Scommesse sul ippica 2026: chi ha la concessione, cosa paga davvero una giocata
Dati aggiornati al Ottobre 31, 2026; le concessioni sono state confrontate con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).
Chi cerca le scommesse sul ippica in Italia finisce quasi sempre nella stessa scena: un ippodromo all’estero, una quota in tempo reale su uno schermo, e un sito che accetta la giocata senza chiedere niente oltre a una carta. Sembra comodo. È anche il punto in cui la partita si decide, perché il ippica non è un gioco unico agli occhi della legge italiana: le giocate sulle corse sono una cosa, i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — sono un’altra, e le seconde richiedono una concessione a parte. Un bookmaker che vuole servire un giocatore italiano ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it. Questo è il primo filtro, e non è un dettaglio burocratico: da esso dipendono il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano se qualcosa va storto. Un marchio offshore non porta nessuno dei quattro.
La conseguenza pratica arriva prima di qualsiasi quota. Se il sito ha la concessione, ogni autoesclusione che hai attivato altrove vale anche lì, i tuoi limiti di deposito esistono per legge e non per gentilezza, e una controversia si discute in Italia. Se non ce l’ha, l’accesso può essere inibito a livello DNS, i tuoi soldi stanno presso un soggetto che nessuna autorità italiana controlla, e — come scrive ADM citando la Legge 401/1989 — anche chi partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con un’ammenda e con l’arresto fino a tre mesi. Nessuna quota di un sito oscurato vale quel prezzo.
Che cos’è una scommessa sul ippica a quota fissa
Il ippica entra nel sistema delle scommesse sportive a quota fissa, il prodotto centrale del mercato italiano. La legge prevede anche il totalizzatore, cioè la giocata a monte comune in cui la vincita dipende da quanto raccoglie l’intero bacino: una quota che si forma dopo, non prima. Qui sta la prima differenza che conta per chi gioca, e non è una sfumatura da manuale. A quota fissa sai subito quanto ti torna in mano se il cavallo passa il traguardo. Al totalizzatore lo sai solo alla chiusura, ed è un modo diverso di rischiare, non un modo più conveniente.

Il palinsesto è l’altro ingranaggio. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma degli eventi e delle tipologie di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel programma approvato. ADM autorizza gli eventi uno per uno — nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Tradotto per il giocatore: i cavalli che vedi nella lista non sono quelli che il bookmaker ha scelto di mostrarti, ma quelli che l’agenzia ha ammesso al palinsesto. Quali sport e quali tipologie il palinsesto contenga, preso nel suo insieme, è materia che cambia da operatore a operatore.
C’è poi il capitolo degli eventi simulati. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» — competizioni sportive, ippiche e di altro tipo generate al computer e mostrate con animazioni o con un evento reale preregistrato — e le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno infatti una sezione «Virtuali». Per un appassionato di corse questo significa che una parte dell’offerta ippica che trova online non è una corsa in programma da nessuna parte: è un prodotto simulato, con le sue regole e i suoi tempi.
Le quote in cifre: come si legge il prezzo di una corsa
Prendi un mercato a due esiti a quota 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non un prezzo quotato da nessun operatore. La quota dice quanto torna indietro una puntata vincente: 10 € su 1,90 fanno 19 € di ritorno, dei quali 9 € sono profitto netto. Ma la quota non è solo questo. Sommando gli inversi delle due quote, cioè 1/1,90 più 1/1,90, si ottiene circa 1,053, che corrisponde a una quota di payout di circa il 95 %: il margine del bookmaker è la parte restante, intorno al 5 %. È una banda con la sua condizione, non un numero fisso, e la condizione è che i due lati di quel mercato siano davvero uguali. Su un mercato con quote diverse il margine si sposta, e si sposta verso l’alto ogni volta che il bookmaker allarga il divario tra i due lati.

Ecco perché una quota «migliorata» va guardata due volte. Un rincaro di pochi centesimi sul lato che vuoi giocare ha lo stesso effetto di una limatura del margine sull’altro lato, e la seconda operazione non la vedi. Il prezzo che leggi comprende già il compenso di chi lo scrive.
La duplice scommessa e il conto che quasi nessuno fa
La duplice scommessa — in inglese each-way, e i bookmaker la propongono spesso per le corse — sono due giocate in una: una sulla vittoria e una sul piazzamento. La puntata è doppia, e questo è il punto che sfugge. Una each-way da 5 sterline costa 10 sterline, perché 5 vanno sulla vittoria e 5 sul piazzamento.
Il resto lo decidono le condizioni di piazzamento, che nel Regno Unito seguono una griglia precisa. Negli handicap con più di 15 partenti si paga 1/4 della quota per 4 posti; con 12-15 partenti 1/4 per 3 posti; nelle altre corse con più di 7 partenti 1/5 per 3 posti; con 5-7 partenti 1/4 per 2 posti; con meno di 5 partenti vale solo la vittoria. Prendi una each-way da 10 sterline su un cavallo a 10-1 con piazzamento a 1/4 su 3 posti: costa 20 sterline, la parte vincente ne restituisce 110, quella piazzata 35, per un totale di 145 sterline se il cavallo vince. La seconda parte della giocata non è un premio di consolazione gratuito, è una scommessa che hai pagato.
Le corse che il palinsesto può contenere
La struttura della disciplina conta perché decide quante occasioni di gioco cadono nell’anno. Le corse al galoppo in piano si corrono direttamente tra due punti, lungo una pista rettilinea o ovale, mentre le corse a ostacoli — siepi e steeplechase — in Gran Bretagna e Irlanda prendono il nome di National Hunt. Le distanze in piano vanno da 440 iarde (400 m) a più di quattro miglia (6,4 km), con misure comuni fra cinque e dodici furlong (da 1,0 a 2,4 km). Le corse a handicap assegnano a ogni cavallo un peso diverso da portare in base alle sue capacità; le corse a condizioni mettono tutti allo stesso peso, con abbuoni per i cavalli più giovani e per le femmine. Chi scommette con criterio guarda proprio questo: un handicap livella il campo e allarga il ventaglio dei possibili vincitori, una corsa a condizioni lo restringe.
Il calendario ha le sue cattedrali. La Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger: tre appuntamenti che, insieme, valgono una stagione intera di attenzione. Per chi gioca durante tutto l’anno, però, il vero palinsesto è la somma delle riunioni ordinarie, molto più fitte delle corse che finiscono in prima pagina.
Concessione o .com: cosa rischia chi gioca fuori elenco
Il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha ridisegnato il quadro. Le licenze non sono concesse a sportello: sono «concessioni» assegnate con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione, e la lettera a) mette insieme le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi — simulati compresi — e sulle corse dei cavalli. La lettera c) tiene separati i giochi di ippica nazionale, che con le corse in senso stretto hanno in comune l’oggetto ma non il titolo abilitativo. La lettera e) riguarda il betting exchange, cioè il punta e banca: il giocatore può stare da una parte o dall’altra e il concessionario si limita a mettere i due in contatto anonimo. La b) copre i totalizzatori sportivi e ippici, la d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa, la f) il bingo.
La durata è un capitolo a sé. L’art. 6, comma 3 permette ai vincitori della gara di gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Il comma 5 indica tra i requisiti una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara. Gli artt. 4, comma 3 e 5, comma 3 stabiliscono che le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Il numero di concessioni chiude la porta a un’idea diffusa: non è un mercato aperto, è un club con un numero di posti deciso dall’agenzia.
L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una sola società può tenerne più di una — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it — perché la concessione è per sito, non per azienda. E qui c’è la trappola più insidiosa per chi confronta: l’elenco non ha una colonna dei giochi. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore, che nella propria sezione dedicata dichiara cosa mette in palinsesto. E la presenza in una classifica non è una concessione.
Il rovescio della medaglia riguarda i siti che non stanno nell’elenco. Offrire giochi ai giocatori italiani senza concessione è illegale: l’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici. I fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, con aggiornamenti del 2026 che aggiungono decine o centinaia di domini a volta, mentre i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che descrive il risultato è «oscurati».
La parte che pesa sul giocatore è un’altra, ed è scritta da ADM il 28 febbraio 2024: la Legge 401 del 1989 «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Quanto valga in euro l’ammenda e se esistano casi concreti contro un giocatore, è materia che non risulta; la regola, però, è quella che l’agenzia stessa enuncia. Per gli operatori l’art. 4, comma 4-bis estende la previsione a chi raccoglie scommesse in Italia anche se accettate all’estero.
Il confronto onesto si scrive in due righe. Una concessione ADM porta il RUA, la vigilanza dell’agenzia, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com non porta niente di tutto questo, è esposto all’oscuramento e, per come ADM descrive la fattispecie, espone chi gioca a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona è non protetta.
Un dettaglio che vale la pena fissare riguarda la pubblicità. Il Decreto Dignità, art. 9, D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita così: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta di modifica al bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese, non risulta approvata: alla data di verifica il divieto è in forza.
Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: «bonus di benvenuto» resta il termine con cui gli operatori lo chiamano. Non esiste un tetto statutario né al bonus né ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. E questa è la ragione per cui le condizioni di un’offerta vanno lette sul sito di chi la offre, non nella pubblicità che quel sito non può più fare.
Fisco: perché il netto in mano tua è già netto
Sui giochi a quota fissa l’operatore versa l’imposta unica (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non risulta confermato): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sulle corse dei cavalli pagano le stesse aliquote — prima erano il 43 % e il 47 %. Le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile, non risulta.
Sul lato del giocatore la notizia è migliore, con una precisazione. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore parla di vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusura corretta è la solita: per la propria posizione conviene consultare un commercialista.
Il discorso cambia del tutto fuori dall’elenco. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va enunciata per quello che è — andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Limiti, autoesclusione e quello che succede quando ti fermi
Le regole di tutela sono la parte del quadro che si sente sulla pelle, e conviene leggerle per quello che sono: obblighi del concessionario, non buone intenzioni. L’art. 15, comma 1 impone al concessionario l’autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore; limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione: una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. È un’asimmetria voluta: rallentare è libero, accelerare ha un costo di attesa di una settimana. Quanto valga la cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara, non risulta.
L’autoesclusione ha un nome che vale la pena conoscere, il RUA — Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. È il pezzo che rende un’autoesclusione seria: blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e anche le sale fisiche. Un giocatore che si esclude su un solo sito ha fatto un gesto simbolico; chi entra nel registro si chiude la porta dietro di sé, su tutto il mercato legale. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla.
I periodi e le forme sono quelli che gli operatori scrivono nei propri termini. Admiralbet, per esempio, prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La differenza tra le due formule non è lessicale. Una finestra breve si scala, una lunga richiede di conviverci, e la revoca dopo nove mesi trasforma la scelta in un impegno quasi annuale. La stampa di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono il 1° febbraio 2026: si potrà chiudere una categoria di prodotto senza chiudere tutto, e per un appassionato di corse significa poter fermare il casinò lasciando aperta l’ippica, o viceversa.
Anche gli strumenti di gioco responsabile di bet365 seguono questa logica: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione. Per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero che sta dentro un’app, accanto alle quote, è un promemoria utile: il canale esiste e non costa nulla chiamarlo.
L’età è fissata a 18 anni. L’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa il limite a 18 anni. C’è poi un obbligo informativo che riguarda chi vende il gioco e non chi lo compra: l’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi decisi da una commissione governativa. È una cifra che gli operatori non mettono in vetrina, ma che esiste.
Un’ultima regola riguarda l’identificazione. Un conto di gioco richiede l’identificazione piena: gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e quella con SPID, e anche con CIE tramite un fornitore SPID (è il caso di Goldbet). Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni oppure viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. La conseguenza è concreta e arriva nel momento peggiore: se hai vinto e il conto è sospeso per mancata convalida, il prelievo resta fermo finché non completi la procedura. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Dal deposito al prelievo: dove si incastra il ippica
I soldi entrano attraverso canali che hanno una regola precisa. I «punti vendita ricariche» dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024 — tabaccai, ricevitorie — stanno in un registro tenuto da ADM e ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già indicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi; non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È un canale pensato per mettere denaro dentro il sistema, non per tirarlo fuori.
Gli altri binari che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti presso i tabaccai (SisalPay, Mooney); l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la posizione è aperta, e non risulta una norma che nomini i binari approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la data di entrata in vigore non risulta confermata.
Il quadro pratico per chi gioca sul ippica ha una sequenza che vale la pena conoscere prima di puntare. Si apre il conto con documento o SPID, e senza SPID conviene completare la convalida subito, perché il termine di 30 giorni scade in fretta. Si sceglie un limite di deposito già in registrazione, sapendo che abbassarlo è immediato e alzarlo richiede una settimana. Si versa con uno dei canali che il concessionario accetta. Si punta su una corsa che sta nel palinsesto approvato. Si preleva verso un conto intestato al titolare. Il punto in cui la catena si blocca più spesso è il secondo e il quinto: la convalida incompleta e l’IBAN non intestato.
Vale la pena dirlo chiaramente: il modo più rapido per rovinare un’offerta apparentemente generosa è una puntata che non rispetta la quota minima richiesta. Un rigioco maturato su giocate sotto soglia non conta, e il requisito resta lì mentre le occasioni passano. Se il regolamento dice «quota minima 1,50», una multipla costruita con una gamba sotto quella soglia non è una giocata valida ai fini del rigioco, per quanto grande sia la vincita.
I criteri con cui questa classifica è costruita
Prima di leggere i dieci profili, conviene sapere su cosa sono messi in fila, perché i criteri decidono le posizioni e le posizioni cambiano l’uso che se ne fa.
Il primo criterio è la concessione. Ogni operatore qui sotto è un concessionario ADM con sito .it proprio, e la concessione è quella del sito, non del gruppo. Nella tabella compare il numero di concessione accanto al nome della società concessionaria, e la differenza tra i due non è un cavillo: un marchio può cambiare gestore, il numero no.
Il secondo criterio è la verifica. Nella tabella la colonna dei documenti di concessione serve proprio a questo: il numero e la società si leggono nei termini e condizioni dell’operatore, e l’elenco pubblico di ADM è il posto dove controllarli. Chi non trova il numero nei termini ha la risposta che cercava.
Il terzo criterio è il palinsesto dichiarato: quali sport, quali tipologie di giocata e quali funzioni il sito e l’app mettono effettivamente a disposizione, per come li descrivono. Non è una classifica di ricchezza dell’offerta, è una verifica di cosa c’è.
Il quarto criterio è la profondità del ippica, che però va maneggiata con prudenza. Il ippica è nominato esplicitamente solo da una parte degli operatori, e il silenzio non è una prova: l’assenza del ippica in una descrizione non significa che il ippica non ci sia. Chi punta sulle corse dovrebbe guardare direttamente la sezione ippica del palinsesto dell’operatore prima di aprire il conto.
Il quinto criterio è la struttura dell’offerta di benvenuto: quanto pesa in denaro, e quanto impegna a giocare per liberarla. Questa parte è trattata in dettaglio nella sezione sul costo reale di un bonus, ed è lì che si vede perché due importi identici possano valere cose molto diverse.
Il sesto criterio sono gli strumenti di tutela dichiarati dall’operatore: limiti, pause, autoesclusione, e la loro presenza o assenza nelle pagine ufficiali. Nessun operatore qui è privo di concessione, ma la differenza sta nel grado di dettaglio con cui questi strumenti sono descritti e nella loro collocazione tra le funzioni di conto.
Il settimo criterio è il modo in cui un problema viene risolto: canali di assistenza dichiarati, tempi di prelievo, procedure di verifica. È la parte che nessuno pubblicizza e che si scopre nel momento sbagliato.
Che cosa mette in fila questa tabella
| Marchio | Concessione ADM e società concessionaria | Che cosa dicono i termini dell’operatore sul ippica |
|---|---|---|
| SNAI | n. 16032, Snaitech S.p.a. | Offre scommesse su ippica e sport, con palinsesto ampio e Cash Out |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Offre scommesse pre-match e live su molti eventi, ippica da verificare nel palinsesto |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Propone scommesse e betting exchange, ippica da verificare nel palinsesto |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Offre scommesse su vari sport, ippica da verificare nel palinsesto |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Offre sport, eventi virtuali e live score, ippica da verificare nel palinsesto |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Offre scommesse live e streaming, ippica da verificare nel palinsesto |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Offre oltre 20 sport, ippica da verificare nel palinsesto |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Offre palinsesto ampio, ippica da verificare nel palinsesto |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | L’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis |
La colonna centrale è l’unica compilata per tutte e dieci le righe, e non è una coincidenza: il numero di concessione è un dato pubblico che ogni operatore scrive nei propri termini, mentre la dichiarazione esplicita del ippica è merce rara. Solo due dei dieci nominano le corse, e questo non vuol dire che gli altri otto non le accettino. Vuol dire che bisogna andare a controllare: la sezione ippica del palinsesto è l’unico posto dove la risposta sta scritta senza ambiguità.
Per gli altri punti — requisiti di rigioco, quota minima, massimale della vincita da free bet, tempi di prelievo, limiti di puntata — vale lo stesso principio: ogni marchio va letto nelle proprie condizioni. Un requisito di puntata non è trasferibile da un operatore all’altro, e un massimale che trovi su un sito non vale su quello accanto. Nella tabella le celle senza una voce corrispondono a un’informazione che sta nei termini dell’operatore e va letta lì, marchio per marchio.
I dieci concessionari, uno per uno
Le posizioni che seguono non sono una graduatoria di valore: sono una descrizione di cosa ciascun operatore mette sul tavolo e di quale giocatore se ne avvantaggia. L’ordine è quello della tabella.
SNAI — la sezione Cash Out più strutturata
SNAI opera con la concessione ADM n. 16032, intestata a Snaitech S.p.a., su un sito .it proprio. È uno dei nomi storici del settore, e sull’app SNAI Sport l’offerta di scommesse è ampia: singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori. C’è anche la funzione Cash Out, per chiudere la schedina prima della fine dell’evento.
Il Cash Out merita una nota, perché è la funzione che più cambia il modo di giocare una corsa. Chiudere prima significa monetizzare una posizione ancora aperta, e il prezzo di chiusura lo fa l’operatore: è uno strumento utile per chi vuole gestire il rischio, e un modo per lasciare valore sul tavolo per chi lo usa d’impulso. Su un evento che dura pochi minuti come una corsa, la finestra per usarlo è breve.
Il palinsesto sportivo è dichiarato in modo ampio e articolato, con una varietà di mercati per singolo evento che non tutti offrono. Il verdetto: è l’operatore che dà più strumenti a chi vuole gestire una giocata già aperta, e la profondità dei mercati per evento premia chi scommette su dettagli e non solo sull’esito finale. Chi punta su una singola corsa e non tocca più la schedina non sfrutta il vantaggio più grande che SNAI mette in campo.
Betsson — il catalogo più profondo tra pre-match e live
Betsson è un concessionario ADM con il numero 16027, intestato ad Azzurri Limited: il nome della società non è quello del marchio, e questo è un promemoria utile su come va letta la licenza. L’app Betsson Sportsbook & Casinò copre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
La combinazione di pre-match e live su un catalogo molto vasto è ciò che contraddistingue il profilo. Per chi gioca sul ippica la parte live è quella che pesa: le corse sono eventi brevi, e la possibilità di entrare in gioco mentre la riunione è in corso è una funzione diversa rispetto a piazzare la giocata la sera prima. Betsson non nomina il ippica nella descrizione della propria offerta, quindi la profondità su questo specifico comparto resta da verificare direttamente nel palinsesto. Il verdetto: il catalogo live è il suo argomento più forte, e chi scommette su molti eventi diversi trova qui un ambiente costruito per muoversi velocemente; chi cerca una specializzazione sulle corse deve aprire la sezione prima di decidere.
Betfair — l’exchange, un’altra logica di scommessa
Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione ADM n. 16028, su un sito .it proprio. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il marchio è anche il primo nome associato al betting exchange in Italia, e questo cambia il mestiere del giocatore. Art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024 ammette il betting exchange come gioco a sé: il giocatore può essere battitore o banco, e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo i due. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non risultano.
Vale la pena dire cosa significa concretamente il punta e banca: le quote non sono il prezzo fissato da un bookmaker, ma il punto di incontro tra chi mette e chi prende. La differenza che paghi non è un margine incorporato nello stesso modo, e per chi ha chiaro il meccanismo è una prospettiva diversa. La controindicazione è la liquidità: un mercato sottile non ti fa entrare al prezzo che vedi. Il verdetto: è l’operatore giusto per chi ha capito che il prezzo di una giocata è un fatto di domanda e offerta e vuole giocare su quello; la struttura della quota minima rende però il conto poco adatto a chi punta cifre molto piccole su singole giocate.
BetFlag — il bonus più grande del gruppo, con il conto da aprire per tempo
BetFlag è concessionaria ADM con il numero 16008, intestato a Betflag S.p.a. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.
Un importo così è il numero più visibile di questa classifica, e va letto insieme a una cosa che il numero non dice: i requisiti di puntata che stanno nei termini. Il massimale implicito è nelle casse di chi deposita — il 100 % del primo deposito fino a 5.000 € premia chi versa molto, e non aiuta chi versa poco.
La scelta di aprire il conto con SPID o CIE invece del modulo classico ha una conseguenza immediata: si salta il termine di 30 giorni per la convalida e si evitano il rischio di sospensione del conto e il blocco dei prelievi. È un vantaggio pratico, non una formalità. Va detto anche che l’operatore non nomina il ippica nella descrizione della propria offerta sportiva: chi punta sulle corse deve verificare la sezione prima di impostare il deposito. Il verdetto: il bonus in denaro è il più alto del gruppo e ha senso per chi deposita cifre importanti e legge con calma il rigioco; il percorso di identificazione rapida è un vantaggio reale, ma chi punta sulle corse deve prima accertarsi che il comparto esista nel palinsesto, perché il bonus non serve a niente su un mercato che non c’è.
NetWin — il virtuale a ciclo continuo
NetWin Italia S.p.a. è la concessionaria del marchio, con il numero 16035 su un sito .it proprio. L’app NetWin.it propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.
La cadenza delle partenze è il dato che definisce questo profilo: un evento virtuale nuovo ogni due minuti significa una quantità di occasioni di gioco in un’ora che nessuna riunione reale può offrire. Per chi cerca azione continua è la proposta più diretta della lista. Ed è anche quella che va maneggiata con più attenzione: la frequenza con cui si può puntare è una delle variabili che i limiti di spesa servono a contenere, e un prodotto progettato per non lasciare pause è esattamente il contesto in cui un limite serve davvero.
Le scommesse su eventi simulati rientrano nell’art. 2, lett. v), D.Lgs. 41/2024, cioè sono ammesse dentro una concessione per scommesse sportive al pari delle altre tipologie, con il regime fiscale del 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite. Per chi cerca le corse dei cavalli reali, però, il virtuale è un’altra cosa. Il verdetto: è la scelta di chi vuole giocare spesso e non aspetta il pomeriggio della riunione, e il virtuale è dichiarato con una cadenza precisa; il rovescio è che la frequenza stessa rende il limite di deposito uno strumento da impostare prima di iniziare e non dopo.
Lottomatica — streaming integrato per giocare mentre guardi
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) detiene la concessione ADM n. 16010 per il marchio Lottomatica, su sito .it proprio. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming accanto alle quote è la funzione che definisce questo operatore. Per un giocatore di corse la partita in diretta sullo schermo cambia il rapporto con l’evento: si guarda mentre si gioca, e la decisione si prende in tempo reale. È un vantaggio vero, e ha un rovescio noto a chiunque abbia guardato una corsa in diretta con una schedina aperta: la decisione presa sul momento è spesso quella peggiore. Un palinsesto costruito attorno alla diretta premia chi ha già deciso cosa fare prima che il cancello si apra.
Il nome della società concessionaria è un altro promemoria: la licenza è del gruppo, il sito è quello del marchio, e il numero identifica la concessione. Il comparto ippico non è nominato nella descrizione dell’offerta, quindi chi punta sulle corse deve verificarlo in prima persona. Il verdetto: è l’operatore per chi vuole guardare e giocare insieme, e la copertura dei principali campionati e delle competizioni europee è dichiarata in modo esplicito; chi cerca profondità sul ippica deve però controllare il palinsesto, perché la vetrina dell’operatore è costruita sul calcio e sui motori.
Planetwin365 — il palinsesto più esplicito sui campionati
Pwo S.p.a. è la concessionaria del marchio Planetwin365, con la concessione ADM n. 16007 su sito .it proprio. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
L’ampiezza dichiarata è la caratteristica più evidente, e per una ragione misurabile: più di 20 tipologie di sport sullo stesso conto significa che il giocatore non deve aprire più conti per seguire discipline diverse. La copertura calcistica è nominata campionato per campionato, cosa che non tutti fanno, e questo la rende verificabile. Il ippica non compare nella descrizione: chi punta sulle corse deve controllare la sezione dedicata prima di aprire il conto. Il verdetto: è l’operatore per chi vuole un solo conto e una copertura dichiarata sport per sport, con il pallone al centro; la specificità ippica resta da verificare caso per caso, e questo è il limite principale della sua proposta per chi gioca esclusivamente sulle corse.
Eurobet — dal calcio agli scacchi, e oltre
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione ADM n. 16012, su un sito .it proprio. Il palinsesto dell’app Eurobet Sport va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).
La coda di quell’elenco è la parte interessante. Eventi di spettacolo e di politica non hanno nulla a che vedere con lo sport, e la loro presenza dice che il mercato italiano ha imparato a scommettere su qualsiasi cosa abbia una data e un esito. Per chi arriva dal ippica — un prodotto con una tradizione, un calendario e una cultura tecnica — il contrasto è stridente: lo stesso conto che accetta una giocata sul vincitore di un festival accetta una sul vincitore di una corsa a handicap. La profondità del comparto ippico non è dichiarata, quindi va verificata. Il verdetto: l’ampiezza fuori dallo sport è la sua firma, e chi vuole un conto capace di coprire qualunque evento con una data trova qui la gamma più larga; chi cerca una casa specializzata sulle corse non troverà in questa vocazione generalista il suo argomento principale, ma la concessione e i mercati sportivi restano quelli di un operatore strutturato.
Sisal — la quota più alta di occasioni e una funzione per chiudere in corsa
Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16020, su un sito .it proprio. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
È l’unico marchio della tabella, oltre a bet365, la cui descrizione nomina esplicitamente l’ippica: l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte.
Per ricevere il bonus di benvenuto Sisal bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Le condizioni non stabiliscono qui né l’importo né il requisito di rigioco, e sono proprio i due numeri da leggere nei termini.
Con oltre 1.000 eventi al giorno e una sezione live da 15.000, il profilo è quello di un operatore che compete sulla quantità di occasioni. La disponibilità dello streaming gratuito, poi, somiglia molto alla funzione di Lottomatica ma con un catalogo dichiarato di discipline diverse. Il verdetto: mettere il ippica accanto ai casinò nella propria descrizione è una scelta che pochi fanno, e fa di Sisal il nome da guardare per primo se le corse sono il tuo mercato; il volume di eventi live è un argomento forte per chi gioca durante la giornata, e le condizioni del bonus vanno lette nei termini perché l’app non le riporta.
bet365 — il ippica dichiarato accanto al calcio
Hillside (New Media Malta) Plc è la concessionaria del marchio bet365, con la concessione ADM n. 16030 su un sito .it proprio. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
Il ippica è nel secondo posto di quell’elenco, dopo il calcio delle coppe, e non è una posizione casuale: bet365 è uno dei due marchi di questa lista che nominano le corse senza che nessuno glielo chieda. A settembre 2026, secondo la stampa di settore, ADM ha autorizzato la Setka Cup con bet365 come primo partner: un dettaglio che dice quanto l’operatore stia dentro i tempi del palinsesto approvato.
Sul gioco responsabile l’app indica periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è riportato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È l’unico operatore della lista la cui descrizione riporta il numero verde italiano del gioco d’azzardo, e vale la pena registrarlo: è l’informazione che nessuno cerca finché non serve. Il verdetto: il ippica sta nella vetrina, la funzione di pausa e i limiti di versamento sono dichiarati nelle pagine dell’app, e questo ne fa una scelta solida per chi vuole un operatore grande e riconoscibile con le corse in evidenza. Il prezzo di quella visibilità è la visibilità stessa: la cassetta degli attrezzi per fermarsi è lì, e sta al giocatore aprirla.
Quanto costa davvero un bonus di benvenuto
Un bonus di benvenuto non è denaro regalato. È un credito condizionato, e la condizione si chiama requisito di puntata o rigioco: la cifra che devi giocare prima che il credito diventi prelevabile. Il tipo di offerta resta quello che l’operatore dichiara — un bonus in denaro è un bonus in denaro, un free bet resta un free bet con la sua caratteristica principale, cioè che la puntata di solito non viene restituita insieme alla vincita, e un rimborso erogato come free bet non è un rimborso in contanti. Nessun tetto statutario limita l’importo di un bonus né il rigioco: entrambi vengono dai termini del singolo operatore, ed è lì che va letto il costo reale.
La meccanica è aritmetica semplice. Se il rigioco è dieci volte l’importo del bonus, su un bonus di 100 € devi giocare 1.000 €. Dividendo quel totale per la puntata per giocata ottieni quante giocate servono: a 1 € a giocata sono mille giocate, a 5 € sono duecento. E conta solo la parte che rispetta la quota minima: una puntata sotto soglia non consuma il requisito.
Ecco il costo che il bonus non dichiara. Se su ogni giocata il bookmaker trattiene il suo margine, il rigioco non è neutro. Prendiamo il margine illustrativo calcolato in precedenza — una banda attorno al 5 % su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90 — e applichiamolo a un rigioco di 1.000 €: il costo atteso del completamento dell’offerta si aggira sui 50 €. Non è una perdita certa: è una stima media su molte giocate, sotto l’ipotesi che si giochino solo i 1.000 € richiesti. Chi rigioca oltre il minimo, o su mercati con margini più ampi, paga di più; chi si ferma appena il requisito è soddisfatto paga quella cifra e non oltre.
La differenza tra un bonus in denaro e un free bet sta proprio qui. Un free bet con puntata non restituita vale, in media, meno del suo importo nominale, perché la vincita che genera non comprende la quota di puntata. Un importo nominale più grande ma associato a un requisito più pesante può valere, in denaro reale, meno di un importo più piccolo con condizioni più leggere. È il confronto che nessuna pagina promozionale mette in tabella, e non è un caso.
C’è un ultimo elemento che va controllato prima di accettare: il massimale sulla vincita ottenibile dalla giocata gratuita o dal credito. Un free bet che paga al massimo poche decine di euro ha un tetto che nessuno mette in evidenza e che rende il valore nominale un numero decorativo. Verificalo prima di scegliere su cosa puntarlo.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM: l’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi e tipologie di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’agenzia, e gli eventi vengono autorizzati uno per uno. Le corse dei cavalli rientrano tra le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi previste dall’art. 6, comma 1, lett. a), ma solo la sezione ippica del singolo operatore dice se quel palinsesto le comprende davvero.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si confronta il numero di concessione e la società concessionaria scritti nei termini e condizioni dell’operatore con l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM. La concessione è per sito, non per azienda, e l’elenco non ha una colonna dei giochi: un nome presente non dimostra di per sé che quel sito offra scommesse sportive.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a 1,90 tornano 19 €, dei quali 9 € sono profitto netto. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un unico prezzo. Nella duplice scommessa la puntata è doppia, perché una parte va sulla vittoria e una sul piazzamento pagato a frazione di quota.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Su un mercato illustrativo a due esiti quotato 1,90 e 1,90 la somma vale circa 1,053, cioè una quota di payout di circa il 95 %: il margine è la parte restante, intorno al 5 %. Si tratta di una banda, non di un valore fisso.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Presso un concessionario ADM il prelievo cade sull’operatore tramite l’imposta unica — 20,5 % sulla rete fisica e 24,5 % a distanza sulle scommesse a quota fissa, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite — e il giocatore riceve la somma netta senza dichiarare nulla; conviene comunque consultare un commercialista. Vincite da siti non autorizzati andrebbero invece dichiarate come redditi diversi.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Già in registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile. Una riduzione ha effetto immediato, mentre un aumento richiede sette giorni di attesa, e l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 obbliga il concessionario a offrire anche limiti di tempo e di perdita, messaggi automatici su durata e spesa e strumenti di autoesclusione, quest’ultimi collegati al RUA.
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