Scommesse sportive sicuri 2026 — la concessione è il solo lasciapassare che conta

Updated Ottobre 2026
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Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna

Ottobre 31, 2026 — dati verificati contro le liste ufficiali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e contro i termini e le condizioni dei singoli operatori.

Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.

C’è una domanda che torna ogni volta che un lettore scrive: «questo sito è sicuro?». La risposta onesta è che la sicurezza non è una sensazione, è un atto amministrativo. Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia soltanto da chi possiede una concessione dell’ADM, e per sapere se un operatore è autorizzato si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia. Non è l’elenco dei «siti belli»: è l’elenco dei soggetti che hanno vinto una gara, pagato, e accettato di farsi controllare.

Vale la pena dire subito cosa quell’elenco non è. Letto il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Nessuna colonna dice quali giochi quel concessionario può offrire. Un concessionario può avere in concessione scommesse sportive, poker e giochi di abilità, casinò, exchange e bingo in qualunque combinazione. Quindi il nome sull’elenco non dimostra da solo che quel brand accetta scommesse sportive: quello lo dimostra il sito o l’app dell’operatore. È il primo punto su cui la maggior parte delle guide scivola, trattando la presenza in classifica come se fosse una concessione. Non lo è, e nessuna classifica è un atto amministrativo.

Il secondo punto è la velocità con cui il mercato cambia forma senza cambiare sostanza. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe lette in quella data. Non è un giudizio sul loro prodotto: è un dato di fatto sull’elenco. Chi cerca «bookmaker non AAMS sicuri» sta cercando qualcosa che, dal punto di vista italiano, non esiste: fuori dall’elenco non c’è un’alternativa più libera, c’è un territorio senza rete. E qui si arriva al cuore di tutto, perché quello che si perde non è un bollino ma una serie di meccanismi concreti — un registro, un limite, una giurisdizione — che valgono esattamente nel momento in cui servono.

Gioco responsabile: gli strumenti che entrano in funzione quando smetti di divertirti

Chi scommette con la testa non ha bisogno di questi strumenti e non li nota mai. Chi ne ha bisogno li scopre in un giorno preciso, e quel giorno conta ogni dettaglio: se il blocco vale su un sito o su tutti, se il limite si abbassa subito o dopo una settimana, se il numero verde risponde. L’ordine con cui questo capitolo viene prima di ogni altro non è casuale, perché la tutela è la prova più dura che un operatore con concessione sostiene e un sito fuori elenco non sostiene affatto.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Il limite di deposito lo scegli tu, e questo cambia tutto

In registrazione un operatore italiano chiede al giocatore di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Admiralbet scrive nero su bianco che un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. La legge, dal canto suo, all’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per singola categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

Fermiamoci sull’asimmetria dei 7 giorni, perché è il punto che la gente scopre nel modo peggiore. Puoi stringere quanto vuoi, quando vuoi. Per allargare devi aspettare. Non è un dispetto: è la sola architettura che impedisce a chi ha appena perso una serata di «ricaricare il limite» dieci minuti dopo. Chi progetta questi strumenti sa esattamente a che ora della notte vengono usati.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

E qui emerge una cosa che nessuna pubblicità dirà mai. La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara di concessione non è nota pubblicamente, e il limite viene scelto dal giocatore al momento della registrazione. Non esiste, allo stato, un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive: gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in apertura di conto. Chi cerca un numero magico che lo protegga non lo troverà: quella protezione è una decisione, non una casella.

Autoesclusione: la scelta irreversibile che protegge davvero

L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale — tutti i concessionari, con blocco dell’apertura di nuovi conti — oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore, oppure essere a tempo indeterminato con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Admiralbet, per conto suo, scriveva nei propri termini un autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le due formulazioni convivono perché il quadro si è mosso, e il lettore che oggi apre i termini di un operatore deve leggere la versione in vigore, non quella che circola nei vecchi screenshot dei forum.

C’è una conseguenza che vale più di ogni altra e va detta con precisione: durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. È una porta che si chiude e una che resta aperta, e la seconda è quella che conta quando si tratta di riprendere i propri soldi.

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è nato nel 2018 e blocca ogni piattaforma online con concessione ADM insieme alle sale sul territorio. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco. Chi gioca su un sito senza concessione non è collegato al RUA: l’autoesclusione che crede di essersi dato semplicemente non esiste dall’altra parte.

Cosa succede al tuo blocco quando il sito non contempla l’elenco

Questa è la parte che nessuno legge volentieri. Il RUA è un registro popolato dai concessionari: un operatore fuori dall’elenco non vi è connesso, e un giocatore che si autoesclude dal portale ADM non ottiene alcun effetto su quel sito. Non esiste un interruttore centrale che spenga tutto il gioco d’azzardo online; esiste un interruttore che spegne il gioco legale. Chi firma su una piattaforma non autorizzata sta affidando la propria protezione a un contratto con una società che nessuna autorità italiana vigila.

Vale la pena dirlo anche per la ragione opposta, perché è quella che sorprende chi crede di essere «iscritto al registro»: l’autoesclusione non è una lista di persone sorvegliate, è una richiesta che il giocatore fa e che il sistema applica. Non ti cancella dal mondo, ti toglie gli strumenti per giocare dove il blocco arriva.

Identità, età e la firma che precede tutto

Un conto di gioco richiede l’identificazione piena. Il conto Admiralbet si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. L’app Sisal Matchpoint consente di accedere al conto gioco anche con Touch ID. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» fra i principi del riordino: le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco.

Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni oppure viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sono un’eternità se hai già versato e vinto: la finestra scade, il conto si blocca, e l’unica cosa che puoi ancora fare è guardare il saldo. La registrazione non è burocrazia, è la condizione che rende il resto possibile.

La classifica: dieci concessionari letti con la stessa lente

Qui va detto con nettezza cosa si sta guardando e cosa no. I dieci operatori che seguono sono brand presenti sull’elenco ADM dei siti autorizzati al gioco a distanza con un codice di concessione, e per ognuno esistono informazioni sul prodotto scommesse. Non è una classifica di merito e non è un consiglio: la concessione è rilasciata per sito, l’elenco non ha una colonna per i giochi, e le offerte sono descritte solo come le raccontano i termini degli operatori e le schede degli store.

Chi firma la concessione quasi mai è il marchio che leggi in vetrina. Bwin.it fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica.it a Goldbet Better Organization Italy, Betsson.it e Starcasino.it ad Azzurri Limited. Il nome della società va letto nella riga di licenza di ogni scheda, e in caso di contestazione è quello il soggetto con cui si discute. L’elenco non esaurisce il mercato: altri concessionari esistono, e un brand che non compare qui non è per questo privo di concessione.

I criteri con cui una scheda merita o non merita spazio

Quattro cose fanno la differenza fra una recensione e un elenco della spesa. Primo: il numero di concessione e il concessionario, perché è l’unico elemento che non si può comprare con una campagna. Secondo: cosa i termini dell’operatore dichiarano sul punto che stiamo guardando. Terzo: che tipo di offerta di benvenuto è, perché un bonus in denaro, una freebet, un rimborso e un’assicurazione multipla hanno pesi diversi sul conto di chi li riceve. Quarto: dove il prodotto mostra un limite o un’attesa.

Che poi è il motivo per cui questa tabella non contiene una colonna di margini per brand.

Confronto: concessione, titolare e cosa dice il brand

Brand Concessione e concessionario Cosa dichiarano i termini o la scheda del prodotto
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. L’app copre i principali campionati nazionali ed europei, Coppa Italia e Serie C comprese, più Champions, Europa e Conference League, oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura conto con identificazione tramite SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Offerta Sport-50 riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo di 20 €
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Bonus Sport da 10 € accreditato subito a chi si registra con SPID; con registrazione manuale bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited App con scommesse sui principali eventi italiani e internazionali e varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. App con schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
SNAI ADM n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, più la funzione Cash Out
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Copertura di Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live

Due righe della tabella dicono più di tutte le altre messe insieme. Azzurri Limited compare due volte, su StarCasinò e su Betsson, e Goldbet Better Organization Italy pure, su Goldbet e Lottomatica: quattro brand, due società, quattro concessioni distinte. Il codice 16010 di Lottomatica e il 16009 di Goldbet appartengono alla stessa azienda ma a siti diversi, ed è esattamente il motivo per cui la concessione va letta per sito e non per marchio. Chi pensa che «Lottomatica.it e Goldbet.it sono la stessa cosa» ha ragione sul piano societario e torto su quello regolatorio: sono due autorizzazioni, due siti, due contratti.

La seconda cosa che salta all’occhio è che metà di questi brand si presenta al pubblico come casinò. StarCasinò lo dice nel nome e affianca le scommesse a slot e Live Casinò; Betsson si chiama Sportsbook & Casinò. Non è un difetto né una virtù, è una descrizione: sono concessionari che detengono più diritti di gioco in combinazione, e il reparto sportivo convive con il resto sotto la stessa insegna. Chi cerca solo calcio troverà comunque la sezione, ma il peso dell’offerta non è quello di un bookmaker puro.

E c’è un dettaglio di copertura che merita una riga. Lottomatica dichiara lo streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta, un elemento che rende il live concreto invece che teorico: senza immagini, il live è un tabellone che si aggiorna. Non è una funzione che rende sicura una scommessa, ma è una funzione che rende possibile guardare prima di decidere.

Panoramica: come funziona una scommessa sportiva con concessione

Il meccanismo è semplice e conviene smontarlo pezzo per pezzo, perché la maggior parte delle incomprensioni nasce da lì.

L’offerta di riferimento è la scommessa a quota fissa, «scommessa sportiva a quota fissa», ed è il prodotto centrale delle scommesse sportive; la legge prevede anche il totalizzatore, la scommessa a monte comune. Se poi qualche brand online offra oggi il totalizzatore sportivo non è dato sapere: la quota fissa è ciò che trovi in vetrina.

La quota è il prezzo, e funziona così: puntata × quota = ritorno. Dieci euro a 1,90 restituiscono 19 €, di cui 9 € di profitto netto. Nella multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un prezzo unico, ed è per questo che una multipla da cinque partite a 1,90 paga molto: stai moltiplicando le probabilità implicite, non le certezze. Il verso della moltiplicazione è anche il verso del rischio.

Il palinsesto è l’altro pezzo. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e delle tipologie di giocate predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Si può prendere una giocata solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e l’ADM aggiunge eventi uno per uno. Quali sport e quali tipologie siano dentro il palinsesto di un dato operatore non è noto a priori: si vede dalla sua offerta. Il palinsesto è un elenco chiuso, e questo a volte sorprende chi cerca una partita di nicchia e non la trova.

Poi ci sono le «scommesse su eventi simulati», i Virtuali: l’art. 2, lett. v) definisce le gare simulate, computerizzate, con eventi mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione di scommesse sportive. L’ippica è due cose diverse nella legge, e vale la pena distinguerle: scommesse sulle corse dei cavalli a quota fissa o a totalizzatore dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e «giochi di ippica nazionale» all’art. 6, comma 1, lett. c) con vincente, accoppiata, tris e giochi di tipo quarté e quinté, che richiedono una concessione propria. Non avere notizie di un brand che gestisce online il totalizzatore di ippica nazionale non è una sorpresa.

Il live è un’altra storia. Le scommesse live sono offerte da tutti i grandi operatori; le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste un elenco dei mercati live ricavabile da qui. Il betting exchange è invece un gioco separato: l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo ammettono, il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di stampa di settore del 2024 sostiene che il giocatore non deve nulla sulle vincite perché il prelievo grava sul concessionario. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto.

Il margine, infine, è quello che l’operatore tiene. Vale la pena rendersene conto presto, perché spiega perché il banco non ha fretta: su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90 il ritorno complessivo è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), che dà 0,95, cioè un payout del 95 % e un margine del 5 %. Su ogni unità giocata su quel mercato, cinque centesimi restano all’organizzatore. Non è un imbroglio, è il prezzo del servizio, ma è anche il motivo per cui nel lungo periodo il conto di un giocatore medio non tende verso l’alto.

Normativa: chi controlla cosa, e cosa ti costa il posto sbagliato

L’ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, scritta «ADM (ex AAMS)» perché il mercato continua a dire AAMS, è il regolatore. Il quadro è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non licenze aperte.

I numeri della gara più recente dicono quanto quel posto valga. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Sette milioni per nove anni: chi paga quella cifra non sta gestendo un sito di passaggio, e chi entra nel mercato senza averla pagata non ha nemmeno il tavolo.

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi offribili a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra i giocatori; bingo. L’art. 6, comma 3 fissa per i vincitori della gara una durata massima di nove anni senza rinnovo, con requisiti come una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5); condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3).

L’elenco, il numero di concessione e i tre posti dove verificare

Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco. Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. È la formulazione da cercare, brand per brand, e non è un formalismo: la società titolare è quella con cui si firma. La verifica si fa in tre posti, e il primo non richiede nessun account: l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia.

Il secondo posto sono i termini del conto di gioco del singolo operatore, dove deve comparire il numero di concessione e l’identità della società. Il terzo è l’elenco dei siti la cui offerta è legale, redatto dall’ADM d’intesa con la Guardia di Finanza insieme a quello dei siti inibiti, entrambi resi pubblici sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza.

Perché un concessionario usa un sito con dominio .it? Perché la concessione è legata a quel sito, non al marchio. L’elenco letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna con un solo sito .it, e una società può detenerne più d’uno: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. Tre righe, tre concessioni, una sola azienda. Il dominio non è un vezzo nazionale, è l’indirizzo autorizzato.

Cosa rischi su un sito che non ha la concessione

Qui la pagina smette di essere una guida e diventa un avvertimento, e va scritto senza giri di parole.

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori restano indietro; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati».

C’è poi il lato che riguarda il giocatore, ed è quello che quasi nessuno gli ha raccontato. L’ADM, il 28 febbraio 2024, cita la legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Quello che è noto è che la regola esiste ed è scritta così.

Il confronto, a questo punto, si fa da solo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un brand .com non autorizzato non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come dice l’ADM stessa, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona è non protetta, e nessuno risponde dall’altra parte.

La pubblicità, il bonus e la tassa: tre cose che il mercato racconta male

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore. L’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).

Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di eliminare il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato e alla data della verifica il divieto è in vigore.

Sui bonus la legge non interviene sul merito. La parola è degli operatori, «bonus di benvenuto», e il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta. Non sono noti né un tetto statutario ai bonus né un tetto ai requisiti di giocata: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM.

La tassa, infine, la paga l’operatore, non tu. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato) è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra giocate e vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, prima erano il 43 % e il 47 %; le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario: secondo la stampa di settore sono «tassate alla fonte» e il giocatore incassa la somma netta dichiarando nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: chi vuole certezza sul proprio caso consulti un commercialista. Tutt’altro discorso per le vincite da siti non autorizzati o esteri: l’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati od ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo percepito senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota e la posizione si enuncia così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Quando il bonus costa più di quanto rende

Le 100 € di bonus giocabili su una singola scommessa sono un tetto, non un regalo, e il tetto dice qualcosa che l’offerta non dice: l’operatore sa che un bonus concentrato su una puntata secca ha un valore atteso diverso da un bonus spalmato su cinquanta microgiocate. Di là dai bonus, l’offerta ha un costo strutturale, e conviene vederlo con i numeri.

Il conto, con un’illustrazione, non con una previsione. Un giocatore versa 100 € a settimana e li gioca una volta su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90, portato in giro per l’articolo come esempio e non come prezzo quotato. Su quel mercato il payout è del 95 % e il margine del 5 %, come mostrato smontando la quota. Il costo atteso è quindi il 5 % di 100 € al giro, cioè 5 € a settimana; su un anno di giocate settimanali la banda va da circa 250 € a oltre 260 €, a seconda di quante settimane si gioca. Sono 100 € di giocate, non 100 € di deposito: è la puntata che passa dal banco, non il bonifico che arriva sul conto. E una volta ancora: è una stima media su molte giocate ripetute, il costo di far girare il denaro a quelle condizioni, non la previsione di quanto perderà una persona in carne e ossa, che in una singola serata può vincere o perdere tutto.

Qui c’è il punto che cambia il modo di leggere ogni offerta di benvenuto. Un requisito di giocata non è un ostacolo burocratico da superare: è una fattura anticipata. Ogni euro che devi far girare a un margine del 5 % vale cinque centesimi lasciati per strada, e un bonus da 50 € con un rigioco elevato può arrivare a costare più del bonus stesso. Chi legge i termini solo per la cifra in grassetto ha già firmato il prezzo.

I dieci concessionari, uno per uno

I profili che seguono descrivono solo ciò che i termini e le schede dei prodotti dichiarano. Il numero di concessione e la società titolare restano le informazioni più solide della scheda, perché non si possono cambiare con una comunicazione.

Planetwin365: la copertura calcistica più ampia del gruppo

La concessione è la n. 16007 di Pwo S.p.a. sul sito Planetwin365.it. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Il numero da leggere qui è il 20 e non è un vanto pubblicitario: è la larghezza dell’offerta. Chi scommette solo su Serie A e Premier League non ne beneficia, chi insegue una partita di Conference League a metà settembre sì. La profondità calcistica è la ragione per cui questo marchio compare in testa a molte liste, e vale per un lettore preciso: quello che gioca tante partite diverse e odia trovare il mercato vuoto.

Eurobet: dal calcio alla politica, il palinsesto più eccentrico

Qui la concessione è la n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet.it. L’app Eurobet Sport porta un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Le elezioni dentro un bookmaker sportivo sono la cartina di tornasole di un palinsesto largo, e anche di una concessione che copre i giochi non sportivi. Chi cerca solo scommesse sportive classiche troverà tutto quello che serve; chi apre l’app per una partita e finisce per curiosare su una quota elettorale ha capito con che tipo di operatore ha a che fare.

BetFlag: l’accesso digitale come proposta centrale

Concessione n. 16008 di Betflag S.p.a., sito Betflag.it. Il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Non è una scheda che elenca mercati: è una scheda che mette al centro l’ingresso. Chi apre il conto con SPID salta il caricamento dei documenti e la finestra dei 30 giorni di validazione, che è il punto in cui molti conti restano sospesi e i prelievi bloccati. Il risparmio non è di comodità, è di rischio operativo.

NetWin: il bonus in denaro con la condizione più visibile

Concessione n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., sito Netwin.it. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Bonus reale significa denaro, non gettone: la differenza conta quando arriva il momento di prelevare. Le due condizioni da pesare prima sono il conto già verificato e il deposito minimo di 20 €, che insieme escludono chi vuole solo guardare. Chi ha intenzione di versare comunque trova un’offerta lineare; chi cerca un assaggio gratuito ha sbagliato pagina.

William Hill: dieci euro subito, ma solo con SPID

Concessione n. 16044 di William Hill Malta Plc, sito William Hill. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Il doppio binario è la cosa interessante, e non è una svista: l’operatore sta pagando la differenza fra un’identità digitale già validata e un documento che deve ancora passare al setaccio. Dieci contro cinque è il prezzo di quella differenza. Sul punto dei bonus, William Hill precisa anche che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM, e che l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, tetto che vale per le scommesse sportive.

StarCasinò: il marchio casinò che detiene anche lo sport

Concessione n. 16026 di Azzurri Limited, sito Starcasino.it. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al Live Casinò.

Il nome dice il prodotto principale e non l’intera concessione. Chi arriva qui per il calcio trova il reparto, ma la struttura della piattaforma è pensata per il casinò: la navigazione, il layout, la promozione. Per un giocatore disciplinato che entra solo sulla sezione sport è indifferente; per chi si distrae fra una giocata e una slot è un ambiente costruito per non farlo uscire.

Goldbet: cinque tipologie di giocata e il bonus legato all’app

Concessione n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sito Goldbet.it. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Cinque tipologie dichiarate sono una mappa completa per chi vuole capire come funziona una giocata prima di farla: la singola è una scelta, la multipla combina le quote, il sistema distribuisce il rischio su più combinazioni. Chi non ha mai provato un sistema trova qui la voce nel menu, che non è la stessa cosa di saperlo usare.

Betsson: il catalogo di mercati più articolato

Concessione n. 16027 di Azzurri Limited, sito Betsson.it. L’app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La lista dei mercati è la parte che interessa a chi non si accontenta dell’esito finale. GG/NG, Under/Over e marcatori spostano la decisione dal «chi vince» al «come finisce», e sono il modo in cui un giocatore competente cerca valore invece di fortuna. Il catalogo è il punto di forza dichiarato, e regge il confronto con qualunque altro profilo della lista.

SNAI: il Cash Out come strumento, non come slogan

Concessione n. 16032 di Snaitech Spa, sito Snai.it. L’app offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il Cash Out merita una spiegazione perché viene venduto come libertà e funziona come prezzo. Chiudere una schedina prima della fine significa accettare la valutazione che l’operatore dà in quel momento, che incorpora il margine e la situazione di gioco: puoi incassare meno di quanto incasseresti aspettando, e in cambio elimini l’attesa. Chi sbaglia a leggerlo lo usa come una scorciatoia, chi lo capisce lo usa come un’assicurazione che si paga.

Lottomatica: streaming e quote in tempo reale

Concessione n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sito Lottomatica.it. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming è la funzione che rende il live un’esperienza completa: senza immagini si scommette su un tabellone, con le immagini si scommette su ciò che si sta vedendo. La concessione è distinta da quella di Goldbet pur appartenendo alla stessa società, ed è il promemoria che in questo mercato si verifica per sito, sempre.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM, che riporta le 52 righe con i codici da 16000 a 16051 e il sito .it di ciascuno. In alternativa si legge il numero di concessione e la società titolare nei termini del conto di gioco dell’operatore.

Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

Perché la concessione è legata al singolo sito e non al marchio. L’elenco letto il 25 ottobre 2026 associa ogni riga a un solo indirizzo .it, e una società può detenerne più d’uno: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it con tre concessioni distinte.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale sul territorio. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID o a un concessionario presso cui si ha un conto. Durante l’esclusione non si depositano né si giocano somme, ma si preleva il saldo disponibile.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il limite lo sceglie il giocatore in registrazione, su base giornaliera, settimanale e mensile, insieme ai limiti di spesa e di tempo di gioco. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. La cifra che l’ADM stabilisce nella gara di concessione non è pubblica, e un tetto statutario in euro sulle puntate non è previsto.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Nessuna protezione del RUA, nessuna vigilanza dell’ADM, nessun obbligo di strumenti di limite, esposizione al blocco DNS e, come dichiara l’ADM citando la legge 401/1989, la possibile sanzione penale a carico del partecipante, con ammenda e arresto fino a tre mesi. Le licenze estere non hanno valore in Italia.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore, perché l’imposta unica grava sul concessionario. Diverso il caso delle vincite da siti non autorizzati o esteri: secondo la risoluzione n. 141/E del 2010 dell’Agenzia delle Entrate andrebbero dichiarate come redditi diversi. Non è consulenza fiscale: per il proprio caso serve un commercialista.

Il posto giusto si riconosce da una riga, non da una classifica

Torniamo al punto da cui siamo partiti, perché ora ha un peso diverso. La domanda «questo sito è sicuro?» ha una risposta verificabile in trenta secondi: cerca il numero di concessione nei termini dell’operatore e quel numero nell’elenco dell’Agenzia. Se entrambi tornano, hai davanti un soggetto che risponde all’ADM, che alimenta il RUA, che ti lascia impostare un limite e che non può sparire da un giorno all’altro. Se il numero non c’è, hai davanti un contratto con una società che nessuno controlla per te.

Le 52 righe dell’elenco sono un confine, e non è un confine arbitrario. È il punto in cui l’Italia ha deciso che chi prende le scommesse dei propri cittadini deve avere una sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti, l’impegno ai limiti di deposito stabiliti nella gara e circa 7 milioni di euro per nove anni. Chi sta fuori da quel confine non è più libero: è solo scoperto.

Quello che resta da fare, poi, non lo fa nessun regolatore. La concessione garantisce che il tavolo sia in regola, non che il gioco sia conveniente: il margine del 5 % su un mercato a due esiti resta nel prezzo che paghi, che tu vinca o che tu perda, e un bonus con requisito di giocata è una fattura anticipata qualunque sia la bontà dell’operatore. Le protezioni vere sono due: il limite che scegli in registrazione e l’autoesclusione che sai di poter attivare in nove mesi di irrevocabilità quando serve. Entrambe si scelgono meglio il giorno in cui apri il conto che non la sera in cui ti servirebbe averle già scelte.

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