AAMS scommesse in Italia: chi ha la concessione, cosa ti protegge e cosa ti costa

Updated Ottobre 2026
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Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna

Verso il verbo «scommettere» questo mercato ha un rapporto buffo: l’etichetta AAMS continua a circolare nei menu a tendina, nei titoli dei giornali e nel parlato di chiunque, mentre l’agenzia che la sigla nominava non esiste più con quel nome da anni. Al suo posto c’è l’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e la regola che conta è rimasta identica: chi accetta scommesse con vincite in denaro da un giocatore in Italia può farlo solo con una concessione dell’Agenzia, e la concessione è intestata a un sito, non a un marchio. Da lì discende tutto il resto, in una catena che conviene seguire fino in fondo.

Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.

Il punto di partenza è il registro, non la pubblicità. L’Agenzia pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e, separatamente, l’elenco dei siti inibiti; il primo, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe e codici da 16000 a 16051. Ogni riga corrisponde a un solo dominio .it. Un concessionario può comparire più volte se gestisce più siti — Eurobet Italia S.r.l. porta Eurobet ma anche Bwin e Gioco Digitale — e questo già dice qualcosa di scomodo: la concessione non è un marchio di qualità della società, è un’autorizzazione legata a una macchina, un dominio, un’offerta.

Eppure restare fuori da quell’elenco non è neutro. Chi gioca su un sito senza concessione non ha il RUA, non ha la vigilanza dell’ADM, non ha gli strumenti di limite obbligatori, e in più, per come l’Agenzia stessa descrive la norma, il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. La posta, insomma, non è solo la comodità di un prelievo che arriva in due giorni invece di cinque.

*Dati verificati al Ottobre 31, 2026, con riscontro sull’elenco dei concessionari ADM e sui termini e condizioni dei singoli operatori.*

La prima decisione la prendi tu: quanto puoi perdere in una settimana

Chi si registra su un operatore con concessione ADM compila un modulo e compie, quasi sempre senza accorgersene, la scelta che pesa più di tutte le altre: fissa un limite di deposito settimanale o mensile. Non è una formalità da rimandare a quando servirà. Il tetto scelto in quel momento diventa il perimetro entro cui il conto può respirare, e la sua asimmetria è volutamente sbilanciata: una riduzione ha effetto immediato, un aumento fa aspettare sette giorni. Chi ha provato a innalzare un limite la sera stessa di una brutta giornata conosce già questa settimana di attesa, e sa che è progettata esattamente per lui.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

Il meccanismo ha una logica semplice e abbastanza spietata. Il concessionario deve mettere a disposizione strumenti di autolimitazione su tempo, spesa e perdita, secondo la lett. a) del comma 1 dell’art. 15 del D.Lgs. 41/2024, e limiti sugli importi depositati in un periodo definito, calibrati su età e comportamento di gioco secondo protocolli approvati dall’Agenzia. La parte interessante è la seconda metà: sono i protocolli del singolo concessionario a tradurre il principio in cifre, il che significa che il pavimento non è uniforme tra un operatore e l’altro.

Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Tre grandezze diverse, non una sola: puoi limitare quanto versi, quanto spendi e per quanto tempo stai collegato, e ciascuna su tre orizzonti temporali. È una griglia, non un tetto. Chi pensa solo al deposito ne usa un terzo.

Un euro di limite non è un euro di perdita

Qui si apre la distanza tra quello che il limite promette e quello che il limite fa. Il tetto è sui versamenti, non sulle perdite: chi versa 100 € e ne vince 250 può rigiocare i 250 senza toccare il plafond, perché il conto non registra un secondo deposito. Il limite presidia la porta d’ingresso del denaro, non il suo movimento interno. Un giocatore che ricicla vincite può superare, in una serata, qualunque cifra abbia scritto nel modulo, restando formalmente dentro i propri limiti.

Sotto l’autoinganno c’è però una rete che non dipende dalla buona volontà di nessuno. Il comma 1 dell’art. 15 prevede anche messaggi automatici su durata della sessione e spesa, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Sono i due strumenti che colpiscono il gioco in tempo reale, mentre il deposito lo colpisce in differita. Chi vuole darsi una regola operativa, non un proposito, limita il tempo prima del deposito.

Cosa dice bet365 al giocatore che si è appena iscritto

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. La pausa è la voce meno discussa e la più utile a chi ha un problema di intensità, non di soldi: sospendere l’accesso per una finestra breve è più facile che dichiararsi fuori per mesi, e non richiede di ammettere niente a nessuno.

Per i residenti in Italia bet365 indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero, gratuito e anonimo, è lo stesso che l’ADM mette a disposizione accanto alle procedure di autoesclusione: la sovrapposizione non è un caso, è il modo in cui lo Stato ha deciso di far arrivare un aiuto a chi non è ancora pronto a formalizzare la propria uscita dal gioco.

Cosa ti costa davvero il margine del bookmaker

Su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 il margine del bookmaker è del 5 %. La quota è un prezzo con la tassa dentro, e la tassa non compare da nessuna parte nel palinsesto. Un rinvio, una quota che si muove di dieci centesimi tra il momento in cui leggi e quello in cui confermi, una promozione che promette «quote maggiorate»: ogni cosa va letta dentro quella forbice.

Vale la pena metterci dei numeri sopra, perché è qui che la pubblicità e l’aritmetica si separano. Prendiamo un giocatore che ha scelto in registrazione un limite di deposito di 100 € settimanali e che versa quella cifra una volta sola, giocandola per intero su un mercato a due esiti a quota 1,90 contro 1,90. Con stake 100 € e quota 1,90 il ritorno di una giocata vincente è di 190 € e il profitto netto di 90 €. Su un mercato del genere la quota di payout è del 95,24 %, cioè il bookmaker trattiene il 4,76 % di ogni unità giocata. Se quel turnover settimanale venisse ripetuto sempre alle stesse condizioni, il costo medio atteso per settimana si colloca intorno a 4,76 €, e in un anno di cinquanta settimane (un’assunzione, non una previsione) si arriva a circa 238 € di costo medio atteso su 5.000 € di giocate.

La banda conta più del punto singolo, ed è la ragione per cui la cifra sopra va letta come stima statistica e non come destino. Se giochi un solo mercato a quota 1,90 il costo medio è quello; su mercati più generosi il drenaggio si assottiglia, su multiple e combinazioni con margini più larghi si allarga. Nessuno dei due numeri ti dice come andrà la tua settimana, e chiunque ti dica il contrario sta vendendo qualcosa.

Autoesclusione: cosa succede quando dici basta, e quando succede

L’autoesclusione è l’unico strumento di questo mercato che funziona per irreversibilità. Il resto lo puoi aggirare con un clic; questo no, e la versione trasversale è la sola che chiude davvero tutte le porte insieme. Ha una durata scelta da te, fino a 270 giorni, oppure è a tempo indeterminato con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi. Quella a tempo determinato non si revoca prima della scadenza, punto: non esiste un ripensamento anticipato, non esiste una telefonata.

La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha già un conto aperto. Due strade, una sola destinazione. Chi non ha SPID e non vuole aspettare tempi tecnici di un singolo operatore può comunque partire da lì, perché il blocco trasversale è registrato nel RUA e vale per tutti.

Quello che il blocco spegne e quello che lascia acceso

Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate, né aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM. Il prelievo del saldo prelevabile, invece, resta possibile: il blocco non tocca il denaro che è già tuo, e questa è una precisazione che conta, perché un giocatore in difficoltà non deve temere di perdere quanto ha sul conto.

L’Agenzia consente tre forme di esclusione, e non sono intercambiabili. Puoi escluderti da tutti i concessionari con blocco di nuovi conti, da un singolo concessionario, oppure da una sola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Chi ha un problema col casinò e nessuno con le scommesse sceglie la terza e conserva il pallone; chi ha un problema col gioco in sé e sceglie la terza si è lasciato una porta aperta e lo sa.

Admiralbet sintetizza la propria versione con periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. La durata, però, si muove: dal 1° febbraio 2026 va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. Chi legge un vecchio foglio informativo trova un elenco che non è più quello in vigore.

RUA: cosa vuol dire iscriversi al registro e cosa comporta dopo

Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e ha una funzione che conviene guardare dal lato pratico: non è un elenco di nomi che qualcuno consulta, è un’interdizione tecnica che il sistema applica. Quando il concessionario registra l’autoesclusione, il blocco si propaga a ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia, e — fuori dall’ambiente digitale — anche alle sale e ai punti vendita sul territorio.

Il limite del registro sta tutto in una parola: autorizzata. Un sito privo di concessione non è collegato al RUA, quindi non riceve alcun segnale e non applica alcun blocco. Il giocatore che si è escluso crede di essersi chiuso fuori dal mercato; si è chiuso fuori dal mercato legale. Sul resto non ha tutele, e non lo scopre dall’interfaccia del sito, che resta identica.

Il verde 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco. Non è un canale commerciale e non ha interesse a trattenerti: chi chiama parla con qualcuno che non guadagna nulla dal fatto che tu continui a scommettere. Detto da un settore che guadagna su ogni puntata, è la raccomandazione meno sospetta che questa pagina possa fare.

Il concessionario ha anche un obbligo informativo, non solo una facoltà: spende lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile, su temi decisi da una commissione governativa. È un importo che nessun singolo operatore decide da sé, e per questo non va letto come sensibilità aziendale ma come un costo di sistema scaricato sui concessionari.

La classifica: dieci concessionari letti uno per uno

Le dieci piattaforme che seguono hanno almeno due cose in comune. Stanno tutte nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, e tutte servono i giocatori italiani attraverso un sito con dominio .it. Da lì in poi si assomigliano molto meno di quanto suggeriscano le rispettive home page, e la differenza non sta quasi mai nel numero di mercati, ma in cosa ciascuna scrive nei propri termini su limiti, tempi di verifica e strumenti di tutela.

Un avvertimento sul metodo, prima dei giudizi. L’elenco dell’Agenzia non ha una colonna per i giochi offerti, e le concessioni si riferiscono alle categorie più diverse. Una riga del registro non dice da sola se il titolare accetta scommesse sportive: lo dice il sito, il palinsesto, l’app dell’operatore. E questo elenco non è il mercato: altri concessionari esistono, e un marchio assente da queste dieci righe non è per questo privo di concessione.

Bookmaker Concessione ADM e società titolare Cosa prevedono le condizioni dell’operatore
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Accesso al conto gioco anche con Touch ID e scommesse piazzabili da mobile
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi, più Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento
AdmiralBet n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato; limiti di ricarica, spesa e tempo su base giornaliera, settimanale e mensile
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi italiani e internazionali accanto a slot e Live Casinò
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP, con streaming per il live
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol, combo e una sezione Supercombo a quote maggiorate
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 € per i nuovi giocatori con conto verificato
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio alla Formula 1, fino a musica, cinema e politica

Due righe della tabella meritano di essere lette insieme. Le concessioni n. 16026 e n. 16027 appartengono alla stessa società, Azzurri Limited, e corrispondono a due marchi con impianti molto diversi: StarCasinò si presenta come piattaforma di casinò con un bookmaker dentro, Betsson come sportsbook con un casinò accanto. La concessione non distingue il baricentro commerciale, e il registro non ha modo di farlo. Sta al giocatore leggere il prodotto e decidere se sta comprando il casinò con le scommesse o viceversa.

Cosa cambia nell’offerta: bonus che diventano un obbligo di giocate

Il bonus di benvenuto non è vietato. Il divieto del Decreto Dignità colpisce la pubblicità — e nel seguito della pagina si vedrà quanto sia larga quella maglia — ma l’esistenza di un bonus, e la sua erogazione a chi si registra, restano perfettamente lecite. Vietata è la réclame, non l’omaggio.

Sul versante del diritto d’autore il quadro è più chiaro di quello che molti immaginano. Non esiste un tetto statutario all’importo di un bonus, e non esiste nemmeno un tetto ai requisiti di puntata: le cifre le scrivono gli operatori nei propri termini, e variano. La regola che vale per tutte è di sistema: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e William Hill precisa che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Il tetto per singola scommessa dice una cosa importante, che raramente viene spiegata: il bonus non si trasforma in saldo libero, resta vincolato finché non è stato giocato secondo regole.

La differenza fra il messaggio e il meccanismo sta nella parola «reale». L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Il «reale» significa che non è denaro di cortesia: si versa, si riceve, si gioca. E si gioca secondo un requisito che è il vero contenuto dell’offerta.

Anche le modalità di accredito separano gli operatori in due famiglie. Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Mezzo bonus per metà documento: chi sceglie la via cartacea rinuncia a 5 € in cambio della comodità di non passare dall’identità digitale, e la scadenza delle 96 ore è il dettaglio che fa la differenza tra riceverli e non riceverli.

Fondamenti: come si legge un palinsesto e cosa ci trovi dentro

Il prodotto centrale del mercato regolato è la scommessa a quota fissa, e l’oggetto che la descrive si chiama palinsesto. La definizione legale sta nella lett. s) dell’art. 2 del D.Lgs. 41/2024: è il programma degli eventi sportivi — comprese le corse dei cavalli — e non sportivi, insieme ai tipi di scommessa, preparato dal concessionario e approvato dall’ADM. Nessuna giocata può essere accettata su un evento che non sia nel palinsesto approvato. Non è un catalogo commerciale deciso dall’operatore in autonomia: è un elenco che passa per l’Agenzia, e che l’Agenzia integra evento per evento. A settembre 2026, per esempio, la stampa di settore riporta l’autorizzazione della Setka Cup, con bet365 primo partner. Quali sport e quali tipi di scommessa entrino nel palinsesto di un singolo operatore, però, nessuno lo stabilisce a monte.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Accanto al palinsesto c’è il vocabolario, e vale la pena scioglierlo perché è quello che si legge in schedina. La singola è una giocata su un solo esito. La multipla combina più esiti in un’unica schedina, e qui la matematica fa un salto: le quote si moltiplicano tra loro e il prezzo finale diventa grande. Un sistema è una struttura intermedia. Il 1X2 scommette sull’esito secco, GG/NG sul fatto che entrambe le squadre segnino, Under/Over su una soglia di gol, il DNB — «rimborso in caso di pareggio» — restituisce la puntata se finisce in parità, l’handicap sposta il risultato di partenza. Il cash out, che in italiano resta in inglese, chiude la schedina prima della fine dell’evento incassando una somma che dipende da come sta andando.

Le scommesse combinate meritano attenzione doppia. Moltiplicare le quote moltiplica anche il margine: un prodotto che nasce da due prezzi già tassati porta dentro due volte una trattenuta che il giocatore non vede mai. È la ragione per cui una multipla, a parità di esito favorevole, rende percentualmente meno di due singole giocate separatamente.

Il live non è un mercato come gli altri

Tutte le piattaforme di rilievo offrono il Live, e per molte è il vero motore dell’offerta. Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il live streaming cambia il comportamento più di quanto cambi il prezzo: la quota si muove mentre l’evento si svolge, e la finestra decisionale si comprime. Chi gioca in-play su una partita che sta guardando in streaming dispone di un’informazione che il modello della quota non ha ancora incorporato — per pochi secondi, e solo se il segnale del flusso video è davvero in tempo reale.

La varietà dei mercati è un indicatore di profondità, non di convenienza. SNAI offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori. Sono mercati a margine largamente più alto del 1X2, ed è normale che sia: il bookmaker non sa modellare bene il numero di tiri in porta di una squadra di Serie B alla sedicesima giornata, e si copre. Il giocatore che cerca il risultato esatto paga quella incertezza, e la paga cara.

C’è poi un confine che nessuna quota attraversa. Il palinsesto ammette anche mercati che con la tattica non c’entrano nulla: Eurobet offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Chi scommette sull’esito di un talent televisivo compra un prodotto con la stessa etichetta di una partita di Champions e con margini che nessun mercato sportivo giustifica.

Virtuali, ippica e punta e banca

Le scommesse su eventi simulati hanno una definizione propria nella lett. v) dell’art. 2: sono le scommesse su eventi sportivi generati al computer, corse di cavalli comprese, mostrati tramite animazione o tramite il replay di un evento reale pre-registrato. Sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori portano una sezione «Virtuali». Ma sono un gioco diverso da quello che sembra: l’esito è deterministico e noto al sistema prima della visualizzazione, e l’animazione è una messa in scena.

L’ippica è due cose separate, e la distinzione tra i due non è tecnica. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro la lett. a) del comma 1 dell’art. 6. I giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — sono alla lett. c) e richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere; è una delle zone in cui il perimetro regolato resta più opaco.

C’è poi il betting exchange, o «punta e banca», ammesso come gioco a sé stante dalla lett. e) del comma 1 dell’art. 6: nel gioco di scambio il giocatore può essere giocatore o bookmaker e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo i due lati. La documentazione di Betfair viene descritta con regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 sostiene che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni, però, non è dato sapere; Betfair è descritto come il primo, con la concessione n. 16028.

Normativa e vigilanza: chi controlla cosa, e con quale effetto

L’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ancora nota a molti come ADM (ex AAMS) — non concede licenze in senso aperto. Le sue sono concessioni assegnate con gara pubblica, e questa parola non è un dettaglio burocratico: significa che il numero di operatori autorizzati è deciso a monte, che entrare costa e che chi è dentro non viene sostituito da chi bussa alla porta.

Il testo che regge tutto è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il comma 1 dell’art. 6 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori; bingo. Il comma 3 dello stesso articolo fissa il tetto della durata: i vincitori della gara possono gestire una o più di queste categorie per al massimo nove anni, senza rinnovo. Nessun rinnovo automatico significa che ogni nove anni il mercato si riapre a una nuova gara, e che chi c’è oggi non ha alcun diritto di starci domani.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. I 52 codici vanno da 16000 a 16051, e ognuno è legato a un solo sito .it: un dominio, un codice. Il numero esiguo di società rispetto alle concessioni si spiega con il fatto che una società può tenerne più di una, come nel caso di Eurobet Italia S.r.l., che gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La conseguenza pratica è che contare i marchi non è contare i concorrenti.

Il concessionario e il marchio raramente coincidono

Aprire i termini di un bookmaker è il modo più rapido per scoprire chi c’è davvero dietro la facciata. Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il sito Admiralbet. Numero, società e dominio in una riga sola: è il formato in cui questa informazione va cercata, e la sua assenza è già un’informazione.

La separazione tra insegna e titolare è la norma, non l’eccezione. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e Starcasino ad Azzurri Limited. Chi apre un conto pensa di averlo aperto con un marchio; il contratto lo firma con una società il cui nome, in diversi casi, non ha alcun rapporto con quello che si legge nella home page.

Usare il numero di concessione come strumento di verifica

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia è il test completo di chi ha una concessione in Italia. Il percorso corretto parte da lì e si completa leggendo i termini del conto di gioco, dove ciascun operatore dichiara il numero assegnato e la società titolare. Le due fonti vanno confrontate: un numero che compare sul sito ma non nell’elenco, o che nell’elenco non corrisponde a quel dominio, è una discrepanza da chiarire prima di versare, non dopo.

Sul versante complementare, la lista dei siti inibiti è pubblicata insieme a quella dei siti legali. L’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige la lista dei siti di offerta legale di gioco a distanza riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Consultare la seconda lista è meno intuitivo che cercare il proprio operatore nella prima, ed è il controllo che molti saltano: nessuno cerca attivamente la prova che il sito su cui sta giocando sia bloccato.

Il divieto di pubblicità e la sua zona d’ombra

Il Decreto Dignità è in vigore, e lo è in una forma insolitamente larga. L’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (convertito con L. 96/2018), vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, incluse manifestazioni sportive, trasmissioni televisive, stampa e internet. L’ADM lo ha richiamato in un comunicato del 28 febbraio 2024 per ricordare che pubblicizzare siti di gioco illegale è reato. L’Autorità che lo fa rispettare è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e un minimo di 50.000 € per violazione.

Le pieghe del quadro sono più interessanti dell’enunciato. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile, e consente a un concessionario di veicolare messaggi sociali o di gioco responsabile che portano il proprio logo: una maglia con il messaggio sul gioco responsabile e il marchio addosso non è, tecnicamente, una violazione. Nel 2026 il bilancio di questa architettura resta ambiguo. La stampa di settore riporta che nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; un’ordinanza del TAR Lazio, la n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e risultano pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, uno sulla responsabilità delle piattaforme e uno sulla necessità di notifica della norma. Esiste anche una proposta di modifica, un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio per il 2026 volto a rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: non si è trovata traccia del suo esito, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

C’è poi una frustrazione che chiunque segua il mercato conosce bene. Un divieto pensato per proteggere il giocatore dalla réclame ha colpito soprattutto i concessionari, che non possono più farsi pubblicità; e i siti senza concessione, che non hanno nulla da perdere, hanno continuato a comparire nei risultati di ricerca con la loro pubblicità di bandiere estere. Il marchio legale diventa invisibile, l’illegale no.

Il palinsesto approvato e il controllo su cosa si può giocare

Prima si è detto che il palinsesto passa per l’Agenzia. Vale la pena leggerne la conseguenza fino in fondo, perché è una forma di controllo sul merito dell’offerta che non tutti i mercati europei hanno. L’ADM aggiunge gli eventi uno alla volta, e questo significa che l’ampiezza del catalogo di un operatore dipende, in parte, da decisioni amministrative che il giocatore non vede mai.

Un caso specifico è documentato: un provvedimento del direttore dell’ADM sulle scommesse e i minori esiste e richiama il DM 111/2006, ma il suo contenuto non è dato sapere. È il tipo di buco informativo che va segnalato per quello che è, senza inventarci una regola.

Sui limiti quantitativi c’è una sorpresa per chi arriva da altri mercati. Una soglia statutaria in euro sulla puntata non risulta esistere per le scommesse sportive: gli strumenti che vincolano sono le autolimitazioni del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione. Il tetto di 100 € che si legge in giro riguarda la parte di bonus giocabile su una singola scommessa, non la puntata, e confondere i due è l’errore che questa pagina vorrebbe evitare più di ogni altro.

Giovani, identità e conto di gioco

La tutela dei minori è un principio di rango: la lett. a) del comma 1 dell’art. 3 la nomina esplicitamente, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Il divieto vale per il gioco, non per la registrazione, e non ammette varianti.

Prima di giocare serve un conto di gioco, e un conto di gioco richiede identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento, oppure con SPID, e Goldbet anche con CIE tramite un fornitore SPID. Il conto Admiralbet si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. Il formato del file è un dettaglio che manda all’aria più registrazioni di quanto si creda: un’immagine sfocata o un .heic non previsto bloccano la pratica.

Chi evita SPID si assume un termine. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. È una finestra reale e scade in silenzio: il conto si apre, si gioca, si vince, e al momento di incassare si scopre che il documento inviato non era leggibile, o non era stato inviato affatto.

BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ripete che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La doppia via non è ridondanza: è la differenza tra un conto attivo in dieci minuti e un conto in attesa di validazione.

Sui metodi di pagamento il quadro è più semplice di quanto la varietà delle icone suggerisca. I «punti vendita ricariche» previsti dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 — tabaccai e ricevitorie — ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare e dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione all’albo costa 100 € l’anno. Le soluzioni che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM comprendono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non risulta una norma che nomini i canali approvati. Il comma 1 dell’art. 22 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.

La tassazione: chi paga, e con quale effetto sul prelievo

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %; le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per il giocatore la conseguenza è quella che conta, e va scritta con la cautela che merita. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, secondo quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, perché il prelievo ricade sul concessionario: «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi la conclusione pratica è una sola: consultare un commercialista.

Sulle vincite da siti non autorizzati o esteri la posizione cambia, e cambia in peggio. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi della lett. d) del comma 1 dell’art. 67 del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Cosa perde chi gioca su un sito senza concessione

Tutto quanto precede ha un rovescio, e il rovescio si misura in cose che smettono di esistere insieme. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 organizza la risposta: l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Il blocco lavora a livello di DNS, e non è una porta che si chiude per tutti insieme: alcuni fornitori sono più lenti di altri. Nel 2025 un provvedimento ha portato il totale a 11.481 domini, secondo quanto riporta la stampa di settore per l’ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini; i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola per il risultato è «oscurati», e descrive bene l’effetto: il sito non è chiuso, è reso difficile da trovare e da raggiungere in modo stabile.

Sul piano del giocatore la norma è esplicita, ed è l’ADM stessa a richiamarla in un comunicato del 28 febbraio 2024: la Legge 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero; anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È la regola dal lato del giocatore così come l’Agenzia la enuncia. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti, e questa è la misura onesta di quanto si sa. Per gli operatori, il comma 4-bis dell’art. 4 copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

Il confronto, messo in fila senza addolcimenti, è questo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto ciò, è esposto al blocco DNS e, per come l’ADM stessa lo descrive, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Esistono siti esteri che accettano giocatori italiani e che compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, prive di valore in Italia: la zona è quella che va sotto il nome di offerta non protetta, senza tutele, senza RUA e senza alcun foro italiano a cui rivolgersi.

I dieci concessionari, uno per uno

Le schede che seguono leggono ciascuna piattaforma per quello che le sue condizioni e le sue app dichiarano, e chiudono con un giudizio. Nessuna di queste righe è un invito ad aprire un conto: è una descrizione di cosa c’è dentro, e per chi ha senso.

Sisal: il conto che si apre con l’impronta del dito

La concessione n. 16020 appartiene a Sisal Italia S.p.a., e il marchio ha dalla sua una familiarità che nel mercato italiano non si compra: il nome circola da prima che il gioco a distanza esistesse. L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. La biometria è una comodità, ma è anche una scelta di sicurezza: un conto protetto dall’impronta è un conto che non si apre da un telefono rubato.

Il rovescio sta nella limitatezza di quello che le fonti dell’operatore dicono sul versante delle tutele. Le sue condizioni descrivono l’accesso, non la griglia dei limiti. Chi sceglie Sisal per l’abitudine al marchio farebbe bene a leggere i termini prima di registrarsi, perché è lì che si decide quanto potrà versare la prima settimana.

SNAI: più modi di giocare e una funzione per uscire in tempo

La concessione n. 16032 è di Snaitech Spa, e l’offerta si presenta come un catalogo ampio per tipologia. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chi vuole chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Il Cash Out è il pezzo che vale la pena giudicare. Chiuderla prima della fine significa incassare una somma calcolata sul momento, e quella somma incorpora il margine del bookmaker più una componente di sconto per il rischio che si sta passando a lui. È uno strumento prezioso per chi non vuole guardare gli ultimi dieci minuti, e caro per chi lo usa come riflesso. Il risultato esatto e i tiri in porta, dal canto loro, sono mercati a margine largo: la profondità del palinsesto si paga con il prezzo.

AdmiralBet: la scheda più trasparente sui limiti

La concessione n. 16048 è intestata ad Admiral Bet S.r.l., e questa è la scheda del gruppo con la documentazione più ricca sul versante delle tutele. Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Sul fronte dell’esclusione, le condizioni prevedono periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi.

Vale la pena notare cosa significa quella griglia a nove caselle. Chi apre il conto e spunta una sola voce lascia scoperti otto parametri su nove, e lo fa nel momento in cui è più lucido e meno bisognoso di regole. Un operatore che chiede tre dimensioni di limite invece di una obbliga però a una decisione in più, e le decisioni in più sono precisamente quelle che chi ha fretta salta.

StarCasinò: il casinò che ha aggiunto un bookmaker

La concessione n. 16026 è di Azzurri Limited, e il marchio non ha mai fatto mistero della propria natura. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

L’ordine delle parole nella presentazione è l’informazione vera: prima il casinò, poi le scommesse. Chi cerca profondità sul 1X2, sui mercati asiatici o su un palinsesto calcistico minuto per minuto non è il pubblico di questa piattaforma; chi vuole un conto unico in cui la serata può iniziare da una partita e finire altrove è esattamente dove questo marchio punta.

Betsson: migliaia di eventi e un’accoglienza internazionale

La concessione n. 16027 appartiene alla stessa Azzurri Limited, e l’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Il catalogo è la sua cifra distintiva, e l’ampiezza del pre-match è ciò che distingue questo marchio dal gemello di gruppo.

Il numero di eventi è un argomento di vendita e, insieme, un avvertimento. «Migliaia di eventi» significa che una parte consistente del palinsesto riguarda campionati che il giocatore non ha mai visto giocare: più scelta, meno informazione, e la combinazione è esattamente quella in cui il margine del bookmaker lavora meglio. La combo, che per definizione moltiplica le quote e con esse il margine, va poi giocata sapendo cosa contiene.

Lottomatica: streaming e un palinsesto da curva

La concessione n. 16010 è di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., e questo è il marchio che porta sulla piattaforma il calcio italiano nella sua versione più popolare. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming è la funzione che cambia il comportamento più della quota. Chi guarda la partita dentro l’applicazione che la quota la espone è dentro un ambiente che non prevede interruzioni, e le interruzioni sono spesso l’unico freno. La copertura, dal canto suo, è quella che serve a chi gioca su ciò che conosce.

Betfair: mercati particolari e una sezione a parte

La concessione n. 16028 è di Betfair Italia S.r.l., e l’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Il marchio viene anche indicato come il primo exchange italiano, con la concessione n. 16028, e la sua documentazione viene descritta con regole aggiuntive per i conti sull’exchange, come una puntata minima in banca di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi. Un articolo di stampa di settore del 2024 sostiene che sull’exchange il giocatore non debba nulla sulle vincite, con il prelievo che ricade sul concessionario.

La sezione Supercombo è il posto giusto per un’osservazione che vale per tutto il mercato. «Quote maggiorate» è un aggettivo relativo, non assoluto: si riferisce a un confronto interno alla piattaforma, e non dice nulla su quanto quella combinazione valga rispetto a un’altra struttura di giocate. La voce regolatoria dell’exchange, invece, è un vantaggio concreto per chi ha in mente un modo di giocare diverso da quello del bookmaker tradizionale.

NetWin: un bonus reale con una soglia bassa di ingresso

La concessione n. 16035 è di Netwin Italia S.p.a., e la scheda si distingue per un’offerta dalla struttura semplice. L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.

Messo accanto al tetto di 100 € per singola scommessa che vale sul bonus sportivo, questo pacchetto racconta una cosa precisa: 50 € di bonus giocabili in mezza scommessa da 100 € sono una cifra che non impone di stravolgere il modo di giocare per liberarla. L’attenzione va al prerequisito del conto verificato, che sposta l’onere sulla parte noiosa — documento leggibile, tempi di controllo — prima che sul deposito.

bet365: lo strumento che nessuno usa e la rete che tutti dovrebbero avere

La concessione n. 16030 è di Hillside (New Media Malta) Plc, e il marchio è anche Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

La pausa è la funzione che questa scheda valorizza più delle altre, e la meno raccontata. Gli avvisi si spengono con un clic, i limiti si alzano aspettando, la pausa no: interviene sull’accesso e obbliga a un’inattività che nessuna quota offre. È lo strumento che consiglierei a chi si accorge di giocare per noia più che per convinzione, e non ha bisogno di dichiararsi niente.

Eurobet: quando il palinsesto esce dallo sport

La concessione n. 16012 è di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, che gestisce anche Bwin e Gioco Digitale. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Il confine che questo catalogo attraversa è il motivo per cui la scheda vale una lettura attenta. Scommettere sull’esito di un’elezione non è scommettere sull’esito di una partita: manca la ripetizione, manca la serie storica, manca la possibilità di costruirsi un’opinione informata, e resta un margine che nessuna competenza può intaccare. La concessione è in ordine, l’offerta è legale; il prodotto è un altro mestiere.

Cosa resta in mano al giocatore

Messa in fila, questa pagina lascia tre cose da fare e una da non fare. La prima è consultare l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito dell’Agenzia prima di aprire un conto, e verificare che il dominio su cui si sta giocando compaia lì con il suo codice. La seconda è leggere i termini del conto di gioco, dove ciascun operatore dichiara concessione e società titolare, e confrontare quel numero con l’elenco: la disciplina sta in quel confronto, non in un sigillo grafico. La terza è decidere in registrazione un limite di deposito che si sia disposti a mantenere, sapendo che alzarlo costa sette giorni e abbassarlo è immediato.

La cosa da non fare è confondere due numeri che si somigliano. Il tetto di 100 € di bonus utilizzabile su una singola scommessa sportiva non è un limite alla puntata, e nessuna soglia statutaria in euro sulla puntata risulta esistere per le scommesse sportive. Chi crede di avere in tasca un tetto di 100 € a scommessa si sta raccontando una regola che non c’è.

Resta il punto di partenza, che è anche quello che nessun confronto riesce a sostituire. La concessione è l’unica porta d’ingresso al RUA, alla vigilanza dell’Agenzia, agli strumenti di limite obbligatori e a un tribunale italiano. Chi apre un conto altrove rinuncia a tutte e quattro insieme, e lo fa in una schermata che non contiene alcun avviso in proposito.

Domande frequenti sulle scommesse AAMS in Italia

Come faccio a verificare che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?

Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM, dove ogni riga riporta il codice e il dominio corrispondente. Poi si aprono i termini del conto di gioco di quell’operatore: qui deve comparire la concessione con numero e società titolare. Se i due elementi non coincidono, la discrepanza va chiarita prima del primo deposito.

Perché un operatore con concessione ADM usa sempre un sito .it?

Perché la concessione è assegnata al singolo sito, non alla società. Nell’elenco i codici vanno da 16000 a 16051 e ognuno è legato a un solo dominio italiano; una società può tenerne più di uno e gestire più marchi, come fa Eurobet Italia con tre siti distinti. Il dominio .it è quindi la forma concreta del titolo.

Che cos’è il RUA e cosa scatta quando mi iscrivo?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, e non è un elenco consultabile ma un blocco tecnico: l’iscrizione impedisce depositi, giocate e l’apertura di nuovi conti presso qualunque operatore con concessione ADM, e vale anche sui punti vendita sul territorio. Prelevare il saldo già disponibile resta invece possibile.

Che limiti di deposito posso impostare su un operatore autorizzato?

In registrazione scegli un tetto settimanale o mensile; puoi aggiungere limiti su spesa e tempo di gioco, come chiede Admiralbet in fase di apertura. Ridurre un limite ha effetto immediato, aumentarlo richiede sette giorni di attesa. Il tetto opera sui versamenti: vincite rigiocate non consumano il plafond.

Cosa rischio su un sito di scommesse senza concessione?

Non hai RUA, non hai vigilanza ADM, non hai strumenti di limite obbligatori e non hai un foro italiano. Il sito è esposto al blocco DNS: nel 2025 un provvedimento ha portato il totale a 11.481 domini oscurati. E come ricorda l’ADM, anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM l’imposta unica, pari al 24,5 % della differenza tra puntate e vincite sulla raccolta a distanza, ricade sull’operatore: secondo la stampa di settore il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla, ma la ricostruzione non è confermata su una pagina fiscale, quindi conviene consultare un commercialista. Vincite da siti esteri andrebbero invece dichiarate come redditi diversi.

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