Siti di scommesse legali: dieci concessioni ADM e cosa cambia davvero per chi gioca
Un conto aperto su un sito senza concessione non entra nel Registro Unico degli Autoesclusi. Chi si è già autoescluso, lì, resta invisibile a se stesso.
*Dati verificati al Ottobre 31, 2026; le concessioni e i riferimenti dei singoli operatori sono confrontati con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e con le condizioni contrattuali che ciascun concessionario pubblica sul proprio sito.*
Prima di tutto: quello che perdi quando il sito non ha la concessione
Cominciamo dalla fine, perché è lì che il conto si presenta. Offrire gioco a distanza con vincite in denaro in Italia è riservato a chi ha una concessione dell’ADM (ex AAMS): nessuna deroga, nessun regime intermedio, nessun «operatore internazionale» che possa vantare un diritto che in Italia non esiste. La conseguenza non è teorica e non riguarda soltanto il saldo. Riguarda gli strumenti che si attivano solo dentro il perimetro autorizzato.
Il primo di questi strumenti ha un nome che molti giocatori hanno imparato loro malgrado: RUA, Registro Unico degli Autoesclusi. Il registro esiste dal 2018 e copre ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia, oltre alle sale fisiche. Quando un concessionario ti registra l’autoesclusione, la registrazione non resta nella sua banca dati: diventa un blocco che attraversa tutto il sistema. Su un sito senza concessione quel blocco non arriva. Non c’è un messaggio d’errore che te lo spieghi, non c’è una schermata che ti avvisi: il conto si apre, la prima giocata passa, e la protezione che avevi chiesto altrove, semplicemente, non esiste più. Questo è il primo punto da pesare prima di guardare una quota.
Il secondo è la vigilanza. Un concessionario opera dentro un palinsesto approvato, con obblighi informativi, con un regime fiscale definito e con una sede legale italiana o dello Spazio Economico Europeo. Fuori da lì non c’è un’autorità a cui rivolgersi quando il prelievo non arriva: si apre un ticket a un servizio clienti che risponde a un’azienda senza alcun obbligo verso il giocatore italiano.
Il terzo è il blocco tecnico, e va letto con attenzione perché ha la forma di una sconfitta che si trasforma in alibi. L’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige due elenchi: quello dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Il blocco funziona a livello DNS, ed è il motivo per cui lo stesso marchio riappare dopo poche ore sotto un dominio diverso: gli aggiornamenti del 2026 hanno aggiunto decine, a volte centinaia, di domini per volta, e il termine che si legge nella cronaca è «oscurati». Un sito bloccato non è un sito scomparso, è un sito in ritardo di qualche ora rispetto agli altri.
Il quarto elemento quasi nessuno lo mette nel conto, perché non è un numero ma una norma penale. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa la cita in un comunicato del 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. E la stessa fonte aggiunge la parte che riguarda chi legge: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. La cifra dell’ammenda non è nota e non c’è notizia di un procedimento contro un singolo giocatore. La direzione della norma, però, è scritta, e non dipende da quanto si è giocato.
Perché partire da qui e non dalla classifica? Perché una classifica ha senso solo dentro il perimetro legale. Un confronto fra quote costruito su siti che in Italia non possono operare è aritmetica su un mercato che al lettore italiano non è accessibile senza conseguenze. L’ordine di lettura giusto va dalla legalità verso il prezzo, mai al contrario.
Un’ultima cosa, perché è la domanda che arriva sempre. L’elenco dell’ADM, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Tra quelle righe non compaiono Unibet, Betway, 1xBet e 22bet. Non è un giudizio sul loro prodotto: è la fotografia di un elenco in una data precisa, e i marchi che ne stanno fuori restano fuori anche quando la quota è alta e il sito si apre senza problemi.
Fondamenti: come si legge davvero un operatore con concessione
Un pallone appoggiato su una schedina bianca: la fotografia più banale del settore e, insieme, la più onesta. Sotto quella scheda c’è una catena di passaggi che nessun giocatore vede e che decide se il prelievo arriva.

La concessione è attribuita per sito, non per azienda. È il punto che sfugge più spesso. Una stessa società può detenere più concessioni e far girare più siti: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. E il nome del concessionario raramente coincide con il marchio che il giocatore ha davanti: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Il marchio è la vetrina; il titolare del titolo è quello che si legge nella riga di licenza dei termini contrattuali. Sembra burocrazia fino al giorno in cui serve sapere chi ha contratto l’obbligo verso il giocatore.
Poi c’è la questione del palinsesto, che nella legge è una parola tecnica e nella pratica è il motivo per cui due siti con lo stesso calcio offrono calendari diversi. Il palinsesto è il programma degli eventi e dei tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’ADM, e si può accettare una scommessa solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata contenga il palinsesto è materia che non si legge dall’elenco: si legge dal sito dell’operatore.
Il conto di gioco è un’altra cosa che il giocatore liquida in fretta e che invece condiziona l’esperienza più di qualsiasi quota. Per aprirlo serve l’identificazione piena: registrazione classica con copia di un documento, oppure SPID. Alcuni operatori offrono entrambe le strade, qualche altro aggiunge la CIE attraverso un provider SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi si bloccano. Con SPID i dati entrano automaticamente e si salta un passaggio che, quando salta, salta sempre nel momento peggiore: cioè quando si vuole incassare.
Poi ci sono i soldi che entrano. I punti vendita ricariche — tabacchi e ricevitorie — sono regolati dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024: tengono il registro gestito dall’ADM, ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non pagano vincite e non fanno prelievi, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Detto in modo diretto: il tabaccaio è un imbuto in entrata, non un rubinetto in uscita, e chi pensa di usarlo per incassare ha capito male il meccanismo. Dove finisce il contante e cominciano carta, PostePay e altre prepagate, e-wallet come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria come SisalPay e Mooney, lo decide l’elenco che ogni operatore tiene nelle proprie condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione resta aperta, e nessuna norma indica quali strumenti di pagamento siano approvati.
Il conto si chiude con il prelievo, ed è lì che la catena mostra se è costruita bene. Un concessionario risponde a un’autorità italiana e ha una sede nello SEE, quindi i suoi tempi passano da procedure verificabili. Non è una garanzia di rapidità: è una garanzia di indirizzo. Quando qualcosa non torna, esiste un posto a cui portare la questione.
Per chi apre un conto per la prima volta, l’ordine pratico è questo: prima si guarda il numero di concessione nei termini, poi si sceglie il metodo di identificazione, poi si fissa il limite di deposito — e il prossimo gruppo di sezioni spiega perché — e solo alla fine si confrontano le quote. Chi comincia dalle quote finisce a discutere di centesimi con un conto che non riesce a prelevare.
La classifica: dieci concessionari ADM, con quello che li distingue
Quella che segue non è una graduatoria assoluta del mercato italiano. L’elenco dei concessionari non è esauriente e un marchio che non compare qui non è per questo privo di licenza. Le dieci righe sotto sono dieci concessioni con una quota sportiva documentabile, lette con lo stesso metro: il numero di concessione, chi lo detiene, cosa dice l’operatore del proprio palinsesto.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dichiara l’operatore sulla sostanza della scommessa |
|---|---|---|
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | L’app permette di scommettere sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Registrazione con documento o SPID di livello 2; limite di ricarica, spesa e tempo scelto in registrazione |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus Sport da 10 € con registrazione SPID; bonus di verifica da 5 € con registrazione manuale dopo invio documenti entro 96 ore |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; pre evento e live su calcio, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei, coppe, oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Offerta Sport-50: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 € |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
La colonna che salta all’occhio non è quella dei marchi, è quella dei concessionari. Due righe su dieci fanno capo alla stessa società, Azzurri Limited, ed è il motivo per cui StarCasinò e Betsson condividono un titolare pur avendo due siti, due app e due programmi promozionali distinti. Chi crede di diversificare il rischio aprendo un conto sull’uno e uno sull’altro sta diversificando la vetrina, non il titolare.
Poi c’è la natura del prodotto, che la tabella mostra senza dirlo: metà di questi marchi è nata sul casinò e ha aggiunto la quota sportiva. StarCasinò lo dichiara senza giri di parole, con slot e Live Casinò accanto alle scommesse. Non è un difetto, è una scelta di posizionamento, ed è utile conoscerla: chi cerca un bookmaker per il calcio della domenica e si trova davanti a una sala slot digitale con il calcio in fondo al menu capisce subito dove sta il centro di gravità dell’operatore.
Il resto lo diranno le dieci righe che seguono, una per una.
StarCasinò: la concessione n. 16026 dietro un’app che parte dal casinò
StarCasinò è il caso più chiaro di come un marchio casino-first entri nelle scommesse sportive senza cambiare pelle. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò: tre prodotti nello stesso contenitore, con il casinò in evidenza e la parte sportiva costruita per coprire l’essenziale.
Il numero che conta è il 16026, che appartiene ad Azzurri Limited. È lo stesso concessionario che troviamo in fondo a questa lista dietro Betsson, e vale la pena dirlo una volta sola con chiarezza: due siti, un titolare.
Per chi arriva al prodotto sportivo da fuori, la domanda pratica non è se ci siano le tipologie di giocata, perché ci sono, ma dove finisca la profondità del palinsesto rispetto a un operatore che nasce sul calcio. Le condizioni non lo dicono, e il confronto va fatto sul vivo dell’app, guardando quanti mercati si aprono su una partita di Serie A e non quanti se ne aprono su un grande evento internazionale, dove tutti sembrano competitivi.
Il giudizio: un conto sportivo che funziona per chi non vuole tenere due account e per chi alterna una giocata sul calcio a una sessione sulle slot. Chi cerca profondità su Serie C e campionati minori, o uno strumento di cash out pensato per il trading, troverà lo sportivo più utile altrove.
Betfair: concessione n. 16028 e una sezione Supercombo che vale la lettura
Betfair entra in questa lista con una ragione che le altre nove non hanno: la concessione n. 16028, di Betfair Italia S.r.l., è quella descritta come la prima a monte di un betting exchange italiano, cioè del gioco in cui il giocatore può fare la parte del bookmaker e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima i due lati del mercato. È una categoria a sé nel decreto, non una variante della scommessa a quota fissa.
Sul versante delle giocate classiche l’app propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. «Quote maggiorate» è la formula che ogni operatore usa per la propria selezione, e va letta per quello che è: un insieme di mercati dove il prezzo è costruito per attrarre, non una promozione sulle giocate già in schedina. La differenza si vede solo al momento della verifica, mettendo a confronto la stessa combo nella sezione Supercombo e nel mercato ordinario.
Chi ha un conto sull’exchange italiano si trova davanti a regole proprie, come un back bet minimo di 200 centesimi con incrementi da 50 centesimi secondo la documentazione dell’operatore. Le commissioni dell’exchange e quali marchi lo offrano oggi sono invece materia che cambia nel tempo. Il giudizio: finché l’exchange resta il motivo per cui uno sceglie questo marchio, la scelta non ha sostituti in Italia; per chi vuole solo una singola secca sul campionato, la Supercombo non basta a giustificare la preferenza rispetto a operatori con un palinsesto più largo.
Eurobet: la concessione n. 16012 su un palinsesto che arriva dove gli altri si fermano
Il palinsesto di Eurobet è la cosa più interessante di questa scheda, e non per i motivi abituali. L’app copre calcio, tennis e basket, poi Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.
Gli scacchi e le elezioni dicono più di dieci righe di marketing. Dicono che questo operatore ha costruito il palinsesto sul principio che una scommessa a quota fissa può nascere su qualsiasi evento misurabile, e che il valore per chi gioca sta nella larghezza dello scaffale. È l’opposto dell’operatore che ottimizza su tre campionati e vende profondità.
Il titolo è la concessione n. 16012, in capo a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, che è anche il concessionario dietro Bwin.it e giocodigitale.it: la stessa società gestisce tre siti distinti con tre programmi separati. Chi apre più conti presso lo stesso titolare non moltiplica nulla.
Il rovescio della medaglia sta nella stessa larghezza: un palinsesto che tocca politica e reality show richiede una ricerca attiva per trovare la giocata che interessa, e chi arriva dall’abitudine al solo calcio può trovare l’app dispersiva. Il giudizio: è la scelta di chi gioca di nicchia — scacchi, volley, ciclismo, mercati su eventi non sportivi — e di chi vuole un titolare italiano con tre siti sotto lo stesso tetto; chi cerca solo il mercato principale sulla Serie A non guadagna nulla da questa ampiezza.
AdmiralBet: concessione n. 16048, la registrazione con SPID e un limite che si sceglie subito
AdmiralBet è il marchio su cui la documentazione del gioco responsabile è più esplicita, e conviene partire da lì perché è lì che si capisce come è fatto il conto.
Aprire il conto si può in due modi. Con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png. Oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. La seconda strada non è solo più comoda: mette subito il conto nella condizione di prelevare, senza passare dalla finestra dei 30 giorni entro cui, senza SPID, la validazione deve arrivare perché l’operatore non sospenda il conto e non blocchi i prelievi.
Il dettaglio che distingue davvero questo marchio sta però in registrazione: AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Non è un’impostazione facoltativa nascosta nel menù dopo il primo deposito, è un passaggio dell’apertura del conto. E ha un comportamento asimmetrico che vale la pena fissare: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Ridurre è un clic; alzare richiede una settimana, che è esattamente il tempo in cui una decisione presa a caldo si raffredda.
Il titolo è la concessione n. 16048, di Admiral Bet S.r.l., e l’operatore dichiara nei propri termini di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù di quella concessione e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it.
Il limite scelto in registrazione è anche il numero da cui parte la stima di costo più sotto in questa pagina, ed è bene saperlo prima di firmare: la cifra inserita lì non è una dichiarazione d’intenti, è il tetto operativo sotto cui girano tutte le promozioni che verranno dopo. Il giudizio: per chi vuole che il conto nasca già regolato, e per chi apprezza che aumentare un limite costi sette giorni, è il punto di partenza più solido di questa lista; chi vuole poter alzare i limiti in tempo reale per inseguire una giocata troverà la stessa asimmetria un ostacolo.
William Hill: concessione n. 16044 e un benvenuto che dipende da come ti registri
Il Benvenuto Sport di William Hill è costruito a due velocità, e la velocità dipende da una scelta fatta prima di qualunque deposito. Chi si registra con SPID riceve subito un Bonus Sport da 10 €. Chi sceglie la registrazione manuale ottiene un bonus di verifica da 5 €, e solo dopo aver inviato i documenti entro 96 ore.
Dieci euro contro cinque più una finestra di quattro giorni: la differenza tra le due strade è tutta qui, e non c’è modo di recuperarla dopo. Chi apre il conto di fretta e rimanda l’invio dei documenti perde il bonus, e perde anche, come su ogni altro operatore, la finestra dei 30 giorni oltre la quale il conto non validato viene sospeso.
Sui bonus in generale questo operatore fornisce un dato che vale per tutto il settore: l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. È una precisazione che smonta l’idea del bonus come denaro: il credito promozionale è uno strumento che vive dentro regole proprie, e la soglia dei 100 € per giocata è il suo tetto operativo.
Il titolo è la concessione n. 16044, in capo a William Hill Malta Plc. Il giudizio: il marchio premia chi arriva già identificato, e questa è una scelta di design più che una promozione; per chi ha SPID attivo è il benvenuto più lineare del gruppo, per chi non lo ha il valore si dimezza e compare una scadenza da rispettare.
Sisal: concessione n. 16020, quindicimila eventi live e lo streaming gratuito
Sisal porta in questa lista un numero che nessuno degli altri dichiara con la stessa nettezza: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Quindicimila eventi live non sono un dato di marketing, sono un dato di infrastruttura. Un palinsesto live di quella dimensione richiede un flusso continuo di dati, un reparto che apre e chiude i mercati durante la partita e un sistema che regge il carico nei momenti di punta. È il tipo di numero che un operatore non scrive se non lo ha.
L’app permette di accedere al conto di gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile, e lo streaming gratuito è la parte che cambia l’esperienza di chi gioca live: seguire l’evento dentro l’app significa decidere con gli occhi sulla partita invece che su un tabellino aggiornato con qualche secondo di ritardo.
Il titolo è la concessione n. 16020, di Sisal Italia S.p.a. Il giudizio: la profondità live e lo streaming gratuito rendono questo marchio la scelta naturale per chi gioca durante gli eventi e per chi segue sport come volley e basket, dove la copertura televisiva è discontinua — e molto meno interessante per chi piazza due singole a settimana sul pre-match, dove tutta quell’infrastruttura non produce alcun vantaggio.
bet365: concessione n. 16030 e il palinsesto che si allarga per autorizzazione
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
L’ippica merita una riga a parte, perché è il settore dove la legge italiana distingue due cose che il giocatore tende a confondere: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’autorizzazione della scommessa sportiva, mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria. Se un marchio offra i totalizzatori di ippica nazionale online è materia che non si ricava dall’elenco.
Sul palinsesto vale un discorso che riguarda tutti e che qui si vede meglio perché il marchio è grande: gli eventi entrano uno per uno, su autorizzazione. A settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 indicato come primo partner dalla stampa di settore. È un esempio utile per capire che l’ampiezza di un palinsesto non è solo frutto della volontà dell’operatore: è il risultato di un negoziato, e per questo due siti possono avere lo stesso calcio e calendari diversi.
Il titolo è la concessione n. 16030, di Hillside (New Media Malta) Plc. Il giudizio: la combinazione fra calcio internazionale, ippica e un catalogo che tocca sport minori come freccette e boxe lo rende adatto a chi segue più discipline e vuole un solo conto; chi cerca il massimo delle tipologie di giocata su un singolo campionato italiano deve comunque verificare il palinsesto del giorno, perché il marchio non è garanzia di profondità su ogni competizione.
Planetwin365: concessione n. 16007 e i risultati in diretta come strumento di giocata
Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La Serie C nella stessa riga della Premier League è il dettaglio che racconta il posizionamento. È l’elenco di chi vuole coprire il campionato italiano dal vertice alla base, non solo le vetrine internazionali, e per il giocatore che segue la propria squadra di provincia questa è spesso la differenza tra trovare il mercato e non trovarlo.
I risultati in diretta, più di 20 tipologie di sport, completano il quadro di un operatore costruito per chi guarda i risultati mentre gioca invece di attendere il fischio finale. La concessione è la n. 16007, di Pwo S.p.a.
Il giudizio: è il marchio di chi gioca sul calcio italiano a ogni livello di campionato e usa l’app come cruscotto dei risultati; chi cerca un catalogo di mercati alternativi o di prodotti non sportivi resta più vicino a Eurobet, e chi vuole un exchange ha una sola porta in Italia, che non è questa.
NetWin: concessione n. 16035 e un benvenuto con tre condizioni da rispettare
L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
«Bonus reale» e «100 % del primo deposito fino a 50 €» sono due informazioni che convivono, e vanno lette insieme. Il tetto è 50 €: chi deposita 200 € prende comunque 50 €, e il 100 % vale solo fino a quella soglia. Il deposito minimo di 20 € è la porta d’ingresso, che è bassa. La condizione del conto verificato è quella che pesa di più, ed è la stessa logica vista altrove: l’identificazione non è un passaggio amministrativo separato dalla promozione, è una condizione per riceverla.
Restano i requisiti di puntata, che ogni operatore fissa nelle proprie condizioni e che qui non sono indicati: sono la parte da leggere prima di considerare il bonus acquisito, perché è lì che si decide quanto denaro deve girare prima che il credito diventi prelevabile.
Il titolo è la concessione n. 16035, di Netwin Italia S.p.a. Il giudizio: per chi deposita fra 20 € e 50 € e ha già i documenti pronti, la soglia di ingresso bassa rende l’offerta facile da valutare; per chi deposita molto di più il tetto fisso riduce il valore relativo, e l’attenzione si sposta interamente sul costo in giocate che i requisiti impongono.
Betsson: concessione n. 16027 e un catalogo di mercati che parte dal calcio
Betsson offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È il catalogo standard del calcio, quello che un giocatore si aspetta di trovare e che diventa un problema solo quando manca.
La concessione è la n. 16027, in capo ad Azzurri Limited. È la seconda riga di questa lista a fare capo a quella società, dopo StarCasinò, e questo merita un’osservazione che vale più della scheda stessa: il marchio Betsson porta con sé una reputazione internazionale costruita su mercati e mercati, ma in Italia il titolo è lo stesso di un marchio che nasce dal casinò. Chi apre entrambi i conti pensando di avere due interlocutori distinti ne ha uno solo.
Il giudizio: la combinazione di pre-match e live su migliaia di eventi con un catalogo di mercati ordinato lo rende adatto a chi vuole un conto generalista per il calcio e vuole trovare subito le voci che conosce; per chi cerca qualcosa di specifico — un exchange, una profondità sui campionati minori italiani, prodotti non sportivi — questo non è il marchio su cui puntare, e la scelta va cercata nelle schede precedenti.
Quanto costa giocare: una stima partendo da due numeri che conosci già
Qui il gioco responsabile smette di essere un capitolo a parte e diventa un conto. Non serve sapere quanto si vincerà: serve sapere quanto costa, in media, il semplice fatto di giocare.
I due ingressi sono quelli già incontrati. Il primo è il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione, e prendiamo l’esempio di 100 € a settimana: una cifra illustrativa, non una prescrizione. Il secondo è un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90, anch’esso un esempio aritmetico e non un prezzo rilevato su un operatore né su un evento.
Il primo passaggio riguarda il mercato, non il portafoglio. Con due esiti a 1,90 la quota di ritorno del mercato è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90, cioè circa il 95 %. Il margine del bookmaker è il resto: circa il 5 %. Su ogni euro puntato su quel mercato, poco più di cinque centesimi restano al banco per costruzione, prima che si parli di chi vince e chi perde la singola giocata.
Il secondo passaggio applica quel margine all’esempio. Cento euro giocati in una settimana su un mercato con un margine del 5 % hanno un costo atteso di circa 5 €. Chi punta 10 € per volta sostiene lo stesso costo in cinque giocate: il conto settimanale non cambia con il taglio delle puntate, cambia con la quantità di denaro che gira. La cifra va letta come una stima, non come una previsione su una settimana specifica: è il valore medio che emerge da molte giocate ripetute nelle stesse condizioni, e su poche giocate il risultato reale può stare molto lontano da lì, in entrambe le direzioni. Quello che non cambia, in nessuno scenario, è la direzione: il margine lavora contro chi gioca, sempre.
Il terzo passaggio riporta la stima sulla vita reale, e qui entrano i termini delle promozioni. Se durante la settimana quelle cinque puntate servono a soddisfare il requisito di puntata di un bonus, il costo del margine e il costo del requisito non sono due voci separate: coincidono. La stessa somma che gira paga nello stesso momento il margine del mercato e il vincolo della promozione, e per questo una promozione con un requisito alto trasforma giocate che avresti fatto comunque in giocate obbligate, mentre un requisito basso le lascia tali.
Da qui discende una conclusione pratica che vale più di qualsiasi tabella. Un bonus va giudicato insieme ai suoi requisiti, perché il numero che conta non è quello del credito ma quello del volume che quel credito impone di far girare. Per chi sceglie un limite di deposito di 100 € settimanali, un requisito che obbliga a giocare l’intera somma per diverse settimane raddoppia, in pratica, l’impegno mensile: è denaro che il limite permette di depositare ma che la promozione rende obbligatorio giocare. Il limite è il tetto del deposito, non il tetto del costo del gioco, ed è bene non confondere le due cose.
Il margine ricavato dal mercato a 1,90/1,90 è un valore da prendere come illustrazione: sul mercato reale varia da mercato a mercato e da operatore a operatore, ed è massimo sulle combinazioni e sui mercati accessori, dove il numero di esiti moltiplica l’effetto. Un’ultima nota di forma, che però è sostanza: le tariffe dei bonus cambiano con una frequenza che nessuna pagina può seguire, ed è il motivo per cui i numeri di questa stima sono esempi aritmetici e non listini.
Chi è fuori dall’elenco: quattro marchi da cercare altrove e le conseguenze
Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono nelle 52 righe dell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza letto il 25 ottobre 2026. Non è un’opinione sul loro prodotto e non è un’accusa: è quello che si legge in un elenco pubblico in una data precisa.
Le conseguenze di quella assenza sono quattro, e vale la pena elencarle una volta sola perché poi non le ripeteremo sezione per sezione. Nessun accesso al RUA, quindi nessuna autoesclusione che si propaghi: chi ha chiesto il blocco su un concessionario ADM scoprirebbe che su questi siti il blocco non esiste. Nessuna vigilanza dell’ADM, quindi nessun palinsesto approvato, nessun obbligo informativo, nessuna sede italiana o dello Spazio Economico Europeo alle spalle del contratto. Esposizione al blocco DNS, con gli aggiornamenti periodici che aggiungono domini e i mirror che riappaiono dopo poche ore. E, per come l’ADM stessa cita la legge 401 del 1989 all’art. 4, la sanzione penale a carico del partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari, con ammenda e arresto fino a tre mesi: la misura pecuniaria dell’ammenda non è nota e non risulta un caso contro un singolo giocatore, ma la previsione esiste e non dipende dalla somma giocata.
C’è una licenza estera in mezzo, e vale la pena dirlo con chiarezza: un’autorizzazione rilasciata da un altro Stato non ha alcun valore in Italia. Esistono siti che accettano giocatori italiani e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere; restano fuori dal perimetro, senza un marchio da nominare perché il punto non è la marca ma la condizione. La zona non è protetta, e la protezione che manca è quella che si scopre solo quando serve.
Un’ultima precisazione sulla pubblicità, perché il settore vive di questo e la regola cambia quello che si può promettere. Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo — manifestazioni sportive, trasmissioni televisive, stampa, internet. L’ADM lo ha ribadito nel comunicato del 28 febbraio 2024, aggiungendo che pubblicizzare siti di gioco illegale è reato e può attirare misure dell’AGCOM sui mezzi che ospitano la pubblicità. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus, e non esiste un tetto statutario né all’importo del bonus né ai requisiti di puntata: gli importi, il rigioco e le quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Se vi siete chiesti perché una promozione si trova scritta nei termini e non in uno spot televisivo, la risposta è questa.
Prevenzione: il RUA, i limiti che scegli tu e il conto che non puoi alzare in fretta
Se c’è un punto in cui la legge italiana è più concreta delle promesse di gioco responsabile, è questo. Non si tratta di buoni propositi declinati a fine pagina: si tratta di strumenti che hanno una procedura, una durata e un effetto verificabile.

Partiamo dal RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. La registrazione produce un blocco che attraversa ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia, oltre alle sale fisiche. L’autoesclusione può essere trasversale, cioè valere su tutti i concessionari con il blocco dell’apertura di nuovi conti, oppure riguardare un singolo concessionario, oppure ancora limitarsi a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Sono tre livelli di una stessa scelta, e il più utile per la maggior parte dei giocatori è il primo, perché è l’unico che non lascia scampatoie tecnologiche.
Le durate sono cambiate e conviene essere precisi, perché è la domanda che ogni giocatore si fa e la risposta è meno banale di quanto sembri. L’autoesclusione dal gioco a distanza può durare fino a 270 giorni, a scelta del giocatore, oppure essere a tempo indeterminato. La revoca è possibile solo dopo almeno nove mesi. L’autoesclusione a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza: se hai scelto 90 giorni, sono 90 giorni. Questa è la parte del sistema che funziona meglio, ed è la parte che nessun sito senza concessione ha.
Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. È una precisazione che conta: il blocco chiude l’ingresso, non sequestra l’uscita, e chi si esclude non perde quello che ha già sul conto.
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. E c’è un canale che non passa dalle piattaforme: il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco.
Sui limiti il meccanismo è quello visto nella scheda di AdmiralBet e vale per il sistema nel suo complesso. Il giocatore sceglie in registrazione un limite di deposito su base settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato richiede sette giorni. L’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 fissa il resto: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, impostati dal concessionario in base all’età e al comportamento; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa in gara non è nota, e non esiste un tetto statutario in euro alle puntate nelle scommesse sportive: gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione.
Sul fronte informazione, ogni concessionario destina lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. È una cifra che dice quanto il settore investa nella parte «responsabile» del proprio nome, e ognuno è libero di leggere il numero come preferisce.
L’età è fissata a 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a) del riordino indica la tutela dei minori come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Non è una formalità: è la condizione che rende l’identificazione piena un passaggio obbligatorio e non aggirabile.
La conclusione di questa parte appartiene a chi legge. Gli strumenti ci sono, l’interruttore è dalla parte del giocatore, e l’unica versione del sistema che non funziona è quella che si attiva solo nelle intenzioni. Chi abbassa il limite e lo lascia abbassato si è già protetto; chi lo rialza dopo una serata sfortunata ha usato la protezione come una scusa temporanea. I sette giorni di attesa sono lì per questo.
Verificare la concessione: dove si guarda e cosa non ti dirà l’elenco
Questa parte è la più secca e la più utile, perché è quella che si può fare in cinque minuti e che nessuna promozione può sostituire.
Il principio è nell’art. 15 delle FAQ dell’ADM e vale come punto di partenza: il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione dell’ADM, e per verificare se un operatore è autorizzato si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia. L’elenco è quello che l’ADM redige, d’intesa con la Guardia di Finanza, insieme all’elenco dei siti inibiti, ed entrambi sono pubblici sui siti istituzionali. La norma che li disciplina è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, art. 22, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.
Come si consulta. Si cerca il marchio nell’elenco; se compare, si legge il codice di concessione e il nome del concessionario; poi si apre il sito .it dell’operatore e si controlla che il numero dichiarato nei termini del conto di gioco corrisponda. AdmiralBet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. È l’esempio di come si presenta un titolo dichiarato: numero, autorità, sito. La verifica è questa, e richiede pochi secondi.
La concessione è per sito, non per azienda, e la conseguenza pratica è immediata: una stessa società può detenere più concessioni e gestire più siti, come Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale con Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, e come Azzurri Limited con Betsson e StarCasinò. Il numero di concessione identifica il sito, non il gruppo: due siti con due numeri diversi possono avere lo stesso titolare, e questo conta quando si decide quanto concentrare su un solo interlocutore.
Poi c’è la parte che sorprende più spesso, ed è giusto dirla senza addolcirla: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Una concessione può coprire in qualsiasi combinazione scommesse sportive, poker e skill games, giochi di tipo casinò, scommesse in exchange e bingo. Stare nell’elenco, quindi, non dimostra di per sé che un operatore offra scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore. E la presenza in una classifica non è una concessione: una lista è una lista, il titolo è un’altra cosa.
Il quadro si completa con il regime. Le concessioni sono attribuite per gara pubblica, non sono licenze aperte, e il decreto le inquadra come tali. L’art. 6, comma 1, elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati compresi, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange; bingo. L’art. 6, comma 3 fissa la durata: chi vince la gara può gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM stabilisce in gara. E gli artt. 4, comma 3 e 5, comma 3 congelano durante la concessione sia le condizioni contrattuali sia il regime fiscale: la cornice sotto cui si gioca non cambia a metà partita.
Il numero che dà la misura del sistema è un altro, e riguarda la gara di settembre 2025: 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. L’elenco letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Cinquanta siti, non un mercato aperto: è la ragione per cui la verifica è così semplice e così decisiva.
Da qui discende il criterio che questa sezione mette in ordine. Non è il marchio che dice se un operatore è legale, non è la quota, non è la presenza in una classifica: è la corrispondenza fra tre elementi, e cioè il nome nell’elenco dell’ADM, il codice di concessione dichiarato nei termini del conto e il sito .it su cui il conto viene aperto. Tre controlli, cinque minuti, e il quadro è completo. Chi non trova la corrispondenza ha la risposta che cercava.
Domande frequenti
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, si individua il codice di concessione del marchio e poi si controlla il numero dichiarato dall’operatore nei termini del conto di gioco. La corrispondenza fra i tre elementi — elenco, numero dichiarato, sito .it — è la verifica completa.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
La concessione è attribuita per singolo sito, e l’elenco lega ogni codice a un sito .it. Chi opera con una concessione italiana presenta quindi il proprio servizio su quel dominio, mentre un marchio privo di concessione non può usarlo. Il dominio diventa così il primo indizio visibile di una verifica che richiede comunque i controlli sul codice.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, che copre ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale fisiche. La richiesta si fa dal portale ADM con SPID o presso un concessionario, e il blocco impedisce depositi, giocate e nuovi conti su tutti gli operatori con concessione ADM.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito su base settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni, e l’art. 15, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 aggiunge autolimiti su tempo, spesa e perdita oltre a messaggi automatici sull’attività di gioco.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessun accesso al RUA, quindi nessuna autoesclusione che valga, nessuna vigilanza ADM, nessun obbligo verso il giocatore italiano e nessuna sede nello Spazio Economico Europeo a rispondere. Si aggiungono il blocco DNS con le sue repliche e, per come l’ADM cita la legge 401 del 1989, la sanzione a carico del partecipante.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario: una posizione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi da chiarire con un commercialista. Le vincite da siti non autorizzati seguono un’altra strada.
Un operatore con più siti è un solo interlocutore?
Dal punto di vista del titolare, sì. La concessione è per sito e il numero cambia, ma il concessionario può essere lo stesso, come accade per Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale con Eurobet, Bwin e Gioco Digitale e per Azzurri Limited con Betsson e StarCasinò. Aprire due conti presso lo stesso concessionario non diversifica nulla.
Cosa succede alle giocate in corso quando scatta l’autoesclusione?
Il blocco impedisce depositi, giocate e l’apertura di nuovi conti presso qualunque operatore con concessione ADM, mentre il saldo prelevabile resta prelevabile. Chi si esclude non perde quello che ha sul conto, ma non può continuare a giocare fino alla scadenza: l’autoesclusione a tempo determinato non è revocabile prima del termine.
Cosa cambia con SPID nell’apertura del conto?
SPID di livello 2 importa automaticamente i dati e richiede un codice temporaneo; con la registrazione manuale il conto va comunque validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Chi si registra con SPID salta quella finestra, e su alcuni operatori riceve un benvenuto di valore più alto.
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