Exchange scommesse in Italia: il punta e banca spiegato senza scorciatoie
Verificato al Ottobre 31, 2026; per le concessioni il riferimento è l’elenco ufficiale dei concessionari pubblicato da ADM.
Cosa sono le scommesse exchange: formato, mercato e copertura
Su un exchange non giochi contro la casa. Giochi contro un’altra persona. Il mercato mette in contatto due clienti che la pensano diversamente sullo stesso evento e si tiene fuori dalla partita: non è parte delle scommesse, non decide il prezzo, non rischia niente di suo. Questa è la differenza che rende il resto della pagina necessario — e anche quella che spiega perché il vocabolario qui dentro suona strano a chi ha in mente una schedina normale.
Il punto di partenza è la parola. Un exchange è un mercato in cui i clienti scommettono tra loro sull’esito di eventi distinti. Nient’altro. Nessuna quota fissata a monte, nessun palinsesto costruito da un ufficio, nessuna promessa. Se ti fermi a questa riga hai già capito perché l’offerta di un exchange non assomiglia a quella di un bookmaker.

Punta e banca: il formato che cambia le parti in causa
Su un exchange una puntata — il back, la giocata classica — scommette che un esito si verifichi. Una banca — il lay — scommette che non si verifichi. Chi banca assume il ruolo che normalmente ha il bookmaker, e la responsabilità è il massimo che una persona può perdere nel caso peggiore. Non è un dettaglio tecnico da manuale: è il cuore del formato, ed è ciò che rende il punta e banca qualcosa di diverso da una scommessa con un avversario invisibile.
Vale la pena soffermarsi sulla parola «responsabilità», perché in italiano la usiamo per cose molto più vaghe. Qui ha un senso contabile. Chi banca non mette sul tavolo una puntata: mette sul tavolo la somma che perderebbe se l’esito si verificasse, e quella somma è più grande di quanto si vincerebbe nel caso opposto. È l’esatto rovescio della schedina che il lettore conosce — lì si sa in anticipo quanto si può perdere, qui si sa in anticipo quanto si può perdere solo dopo aver calcolato la responsabilità.
Il formato ha anche una conseguenza pratica che sfugge a chi guarda solo le quote: su un exchange puoi essere contemporaneamente chi offre il prezzo e chi lo accetta, anche sullo stesso evento, anche nella stessa giornata. Il bookmaker non te lo permette, per la ragione ovvia che non ha nessun interesse a lasciarti giocare contro se stesso da entrambi i lati.
Il mercato è la tua controparte, non l’operatore
Il mercato non è una persona. Questa è la seconda cosa che cambia tutto. Se nessuno accetta la tua proposta, la proposta resta lì a un prezzo che non esiste — magari per un minuto, magari per tre giorni — e la scommessa non parte. Su un bookmaker questo non succede mai: chiedi 1,90 sull’1X2 e ti viene data, subito, sempre, perché c’è una casa che compra. Su un exchange la stessa richiesta può restare appesa.
Da qui viene la parola «copertura», che nel gergo del settore significa una cosa sola: esiste qualcuno disposto a prendere l’altro lato a quelle condizioni? Gli importi delle scommesse su un exchange in genere non sono limitati, ma con una condizione che vale la pena leggere due volte — sono illimitati finché i clienti opposti coprono la puntata. Non è un tetto dell’operatore. È un tetto del mercato. E il mercato, a differenza di un bookmaker, non ha alcun obbligo di stare aperto.
La conseguenza per chi legge questa pagina è concreta: su un exchange non esiste il concetto di «la quota c’è sempre». Esiste quello di «a questo prezzo, per questa partita, adesso, c’è chi compra». Sono due frasi diverse e producono due esperienze di gioco diverse.
Le quote hanno un limite superiore, e quasi nessuno lo sa
I betting exchange in genere limitano le quote tra 1,01 e 1000. È una forbice molto larga e per la stragrande maggioranza delle giocate è irrilevante: nessuno cerca 1.000 su un mercato liquido, e sotto 1,01 non c’è nulla da cercare in nessun mercato del mondo. Ma la forbice esiste, è dichiarata, e definisce il terreno di gioco in modo diverso da quello di un bookmaker, che sul singolo evento può aprire un prezzo fuori da qualunque intervallo standard decida lui.
C’è un secondo limite, meno visibile e più interessante: il prezzo non lo decide nessuno per te. Non esiste un «prezzo ufficiale» dell’exchange. Esiste la migliore proposta disponibile in quel momento, che è il risultato di ciò che gli altri clienti hanno scritto. Se il mercato è sottile, il prezzo è strano. Su una partita di Serie A di cartello il bookmaker e l’exchange convergono quasi; su un campionato minore o su un mercato secondario l’exchange può offrire 2,15 quando altrove si trova 1,95, oppure può non offrire niente affatto.
Come funziona un exchange e perché conviene rispetto a un bookmaker
Qui si arriva al punto che interessa a chiunque stia valutando se aprire un conto su un exchange o restare dov’è. La risposta non è «l’exchange paga di più». La risposta è «l’exchange paga in modo diverso», e la differenza si chiama overround.
I bookmaker guadagnano da quote meno favorevoli, mentre i betting exchange guadagnano dalla commissione. Le quote dell’exchange sono di solito migliori perché il margine complessivo è più basso. Questa è la frase che riassume l’intera questione economica del formato, e vale la pena spacchettarla, perché dietro c’è un meccanismo che molti lettori hanno intuito senza mai vederlo scritto.
Il margine del bookmaker e il margine dell’exchange
Prendi un mercato a due esiti — non serve un nome, serve un caso — con entrambi i lati offerti a quota 1,90. La quota di payout del mercato è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90. Il risultato è circa 0,95. Il margine è il resto: circa il 5 %. Detto in modo più utile per chi legge: su quel mercato ipotetico il bookmaker restituisce all’insieme dei giocatori circa il 95 % di quanto raccoglie e trattiene circa il 5 %, indipendentemente da chi vince la partita. È una media su tante giocate, sotto l’ipotesi che i due lati siano quotati esattamente così, e non un risultato garantito su una singola schedina.
Quel 5 % non è una tassa visibile. Non compare in nessuna ricevuta. Compare nel fatto che due quote da 1,90 non fanno 2,00 — e non ci fanno nemmeno vicino. Il giocatore che prende 1,90 su un mercato a due esiti sta accettando che la somma delle probabilità implicite dei due lati superi il 100 %, ed è esattamente quella eccedenza a pagare la casa.
Un exchange non fa questo. Non costruisce il prezzo, quindi non ci mette dentro il proprio margine. Si prende una commissione sulle vincite nette del cliente in ogni mercato — la maggior parte degli exchange applica una percentuale calcolata lì — e le scommesse perdenti in genere non comportano commissione.
Le due strutture hanno una differenza che sfugge. Il bookmaker incassa su ogni scommessa, vincente o perdente, perché il margine sta nel prezzo; l’exchange incassa solo quando il cliente chiude in attivo su quel mercato. Per l’operatore sono due modelli di ricavo diversi, per il giocatore una sola domanda: quanto costa giocare? E la risposta, sul modello commissionale, dipende da quanto vinci. Su un exchange la giocata perdente non paga niente all’operatore, perché l’operatore non era la controparte.
Chi ci guadagna davvero e in quali casi
Il margine più basso dello scambio è un vantaggio reale, e conviene dire con precisione per chi lo è. Sui mercati molto liquidi il guadagno rispetto a un bookmaker è piccolo ma ripetuto: qualche punto percentuale di prezzo, che su cento giocate fa una differenza che si nota. Sui mercati sottili il guadagno può essere grande ma la copertura può mancare del tutto, e una quota teorica migliore senza nessuno disposto a prenderla dall’altra parte vale zero.
C’è poi il rovescio: la commissione si paga sul profitto netto del mercato, e questo premia chi vince poco e spesso più di chi punta su una combinazione rara. Un giocatore che incassa cento piccoli profitti paga la commissione cento volte; uno che fa un colpo solo la paga una volta. Sul lungo periodo il conto cambia, e il modello commissionale non è automaticamente più conveniente per tutti — dipende da come si gioca, non solo da dove si gioca.
Nessun exchange italiano dichiara qui una commissione specifica. Al momento di aprire il conto, quella percentuale va letta nelle condizioni dell’operatore scelto, insieme alla regola sul minimo della puntata back, perché è quella che determina quanto spesso la commissione entra in gioco.
I criteri della classifica: come si legge il confronto tra dieci operatori
Un confronto tra operatori che si limiti ai loghi non serve a nessuno. Serve una griglia, e la griglia di questa pagina ha due assi soli, perché due sono le cose verificabili davvero: chi ha la concessione e cosa dicono i suoi stessi documenti.
La concessione ADM, riga per riga
La sigla da cercare è ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — che il mercato continua a chiamare AAMS, e che conviene riconoscere in entrambe le forme per non farsi confondere da una dicitura vecchia. La concessione non è una licenza aperta: è una concessione assegnata per gara pubblica, e viene rilasciata per sito, non per azienda. Una società può detenerne più di una e gestire più siti; un marchio può appartenere a una società che porta un nome completamente diverso.
Questo è il primo criterio, e non ha alternative. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM è l’unica prova che un sito sia regolare in Italia. Non esiste un timbro alternativo, non esiste un’autocertificazione che valga, non esiste una posizione in un confronto — nemmeno in questo — che sostituisca una riga su quell’elenco.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i documenti dell’operatore sul suo gioco |
|---|---|---|
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, valida su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Bonus senza deposito di 10 € più 200 Fun Flag all’apertura del conto |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Scommesse singole, multiple e sistemi, con le schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Bonus Sport-50 sbloccabile con un giro di 3 volte il deposito in denaro reale entro 7 giorni |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati su esito finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo con quote maggiorate |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal/No Goal, Multigoal e Cash Out |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati e Bet Builder+, pre evento e live |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Eventi in diretta streaming con palinsesto quotidiano su tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con quote e streaming live |
La colonna centrale va letta con attenzione, perché contiene la trappola più banale e più frequente. L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: potrebbe avere la concessione per il poker, per le scommesse exchange, per il bingo o per i giochi di abilità, in qualunque combinazione. La prova che un operatore prenda scommesse sportive non è la riga sull’elenco, sono il suo sito e la sua app.
Quanto agli altri marchi che il lettore incontra cercando. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non risultano tra le righe dell’elenco alla data di verifica. Questo non è un giudizio sul loro prodotto: è la constatazione che in Italia non hanno titolo per offrirlo.
Cosa non c’è nei criteri
Non c’è il bonus più alto. Non c’è il numero di mercati. Non c’è la velocità del sito.
Quelle cose sono verificabili solo in parte, e soprattutto sono instabili: cambiano con la campagna, con la stagione, con il responsabile marketing di turno. Un confronto costruito sul bonus più ricco invecchia in due settimane e non dice niente su quanto costerà riscattarlo. Per questo la colonna di destra della tabella riporta ciò che i documenti dell’operatore dichiarano, alla lettera, e non una valutazione: il lettore che vuole sapere se il bonus di NetWin è generoso deve leggere il giro di 3 volte il deposito, non un aggettivo.
C’è infine un criterio che questa pagina non può riempire e che conviene dichiarare: il catalogo. Un concessionario può detenere diritti su scommesse sportive, poker, giochi di abilità, giochi di casino, scommesse exchange e bingo in qualunque combinazione, ma quali sport e quali tipi di giocata stiano effettivamente nel palinsesto approvato non è ricavabile dall’elenco. Va letto sul sito dell’operatore, prima di versare.
La normativa italiana: concessione, palinsesto e cosa si può giocare
La legge italiana tratta l’exchange come un gioco a sé. Non è un bookmaker con una funzione in più: è una figura separata nel riordino del settore. Il riferimento è l’art. 6, comma 1, lett. e), del D.Lgs. 41/2024, che colloca tra i giochi offribili a distanza sotto concessione le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori. L’art. 2, lett. u) dello stesso decreto completa il quadro: il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima.

Il contesto generale è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi offribili a distanza: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, eventi simulati compresi, e su corse di cavalli (lett. a), totalizzatori sportivi e ippici (lett. b), giochi di ippica nazionale (lett. c), giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa (lett. d), scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè l’exchange (lett. e), e bingo (lett. f). Sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo.
Il palinsesto e cosa sta dentro
Prima di capire su cosa si può giocare, serve la parola che lo decide. L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, corse di cavalli comprese, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere accolta solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. È una regola secca, e spiega perché il catalogo di un operatore italiano non coincida con quello di un operatore estero: non è una scelta commerciale, è un perimetro autorizzativo.
ADM aggiunge eventi uno alla volta. A settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore — un dettaglio che vale più di mille parole sul funzionamento del sistema: il singolo torneo entra nel palinsesto con un provvedimento, non con una decisione dell’operatore.
Gli eventi simulati hanno una definizione propria, all’art. 2, lett. v): sono le scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer, mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. Le sezioni «Virtuali» dei siti stanno lì dentro.
L’ippica è due cose distinte e conviene tenerle separate. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, rientrano nell’art. 6, comma 1, lett. a). I giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili, all’art. 6, comma 1, lett. c) con la definizione all’art. 2, lett. h) — richiedono una concessione propria. Sono due permessi diversi per due prodotti diversi.
Il live è offerto da ogni grande operatore. Le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono ricavabili qui, e non esiste un elenco dei mercati live. Se il lettore vuole sapere quanti mercati in gioco abbia un operatore durante una partita, l’unico posto dove guardare è il suo programma di gioco.
L’exchange nel quadro normativo, con le sue regole particolari
L’ammissione dell’exchange come gioco separato è la ragione per cui questa pagina esiste, ma non basta a rispondere alla domanda pratica: quanti exchange operino davvero in Italia oggi, e con quali commissioni. Questo non è ricavabile dall’elenco ADM, che non distingue i giochi. Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata back minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. È il tipo di dettaglio che non interessa a chi legge per curiosità e interessa moltissimo a chi pensa di aprire un conto: una puntata back minima di 2 € è un vincolo operativo, non una decorazione.
Sul piano fiscale del gioco in sé, un articolo di stampa di settore del 2024 indica che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo grava sul concessionario. È una ricostruzione riportata dalla stampa, e va trattata come tale.
Sul piano dell’offerta illegale, il quadro è più duro di quanto la pubblicità lasci intendere. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici. I fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che violino un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco funziona a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola per il risultato è «oscurati».
Metodo scommesse sicure exchange: come verificare la concessione
C’è una domanda che il lettore si fa sempre troppo tardi, di solito dopo aver versato. Come si verifica che un operatore abbia davvero la concessione ADM? La risposta è più semplice di quanto ci si aspetti, e non richiede nessun controllo incrociato.
Il primo passo è aprire l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito di ADM e cercare il marchio. Se il marchio non c’è, il discorso finisce lì: nessuna verifica successiva lo recupera, nessuna licenza straniera lo sostituisce, nessuna somiglianza grafica lo giustifica. Se il marchio c’è, il secondo passo è controllare che la riga corrisponda al sito su cui stai per giocare, perché la concessione è per sito e non per azienda: un concessionario con più siti ha più righe, e una riga non copre l’altra.
Il terzo passo è il più utile e il meno praticato: leggere la concessione dichiarata dall’operatore nelle proprie condizioni, e confrontarla con il numero sull’elenco. Ogni concessionario è tenuto a dichiarare numero e società nei propri termini, e la società quasi mai porta il nome del marchio. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet, ma anche Bwin e Gioco Digitale secondo l’elenco; Goldbet Better Organization Italy S.p.a. gestisce Lottomatica; Azzurri Limited gestisce StarCasinò. Chi si aspetta che il nome sul contratto coincida con quello sull’insegna resta sorpreso.
Infine conviene sapere che senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Non è un ostacolo alla verifica, è la prima prova pratica che dall’altra parte c’è un sistema regolato: un sito non concessionario non ti chiede SPID, non ti chiede il codice fiscale per quella ragione, e non ha un registro a cui rispondere.
Gioco responsabile: limiti, autoesclusione e tutele reali
Gli strumenti di tutela in Italia non sono consigli di buona educazione. Sono obblighi, e hanno un contenuto preciso che conviene conoscere prima di scegliere dove aprire il conto, perché sono uno dei pochi elementi che distinguono davvero un operatore regolare da uno che non lo è.
L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede un pacchetto: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. L’art. 15, comma 2 aggiunge un obbligo di informazione: ogni concessionario spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, e comunque non più di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa.
Autoesclusione: RUA e durata
Il registro centrale è il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. Blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche. È il numero uno dei motivi per cui la concessione conta: un sito senza concessione non è collegato al RUA, e quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla.
I termini degli operatori mostrano come funziona in pratica. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La differenza tra le due versioni è la parte interessante: il campo di scelta era rigido, ora è continuo, e la revoca a tempo indeterminato ha comunque una soglia.
Limiti di deposito scelti alla registrazione
Alla registrazione il giocatore scegli sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’asimmetria è voluta e vale la pena spiegarla: abbassare si fa subito, alzare no. È la sola cosa che impedisce a un limite di essere una formalità — se si potesse alzare nell’istante in cui lo si tocca, non limiterebbe niente.
La leva fiscale c’è e ha una curiosa asimmetria: l’offerta illegale non è soltanto rischiosa, è sanzionata. L’art. 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, come ADM stessa riporta il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; e precisa che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda non è ricavabile qui, né risulta una vicenda giudiziaria contro un giocatore. Che il partecipante sia nominato nella regola, però, cambia il profilo del rischio: non è solo il gestore a essere esposto.
Vincere scommesse exchange: strategie, bankroll e tendenza
Mettere in fila le strategie di un exchange è un esercizio che va fatto con prudenza. Non esiste un metodo che trasformi una quota in un risultato, e chiunque prometta il contrario sta vendendo qualcosa. Quello che esiste è una serie di decisioni da prendere nell’ordine giusto, e la prima decisione riguarda quanto si è disposti a perdere.
Il bankroll prima della strategia
Il bankroll non è un dettaglio psicologico, è un vincolo operativo, e su un exchange lo è in modo più severo che altrove. Chi banca impegna la responsabilità, che è il massimo che può perdere nel caso peggiore. Su una banca a quota bassa la responsabilità è grande rispetto alla vincita: per incassare poco si immobilizza molto, e una sequenza di banche andate male può esaurire il saldo prima che arrivi il risultato atteso. Il capitali necessario, insomma, non si misura in puntate ma in copertura delle responsabilità.
Da questo discende una regola pratica che non ha bisogno di numeri: chi vuole bancare deve dimensionare il saldo sulle responsabilità, non sulle vincite. Chi vuole solo puntare il problema non si pone, ma paga la commissione sulle vincite e deve quindi pianificare tenendo conto che una parte del profitto lordo se ne va lì.
Copertura, liquidità e orari
Il mercato di un exchange ha una vita propria. La liquidità non è costante: si addensa nelle ore che precedono l’evento e nei minuti dell’incontro, si assottiglia di notte e nelle partite di cartello minore. Un prezzo che esiste alle 21:00 può non esistere alle 23:00. Il lettore che ha capito questo ha capito la differenza principale tra l’operare su un exchange e l’operare su un bookmaker: da una parte si aspetta il momento giusto, dall’altra si accetta il prezzo disponibile.
C’è un risvolto che riguarda il tipo di giocatore. Su un exchange la quota non è un’offerta che ti viene fatta, è una proposta che qualcuno ha scritto e che tu puoi accettare o migliorare. Migliorare significa offrire un prezzo leggermente diverso e aspettare. Chi non ha pazienza troverà l’exchange frustrante; chi ce l’ha troverà che il prezzo medio ottenuto è migliore.
Cosa resta fuori da questa sezione
Non troverai qui pronostici, quote consigliate, né sistemi che promettono un rendimento. Non ci sono, e la ragione è semplice: nessuno conosce l’esito di una partita, e un lettore che agisce su una previsione sbagliata perde denaro vero. La sola tendenza che questa pagina registra è quella del mercato: il margine si è ridotto, l’offerta si è moltiplicata, e la difficoltà non sta nel trovare un prezzo ma nel non pagare troppo per ottenerlo.
I dieci operatori con concessione ADM a confronto
Ogni scheda parte da ciò che i documenti dell’operatore dicono e finisce con un giudizio: chi ci sta dentro, cosa paga e cosa resta da controllare. Nessuna di queste righe è un invito ad aprire un conto — è la lettura di quel che c’è scritto.
AdmiralBet: l’operatore che ha riscritto le regole dell’autoesclusione
AdmiralBet opera con concessione ADM n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., sul proprio sito .it. È il marchio che in questa lista porta la documentazione più dettagliata sugli strumenti di tutela, e non è una differenza da poco: le sue condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure resta indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Alla registrazione lo stesso operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la regola asimmetrica che un limite ridotto ha effetto immediato e uno aumentato dopo 7 giorni.
Chi valuta AdmiralBet troverà qui il quadro più esplicito sul dopo-registrazione. La domanda da farsi non è se il limite esista — esiste in tutti — ma se sia formulato in modo da resistere a un momento di fretta. Qui lo è.
BetFlag: il bonus senza deposito che chiede tre giorni, non tre minuti
BetFlag opera con concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a. Per aprire il conto, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Il bonus scommesse senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto. I 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione.
Vale la pena leggere quella quota totale minima 5.00 per quello che è: una soglia alta, che restringe il campo a combinazioni di più eventi e non a una singola giocata tranquilla. Un bonus senza deposito da 10 € che si può giocare solo su una schedina a quota 5.00 è un bonus senza deposito con un compito da svolgere — e il compito ha una scadenza di tre giorni che decorre dall’attivazione, non dalla registrazione, il che sposta in avanti il momento in cui il conto va completato. Chi apre il conto e poi aspetta la verifica dei documenti perde tempo utile senza accorgersene.
Eurobet: il catalogo ordinato e il problema delle date
Eurobet opera con concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. L’app permette di giocare scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets.
Ci si ferma qui, e la ragione è che Eurobet è un marchio la cui scheda non aggiunge molto: la concessione c’è, il prodotto base c’è, la funzione di raccolta delle giocate c’è e serve a chi gioca più schedine nello stesso periodo e vuole ritrovarle. Nessuna informazione su limiti, autoesclusione o requisiti di puntata è collegata a questo marchio.
La società che detiene la concessione gestisce anche altri siti .it, e questo è un punto che riguarda il lettore: il numero di concessione è per sito, e un marchio diverso può appartenere alla stessa compagine. È una struttura normale in questo mercato, non un’anomalia, ma va letta con attenzione quando si confrontano due operatori che sembrano distinti.
NetWin: un giro di deposito con quattro esclusioni
NetWin opera con concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a. Per sbloccare il bonus Sport-50 l’operatore chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.
Questa è la scheda che rende visibile quanto costi davvero un bonus, e non perché il moltiplicatore sia alto — tre volte il deposito è una richiesta modesta nel panorama italiano. Il costo sta altrove: multiple di almeno 3 eventi, quota minima 2.00 per evento, quota totale di almeno 10.00, e quattro categorie di giocate che non contano. Un giocatore che nel frattempo vuole giocare un live, un antepost o una schedina con cash out non sta contribuendo al requisito. Il contatore non lo sa, e il giocatore lo scopre alla scadenza dei sette giorni.
Chi pensa di usare il bonus per le proprie giocate abituali farà bene a scoprire prima se le sue giocate abituali rientrano nelle quattro esclusioni. Se non rientrano, il percorso è netto.
Betfair: l’exchange che nessun altro marchio sostituisce
Betfair opera con concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l. L’app Sport propone mercati come esito finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Betfair è descritto come il primo exchange, con concessione 16028, e la sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata back minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Su questo marchio, e solo su questo, esiste una traccia concreta di come funzioni un exchange con concessione italiana.
Il marchio è anche il più piccolo, in questa lista, sul lato delle scommesse tradizionali: chi cerca un catalogo ampio di mercati pre-evento lo troverà altrove. Chi cerca il formato del punta e banca sa invece che su questa lista c’è poco da confrontare. La puntata back minima di 2 € è il dato che più dice del posizionamento: non è un exchange pensato per chi scommette un euro alla volta su un mercato secondario.
Sisal: la schedina con cash out e i mercati sulle giocate
Sisal opera con concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Il cash out è il punto di questa scheda, e vale la pena spiegarlo per quello che è: una chiusura anticipata della posizione, non una vincita garantita. Il prezzo di chiusura lo fa l’operatore, e nella maggior parte dei casi è meno favorevole di quello che si otterrebbe portando la giocata a termine. Funziona bene per chi vuole limitare un’esposizione in corso, male per chi lo usa come abitudine.
I mercati sulle giocate — tiri in porta, rigori, espulsioni — sono quelli che su un exchange hanno meno copertura, perché sono mercati sottili. Chi è attratto da queste tipologie troverà su Sisal un listino pronto e sullo scambio una difficoltà in più.
bet365: il mercato dentro il mercato
bet365 opera con concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc. L’operatore offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live.
Sul piano dell’offerta bet365 è la scheda più densa di prodotto, e lo è in una forma che ha un effetto preciso sui prezzi: il Bet Builder+ costruisce un mercato nuovo dentro il mercato dell’evento, e quei mercati hanno margini che l’1X2 non ha. Le centinaia di mercati quotidiani con quote maggiorate sono un argomento di vendita reale e vanno letti insieme a questa considerazione, perché la quota maggiorata è maggiorata rispetto al listino dell’operatore, non rispetto al prezzo migliore disponibile sul mercato. Sono due cose diverse, e il lettore le confonde spesso.
Hillside (New Media Malta) Plc è la società titolare della concessione, ed è un nome che non ha niente a che vedere con il marchio: un promemoria del fatto che il numero di concessione è per sito e la società non coincide con l’insegna.
StarCasinò: il marchio casino-first con un bookmaker accanto
StarCasinò opera con concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
StarCasinò è uno dei marchi del gruppo che Azzurri Limited detiene anche su Betsson, ed è il caso più chiaro di una struttura che questo mercato ha da anni: un marchio nato sulle slot che aggiunge un bookmaker senza farne il centro dell’offerta. Per il lettore la conseguenza è pratica. Chi arriva lì per le slot troverà il bookmaker come accessorio; chi arriva per le scommesse troverà un’offerta di eventi principali, non una copertura capillare.
Planetwin365: lo streaming come argomento principale
Planetwin365 opera con concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a. L’operatore offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.
Qui l’argomento centrale è la visione, non il prezzo. Il palinsesto quotidiano su sport che il grande pubblico segue meno — pallavolo, tennis tavolo — dice che l’operatore ha costruito la sua offerta su un pubblico che scommette su ciò che può guardare, e che guarda ciò che altri trascurano. È una posizione di nicchia concreta, e va confrontata con quella di chi punta tutto sul calcio di cartello.
Chi scommette live ha bisogno di vedere l’evento, e su questo sito l’accesso alla diretta è parte dell’offerta. Chi cerca il mercato più liquido per una banca su un exchange non troverà qui il suo posto, perché sono due modi diversi di usare la stessa passione.
Lottomatica: la copertura larga e la società che non ti aspetti
Lottomatica opera con concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
La copertura è la più ampia dichiarata in questa lista, e va letta insieme al nome della società. Goldbet Better Organization Italy S.p.a. è il concessionario, e il marchio porta un nome diverso: non è un errore di trascrizione, è la struttura normale di un mercato dove la concessione è per sito e le compagini controllano più insegne. Chi controlla il numero di concessione vedrà comparire GBO Italy dove si aspettava Lottomatica, e non deve preoccuparsi — deve invece controllare che il numero corrisponda al sito su cui sta giocando.
Sport motoristici, calcio internazionale e streaming live formano un pacchetto coerente. Chi cerca il calcio italiano e i grandi campionati europei non resta senza offerta.
Goldbet: il catalogo dei mercati e il campionato virtuale
Goldbet opera con concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. Tra i mercati di calcio indicati ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal.
La scheda ha una particolarità che la distingue da tutte le altre: la Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.
I virtuali sono eventi simulati, e la legge li definisce all’art. 2, lett. v) come eventi sportivi e ippici generati al computer, mostrati con animazione o con una registrazione: stanno dentro la concessione per le scommesse sportive. Con dieci eventi in contemporanea e partenze ogni cinque minuti, il prodotto è costruito per chi vuole un ritmo di gioco continuo. È esattamente il contrario di quello che serve a un giocatore che ha bisogno di limitare il tempo di gioco — e le condizioni dell’operatore sono l’unico posto dove quel limite va cercato.
Il bonus di benvenuto e il suo costo reale
Il bonus di benvenuto non rientra nel divieto pubblicitario, che riguarda la pubblicità e non l’esistenza di un’offerta. Non esiste però un tetto normativo noto né un limite legale ai requisiti di puntata: importi, giocate necessarie e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Ecco perché due bonus della stessa cifra possono costare cose diverse.
C’è un’asimmetria che vale la pena nominare, perché è il cuore di questa sezione. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile all’art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. Il paradosso è evidente: vietata la comunicazione dell’offerta, ammessa quella del gioco responsabile dello stesso operatore.
Sull’applicazione, i fatti sono questi. AGCOM è l’autorità che vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. La stampa di settore riporta che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). La riforma ipotizzata — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per eliminare il divieto sull’indiretta, come le sponsorizzazioni — non è legge, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Il denaro che i concessionari non possono spendere in pubblicità lo riversano in formule di benvenuto, e queste sì che si possono descrivere. Un bonus è una promessa con le condizioni attaccate, e le condizioni sono la parte che conta. Su questo la pagina ha già dato due esempi concreti: il bonus senza deposito di BetFlag vale 10 € più 200 Fun Flag, da giocare in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione; il bonus Sport-50 di NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00, con sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo esclusi dal conteggio.
Vale la pena fermarsi sul significato del moltiplicatore, perché è il numero che i giocatori guardano per primo ed è quello che capiscono peggio. Un giro di 3 volte il deposito significa che il denaro versato va giocato, in scommesse che rispettano i requisiti, tre volte prima che il bonus sia sbloccato. Se il deposito è di 50 €, il volume richiesto è di 150 €. Non è un costo di per sé — è volume, non perdita — ma ogni giocata lascia una parte del proprio valore dentro il margine dell’operatore, e su un numero sufficiente di giocate quel margine consuma una frazione del volume. Quanto consumi dipende dal mercato scelto e dalla quota, e nessuno può stimarlo per il lettore senza conoscerli. Quello che si può dire è che il requisito trasforma il bonus in un impegno di gioco, e che un impegno di gioco in un mercato con margine ha sempre un costo atteso positivo per l’operatore.
Come si calcola una vincita
Il meccanismo di base è semplice e conviene averlo chiaro prima di leggere qualsiasi requisito. Su una scommessa singola, la vincita totale è data dalla puntata moltiplicata per la quota. Se punti 10 € a quota 1,85, incassi 18,50 € nel caso vincente, di cui 8,50 € sono profitto netto e 10 € è la puntata restituita.
Su una multipla il meccanismo cambia di forma: le quote delle singole selezioni si moltiplicano in un unico prezzo. Tre selezioni a 1,85, 2,10 e 1,75 danno una quota totale di circa 6,80, che su una puntata da 10 € pagherebbe circa 68 €. Non serve un calcolatore per capire che la moltiplicazione funziona in due direzioni: moltiplica il profitto potenziale e moltiplica anche la difficoltà, perché tutte le selezioni devono essere azzeccate. Ed è per questo che i requisiti di puntata dei bonus amano le multiple: sono più difficili da completare, e più difficili da completare per tempo.
L’imposta unica e chi la paga
L’imposta la paga l’operatore, non il giocatore. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, prevede il 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e il 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote. Le scommesse virtuali, sugli eventi simulati, pagano il 24,5 % della raccolta al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Il giocatore che incassa da un concessionario ADM non subisce una tassazione sulla vincita e non la dichiara, perché il prelievo grava sul concessionario. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per questo la conclusione pratica è sempre la stessa: consultare un commercialista per la propria situazione.
Le vincite su un sito estero si dichiarano
C’è un caso in cui il discorso cambia completamente, e non va confuso con il precedente. Le vincite da siti non autorizzati o esteri sono un’altra storia. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo percepito senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va formulata come andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.
La combinazione è dura: nessuna protezione, nessun registro, e in più una dichiarazione da fare.
Il costo di un requisito, in una riga
Il lettore che vuole una regola semplice può tenerne una: prima di considerare un bonus, trova il requisito di puntata e moltiplicalo per il deposito. Quello è il volume di gioco richiesto, e ogni giocata in un mercato con margine restituisce in media meno di quanto impegna. Un bonus non è denaro regalato, è denaro che si guadagna giocando, e il prezzo del lavoro è il margine.
Rischi e protezioni: cosa cambia tra un sito con concessione e uno offshore
La differenza tra un operatore con concessione ADM e un sito estero non è una questione di morale. È una lista di cose che ci sono e cose che non ci sono, e il lettore può verificarla una per una.
Un operatore con concessione italiana porta con sé quattro strumenti concreti: il collegamento al RUA, che blocca l’accesso a chi si è autoescluso su tutte le piattaforme autorizzate e sulle sale fisiche; la vigilanza di ADM; strumenti obbligatori di limitazione; e un foro italiano per qualunque controversia. Un marchio .com non autorizzato non porta nessuno di questi quattro, è esposto al blocco DNS e, come ADM stessa dichiara citando la Legge 401, espone il partecipante a una sanzione penale con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le licenze estere non hanno valore in Italia. Un sito che accetta giocatori italiani con una licenza di un altro paese non sta operando in regime di reciprocità: sta operando fuori dal perimetro, e i suoi strumenti di tutela rispondono a un’autorità che in Italia non ha giurisdizione.
C’è poi un dettaglio sulla portata del blocco che conviene conoscere. ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene due elenchi pubblici — i siti legali legati ai concessionari e quelli con accesso inibito — e reindirizza i domini oscurati a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS, e alcuni fornitori di accesso sono più lenti di altri ad applicarlo; i mirror ricompaiono nel giro di ore. La conseguenza per il lettore è che un sito non autorizzato può restare raggiungibile anche quando è nell’elenco degli inibiti — e che la raggiungibilità non è una prova di legalità, mentre la presenza nell’elenco degli autorizzati lo è.
I pagamenti e il punto vendita ricariche
Sui pagamenti, la regola italiana ha una figura che non esiste altrove: il punto vendita ricariche, disciplinato dall’art. 13, D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che accreditano il conto di gioco solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Quel tetto di 100 € settimanali in contanti è la parte interessante della norma, perché è una limitazione pensata per il deposito, non per il prelievo: la ricarica in contanti è un canale per mettere denaro dentro il sistema senza lasciare traccia elettronica, e la legge lo tiene corto. È una misura di tutela travestita da regola operativa, e per il giocatore è un’informazione pratica: chi ricarica in tabaccheria non può trasformare quel canale in un canale di prelievo.
Gli altri strumenti che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco di ciascun operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta e non risulta una norma che nomini strumenti approvati.
Domande frequenti su exchange e scommesse in Italia
Che differenza c’è tra un exchange e un bookmaker?
Su un exchange i clienti scommettono tra loro e la piattaforma non è parte delle scommesse. Su un bookmaker la casa è la controparte e fissa la quota. Il bookmaker guadagna da quote meno favorevoli, l’exchange da una commissione sulle vincite nette; le quote dell’exchange sono di solito migliori perché il margine complessivo è più basso.
Come si verifica che un operatore abbia la concessione ADM?
Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il marchio. La concessione è per sito, quindi va controllata la riga corrispondente al sito su cui si gioca, non solo l’azienda: un concessionario può gestirne più di uno. La presenza sull’elenco non dimostra da sola un’offerta di scommesse sportive.
Come si calcola la vincita di una scommessa?
La vincita totale è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a 1,85 rendono 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. Su una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo e tutte le selezioni devono risultare vincenti. Su un exchange, chi banca calcola invece la responsabilità massima, che è il massimo che può perdere.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Il prelievo grava sul concessionario, non sul giocatore: le vincite pagate da un operatore con concessione ADM non subiscono una tassazione in capo al giocatore, secondo la ricostruzione della stampa di settore. Per le vincite da siti esteri o non autorizzati la posizione cambia, e conviene consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un operatore con concessione?
Alla registrazione si scegli un limite di deposito settimanale o mensile. I limiti su ricarica, spesa e tempo di gioco possono essere impostati anche su base giornaliera; un limite ridotto ha effetto immediato, mentre uno aumentato richiede sette giorni. La legge prevede inoltre autolimiti su tempo, spesa e perdita.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non è soggetto alla vigilanza ADM e non offre gli strumenti obbligatori di limitazione; è inoltre esposto al blocco DNS e ADM ricorda che la Legge 401 sanziona il partecipante con ammenda e arresto fino a tre mesi. La parola d’ordine resta una sola: verificare l’elenco.
Mercati, regole e glossario – guidescommesseit
Contenuto creato dal team «guidescommesseit»
