Scommesse europei 2026, chi accetta il calcio continentale e chi paga prima
Ottobre 31, 2026 — dati verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e sui termini e le condizioni dei singoli operatori.
Sul calcio continentale si è giocato per l’ultima volta in Germania, dal 14 giugno al 14 luglio 2024, e si tornerà a giocare in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda a giugno e luglio 2028. Nel mezzo resta un triennio di qualificazioni, campionati nazionali e coppe che i dieci concessionari di questa pagina coprono nel loro palinsesto ordinario. Nessun torneo europeo si assegna nel 2026: chi cerca «scommesse europei 2026» sta cercando, in pratica, un bookmaker con concessione italiana su cui far passare quelle partite.
E qui conviene dire subito dove sta il vero discrimine, perché non è nella quota. Un mercato 1X2 con margine basso e un mercato 1X2 con margine alto pagano lo stesso numero di soldi al vincitore e trattengono percentuali diverse di tutto ciò che è stato puntato. La differenza tra due conti, alla lunga, la fanno il prelievo, la sua velocità e i limiti che il conto si porta dietro. Le quote le vedono tutti; il costo del denaro che entra ed esce lo guarda quasi nessuno.
Il panorama dei concessionari italiani: chi c’è davvero, e perché conta la liquidazione
Il punto di partenza non è un elenco di marchi, è un elenco di concessioni. In Italia un bookmaker che accetta giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it. ADM tiene pubblico l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza»: alla lettura del 25 ottobre 2026 conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni; il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Due cose di quell’elenco contano più delle altre. La prima: la concessione è per sito, non per azienda. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet, ma anche Bwin e Gioco Digitale; Goldbet Better Organization Italy S.p.a. compare sia dietro Goldbet sia dietro Lottomatica. Un lettore che crede di confrontare dieci aziende confronta, in un paio di casi, la stessa struttura societaria con due vestiti diversi. La seconda: l’elenco non ha una colonna dei giochi. Un concessionario può tenere in qualsiasi combinazione diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casino, al betting exchange e al bingo. Stare in classifica non è una concessione, e stare nell’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, dove il palinsesto è visibile.
C’è poi una questione di lingua che vale la pena sciogliere adesso. Nel 2026 nessun campionato europeo si assegna. L’ultima edizione è stata quella tedesca, 24 squadre, sei gironi da quattro, 51 partite in totale, chiusa il 14 luglio 2024 all’Olympiastadion di Berlino con la Spagna avanti sull’Inghilterra per 2-1 e il quarto titolo continentale in bacheca. La prossima è fissata dal 9 giugno al 9 luglio 2028, partita inaugurale a Cardiff e finale a Wembley, sei gironi da quattro squadre, ottavi dal 24 al 27 giugno, quarti il 30 giugno e il 1° luglio, semifinali il 4 e il 5 luglio, e nessuna finale per il terzo posto. Il sorteggio delle qualificazioni, dodici gironi da quattro o cinque squadre con le dodici vincitrici e le otto migliori seconde qualificate direttamente, è il 6 dicembre 2026 a Belfast. Chi organizza tutto questo è la UEFA, ogni quattro anni, dal primo torneo del 1960.
Il calendario spiega perché il tema del prelievo torni sempre a galla in queste settimane. Un conto aperto per un singolo grande torneo si svuota subito dopo la finale; un conto aperto per seguire le qualificazioni europee lavora per due anni e mezzo. Nel primo caso il costo del prelievo si paga una volta sola e conta poco; nel secondo diventa una voce ricorrente, e la velocità dell’accredito smette di essere un dettaglio da recensione per diventare la ragione per cui si sceglie un operatore invece di un altro.
Il palinsesto, in questo senso, è la parte più facile da verificare e la meno discriminante. Guardando l’offerta dei dieci marchi qui sotto, tutti coprono il calcio internazionale; quello che cambia è quanto in profondità. Planetwin365 dichiara la copertura dei principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — più Champions League, Europa League e Conference League e oltre venti tipologie di sport con risultati in diretta. È la fotografia di un’offerta ampia piuttosto che specialistica, e va letta come tale: nessuno dei dieci è un bookmaker da nicchia, e chi cerca un mercato raro lo trova nel palinsesto approvato da ADM, evento per evento, non nel nome del torneo.
| Marchio | Numero di concessione ADM e concessionario | Che cosa prevedono i termini dell’operatore |
|---|---|---|
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | conto ricaricabile e prelevabile con PostePay, PayPal e altri metodi |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | gestione del conto dall’app, con più modalità di ricarica e assistenza sette giorni su sette |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 € con carta o PayPal |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | carta di credito o debito, Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico, senza costi aggiuntivi |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | depositi e prelievi con PostePay, PayPal e altri metodi |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | copertura di campionati nazionali ed europei e oltre venti sport con risultati in diretta |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | informazioni sul conto, depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | prenotazione delle scommesse dall’app e ricarica o prelievo nel punto vendita più vicino |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | offerta Sport-50, bonus reale del 100 % del primo deposito fino a 50 € per i nuovi giocatori con conto verificato |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | depositi e prelievi delle vincite, live streaming di calcio, tennis e basket, grafici sull’andamento delle quote |
Il quadro che esce dalla tabella riflette un’informazione essenziale: la maggior parte degli operatori si limita a indicare metodi di ricarica e prelievo generici, rimandando ai dettagli delle condizioni contrattuali. AdmiralBet fa eccezione, elencando una lista completa e garantendo l’assenza di costi aggiuntivi sulle ricariche online, mentre Sisal si distingue per il canale fisico. Per ogni altra necessità — sapere se la propria carta è accettata, se il conto è intestato al titolare o quali siano le commissioni — la pagina dei metodi di pagamento nelle condizioni contrattuali resta l’unico posto dove verificare la promessa dell’operatore.
Liquidazione e accredito: dove finiscono davvero i soldi di una scommessa
Qui si tocca il punto in cui la maggior parte delle guide si ferma e comincia il lavoro vero. Liquidare significa trasformare una schedina vincente in saldo, e il saldo diventa denaro solo con il prelievo. Sono due passaggi, con due tempi diversi, e nessuno dei due si può dedurre dalla pubblicità.

Cominciamo dal primo, perché è quello che l’operatore controlla da solo. Con l’app Sisal si prenotano le scommesse e si può ricaricare o prelevare nel punto vendita più vicino; una schedina giocata in negozio si scansiona con l’app per sapere subito se è vincente. Per chi gioca abitualmente allo sportello, questo è un ciclo chiuso che non passa mai per una banca e non passa mai per un’attesa. Per tutti gli altri c’è il secondo passaggio, quello bancario, dove entrano in scena i tempi di chi emette la carta o gestisce il portafoglio elettronico — tempi che nessun bookmaker dichiara e che nessun confronto può misurare.
Le fonti pubbliche non dicono quanto ci mette un prelievo ad arrivare: nessuna delle dieci schede porta un tempo di accredito. Il silenzio non è una svista degli operatori, è una scelta. Un tempo di prelievo è una promessa che si può verificare pubblicamente solo con un conto vero e un prelievo vero, quindi resta fuori dai comunicati e dalle descrizioni degli store. Chi ha fretta di incassare ha una sola strada sensata: provare la catena completa con una cifra piccola prima di affidarle il saldo di una stagione.
C’è un dettaglio di intestazione che vale più di qualunque classifica. AdmiralBet scrive espressamente che gli strumenti di ricarica devono essere intestati al cliente; è una clausola che sembra burocratica e invece determina chi rischia quando qualcosa non torna. Un conto di gioco è intestato a una persona, e lo strumento che lo alimenta deve esserlo anche lui. Chi ha sempre ricaricato con la carta di un familiare, prelevare non potrà.
Le carte prepagate sono il terreno di mezzo, e il più diffuso. PostePay compare nell’offerta di Goldbet, Lottomatica e AdmiralBet; PayPal in quella di Goldbet, Lottomatica, AdmiralBet, William Hill e bet365, che tra i metodi indica carta di debito, PayPal e Apple Pay; Skrill, Neteller e Paysafe Card restano nell’elenco di AdmiralBet. Il bonifico bancario è il più lento e il più tracciabile, ed è anche quello che gli operatori mettono in fondo all’elenco: non è un caso, perché è l’unico canale che nessuno può accelerare.
C’è poi il denaro contante, che in Italia ha una porta stretta e sorvegliata. I punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — sono iscritti a un registro ADM e possono alimentare il conto online solo su richiesta dell’intestatario identificato, con gli strumenti che l’intestatario ha già comunicato al concessionario oppure con contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né restituire saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno al rivenditore. È una via d’accesso al conto, non una via d’uscita: chi immagina di prelevare alla tabaccheria ha capito male il meccanismo. E chi crede che il contante serva a non lasciare traccia sbaglia due volte, perché il tetto settimanale è basso e la richiesta passa comunque dall’identificazione.
Il quadro normativo sui canali è volutamente lacunoso. Nessuna norma elenca le vie di pagamento approvate; l’art. 22, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione, ma l’entrata in vigore non è confermata. La situazione delle criptovalute presso i concessionari ADM resta indefinita. In pratica, quali metodi accetti un operatore e con quali minimi e limiti lo dicono soltanto le sue condizioni: non esiste un elenco ufficiale da citare al posto loro.
Sul fronte dei costi, l’unica indicazione netta arriva da AdmiralBet, che dichiara l’assenza di costi aggiuntivi sulle ricariche online. È il tipo di frase da mettere alla prova: significa che non c’è una commissione dell’operatore, non che il canale sottostante sia gratuito. Il bonifico può avere un costo bancario, la prepagata una commissione di ricarica, il portafoglio elettronico una commissione di conversione. Sono voci fuori dal conto di gioco e per questo invisibili in qualsiasi confronto tra bookmaker. Per un conto che lavora due anni sulle qualificazioni europee, valgono più di mezzo punto di quota su una singola.
Margine, quota e vincita: i conti che il bookmaker non mette in vetrina
Serve un minimo di aritmetica per leggere il resto della pagina. La vincita di una scommessa si calcola moltiplicando la puntata per la quota: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € sono profitto netto. In una multipla le quote delle singole partite si moltiplicano tra loro in un unico prezzo finale, e il risultato cresce in fretta — ma cresce insieme alla probabilità che almeno una delle gambe salti.
Il numero che nessun operatore pubblica è il margine. Su un mercato 1X2 il payout, cioè la quota di tutto il giocato che il mercato restituisce, si ottiene da 1 ÷ (1/quota₁ + 1/quota₂ + 1/quota₃) considerando tutti e tre gli esiti; il margine è 100 % meno quel valore. Non serve una calcolatrice per capire dove va a parare: due bookmaker possono esporre lo stesso 1,85 sulla stessa partita e trattenere somme diverse su tutto il resto del mercato, perché il margine si nasconde nella combinazione dei tre prezzi, non nel singolo prezzo che il cliente guarda.
Questo è il motivo per cui le quote migliori di un operatore non si giudicano da una schermata. Un 1,85 messo in vetrina su un match di cartello non dice nulla sul margine medio che quel bookmaker applica su Serie C, coppe minori o mercati secondari, dove la combinazione dei prezzi può essere molto più generosa per la casa. Chi segue le qualificazioni europee e i campionati minori lo scopre sulla propria pelle: la quota del grande evento è la merce di richiamo, il resto è il negozio.
Le categorie di scommessa disponibili sono quelle del palinsesto approvato da ADM. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’Agenzia; si può giocare solo su eventi inseriti in quel programma, che ADM arricchisce uno per uno. A settembre 2026 l’Agenzia ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa specializzata. Quali sport e quali tipi di giocata contenga il palinsesto resta materia dell’operatore.
Nella pratica del mercato italiano il lettore trova le voci di sempre: la singola, la multipla, il sistema, l’1X2, il GG/NG, l’Under/Over, il DNB (rimborso in caso di pareggio), l’handicap, la combo, il cash out, che gli operatori scrivono in inglese. Accanto stanno gli eventi simulati — l’art. 2, lett. v) definisce le scommesse su eventi simulati come gare di calcio, di cavalli e di altro genere prodotte al computer e mostrate con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive — che i siti espongono nella sezione «Virtuali». L’ippica è un doppio binario: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria. Se qualche marchio tratti il totalizzatore ippico online non è dato sapere.
Il betting exchange merita una riga a parte, perché è l’unico prodotto in cui il giocatore può fare la banca. L’art. 6, comma 1, lett. e) lo ammette come gioco separato, e l’art. 2, lett. u) lo descrive come l’interazione diretta tra giocatori in cui il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima di 200 centesimi a passi di 50 centesimi; un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul giocatore non grava alcuna imposta sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere: Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
Le scommesse live sono un capitolo a sé. Le offrono tutti i grandi operatori, ma le regole ADM sui mercati in gioco, sui ritardi e sugli eventi coperti non sono note, e non esiste un elenco dei mercati live. Anche il tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto: gli strumenti che mordono davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione. È una differenza sostanziale rispetto a chi immagina un plafond fissato dallo Stato.
Concessione ADM: come si verifica, e cosa non dimostra
La domanda che porta un lettore su questa pagina è quasi sempre la stessa, in una forma o nell’altra: come si fa a sapere che quel bookmaker è regolare. La risposta è scomoda, perché non esiste un timbro unico da controllare.
Il primo posto in cui guardare è l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM (ex AAMS), pubblicato dall’Agenzia e, per la parte che riguarda i siti inibiti, anche sui canali della Guardia di Finanza. Il mercato continua a dire «AAMS»; l’autorità oggi si chiama ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e il riferimento normativo è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze italiane non sono licenze aperte: sono concessioni assegnate con gara pubblica.
Il secondo passo è sapere cosa si sta guardando. Nella lista compaiono 52 righe, ciascuna con un codice e un solo sito .it; la concessione vale per sito e non per azienda, e un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casino, al betting exchange e al bingo. Manca una colonna dei giochi. Quindi una riga nell’elenco dimostra che quel dominio ha titolo per operare in Italia, non che offra scommesse sportive. Per quello bisogna aprire il sito e cercare il palinsesto, oppure leggere il numero di concessione e la società che l’operatore stesso dichiara nelle proprie condizioni.
Il terzo passo è la verifica incrociata: gli operatori indicano numero e società nelle condizioni contrattuali, e quel numero deve corrispondere a una riga dell’elenco. È l’unico controllo che un lettore può fare da solo, in due minuti, senza scaricare nulla.
Le concessioni durano al massimo nove anni, senza rinnovo, per i vincitori della gara: l’art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024 fissa il tetto e i requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM stabilisce nel bando; l’art. 6, comma 5, aggiunge che le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata. È una garanzia per l’operatore e per il giocatore: le regole del gioco non cambiano a metà partita.
Le concessioni sono assegnate per famiglia di gioco, e l’art. 6, comma 1, elenca quelle che si possono offrire a distanza: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori; bingo. Un marchio che non ha la voce sulle scommesse sportive è un marchio con cui non si può giocare il calcio, per quanto grande sia il suo nome sul mercato.
Fuori da questo perimetro c’è la zona che in Italia non gode di alcuna protezione. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale; l’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco agisce a livello di DNS e alcuni provider sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa specializzata, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «scomparsi».
Sul lato del giocatore la norma è più dura di quanto si creda. L’art. 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, così come ADM lo cita il 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e sanziona anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti; quello che è noto è che la regola esiste ed è scritta dall’autorità che la applica.
Il confronto onesto, allora, non è tra marchi ma tra due pacchetti. Una concessione ADM porta con sé il collegamento al RUA, la vigilanza dell’Agenzia, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com non autorizzato non porta nessuno di questi elementi, è esposto al blocco DNS e, per come ADM stessa lo scrive, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono, compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere che in Italia non hanno alcun valore, e vivono in una zona senza tutele: nessun marchio va fatto qui, perché nessuno di loro merita di essere nominato nemmeno come esempio negativo.
Autoesclusione, limiti e RUA: le tutele che si firmano in registrazione
C’è un pregio delle regole italiane che il mercato racconta male, ed è che gli strumenti di protezione non sono un’opzione nascosta in un menu: alcuni si impostano mentre si apre il conto. AdmiralBet chiede in registrazione di fissare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il differimento è la parte intelligente del meccanismo. Alzare un tetto richiede una settimana, abbassarlo no: chi vuole aumentare i limiti nel mezzo di una serata storta trova un ostacolo temporale esattamente dove serve.
Il quadro giuridico di riferimento è l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024, che prevede l’auto-limitazione su tempo, spesa e perdita, i limiti sulle somme depositate in un periodo definito fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM, i messaggi automatici su durata e spesa, gli strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. La figura del limite di deposito che ADM stabilisce nel bando di gara non è nota; in registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione.
Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, è il pezzo che molti giocatori non conoscono. Un’autoesclusione iscritta al registro blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e le sale fisiche. Adriatico o siciliano, online o allo sportello, il blocco è lo stesso. I siti sprovvisti di concessione non sono collegati al RUA, e questo significa che un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla: è il rovescio esatto della medaglia del paragrafo precedente, ed è il motivo pratico per cui la concessione conta anche per chi non ha mai avuto un problema.
Le condizioni di AdmiralBet fotografano un sistema in movimento: prevedevano l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un intervallo così ampio copre esigenze molto diverse: chi vuole solo spegnere il telefono per una settimana e chi ha bisogno di un orizzonte lungo. La revoca dopo nove mesi, nel caso della forma indeterminata, è la parte da leggere con attenzione, perché fissa il momento in cui l’uscita diventa possibile.
Sul versante dell’informazione, l’art. 15, comma 2, impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi definiti da una commissione governativa. È una cifra che non compare in nessuna vetrina e che dice quanto il settore sia regolato anche nei doveri che non vende.
Gli strumenti dei singoli operatori vanno letti uno per uno. bet365 comprende periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. SNAI indica un’assistenza a disposizione sette giorni su sette. Sono dati asciutti, ma il tipo di assistenza conta: un canale aperto tutti i giorni è la differenza tra un numero che rimanda a un orario d’ufficio e un numero che risponde.
Vale la pena dire una cosa che nessun operatore scrive in grande: gli strumenti di auto-limitazione convivono con l’obiettivo commerciale di chi li fornisce, e il differimento di sette giorni per alzare i tetti è l’unico punto in cui le due cose entrano davvero in tensione. Se un operatore rendesse immediato anche l’aumento, il limite scelto in registrazione sarebbe decorativo. Non lo è.
Bonus di benvenuto: quanto costa davvero un’offerta «gratuita»
Arriviamo alla voce che quasi tutti i lettori cercano per prima, e che quasi nessuno legge per intero. In Italia l’operatore la chiama «bonus di benvenuto». Il divieto pubblicitario del Decreto Dignità — art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018 — non tocca l’esistenza del bonus: l’art. 9 vieta «qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet», come ADM lo richiama il 28 febbraio 2024. Vietata è la pubblicità, non l’offerta. Non esiste un tetto di legge all’importo, né un tetto ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore.
William Hill struttura il suo Benvenuto Sport in modo che vale la pena smontare pezzo per pezzo. Il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni; l’accredito avviene in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Nessuna delle cinque condizioni è casuale. Il deposito minimo di 20 € è la porta d’ingresso, la scadenza di 7 giorni è un orologio che parte dal primo versamento, e il vincolo delle cinque selezioni a quota 5.00 trasforma una singola tranquilla in una multipla in cui ogni gamba porta con sé la propria probabilità di fallire.
NetWin, con lo Sport-50, sta su un terreno analogo ma con una fisionomia diversa: bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € al primo versamento. La differenza rispetto a William Hill non è nella generosità ma nel vincolo: qui il filtro è il conto verificato, cioè un’identificazione già completata. Per chi apre il conto con SPID o CIE è una formalità; per chi si iscrive e rimanda la validazione è il punto in cui il bonus si allontana.
Sisal descrive la propria offerta di benvenuto con una logica più essenziale: per riceverla bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. La dicitura finale è quella che conta più di tutto il resto, perché dice a cosa serve il credito: se il bonus è spendibile solo su eventi in palinsesto, è un buono spesa dentro l’offerta dell’operatore, non denaro. E gli eventi in palinsesto sono quelli approvati da ADM uno per uno.
Qui va sfatata un’etichetta. «Bonus gratuito» o «senza rischio» sono formule di marketing, e nessuna delle due descrive un’offerta che si incassa senza giocare. Un bonus che si sblocca solo giocando multiple di cinque selezioni a quota 5.00 non è gratuito: è un rimborso condizionato all’esito di una catena di eventi che, statisticamente, si interrompe alla prima gamba. Il valore atteso di un’offerta del genere è un numero reale, ed è quasi sempre inferiore all’importo pubblicato in vetrina. Chi legge il tetto di 50 € come 50 € disponibili sta leggendo la copertina.
Il divieto pubblicitario ha un effetto collaterale che riguarda proprio questa pagina. AGCOM vigila sul divieto, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione; nel 2025 l’Autorità non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, e il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, mentre pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Il decreto, per parte sua, promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). Una proposta di modifica al bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non ha esito noto; il divieto è in vigore alla data di verifica.
In pratica, il bonus di benvenuto in Italia è diventato un documento contrattuale che si legge, non uno spot che si guarda. Importo, tranche, quota minima, numero di selezioni, scadenza e stato di verifica del conto stanno tutti nelle condizioni dell’operatore; nessuno li riassume in una pagina di confronto, e chi li salta scopre le regole nel momento peggiore, cioè quando sta per prelevare.
I dieci concessionari, uno per uno
Adesso i marchi. L’ordine è quello dei codici di concessione crescenti, e ogni scheda dice cosa distingue quel conto dagli altri su cui si gioca il calcio europeo.
Goldbet: il conto che vive di PostePay e PayPal
Goldbet opera con la concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), che è la stessa società dietro Lottomatica. Sul fronte dei pagamenti, il conto gioco si ricarica e si preleva con PostePay, PayPal e altri metodi; l’app si apre con le credenziali di Goldbet. È poco, e la povertà dell’informazione è essa stessa un’informazione: chi sceglie Goldbet per la coppia PostePay-PayPal sceglie il canale più diffuso nel pubblico italiano, quello che non richiede un conto bancario tradizionale né un portafoglio elettronico dedicato. Con la stessa società dietro due insegne, la differenza tra Goldbet e Lottomatica non è il gruppo, è la confezione. Sul terreno dei pagamenti, la coppia di metodi dichiarata è la stessa dei concorrenti diretti: niente di distintivo, e niente da temere.
SNAI: il conto che si gestisce dal telefono
SNAI è concessionaria con il n. 16032, Snaitech Spa. Il conto di gioco si gestisce dall’app, dove si può ricaricare con più modalità, e SNAI indica un’assistenza a disposizione sette giorni su sette. La promessa dell’assistenza continuativa è quella che, in una classifica di dieci, distingue SNAI più del prodotto: il canale è dichiarato aperto tutti i giorni, mentre l’art. 15, comma 1, lett. f), D.Lgs. 41/2024 chiede almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Chi ha avuto bisogno di sbloccare una verifica di conto o un prelievo fermo sa che la differenza tra cinque giorni e sette è la differenza tra un problema risolto in una settimana e uno risolto in un giorno.
William Hill: il bonus che si sblocca a pezzi
William Hill è concessionaria con il n. 16044, William Hill Malta Plc, e in questa lista è l’unico marchio la cui offerta di benvenuto sia descritta nei dettagli pubblicamente: 100 % del primo deposito fino a 50 €, minimo 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, accredito in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Il meccanismo a tranche è la parte da capire prima di depositare: non si sbloccano 50 € in una volta, si sbloccano cinque pezzi da 10 €, ognuno appeso a una multipla di cinque selezioni a quota 5.00. La quota minima di 5.00 è alta per una singola, figurarsi per una multipla, e questo porta la struttura verso il territorio delle scommesse combinatorie. Chi deposita convinto di trovare il bonus già disponibile resta sorpreso dalla prima tranche, non dalla quinta.
AdmiralBet: l’unico che elenca tutto e scrive le regole per esteso
AdmiralBet, concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l., è il marchio che su questa pagina ha più materiale verificabile, e la conseguenza è che si giudica più facilmente. Sul versante pagamenti indica carta di credito o debito, Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente. È la lista più lunga tra i dieci, e include il bonifico, che nessun altro menziona. Sul versante tutele chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e attesa di 7 giorni per uno aumentato. L’autoesclusione nelle sue condizioni copriva 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La densità normativa è doppia rispetto agli altri e va letta come tale: chi vuole sapere in anticipo le regole del conto le trova qui, e chi non le trova altrove lo nota per contrasto. Il dettaglio degli strumenti intestati è quello che fa la differenza nel caso peggiore, il prelievo contestato.
Lottomatica: la seconda insegna dello stesso gruppo
Lottomatica ha la concessione n. 16010, la stessa Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) che sta dietro Goldbet. Il conto gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri; l’accesso dall’app avviene con username e password. Sui pagamenti, il marchio ricalca il gemello: PostePay e PayPal più un generico «altri». Per chi cerca informazioni sul prelievo, la scelta tra Lottomatica e Goldbet è una scelta di interfaccia e di percezione del brand, non un confronto tra condizioni, perché la società è la stessa e le pagine pubbliche offrono lo stesso livello di dettaglio, cioè poco.
Planetwin365: il palinsesto più dichiarato
Planetwin365, concessione n. 16007, Pwo S.p.a., è il marchio che su questa lista dichiara il perimetro di mercati più ampio: l’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Per chi segue le qualificazioni europee e i campionati che si giocano nella stessa finestra, la gamma dichiarata è un argomento concreto. Il rovescio è che la profondità del palinsesto non dice nulla sul prezzo: un listino largo può ospitare margini larghi esattamente come un listino stretto, e la verifica va fatta partita per partita sul mercato che interessa.
Eurobet: il conto in tasca
Eurobet opera con la concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, la società che nella lista ADM compare anche dietro Bwin e Gioco Digitale. Dall’app si consultano le informazioni sul conto di gioco e si effettuano depositi e prelievi direttamente da iPhone o iPad. La gestione mobile del conto è la funzione che il marchio mette avanti, ed è quella che conta per chi apre il conto per una competizione e lo segue dal divano. La nota da tenere a mente è societaria: tre domini, una stessa società, e un lettore che li considera tre operatori concorrenti sta confrontando tre volte lo stesso interlocutore.
Sisal: l’app che chiude il cerchio nel negozio
Sisal, concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a., è l’unico marchio della lista che unisce online e punto vendita in un giro completo: dall’app si prenotano le scommesse e si ricarica o si preleva nel punto vendita Sisal più vicino, e una schedina giocata in negozio si scansiona con l’app per sapere subito se è vincente. Sui pagamenti è una via d’uscita senza banca, che per una parte del pubblico italiano vale più di qualsiasi portafoglio elettronico. L’offerta di benvenuto segue la stessa logica essenziale: serve un conto di gioco, la registrazione sul sito o dall’app e una prima ricarica, e il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. Chi ha una ricevitoria sotto casa ha qui l’unico percorso interamente fisico della lista.
NetWin: il bonus che chiede un conto già verificato
NetWin è concessionaria con il n. 16035, Netwin Italia S.p.a. La sua offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € al primo versamento. La condizione del conto verificato è quella che pesa: mette l’identificazione davanti al bonus, non dopo. Chi apre un conto con SPID o CIE passa il filtro senza accorgersene; chi rimanda la validazione, che senza SPID espone il conto alla sospensione e al blocco dei prelievi dopo 30 giorni, si trova fuori tempo massimo. La sequenza giusta è quindi banale e obbligata: identificarsi, poi depositare, mai il contrario.
Betfair: l’exchange, il live e i grafici
Betfair, concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l., è il marchio con il profilo più diverso dagli altri nove. L’app Betfair Exchange Scommesse consente depositi e prelievi delle vincite, il live streaming di eventi di calcio, tennis e basket e grafici per monitorare in tempo reale l’andamento delle quote. Lo streaming e i grafici sono strumenti da exchange, dove il prezzo si muove perché si muovono le posizioni degli altri giocatori, non perché un bookmaker lo aggiorna. La sua documentazione riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima di 200 centesimi a passi di 50 centesimi, e un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul giocatore non grava alcuna imposta sulle vincite perché il prelievo cade sul concessionario. Chi arriva dall’esperienza di un bookmaker tradizionale deve cambiare testa: qui si può fare la banca e la commissione vive dentro il prezzo, in un modo che nessun mercato 1X2 mostra con altrettanta chiarezza.
Pagare le tasse sulle vincite: chi le paga, e chi le dichiara
La domanda sulle tasse torna sempre, e la risposta ha due binari che non vanno confusi.
Sul primo binario, il giocatore di un concessionario ADM tendenzialmente non fa nulla. Le vincite pagate da un concessionario sono trattate come tassate alla fonte: il prelievo cade sul concessionario e il giocatore riceve la somma netta e non la dichiara. È una ricostruzione riportata dalla stampa specializzata nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi va presa per quello che è: un’indicazione ragionevole che conviene far verificare a un commercialista prima di farci affidamento.
L’imposta unica che grava sull’operatore è quella fissata dal D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non è confermato: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite, secondo la stampa specializzata. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % di prima; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Il secondo binario è quello che interessa chi gioca fuori dal perimetro italiano. Le vincite ottenute da siti non autorizzati seguono un trattamento diverso: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, considera le vincite online «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va riassunta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».
La ragione strutturale per cui i due binari sono diversi sta in chi è il debitore d’imposta. Sul mercato concessorio il prelievo cade sull’operatore e il giocatore è fuori dal circuito; su un sito estero non autorizzato non c’è nessun concessionario italiano su cui far cadere l’imposta, e l’onere ricade su chi ha incassato. Per il giocatore italiano questo si traduce in un paradosso: il sito «senza tasse» che promette il netto più alto è quello che gli mette in mano un adempimento fiscale che il concessionario gli risparmia.
Quello che cambia con il prossimo Europeo
Se il lettore è arrivato fin qui pensando al torneo, il conto da fare è di calendario. Tra il 2026 e l’estate 2028 c’è un triennio di qualificazioni, con il sorteggio del 6 dicembre 2026 a Belfast che apre dodici gironi da quattro o cinque squadre, e con le dodici vincitrici più le otto migliori seconde qualificate direttamente. Chi apre oggi un conto per seguire quel percorso se lo porta fino alla finale di Wembley del 9 luglio 2028, passando per gli ottavi dal 24 al 27 giugno, i quarti il 30 giugno e il 1° luglio e le semifinali il 4 e il 5 luglio. È un orizzonte lungo, e cambia il peso di due cose che su un torneo di un mese contano poco: il costo ricorrente del prelievo e la stabilità dei limiti che il conto si porta dietro.
Rispetto all’ultima edizione, che si è chiusa il 14 luglio 2024 con la Spagna avanti 2-1 sull’Inghilterra a Berlino, il paragone più utile non riguarda il calcio ma l’esperienza di gioco. Il pubblico complessivo di quell’edizione è stato di 2.681.288 spettatori, sei giocatori hanno chiuso a tre gol — Cody Gakpo, Harry Kane, Georges Mikautadze, Jamal Musiala, Dani Olmo e Ivan Schranz — e la Spagna ha aggiunto il quarto titolo, staccando la Germania ferma a tre, vinti nel 1972, 1980 e 1996. Nessuno di quei numeri predice nulla di ciò che accadrà dal 9 giugno 2028: sono il metro con cui si misura l’attesa, non l’esito.
Sul piano pratico, il triennio che si apre è il momento giusto per fare due cose che non richiedono fretta. La prima è provare la catena completa del denaro con una cifra piccola, così da sapere quanto tempo passa davvero tra la schedina vincente e il saldo disponibile. La seconda è aprire il conto con un metodo di identificazione che non lasci il conto sospeso: senza SPID la validazione deve arrivare entro 30 giorni, altrimenti l’account viene sospeso e i prelievi bloccati. Sono due dettagli che non si notano il giorno dell’iscrizione e diventano decisivi due anni dopo.
Domande frequenti
Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?
Non esiste in Italia un elenco di canali approvati: quali strumenti accetti un operatore lo dicono soltanto le sue condizioni contrattuali. Nella pratica ricorrono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, il bonifico e le ricariche in contanti nei punti vendita autorizzati, entro 100 € a settimana.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e alcuni operatori chiedono anche un tetto di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Abbassare un limite ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. Il limite che ADM fissa nel bando di gara non è noto.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si confronta il numero di concessione che l’operatore dichiara nelle proprie condizioni con l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS), che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. Attenzione: quell’elenco non specifica quali giochi il concessionario possa offrire.
Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?
L’età minima è 18 anni. Il conto di gioco richiede un’identificazione piena: registrazione con documento oppure accesso tramite SPID o CIE. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM sono considerate tassate alla fonte: l’imposta unica cade sull’operatore, al 24,5 % della raccolta a distanza sul margine tra puntate e vincite, e il giocatore riceve il netto. La ricostruzione viene dalla stampa specializzata e non da una pagina dell’amministrazione finanziaria: prima di farci affidamento conviene consultare un commercialista.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. In una multipla le quote delle singole partite si moltiplicano in un unico prezzo. Il margine del bookmaker, che nessun operatore pubblica, è ciò che il mercato trattiene su tutto il giocato.
Competizioni – guidescommesseit
Contenuto creato dal team «guidescommesseit»
