Scommesse con draw no bet: il pareggio vi restituisce la posta, e la quota ve lo fa già pagare

Updated Ottobre 2026
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Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno

Dati aggiornati al Ottobre 31, 2026, con le concessioni verificate sull’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.

Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2).

C’è un modo di scommettere che promette di togliervi di dosso l’ansia del pareggio. Il draw no bet — che gli operatori italiani scrivono ormai così, e che in italiano si spiega con «rimborso in caso di pareggio» — fa esattamente questo: puntate sulla vittoria di una delle due squadre e, se la partita finisce in parità, vi tornano indietro i soldi. Sembra una gentilezza. Non lo è.

È un prezzo. La quota che vedete sul segno 1 o sul segno 2 di una partita con draw no bet è più bassa di quella che trovereste sullo stesso segno nel mercato 1X2, perché il bookmaker sta comprando da voi il rischio del pareggio e ve lo fa pagare. Nessuno regala copertura. La domanda utile non è «esiste il draw no bet?» — esiste, lo offrono praticamente tutti i concessionari italiani — ma «quanto mi costa questa copertura, e in quali partite vale la pena comprarla?». Questo è il filo che seguiremo da qui in fondo.

Che cos’è un draw no bet: il meccanismo, la copertura e chi paga il conto

Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2); in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Detta così, il mercato ha due esiti soltanto. Il terzo — la X — viene cancellato dalla giocata e restituito in posta.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l'eventuale recupero.

Vale la pena guardare da vicino dove finisce quel terzo esito, perché è lì che sta tutta la sostanza del mercato. Su un 1X2 avete tre possibilità di uscita e una sola delle due squadre deve vincere perché il biglietto si chiuda a vostro favore. Sul draw no bet avete due possibilità di uscita e, quando arriva il pari, il biglietto non si chiude né in vincita né in perdita: il bookmaker vi restituisce l’importo giocato. La partita, in quel momento, smette di esistere per voi. Non avete guadagnato, non avete perso, non avete imparato nulla sul campionato. Avete pagato un’assicurazione e non è successo niente che la facesse scattare.

Chi è che vende questa assicurazione? Il concessionario, che sul pareggio incamera una quota di mercato che non paga a nessuno — tranne, appunto, la restituzione delle poste del DNB — e che compensa questa esposizione stringendo le due quote disponibili. Il risultato è che il draw no bet è quasi sempre il mercato con la quota più bassa dell’intera partita per il favorito, e non è quasi mai il mercato con il margine più basso.

Le tre esiti, i tre nomi, e la differenza che conta

Una schedina con draw no bet funziona come una normale scommessa a quota fissa, con una regola aggiuntiva. Scegliete il segno 1 o il segno 2. Se il segno scelto vince, la scommessa si paga. Se perde, si perde. Se la partita finisce in parità, la scommessa si annulla e la posta torna indietro.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Nell'Asian handicap con handicap 0, la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta.

Il regolamento delle scommesse a quota fissa di AdmiralBet mette nero su bianco il principio generale che sta dietro a questo comportamento: se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante ha diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato. Nelle multiple, quel caso non è una restituzione parziale del biglietto: la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. È la regola più importante della pagina e anche quella che la gente legge di meno. Una multipla da quattro eventi in cui uno finisce in parità non si trasforma in una multipla da tre: cambia proprio la quota finale, perché le tre selezioni superstiti vengono rimoltiplicate insieme e il prezzo che avevate visto sul biglietto completo non esiste più.

Chi non lo sa resta convinto di avere ancora in mano la giocata che ha comprato. Chi lo sa, la sera della partita, va a controllare il ricalcolo. La differenza fra i due è la differenza fra una serata tranquilla e una discussione con l’assistenza.

Il pareggio non è sempre «pareggio»: tempi regolamentari e frazioni di partita

Qui si concentra la maggior parte dei malintesi, e quindi qui conviene essere pedanti. Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. Non contano i tempi supplementari, non contano i rigori. Una partita che finisce 1-1 dopo i 90 minuti e si decide ai supplementari è, per il vostro draw no bet, una parità: rimborso. Il fatto che poi qualcuno abbia vinto la coppa non vi riguarda.

Questo è il punto in cui il mercato smette di essere un semplice sostituto dell’1X2 e diventa qualcos’altro: un modo per prendere posizione sulla partita «senza» la coppa. Se siete convinti che una squadra sia superiore nei 90 minuti ma temete che la stanchezza o la panchina corta la puniscano nei supplementari, il draw no bet vi tiene fuori proprio dalla parte che temete. Sta a voi decidere se quel taglio vale il prezzo.

Non è solo questione di 90 minuti. William Hill offre il Draw No Bet anche su singole parti della partita: per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. Il mercato si scompone, e con lui si scompone la domanda. Un draw no bet sul primo tempo non ha niente a che vedere con uno sulla partita intera, se non il nome: cambia il numero di minuti in cui può succedere qualcosa, quindi cambia la probabilità del pari, quindi cambia la quota. Chi gioca le frazioni di partita sta scommettendo su un altro evento, non su una versione più comoda dello stesso.

Sul basket la regola è coerente: nel basket il Draw No Bet di William Hill si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata. Quaranta minuti, non quarantotto. Un pareggio alla fine del tempo regolamentare esiste, è raro, e quando capita il biglietto si annulla — che per un mercato a due esiti in uno sport che di solito non ammette il pari è già una notizia di per sé.

Il cugino: handicap asiatico a handicap 0

Se il meccanismo del draw no bet vi sembra familiare, è perché lo avete probabilmente già giocato con un altro nome. Nell’Asian handicap con handicap 0, la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta, perché senza vincitore tutti ricevono indietro la puntata originale. Ripulito dagli anglicismi, è la stessa cosa: un mercato a due esiti con lo zero che fa da rete di sicurezza.

Che differenza c’è, allora, fra il draw no bet e l’handicap 0? Il primo vive dentro il palinsesto del concessionario e viene presentato con i segni 1 e 2; il secondo arriva dal mondo asiatico con la sua nomenclatura e la sua quota. Sul piano pratico, per chi scommette, la domanda è di prezzo: due etichette per lo stesso esito economico significano due margini diversi, e la differenza si vede solo confrontando le due quote sulla stessa partita. Un bookmaker che vi fa risparmiare sulla copertura la fa pagare da un’altra parte, quasi sempre nella stretta della quota stessa: per questo vale sempre la pena guardare entrambe le voci prima di confermare la giocata.

Perché la copertura ha un prezzo, e chi lo paga

Mettiamo i numeri in fila, senza girarci intorno. Un mercato a due esiti con quota 1,90 / 1,90 — è un esempio, non un prezzo quotato da nessun operatore — ha una quota di ritorno del 95,2 %. Il conto è questo: 1 diviso 1/1,90 + 1/1,90, cioè 1 diviso 1,0526. Il bookmaker trattiene il resto, il 4,8 % circa di ogni unità puntata su quel mercato.

Quel 4,8 % è la risposta alla domanda che nessuno fa mai: la copertura del pareggio non è gratuita, ed è incorporata nel prezzo. Su un mercato a due esiti che paga il 95,2 %, il costo di ogni giocata è già dentro la quota. Se il draw no bet vi offre una copertura, la offre a condizione che la quota scenda: non esiste un bookmaker che offra lo stesso prezzo del 1X2 applicato a metà esiti.

La banda va precisata, perché un solo numero qui racconta una favola. Con due esiti a 1,90 e 1,90 la quota di ritorno è del 95,2 % e il margine del 4,8 %, ma basta che i due prezzi si muovano perché il conto cambi: a 1,85 / 1,85 il ritorno scende all’86,5 % circa e il margine sale a circa il 13,5 %; a 1,95 / 1,95 il ritorno sale al 97,4 % circa e il margine scende al 2,6 % circa. La condizione è sempre la stessa: due esiti simmetrici, sulla stessa partita, con la quota letta al momento in cui mettete la giocata. Non è una proprietà del draw no bet, è una proprietà di qualunque mercato a due esiti. Chi vi dice che il rimborso «non costa niente» sta confrontando due quote diverse e chiamando la più bassa la più generosa.

Ecco perché nel draw no bet il margine non si misura mai su una quota sola. Una quota di 1,90 sul segno 1 in DNB non dice nulla se non sapete quanto pagava lo stesso segno nel 1X2 e quanto pagava il segno 2 in DNB. La copertura del pari è tutta lì, schiacciata fra quei tre numeri.

La concessione ADM: quello che cambia per voi, e quando ve ne accorgete

Prima di entrare nei singoli operatori, conviene fissare la cornice, perché in Italia la cornice non è un dettaglio formale: è la ragione per cui alcuni strumenti esistono e altri no.

Il regulatore è ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS. Il testo di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze italiane non sono autorizzazioni aperte: sono concessioni assegnate con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza in regime di concessione, e tra questi figurano alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli. Ai vincitori della gara l’art. 6, comma 3 consente di gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico.

Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Sessantotto richieste non sono arrivate al traguardo: sono i numeri di una selezione, non di una formalità.

Il test di una concessione in tre mosse, e l’errore che si fa di solito

La domanda vera non è se un brand «ha la licenza». È: ha la concessione per quel sito, e quel sito offre davvero scommesse sportive?

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza che ADM pubblica risponde solo alla prima metà. Nei dati letti il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda: la stessa società può gestirne diversi, come Eurobet Italia S.r.l. che gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Ed è qui che la maggior parte delle verifiche fatte in fretta si rompe: l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casino, al betting exchange e al bingo in qualunque combinazione. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive.

Un posto in una classifica non è una concessione. Un banner non è una concessione. L’unica cosa che è una concessione è la riga dell’elenco.

La seconda parte del test la fa l’operatore stesso: i concessionari indicano il numero di concessione e la società nelle proprie condizioni d’uso, ed è lì che si legge. La terza parte la fa il sito, perché è la presenza dell’offerta sportiva sul sito e sull’app che dice se quel concessionario vende davvero quello che cercate.

Il quadro si completa con quello che non c’è. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Non è un giudizio sul loro prodotto: è un dato sull’elenco, e sull’elenco si ferma.

Marchio Numero di concessione ADM e concessionario Che cosa stabiliscono le condizioni dell’operatore sul rimborso se il risultato non è fra gli esiti previsti
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati dalla tipologia, il partecipante ha diritto alla restituzione dell’importo giocato; nelle multiple la maggiorazione si ricalcola escludendo la selezione
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc —
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) —
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. —
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited —
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited —
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. —
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. —

Le due colonne raccontano una cosa che vale la pena dire ad alta voce: il numero di concessione si trova per tutti e dieci, la regola sul rimborso no. La differenza non è un caso. Il numero è un obbligo che l’operatore espone nelle condizioni; la regola sul rimborso è materia di regolamento di gioco, e chi la scrive in modo esplicito lo fa perché vuole che la si legga — o perché l’ha dovuta scrivere così per il proprio mercato. Chi tace non sta nascondendo niente di illecito: sta semplicemente nel silenzio di un regolamento generale, e voi restate con la regola comune delle scommesse a quota fissa, che il rimborso lo prevede comunque quando l’esito non è contemplato.

E poi c’è la società, che quasi mai porta il nome del marchio. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, e sia Betsson sia StarCasinò rispondono ad Azzurri Limited. Il marchio che vedete è il negozio; il concessionario è il titolare della licenza, e legge le carte quando cambiano le regole.

Che cosa si può scommettere, e perché il palinsesto è più stretto di quanto sembri

Una partita di calcio non entra nel listino perché a qualcuno pare interessante. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipologie di gioco predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, riportata dalla stampa di settore con bet365 come primo partner.

C’è un effetto pratico che nessuno dice mai abbastanza chiaro: se un evento non è nel palinsesto, non è questione di gusti o di disponibilità del bookmaker. Non si può giocare. E questo vale anche per il draw no bet: il mercato esiste dove esiste la partita.

Gli eventi simulati hanno una loro definizione proprio nell’art. 2, lett. v): sono scommesse su eventi sportivi simulati al computer, comprese le corse di cavalli e altre, mostrate con animazione o con la ripresa di un evento reale registrato, e vivono dentro la concessione per le scommesse sportive. Sugli ippica vale invece una doppia lettura che spesso viene appiattita: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nella lett. a) dell’art. 6, comma 1, mentre i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — stanno alla lett. c) e richiedono una concessione propria.

E le varianti nuove? Il betting exchange è un gioco separato per legge (art. 6, comma 1, lett. e), dove il giocatore può fare la parte del giocatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata stabilire regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 afferma che sul vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia che va letta caso per caso.

Sul piano del calendario, la partita si gioca anche fuori dal campo. Gli appunti del legislatore sul gioco dei minori esistono e richiamano il DM 111/2006, ma il loro contenuto non è noto; un’esportazione di eSport nel palinsesto è possibile in teoria e non confermata; e un tetto statale in euro sulle puntate sportive non risulta esistere — gli strumenti che mordono davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Autoesclusione, limiti e gioco responsabile: gli strumenti che ci sono solo se la concessione c’è

Qui il discorso diventa serio e va tenuto piatto. Nessuna battuta sulle regole di tutela: sono la parte del quadro in cui un errore costa a qualcuno dei soldi veri o, peggio, un problema vero.

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca quello che una concessione deve mettere a disposizione del giocatore: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Il punto che ci riguarda è che questi strumenti sono un pacchetto. Non si scelgono a pezzi. Un operatore con concessione li ha tutti perché la concessione glieli impone; un sito senza concessione non li ha per nessuna ragione al mondo, e nessuno glieli può imporre.

Il limite di deposito: si sceglie una volta, morde per sempre

In registrazione, il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già al momento dell’iscrizione, l’abbassamento che ha effetto immediato e l’attesa di sette giorni per alzare un limite. La direzione dell’asimmetria è la cosa da capire: potete stringere quando volete, per allentare dovete aspettare una settimana.

Le condizioni di AdmiralBet vanno oltre e trasformano la scelta in una griglia: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e conferma la regola generale — un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Una settimana è un’eternità, per chi sta inseguendo una perdita. È esattamente il momento in cui serve.

C’è poi una distinzione che si perde nel linguaggio comune: il limite di deposito non è un limite di puntata. Non esiste, per quanto si sappia, un tetto statale in euro sulle puntate sportive. Quello che vi protegge il conto sono i limiti che avete scelto voi, più la regola sulla ricarica nei punti vendita: gli strumenti di ricarica (art. 13, D.Lgs. 41/2024) caricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione all’albo dei punti vendita costa 100 € l’anno. Il contante che entra nel conto ha quindi una porta stretta e un tetto basso. È una scelta di sistema, e va letta come tale.

C’è anche una riga di spesa che vale la pena conoscere, perché si vede poco: per l’art. 15, comma 2, ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Il gioco responsabile, in Italia, è anche una voce di bilancio.

RUA: perché l’autoesclusione funziona solo dove c’è la concessione

Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, esiste dal 2018 e blocca ogni piattaforma di gioco online con concessione ADM e le sale sul territorio. È il pezzo di impianto che rende l’autoesclusione una cosa seria: non un pulsante nella vostra area personale, ma una lista che il sistema consulta.

Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Qui sta la conseguenza che conta più di tutte le altre in questa sezione. I siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un sito non autorizzato non è protetto da niente: la sua autoesclusione, per quel sito, non esiste. Non è una falla del sistema, è il perimetro del sistema.

Per chi sente che il gioco sta diventando un problema, il canale c’è ed è gratuito: per i residenti in Italia gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e indicano il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Conti identificati, SPID e la verifica che blocca i prelievi

Un conto di gioco richiede l’identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione classica con copia di un documento e quella con SPID. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il dettaglio che frega: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni passano in fretta quando si aspetta il weekend per caricare un documento scansionato. E il blocco dei prelievi è la conseguenza che si sente davvero, perché arriva nel momento in cui avete vinto.

Gli strumenti di risparmio più concreti sono per i residenti in Italia, e valgono per le piattaforme con concessione: fuori da quel perimetro non esistono. Tutto questo pacchetto — RUA, supervisione ADM, strumenti di limite obbligatori, una sede legale italiana — è ciò che una concessione porta con sé. Questo è il confronto onesto.

Quale mercato scegliere, e quanto costa la copertura in punti di quota

Se il draw no bet esiste per togliervi il pareggio di dosso, il 1X2 esiste per pagarvi se ci prendete. Sembra una differenza filosofica. È una differenza di prezzo, e la si misura in punti di quota.

Guardiamo l’aritmetica di un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati. La quota di ritorno è del 95,2 %: una formula sola, 1 diviso la somma dei reciproci delle quote. Il margine del bookmaker è il resto, il 4,8 %. Se le due quote stanno a 1,85 il ritorno scende a circa l’86,5 % e il margine sale a circa il 13,5 %; a 1,95 il ritorno arriva a circa il 97,4 % e il margine scende a circa il 2,6 %. La banda è questa, e la condizione è che stiamo parlando di due esiti simmetrici sulla stessa partita, con i prezzi letti nello stesso istante.

Ma il margine non è l’unica cosa che cambia fra i mercati. Il draw no bet è un mercato con due esiti e tre risultati possibili: il pareggio non è un esito, è un’annullamento. Un mercato così, per il bookmaker, ha meno varianza da gestire di un 1X2 — ma ha anche meno spread su cui lavorare, ed è per questo che la stretta si sposta sulla quota. La conseguenza pratica è che il DNB è quasi sempre un cattivo affare sul favorito netto, dove il pareggio è improbabile e la copertura costa tanto per proteggere poco, e un affare discutibile su una partita equilibrata, dove il pareggio è probabile e la copertura protegge davvero qualcosa. Non è un consiglio su chi vince: è un conto su cosa state comprando.

Una piccola ginnastica mentale aiuta. Se su una partita equilibrata il segno 1 nel 1X2 sta intorno a 2,60 e il segno 1 in DNB sta intorno a 1,80, i punti di quota che avete ceduto sono ottanta. Per recuperarli, quello che avete comprato è la restituzione della posta in un caso che, secondo le quote stesse, ha una probabilità percepita di poco inferiore a un terzo. Conviene? Dipende da come trattate il rischio, non da un calcolo oggettivo — e chi vi dice il contrario vi sta vendendo qualcosa.

Singola, multipla e sistema: dove il draw no bet si comporta in modo inatteso

La tipologia di giocata cambia il modo in cui il rimborso vi tocca. Vale la pena separare i tre casi, perché la regola di base è la stessa ma l’effetto è diverso.

Nella singola, il draw no bet è lineare: un esito, una restituzione, nessuna complicazione. È il modo in cui il mercato funziona meglio, ed è anche quello in cui la minor quota pesa meno, perché non c’è niente da rimoltiplicare.

Nella multipla, il caso del pari diventa un problema di aritmetica. Il regolamento delle scommesse a quota fissa di AdmiralBet prevede che, quando il risultato non è fra gli esiti contemplati, nelle multiple la maggiorazione vada ricalcolata escludendo quella selezione. Tradotto: il biglietto non viene rimborsato in blocco e non resta quello che era. Diventa una multipla con una selezione in meno e una quota più bassa. Se la vostra multipla da cinque eventi con quota totale 25,00 ne perde uno in questo modo, il numero che comparirà sul biglietto non sarà 25,00. E se avete giocato una multipla puntando su quella quota, è il momento in cui il conto non torna.

Qui la conseguenza è importante e vale la pena dirla una volta sola, per tutti: chi mette una selezione con draw no bet dentro una multipla non sta riducendo il rischio del biglietto, sta riducendo il prezzo che il biglietto pagherebbe se vincesse. È un cambio, non un’assicurazione gratuita.

Nel sistema la questione si spalma su più combinazioni, e il ricalcolo della selezione annullata tocca solo le combinazioni in cui quella selezione compare. Il risultato è un biglietto che resta in piedi ma con numeri diversi da quelli che avevate in mente. Non c’è niente di sbagliato nel giocarlo; c’è qualcosa di sbagliato nel non saperlo prima.

GG/NG, Under/Over, handicap: il vicinato del draw no bet

Il draw no bet non è solo in casa. Appartiene a una famiglia di mercati che condividono una logica comune: trasformare un risultato a tre esiti in un risultato più gestibile, oppure proteggere parte della giocata.

L’handicap, nella sua versione asiatica a handicap 0, fa la stessa cosa con lo stesso esito: la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde, il pareggio comporta il rimborso della posta. Chi conosce l’handicap asiatico conosce già il draw no bet, e chi conosce il draw no bet sa già leggere l’handicap 0.

I mercati GG/NG e Under/Over non annullano niente, ma spostano l’attenzione: non vi chiedono chi vince, vi chiedono cosa succede. Il pareggio smette di essere il problema perché non è più un esito del mercato — è solo un punteggio. Se il vostro problema con il calcio è che le partite che vi interessano finiscono spesso 1-1, questi mercati vi danno un modo di prendere posizione senza litigare con quel risultato.

E gli esiti speciali? Tra i mercati di calcio indicati da Goldbet ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Nessuno di questi è un draw no bet, ma tutti condividono la stessa domanda di fondo: quale parte del risultato volete scommettere. Il DNB è la risposta di chi vuole scommettere sulla partita e non sul supplementare. Non è l’unica risposta, e non è quasi mai la più economica.

I dieci operatori con concessione ADM messi a confronto

Una precisazione prima di entrare nei singoli: quella che segue non è una classifica e non è una raccomandazione. La concessione è per sito, l’elenco ADM non ha una colonna per i giochi, e le offerte sono descritte per come le raccontano le condizioni degli operatori e le loro schede sugli store. L’elenco non esaurisce il mercato: altri concessionari esistono, e un marchio che non trovate qui non è per questo privo di licenza.

AdmiralBet: gli strumenti di limite scritti a griglia, la regola del ricalcolo messa per iscritto

AdmiralBet è il brand che, in questa lista, ha la carta della concessione più completa sul tema: ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sito proprio .it.

Il dato che lo distingue non è il prodotto, è la trasparenza sulle regole. Il suo regolamento delle scommesse a quota fissa prevede che, se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati dalla tipologia di scommessa, il partecipante abbia diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato, e che nelle multiple la maggiorazione vada ricalcolata escludendo quella selezione. È la formulazione che molti operatori lasciano implicita e che AdmiralBet scrive.

Sul lato della tutela, la sua griglia è la più dettagliata fra quelle che si incontrano: le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Un flusso di registrazione che vi obbliga a decidere tre limiti su tre orizzonti temporali è un flusso più lento di tutti gli altri. È anche l’unico che vi fa pensare prima.

Verdetto: la regola del ricalcolo scritta nero su bianco è, da sola, il motivo per cui un giocatore di multiple dovrebbe leggere le condizioni di questo operatore prima di qualunque altro. Chi gioca singole trova qui un’offerta normale; chi gioca biglietti combinati trova la pagina che spiega cosa gli succederà.

Sisal: il catalogo di varianti, con il Cash Out come rete di sicurezza

Sisal opera con ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a., sul proprio sito .it. Nel confronto si presenta con la carta del catalogo: tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il Cash Out merita una riga a parte, perché è l’alternativa più diretta al draw no bet. Il DNB vi protegge dal pareggio pagando in anticipo, con una quota più bassa. Il Cash Out vi permette di uscire quando la partita prende una piega che non vi piace, e il prezzo lo scoprite solo al momento della chiusura, perché quello che vi viene offerto dipende da come sta andando l’evento. Il primo è una copertura comprata al buio prima del fischio; il secondo è una trattativa a partita in corso.

Un catalogo di varianti così fitto è il modo in cui un operatore dice che lavora di fantasia sulle combinazioni. Se giocate mercati costruiti, qui c’è materia.

Verdetto: il draw no bet, in un catalogo del genere, è la voce più semplice e la meno distintiva — e il Cash Out è la ragione per cui un giocatore che vuole gestire il rischio in corsa guarda più a Sisal che a un 1X2 rigido.

Eurobet: il My Bets come strumento di autodifesa

Eurobet ha la concessione ADM n. 16012 come Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale e il sito Eurobet. Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets.

Sembra una funzione di contorno, e nella pratica è la cosa più utile di questa scheda. Chi mette una selezione con draw no bet dentro una multipla ha bisogno di vedere, subito e in chiaro, che cosa è successo al biglietto dopo il ricalcolo. Una pagina che raccoglie le giocate in corso e concluse ve lo mostra senza dover ricostruire a memoria che cosa avevate combinato. Chi non ha quella pagina ricostruisce a mano, e sbaglia.

Eurobet è anche il nome dietro il marchio Bwin, come la sua concessione lascia intendere: la stessa società gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Un lettore attento alle regole trova nel gruppo un comportamento coerente su più siti.

Verdetto: è l’operatore che rende il controllo del biglietto un gesto veloce. Per un giocatore che usa sistemi e multiple, la differenza fra vedere e ricordare è la differenza fra una contestazione risolta e un reclamo perso.

bet365: le Quote Maggiorate e il Bet Builder+, cioè il contrario della copertura

bet365 è su ADM n. 16030 come Hillside (New Media Malta) Plc, con bet365. Offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live.

C’è una tensione che vale la pena nominare apertamente, perché questo è il punto in cui la logica dell’operatore e la logica del draw no bet vanno in direzioni opposte. Il Bet Builder+ costruisce una scommessa su più mercati dello stesso evento; il draw no bet nasce per togliere un esito dal tavolo. Uno aggiunge condizioni, l’altro le toglie. Chi arriva su bet365 cercando il rimborso sul pari trova probabilmente il mercato, ma il prodotto identitario della piattaforma è un altro, e il DNB resta una voce fra tante su un listino enorme.

Sulla tutela è uno dei più espliciti: gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero di telefono stampato in chiaro è un dettaglio piccolo e vale più di un paragrafo di buone intenzioni.

Verdetto: chi cerca la copertura del pareggio non è il cliente tipico di questa piattaforma, e va detto. Chi costruisce giocate combinate su eventi selezionati trova qui un prodotto che pochi replicano, e troverà il draw no bet utile soprattutto come singola isolata fuori dal builder.

Goldbet: il virtuale, un altro posto dove il pareggio si annulla

Goldbet ha ADM n. 16009 come Goldbet Better Organization Italy S.p.a., sigla GBO Italy, con Goldbet. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

La voce che lo distingue in questo gruppo è il virtuale. La Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema; le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.

Gli eventi simulati vivono dentro la stessa concessione delle scommesse sportive, e hanno una conseguenza pratica sulla gestione del rischio: la partita non esiste, il risultato è determinato dall’animazione, e le 10 partite in contemporanea si giocano nello stesso momento in cui le avete davanti. Non c’è una settimana per pensarci, non c’è un pareggio da attendere per novanta minuti. Chi cerca il draw no bet per gestire l’ansia dell’attesa qui cambia mestiere: passa dal controllo del rischio alla velocità del turno.

Sul catalogo resta uno dei più completi quanto a tipologie di giocata.

Verdetto: nessun altro operatore di questa lista sposta la partita in un’arena dove dieci eventi corrono insieme. È un’offerta per chi vuole provare combinazioni senza aspettare il calendario, e non c’entra nulla con la logica di copertura che cercavate — il che, per il lettore, è un’informazione utile quanto le altre.

BetFlag: il bonus senza deposito con la quota minima più alta della lista

BetFlag è su ADM n. 16008 come Betflag S.p.a., sito BetFlag. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Sul fronte dell’offerta, il bonus scommesse senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione.

Fermiamoci sul numero che conta. Quota totale minima 5.00. Non è una quota che si trova su una partita di Serie A fra due squadre di pari livello: è una quota che si ottiene, di norma, su un esito che il mercato considera improbabile. E il bonus è senza deposito, quindi non c’è nulla da perdere — se non l’attenzione, che è la risorsa che il vincolo davvero consuma. La finestra è di 3 giorni dall’attivazione, e l’attivazione dipende dalle verifiche; se il documento non è pronto, il conto dello scommettitore è già partito mentre il bonus dorme.

Verdetto: quindici euro di valore nominale con una quota minima a 5.00 è un bonus che si trasforma in una scommessa scomoda — e la scadenza a 3 giorni premia chi tiene i documenti a portata di mano. Chi si registra per un draw no bet a quota bassa scoprirà che questo bonus e quel mercato non si parlano.

Betsson: lo sportsbook ampio, in una piattaforma che nasce casinò

Betsson è su ADM n. 16027 come Azzurri Limited, con Betsson. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La notazione che accompagna questo marchio è la stessa che riguarda StarCasinò, e non è un dettaglio: Azzurri Limited è il concessionario dietro entrambi, e Betsson è una piattaforma che si presenta con il casinò nel nome dell’app e lo sportsbook accanto. Il listino sportivo è ampio e le tipologie di mercato coprono l’essenziale, con l’1X2 e i mercati derivati in evidenza.

Un catalogo «migliaia di eventi» ha un effetto collaterale che vale la pena dire: la profondità del listino non dice nulla sulla profondità dei singoli mercati. Il draw no bet sta sulle partite, non sulle migliaia di eventi, e la sua quota va confrontata su quella partita, in quel momento, con quella di un altro operatore.

Verdetto: è l’operatore giusto per chi vuole un unico conto che tenga insieme sportsbook ampio e casinò, e lo scommettitore che passa la giornata sulle partite delle serie minori ci troverà pane. Chi cerca il draw no bet su una partita precisa non troverà qui né più né meno di quello che trova altrove, e il confronto resta un gesto da fare riga per riga.

StarCasinò: il listino più selettivo, dichiarato come tale

StarCasinò è su ADM n. 16026 come Azzurri Limited, con StarCasinò. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Confrontando questa scheda con quella del marchio gemello, la differenza salta all’occhio: Betsson parla di migliaia di eventi, StarCasinò di «principali eventi». È la stessa azienda con lo stesso tipo di concessione, e due politiche redazionali diverse. Per il lettore la conseguenza è netta: questa è una piattaforma casinò-first con un’offerta sportiva che copre i grandi appuntamenti, non l’intera giornata calcistica.

Che cosa resta del draw no bet, qui? Resta sui principali eventi, che è esattamente dove il mercato serve a chi vuole coprirsi su un match di cartello. Un campionato minore, una partita di seconda fascia, una coppa regionale: su questo sito la probabilità di trovare il mercato è più bassa che altrove, e non per un difetto ma per una scelta.

Verdetto: è la piattaforma per chi scommette poco, su pochi eventi, e vuole farlo dentro un ambiente da casinò. Il rovescio è che il DNB vive dei principali eventi, ed è proprio il tipo di lettore che di rado ha bisogno di un mercato così sofisticato su un big match.

Planetwin365: streaming dirette e un palinsesto quotidiano che va oltre il calcio

Planetwin365 è su ADM n. 16007 come Pwo S.p.a., con Planetwin365. Offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.

Lo streaming cambia la natura del calcolo, e vale la pena dirlo senza giri di parole: se potete guardare l’evento mentre scommettete, il valore dell’informazione cambia. Il draw no bet è un mercato che si decide in 90 minuti, e i 90 minuti in cui potete vedere cosa sta succedendo alla partita valgono più di qualunque previsione fatta tre giorni prima. Il tennis e il tennis tavolo, per inciso, il pareggio non lo conoscono; il basket sì, e su questo il DNB ha una logica propria.

Il palinsesto quotidiano spostato su sport diversi dal calcio è una scelta che il mercato italiano premia poco e che però distingue questa piattaforma in modo netto. Chi gioca il martedì sera di pallavolo trova qui quello che altrove non c’è.

Verdetto: la diretta streaming è l’unico strumento di questa lista che cambia il modo in cui si guarda una scommessa mentre è ancora viva. Per chi vuole coprirsi senza aspettare il fischio finale, è il dettaglio che vale più di dieci righe di catalogo.

NetWin: un giro di puntate che trasforma un bonus in un lavoro

NetWin è su ADM n. 16035 come Netwin Italia S.p.a., con NetWin. Per sbloccare il bonus, Sport-50 richiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Mettiamo insieme i vincoli, perché è qui che si vede la differenza fra un bonus e un incarico. Il requisito è tre volte il deposito, la finestra è di sette giorni, e ogni giocata utile deve essere una multipla con almeno tre eventi, ognuno a quota minima 2.00, per una quota totale di almeno 10.00. Non una scommessa qualunque, quindi: una scommessa costruita. E con l’esclusione esplicita di sistemi, antepost, live e biglietti con cash out attivo, le forme in cui un giocatore esperto gestirebbe il rischio restano fuori dalla porta.

La conseguenza è aritmetica. Se il deposito è di 50 €, il giro richiesto è di 150 € di puntate, e ogni puntata deve essere una multipla da tre eventi con quelle quote minime. Per arrivare a 150 € in sette giorni servono un certo numero di biglietti fatti così, e nessuno di essi può essere una singola comoda. Il valore del bonus si misura su quanto di quel giro il giocatore riesce a fare senza sbagliare una regola.

Verdetto: requisiti di questo tipo premiano chi legge le condizioni prima di depositare e penalizzano chi le legge dopo — che è la stragrande maggioranza. Il bonus esiste, è legittimo, e ha un prezzo in vincoli che il bonus di benvenuto di altri operatori non chiede.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si guarda l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, che lega ogni codice a un sito .it, e poi si legge il numero di concessione e la società nelle condizioni dell’operatore. L’elenco non ha una colonna per i giochi: la presenza dell’offerta sportiva va verificata sul sito stesso.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata. Con 10 € a quota 1,85 il ritorno è di 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. Nelle multiple le quote delle singole selezioni si moltiplicano fra loro in un unico prezzo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si prendono tutte le quote di un solo mercato, si sommano i loro reciproci e si divide 1 per quella somma: il risultato è la quota di ritorno, e il margine è quel che resta al 100 %. Su un mercato a due esiti con 1,90 e 1,90 il ritorno è del 95,2 % e il margine del 4,8 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le condizioni possono chiedere anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui siti con concessione ADM il prelievo cade sul concessionario, che versa l’imposta unica: 20,5 % sulla raccolta in rete fisica e 24,5 % su quella a distanza, calcolata sulla differenza fra giocate e vincite. Il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla, secondo quanto riporta la stampa di settore: per la propria posizione conviene consultare un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione ADM non è collegato al RUA, quindi un’autoesclusione non lo blocca, e non porta con sé supervisione, strumenti di limite obbligatori né una sede legale italiana. È soggetto all’oscuramento DNS e, come dichiara ADM citando la Legge 401/1989, anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi; l’importo dell’ammenda non è noto.

Quello che resta in mano al lettore

Il draw no bet è un buon mercato e un cattivo affare, spesso nella stessa partita. È un buon mercato perché dice la verità: il pareggio è un esito vero, frequente, e toglierlo dal biglietto è una cosa che molte partite giustificano. È un cattivo affare perché quella verità la pagate, punto di quota dopo punto di quota, e nessun operatore ve la regala. La copertura ha un prezzo, il prezzo sta nella quota, e la quota la vedete.

La parte dell’Italia in questa storia non è neutra. Un concessionario ADM vi mette in mano il RUA, i limiti obbligatori, la supervisione e un tribunale italiano, e vi espone un numero di concessione che potete verificare in tre minuti. Un sito senza concessione non vi mette in mano niente di tutto questo, e come dichiara ADM nel citare la Legge 401/1989, chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi — per il giocatore, non per il sito. La differenza fra i due mondi non è una questione di stile.

Resta la parte che nessun elenco può darvi: quanto vale per voi la tranquillità di non vedere un 1-1. Se giocate una singola su una partita equilibrata e volete togliervi di dosso il pareggio, il DNB fa il suo lavoro e il prezzo è ragionevole. Se lo mettete in una multipla, ricordatevi del ricalcolo della maggiorazione: il biglietto che vince non pagherà quello che avete sognato. E se state scegliendo l’operatore, guardate il regolamento prima del bonus — le condizioni di AdmiralBet e di NetWin lo dimostrano in due modi opposti, una dicendo tutto e l’altra chiedendo molto.

Scommettere è un costo, non un investimento, e il margine del bookmaker è la prova che sta dentro ogni quota che vedete. Giocate quello che potete permettervi di perdere, usate i limiti che i concessionari italiani vi mettono a disposizione dal primo giorno, e ricordate che il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 esiste per quando il gioco smette di essere un gioco.

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