quota di ritorno è 95,24 % e il margine è 4,76 %. Più quote basse per lo stesso numero di esiti significano margine più alto, e quel costo si paga su ogni giocata indipendentemente dall’esito.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Presso un concessionario ADM l’imposta grava sull’operatore, come riportato dalla stampa di settore: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla, e in caso di dubbio conviene consultare un commercialista. Sui siti esteri senza concessione l’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede anche autolimiti di tempo, spesa e perdita, messaggi automatici su durata e spesa e strumenti di autoesclusione per categoria di prodotto. Una riduzione del limite ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa.
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