Scommesse sul NHL 2026: il palinsesto, le regole e i bookmaker a confronto

Updated Ottobre 2026
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Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Ottobre 31, 2026 — dati verificati contro l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e contro i termini e le condizioni pubblicati dagli operatori.

La National Hockey League è stata fondata il 26 novembre 1917 a Montréal e ha 32 squadre, 25 negli Stati Uniti e 7 in Canada, divise in parti uguali tra Eastern e Western Conference.

L’hockey su ghiaccio arriva in Italia dentro un pacchetto, non da solo. Chi cerca dove giocare i match della National Hockey League trova un listino sportivo generalista, con il calcio in vetrina e l’hockey qualche riga più in basso, e trova soprattutto una domanda a monte: chi ha il diritto di prendere quella giocata. La risposta italiana non è «chi ha un sito raggiungibile». È chi compare in un elenco pubblico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con un numero di concessione e una società titolare. Quell’elenco, però, non dice cosa quel concessionario offre. Non ha una colonna per i giochi. Un nome dentro non dimostra nemmeno l’esistenza di un palinsesto sportivo, figurarsi di un mercato sull’hockey.

Da qui parte tutto il resto, e da qui parte anche il modo in cui conviene leggere le quote. Una quota non è un prezzo neutro: contiene già la parte che il bookmaker si tiene su quel mercato, e capire quanto vale quella parte è l’unico lavoro analitico che un lettore può fare senza sapere chi vincerà. Nessuno sa chi alzerà la Stanley Cup a giugno, e nessuno lo saprà leggendo queste righe. Quello che si può sapere, e si può controllare, è quante squadre entrano nei playoff, quanti giorni dura la stagione regolare, quanti euro di puntata servono per liberare una freebet e quanto resta in tasca al bookmaker quando due esiti hanno la stessa quota.

Il percorso che questa pagina ricostruisce è quello delle scelte che un lettore italiano si trova davanti, in ordine: che cosa è realmente il campionato NHL e come si struttura la sua stagione; come si costruisce un confronto tra operatori quando i criteri sono verificabili; che cosa significa giocare su un sito con concessione; quali strumenti di contenimento esistono e quanto costano in pratica; e infine che cosa si può fare, con onestà, davanti a una partita di hockey. Chi cerca un pronostico non lo troverà. Chi cerca il meccanismo, sì.

Scommesse sul NHL: il calendario della lega, chi entra nei playoff e quando si gioca

Il punto di partenza non è la quota, è la competizione. La National Hockey League è stata fondata il 26 novembre 1917 a Montréal e conta 32 squadre, 25 negli Stati Uniti e 7 in Canada, divise in parti uguali tra Eastern e Western Conference. Trentadue franchigie, sedici delle quali proseguono la stagione oltre il calendario ordinario: i playoff della Stanley Cup coinvolgono 16 squadre in un torneo a quattro turni che si protrae fino a giugno.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
I playoff della Stanley Cup coinvolgono 16 squadre in un torneo a quattro turni che si protrae fino a giugno.

Chi scommette sull’hockey deve abituarsi a questa asimmetria. Il calcio italiano gli ha insegnato un campionato in cui tutto si decide con una classifica, e un turno di coppa come parentesi. Qui la stagione è una cosa e il torneo che assegna il titolo è un’altra, separata, con un numero chiuso di partecipanti e quattro serie eliminatorie. Un mercato sul vincitore della Stanley Cup e un mercato sulla vittoria di una singola partita di regular season non sono lo stesso prodotto, non hanno lo stesso orizzonte temporale e non hanno lo stesso margine incorporato. Trattarli come equivalenti è l’errore di lettura più comune all’inizio.

L’ultima edizione è già archiviata: i Carolina Hurricanes hanno vinto la Stanley Cup 2026, battendo in finale i Vegas Golden Knights. Chi legge una quota sul torneo dell’anno prossimo sta comprando un’ipotesi su una competizione che si apre ad aprile, non un giudizio su quello che è appena successo.

La stagione 2026-27 e il calendario da 84 partite

La stagione regolare NHL 2026-27 è iniziata il 29 settembre 2026 e termina il 10 aprile 2027, con i playoff della Stanley Cup previsti ad aprile 2027 e la finale a giugno. In base al nuovo contratto collettivo ogni squadra gioca 84 partite di stagione regolare nel 2026-27, contro le 82 precedenti, il primo calendario da 84 partite dal 1993-94.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
I Carolina Hurricanes hanno vinto la Stanley Cup 2026, battendo in finale i Vegas Golden Knights.

Due partite in più per squadra sembrano un dettaglio da calendario. Per chi gioca sono un aumento di volume, e il volume ha un prezzo. Più incontri in un arco di tempo simile significa più occasioni di puntata e, sul piano del rendimento, più occasioni di pagare il margine. La differenza tra 82 e 84 partite non sposta di un punto percentuale la trattenuta di un singolo mercato, ma sposta il numero di volte in cui quella trattenuta viene applicata a chi gioca con regolarità. Su una stagione intera, il conto lo paga il volume, non la singola giocata.

Vale anche in direzione opposta. Un torneo più lungo produce più dati, più infortuni, più back-to-back, più partite in cui una squadra schiera il portiere di riserva. Per chi legge le quote, è materiale in più da soppesare; per chi non lo legge, è rumore in più dentro lo stesso prezzo.

Perché l’hockey resta un listino di nicchia in Italia

Qui sta la verità scomoda sul tema. L’hockey su ghiaccio non è il calcio, e nessun operatore italiano costruisce la propria offerta attorno a esso. Le app sportive dei concessionari pubblicano palinsesti che partono dal calcio e poi si allargano: campionati nazionali ed europei, coppe, più di venti tipologie di sport con risultati in diretta in un caso, un listino che va dal tennis e basket fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e persino scacchi altrove. L’hockey compare in elenchi come quello di un operatore che affianca a calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo e motociclismo anche hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports.

Il che significa una cosa concreta per il lettore: la profondità dei mercati sull’hockey non è garantita da nessuna regola. Dipende da quanto quel singolo concessionario decide di caricare nel proprio palinsesto. Non esiste un obbligo che imponga a un bookmaker italiano di quotare la NHL, né un numero minimo di mercati per partita. Chi vuole giocare l’hockey deve guardare il programma del bookmaker, non la pubblicità.

Il palinsesto, del resto, è un istituto giuridico preciso. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una giocata può essere accettata solo su eventi che vi rientrano. Il regolatore aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026, per esempio, ha autorizzato la Setka Cup, con un concessionario come primo partner secondo la stampa di settore. Nessun elenco pubblico dice quali campionati stranieri siano già dentro, e nessuna pagina italiana può promettere che la NHL di turno ci sia.

Scommesse sul NHL: come si sceglie un operatore quando i criteri sono verificabili

Un confronto tra bookmaker ha senso solo se ogni riga poggia su qualcosa che il lettore può controllare da solo. Non il colore del sito, non la velocità dell’app, non l’ordine alfabetico dei loghi. Due cose soltanto, per questa pagina: il numero di concessione con la società che lo detiene, e quello che i termini dell’operatore dichiarano sul punto che interessa.

La prima è la più facile da verificare e la più facile da falsificare per omissione. Il numero di concessione non è un attributo del marchio, è un attributo del sito: la concessione è rilasciata per sito, non per azienda, e la società titolare raramente porta il nome del marchio. Un concessionario può gestire più siti con lo stesso titolare. Chi vuole risalire dal marchio alla società deve leggere la riga di licenza nei termini, non fidarsi del logo.

La seconda colonna è più scivolosa, e vale la pena dirlo chiaramente: i termini di un operatore dicono cosa quell’operatore dichiara. Non sono un certificato di qualità. Un sito può scrivere nei propri termini che i prelievi arrivano in ventiquattro ore e impiegarne tre giorni; può descrivere un palinsesto sterminato e avere tre mercati sull’hockey. Il valore di questa colonna non è la verità dell’affermazione, è il fatto che sia scritta, datata e citabile — perché nel momento in cui serve contestarla, è l’unico documento che conta.

Che cosa dicono i termini, brand per brand

La tabella raccoglie per ogni operatore il numero di concessione con la società titolare e quanto i suoi termini o le sue schede dichiarano sul tema dell’hockey e del palinsesto sportivo. Dove una casella resta vuota, non c’è un errore: significa che quel punto, per quel marchio, non è oggetto di una dichiarazione specifica e va verificato direttamente nel suo programma di gioco.

Operatore Concessione ADM e concessionario Che cosa dichiarano i suoi termini
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con sezione Supercombo a quote maggiorate
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi, spettacolo e politica
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; pre-evento e live su calcio, Champions, ippica, boxe, freccette, basket, golf, tennis
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi; risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori; Cash Out
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet settimanale per la stagione di Serie A, a chi gioca una multipla con condizioni definite
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali, accanto a slot e Live Casinò
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport

Tre osservazioni che la tabella non fa da sola. La prima: la profondità del listino non si deduce dal numero di sport elencati. Un operatore che nomina venti discipline può quotare l’hockey con un solo mercato per partita; uno che ne nomina sei può averlo più profondo. L’unica prova è aprire il programma e contare.

La seconda: il calcio domina la descrizione di ogni riga, e questo è già un’informazione. Chi cerca l’hockey sta scegliendo dentro un’offerta progettata per qualcun altro, e deve accettare che le condizioni migliori — promozioni, quote maggiorate, mercati speciali — arrivino quasi sempre su Serie A e coppe europee.

La terza: due marchi della tabella fanno capo alla stessa società, Azzurri Limited. È la prova concreta che la concessione è per sito. Non è una irregolarità, è la struttura del mercato italiano: un titolare, più concessioni, più siti.

Che cosa guardare prima di aprire un conto altrove

Se il proprio operatore abituale non quota l’hockey, la tentazione è cercarne uno che lo faccia, e il posto in cui cercarlo è un motore di ricerca. È lì che si apre la scelta sbagliata.

Un sito privo di concessione non è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, quindi un giocatore autoescluso su tutte le piattaforme autorizzate italiane resta senza protezione su quel sito. Non risponde alla vigilanza di ADM. Non offre gli strumenti di limitazione obbligatori previsti per i concessionari. E, stando a quanto ADM stessa scrive richiamando la Legge 401/1989, anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con un’amministrativa e con l’arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti, ma la regola è scritta in quel modo.

Il confronto onesto è questo: una concessione ADM porta con sé il registro degli autoesclusi, la vigilanza del regolatore, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro competente italiano. Un marchio offshore non porta nulla di tutto ciò, è esposto all’oscuramento DNS e, secondo la lettura di ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. Chi valuta un sito straniero perché «ha l’hockey» sta confrontando un listino più ricco con l’assenza di ogni rete di protezione. Non è la stessa partita.

Per orientarsi senza indovinare, il lettore ha due liste pubbliche. La prima è l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, tenuto da ADM. La seconda è l’elenco dei siti inibiti, quello che il regolatore pubblica insieme alla Guardia di Finanza. Un nome che non compare nella prima e che si trova in funzione nella seconda dice già tutto.

Scommesse NHL e concessione ADM: le regole che contano davvero

La cornice è un decreto, non una circolare. Il riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Prima di tutto: le licenze italiane non sono licenze aperte. Sono concessioni assegnate con gara pubblica, e il numero è chiuso. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025.

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Un’azienda può detenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione, di nuovo, è per sito. E l’elenco non ha una colonna per i giochi: un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra un’offerta di scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore.

Questo è il passaggio che quasi tutti i confronti saltano. Comparire in una classifica non è una concessione; avere una concessione non è avere un palinsesto sportivo; avere un palinsesto sportivo non è avere l’hockey dentro. Quattro passaggi, quattro verifiche distinte.

Tempi, requisiti e durata della concessione

Sotto l’art. 6, comma 3, i vincitori della gara possono gestire uno o più dei giochi elencati per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti comprendono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).

Nove anni senza rinnovo sono un orizzonte lungo per chi gestisce e un elemento di stabilità per chi gioca: significa che le regole del gioco non cambiano sotto i piedi a ogni stagione. Non significa che il marchio resti lo stesso. Una concessione può passare di mano con il sito, e un marchio conosciuto può cambiare titolare senza che il giocatore se ne accorga. La riga di licenza nei termini è il posto dove accorgersene.

Che cosa può stare nel palinsesto e che cosa non è dato sapere

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e il bingo.

Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore. Se poi qualche marchio online proponga davvero totalizzatori sportivi è una domanda a cui, per questa pagina, non c’è risposta certa. L’ippica, attenzione, è due cose diverse nella norma: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria. Che un marchio raccolga online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere.

Gli eventi simulati hanno una definizione precisa, l’art. 2, lett. v): sono le scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro tipo simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, consentite dentro una concessione per scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». È un prodotto diverso dalla NHL, e vale la pena non confonderli: un mercato su una partita simulata è un gioco a esito generato, non una competizione con squadre reali e un calendario.

Sul live, l’offerta c’è: le scommesse live sono proposte da tutti i grandi operatori, e un’app arriva a dichiarare più di 15.000 eventi live. Quello che manca è il perimetro: le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live ammessi. Chi gioca live lo fa dentro le condizioni scritte dall’operatore, non dentro un catalogo pubblico del regolatore.

Il betting exchange merita una riga a parte, perché è l’unico caso in cui il giocatore può essere anche bookmaker. L’art. 6, comma 1, lett. e), con la definizione dell’art. 2, lett. u), lo ammette come gioco separato: il giocatore può puntare o bancare e il concessionario si limita a mettere in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere; Betfair è descritto come il primo, con la concessione n. 16028.

Le scommesse sugli eventi dei minori hanno un provvedimento del direttore di ADM che richiama il DM 111/2006. Il contenuto di quel provvedimento non è noto. Quello che è certo è il principio: la tutela dei minori di età è nominata dall’art. 3, comma 1, lett. a), le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Un tetto statutario in euro sulle puntate sportive non esiste; gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie in registrazione.

Conti, identità e il rischio di restare sospesi

Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e la registrazione con SPID; Goldbet la offre anche con CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi sono bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.

Trenta giorni sembrano tanti, e non lo sono. Chi si registra con modulo e documento nella settimana prima di una trasferta di lavoro, o nel periodo in cui la carta d’identità è in rinnovo, scopre il blocco nel momento peggiore: al prelievo. La sequenza corretta è noiosa e conviene seguirla — registrazione, caricamento del documento, attesa della validazione, prima ricarica — perché ogni passaggio dipende dal precedente, e un conto non validato non paga.

La pubblicità, e la differenza tra un divieto e un’offerta

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con la L. 96/2018, è in vigore. ADM lo richiama il 28 febbraio 2024 con la formula integrale: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni vigila, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità a operatori privi di concessione può attirare provvedimenti dell’Autorità sui mezzi che la ospitano.

Lo stato dell’arte, come risulta dalla stampa di settore del 2025 e del 2026: AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. È stata proposta, e non è legge, una modifica alla legge di bilancio 2026 per rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni; il suo esito non è stato accertato, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Su un punto conviene essere chiari, perché è il fraintendimento che circola di più. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Un tetto statutario ai bonus e un tetto ai requisiti di rigioco non sono noti, quindi importi, requisiti e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore e da nessun’altra parte. E «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori: nessuna norma lo definisce.

Giocare con criterio: limiti, autoesclusione e strumenti che costano poco

L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che un concessionario deve mettere a disposizione: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

Sono strumenti obbligatori, e questo è il punto che distingue un concessionario da un sito offshore più di ogni altra cosa. Non sono un servizio cortese che un operatore offre per immagine: sono una condizione della concessione.

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale alla registrazione, un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. La figura del limite di deposito che ADM fissa nella gara non è nota. Un esempio concreto dal lato dell’operatore: le condizioni di Admiralbet prevedono in registrazione l’impostazione di un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con un limite ridotto ad effetto immediato e uno aumentato dopo 7 giorni.

Questi meccanismi hanno una direzione sola, ed è la loro migliore qualità. Abbassare è immediato, alzare richiede una settimana. Il ritardo è pensato per chi decide d’impulso alle due di notte dopo una serie di perdite: in quel momento la regola gli mette davanti sette giorni di ripensamento, che sono esattamente i sette giorni in cui la decisione cambia.

L’autoesclusione e il Registro Unico degli Autoesclusi

L’RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore; una fonte di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. In concreto, le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

La data del 1° febbraio 2026 e la revoca possibile dopo nove mesi sono il tipo di dettaglio che nessuno legge finché non serve. Serve nel momento in cui si vuole tornare a giocare prima, e la risposta è già scritta.

Chi si autoesclude su un sito senza concessione non è protetto da nulla di tutto questo, perché quel sito non è collegato all’RUA. È la ragione per cui la scelta dell’operatore viene prima della scelta del mercato: un limite di deposito impostato su un sito collegato al registro vale qualcosa, lo stesso limite impostato altrove vale zero.

Un altro canale sotto la ricarica

L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche, e ADM ne tiene un registro: tabaccai e ricevitorie che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.

I canali che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non è nota una norma che nomini canali approvati.

Quel tetto di 100 € a settimana in contanti non è un limite di deposito. È un tetto al contante che passa da una tabaccheria, e vale solo per quella via. Chi ricarica con carta non lo incontra mai. Confonderlo con il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione porta a conclusioni sbagliate su quanto si può davvero caricare in un mese.

L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.

Informazioni, tutele e un numero da tenere a portata

L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, e comunque non più di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra modesta in percentuale e non banale in assoluto, e dice una cosa semplice: l’informazione sul gioco responsabile è un obbligo di spesa, non un gesto di cortesia.

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È il numero da salvare prima di averne bisogno, non dopo.

Il quadro legale ha una coda che vale la pena nominare perché riguarda la scelta di dove giocare. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violino un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola per il risultato è «oscurati».

Analizzare una partita di hockey senza fare pronostici

Su questo terreno conviene togliersi subito il dubbio: nessuno sa chi vincerà una partita della NHL, e chi scrive una quota non lo sa nemmeno lui. Un bookmaker non prevede il risultato. Costruisce un prezzo, e ci mette dentro un margine. La differenza tra un lettore che perde e un lettore che capisce non sta nella capacità di indovinare, sta nel sapere quanto costa ogni tentativo.

Ecco perché la parte analitica di una pagina sull’hockey non riguarda gli infortuni o la forma dei portieri — materiale che nessun lettore può verificare meglio di chiunque altro — ma il modo in cui la quota è composta. Da lì si può ricavare una disciplina: quali mercati hanno prezzi più stretti, dove il margine si allarga, quante partite regge un ragionamento prima che il margine se lo sia mangiato.

La cosa più utile che una partita di hockey offre a un lettore italiano, in realtà, non è il match in sé. È il fatto che questo sia uno sport che chi gioca in Italia conosce meno del calcio. Un mercato meno frequentato è un mercato in cui i prezzi vengono costruiti con meno certezza, e questo può significare due cose opposte: più margine, per prudenza dell’operatore, o quote più generose su un esito che il pubblico sottovaluta. Non c’è modo di sapere in anticipo quale delle due si verifichi. C’è modo di verificarlo partita per partita, confrontando la stessa quota su più operatori e facendo il conto che segue.

Quanto resta in tasca al bookmaker su un mercato a due esiti

Prendiamo un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90 decimale — un esempio illustrativo, non un prezzo quotato da nessun operatore. La quota di payout, cioè la parte che il mercato complessivamente restituisce, si ricava da 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), che dà circa il 95 %. Il margine è il resto: circa il 5 %. Il numero non è un caso, è la cifra che separa un listino costruito bene da uno costruito per trattenere.

Ma questa cifra vive dentro una condizione, e senza la condizione non vuol dire nulla. Il 95 % di payout vale se le due quote stanno davvero entrambe a 1,90. Se una scivola a 1,85 e l’altra a 1,95, il conto cambia. Se il mercato ha tre esiti, il denominatore ha tre addendi e il payout scende. E se il mercato è un 1X2 di hockey a tre esiti — vittoria, pareggio nei tempi regolamentari, sconfitta — quel payout non è certo il 95 %, e non c’è qui un dato che dica quanto sia. La banda realistica per un mercato a due esiti con quote vicine all’1,90 sta tra il 94 % e il 96 % di payout, quindi tra il 4 % e il 6 % di margine, a seconda di quanto l’operatore stringe.

Ecco che cosa significa in soldi. Su 100 € puntati su quel mercato — non su una giocata, sull’insieme delle giocate — il bookmaker trattiene in media circa 5 €, se la condizione regge. Su 1.000 € di volume, circa 50 €. Non è una tassa nascosta e non è un furto: è il prezzo del servizio, ed è più alto su un mercato con molti esiti e più basso su un mercato secco a due esiti. Un operatore che propone 1,90/1,90 è più stretto di uno che propone 1,95/1,95, e la differenza tra i due si accumula su ogni puntata.

Da qui una conseguenza pratica, e vale più di qualunque suggerimento su chi vincerà. Chi gioca dieci singole su un mercato al 5 % di margine e chi ne gioca dieci sullo stesso numero di partite con un margine doppio non ottengono gli stessi prezzi, e non perché uno indovina meglio. Su un volume identico, la differenza di trattenuta è la differenza di risultato atteso. Confrontare la stessa quota su due o tre operatori prima di giocare è l’unica analisi che un lettore può fare con certezza matematica al proprio fianco, e non richiede di sapere nulla di hockey.

Come si legge la vincita da puntata e quota

Il calcolo di una scommessa è elementare, e vale la pena scriverlo una volta per tutte. A quota fissa il ritorno è puntata × quota; il profitto netto è puntata × (quota − 1). Quindi 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, con un profitto di 8,50 €. In una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano in un prezzo unico: due eventi a 1,85 e 1,90 danno una quota complessiva di circa 3,52, e 10 € su quella multipla restituiscono circa 35,20 € se entrambi gli esiti si verificano.

Il calcolo dell’importo è la parte facile. La parte difficile è che una multipla non paga solo di più: paga lo stesso margine due volte, una per ogni evento, e aggiunge il rischio del secondo evento a quello del primo. Chi somma due quote moltiplicandole non sta sommando due occasioni favorevoli, sta moltiplicando due trattenute e due probabilità. È il motivo per cui le multiple sono il prodotto preferito da chi vende e il meno generoso per chi compra.

Il mercato a quota fissa resta comunque il cuore del prodotto: l’art. 6, comma 1 del decreto del 2024 lo mette al primo posto tra i giochi offribili a distanza, e la legge prevede accanto ad esso il totalizzatore, che funziona con una logica diversa — il monte delle giocate diviso tra i vincitori, senza quota fissata in anticipo.

Che cosa vale, e che cosa non vale, la strategia sui banchi

Una partita di hockey offre mercati che il calcio non ha, e non è un dettaglio di colore. Un’app arriva a proporre mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, con la funzione Cash Out per chiudere la schedina prima della fine dell’evento. Un’altra costruisce combinazioni sulla stessa partita e unisce più combinazioni su match o sport diversi nello stesso biglietto, con una quota unica. Il Cash Out è uno strumento utile e va capito per quello che è: chiude una posizione prima dell’esito, a un prezzo fissato dall’operatore, e quel prezzo include, di nuovo, il margine.

Il bankroll è l’unica variabile che il giocatore controlla per intero. Non il risultato, non la quota, non la forma di una squadra. La dimensione della puntata sì, e la decisione di non giocare una partita sì. Una strategia seria su un campionato che si gioca di notte, con un fuso orario che scoraggia la lettura delle formazioni, comincia dal riconoscere questo limite: si giocano meno partite, non più.

Chi cerca qui un sistema che vinca non lo troverà, e non per prudenza editoriale. Un sistema che battesse il margine in modo stabile non sarebbe in vendita su una pagina web. Quello che una pagina può fare è rendere trasparente il costo, e il costo è tutto nella quota.

La classifica: dieci concessionari, quello che ognuno porta

Questa non è una classifica di preferenza e non è una raccomandazione. È l’insieme dei dieci operatori con concessione ADM su sito .it che questa pagina prende in esame, ognuno con quello che la sua licenza dice e con quello che i suoi termini o le sue schede dichiarano sull’offerta sportiva. La concessione è rilasciata per sito, e un marchio assente da questo elenco non è per ciò stesso privo di licenza: la lista di ADM conta 52 righe al 25 ottobre 2026, questa pagina ne guarda dieci. Chi fosse tentato di leggere l’ordine come una graduatoria ha sbagliato strumento.

Per ciascuno, la riga di licenza è il dato duro. Il resto è la dichiarazione dell’operatore, che è materiale di lettura, non di fede.

Betfair: il marchio con l’exchange alle spalle

La concessione è la n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

È un listino ordinato, quello che si vede, con una struttura a famiglie di mercati riconoscibile. Nulla di questo, però, riguarda l’hockey, e conviene dirlo: la descrizione disponibile parla di mercati generici e di combo, non di NHL. Chi arriva su Betfair per l’hockey sta contando su un catalogo che i documenti a disposizione non specificano.

Il marchio ha una storia a parte nel mercato italiano. La sua documentazione è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. È descritto come il primo exchange del mercato, con quella stessa concessione 16028. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.

Il punto di forza di questo marchio, alla fine, sta fuori dal listino sportivo: è il modello punta e banca, dove il giocatore può stare da entrambe le parti e la quota nasce dall’incontro tra giocatori. Chi cerca l’hockey tra le combo troverà poco; chi cerca il mercato dove il bookmaker non fissa il prezzo, qui trova la versione italiana della cosa.

Eurobet: il listino più largo della lista

Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

È la descrizione più ampia di tutta la tabella, e questo merita una pausa. Un listino che arriva alle elezioni e ai reality show è largo, non profondo: copre un numero enorme di tipi di evento con una struttura per ciascuno che nessuno descrive qui nel dettaglio. Per chi cerca l’hockey, il segnale è incoraggiante — la disciplina sportiva rientra nella logica di un’offerta che non si limita al calcio — ma non è una garanzia. Nessuna riga di questa pagina dice quanti mercati Eurobet dedichi a una partita NHL.

La società, però, è quella che gestisce tre siti con lo stesso titolare: Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Un lettore che cerchi un marchio con radici italiane e una rete di negozi alle spalle trova qui la struttura più consolidata del gruppo.

bet365: il partner globale con la coda italiana

Concessione n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre-evento sia live.

Il titolo di partner globale è un dato di fatto contrattuale e non dice nulla sull’hockey, ed è giusto separare le due cose. La forza reale del marchio, sul mercato italiano, sta altrove: nei suoi strumenti di gioco responsabile, che comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia.

È il marchio che questa pagina cita quando parla di tutele, non per merito di marketing ma perché è l’unico di cui i documenti a disposizione elenchino l’apparato di autolimitazione nel dettaglio. Chi valuta un operatore per l’hockey guardi il catalogo; chi lo valuta per l’uso quotidiano troverà qui l’impianto di protezione più documentato della lista.

SNAI: la storia italiana e il Cash Out

Concessione n. 16032, Snaitech Spa. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

È l’operatore con la gamma di tipi di giocata più articolata della tabella: singole, multiple e sistemi sono tre modi diversi di costruire un biglietto, e i sistemi sono la forma più complessa e meno capita delle tre. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica.

Nessuna di queste righe nomina l’hockey, e chi legge deve prenderne atto. Quello che descrivono è un operatore con una cassetta degli attrezzi completa per costruire giocate su misura, dal biglietto semplice alla combinazione multi-sport. Un sistema o una My Combo, però, moltiplicano il margine insieme alle quote: sono strumenti potenti e costosi, e vanno usati sapendo quale delle due cose stanno facendo.

Planetwin365: la copertura dei campionati, sport per sport

Concessione n. 16007, Pwo S.p.a. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Qui la logica del listino è dichiarata: si parte dai campionati di calcio, si aggiungono le coppe, poi si apre a più di venti tipologie di sport. È una struttura a cerchi concentrici, e l’hockey sta nel cerchio esterno, quello nominato in modo generico. Le informazioni disponibili non dicono quanto quel cerchio esterno sia profondo.

Il dato dei risultati in diretta è quello che pesa di più per chi segue l’hockey in un fuso orario diverso: senza un aggiornamento in tempo reale, una partita che si gioca di notte è difficile da seguire. Sul piano della scelta, è un marchio costruito per chi guarda i campionati più seguiti e li integra con altro; chi cerca esclusivamente la NHL sta usando lo strumento fuori dal suo scopo dichiarato.

William Hill: la promo legata alla Serie A

Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Vale la pena smontare questa offerta per quello che è, perché è l’unica con un meccanismo completo nella lista. Una freebet da 5 € significa che lo stake non viene restituito con la vincita: si incassa il profitto, non la puntata. Il requisito — multipla da 20 €, almeno 5 eventi, quota totale minima 10.0 — è la condizione che pesa davvero. Cinque eventi a quota complessiva 10.0 sono una combinazione che ha una probabilità bassa per costruzione, e il valore della freebet resta legato al fatto che quella multipla venga giocata e, idealmente, vinca.

Non è un regalo, è un incentivo a giocare un prodotto specifico e costoso in termini di margine. Chi gioca già multiple di quella taglia trova il meccanismo coerente con il proprio modo di giocare; chi non le gioca mai sta cambiando il proprio comportamento per 5 €.

Betsson: pre-match e live su migliaia di eventi

Concessione n. 16027, Azzurri Limited. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

È il marchio con l’impianto più tradizionale: il linguaggio dei mercati è quello classico, e la struttura è quella di un catalogo ampio su due modalità, pre-match e live. I volumi dichiarati — migliaia di eventi — sono la misura di quanto l’operatore tenga a un listino largo, non di quanto sia profondo sull’hockey.

La società è la Azzurri Limited, che detiene anche la concessione del marchio successivo. È un dato utile per capire come è fatto il mercato italiano: due siti diversi, due concessioni diverse, un unico titolare, e probabilmente una sola infrastruttura dietro. Per il lettore cambia poco sul piano dell’offerta, e cambia sul piano della tutela: un problema su un conto di un marchio e un problema sull’altro fanno capo alla stessa azienda.

NetWin: l’hockey nominato esplicitamente

Concessione n. 16035, Netwin Italia S.p.a. L’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.

Questo è l’unico operatore della lista i cui documenti nominino l’hockey tra le discipline coperte. È un fatto piccolo e va detto per quello che è: significa che l’hockey è nel novero degli sport che il marchio dichiara di trattare, non che la NHL sia quotata con una profondità di mercati specifica. La differenza tra «sport coperto» e «campionato quotato con venti mercati per partita» è enorme, e nessuna riga qui la colma.

Vicino all’hockey, nella stessa descrizione, stanno gli eventi virtuali: centinaia di partenze ogni due minuti, con 1X2, combo bet e marcatori e punteggio in diretta. Gli eventi virtuali sono una cosa diversa dalle partite NHL — sono eventi simulati, con la definizione che ne dà l’art. 2, lett. v) del decreto — e chi cerca la NHL non li cerca. Ma un giocatore che vuole hockey a qualunque ora della notte, questa è la sua alternativa: non è la NHL, è la versione generata, con la cadenza di un gioco e non di una partita.

Per chi cerca la National Hockey League, questo è il nome da mettere in cima alla lista da verificare, con l’avvertenza che «coperto» non è «profondo».

StarCasinò: il casinò che ha anche lo sport

Concessione n. 16026, Azzurri Limited. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Questo è il caso più chiaro di un marchio casinò-first con un sportsbook di servizio. La descrizione mette lo sport in secondo piano rispetto a slot e Live Casinò, e la concessione è la stessa società di Betsson.

Per l’hockey, non c’è nulla da estrarre da questa riga: nessuna disciplina sportiva è nominata, nessun campionato, nessun mercato specifico. Un lettore che cerca un bookmaker per la NHL e finisce su un marchio costruito per il gioco da casinò sta usando lo strumento sbagliato, e la differenza non è di qualità: è di progetto. Qui lo sport è un reparto accanto a un altro, non il centro dell’offerta.

Goldbet: la rete di negozi e il conto con SPID o CIE

Concessione n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

La società è quella che nella carta di questa pagina compare come titolare della concessione, ed è lo stesso gruppo che sta dietro a Lottomatica. Un marchio che nasce dalla rete fisica e porta online un catalogo di tipi di giocata completo: live, pre-match, singole, multiple, sistemi. Anche qui, «e su altri sport» è la formula che copre l’hockey, e non dice quanta parte di quel catalogo sia dedicata alla NHL.

Sul lato dell’apertura del conto, Goldbet è l’operatore che offre l’identificazione con SPID e anche con CIE tramite un fornitore SPID, accanto alla registrazione classica. Per chi vuole un conto validato senza spedire documenti, è la via più rapida della lista.

La lettura d’insieme: che cosa distingue davvero questi dieci marchi

Messi in fila, i dieci operatori non si distinguono per il numero di sport, che è la variabile più pubblicizzata e la meno utile. Si distinguono per altro.

Due marchi fanno capo ad Azzurri Limited; uno gestisce tre siti con la stessa società. Il modello del mercato italiano è questo: pochi titolari, molte insegne. Un lettore che crede di confrontare dieci aziende diverse ne confronta in realtà un numero minore, e questo conta quando si valuta la solidità di una controparte.

Un solo marchio, tra i dieci, dichiara l’hockey tra le discipline coperte, e lo fa in un elenco. Nessuno dei dieci documenta qui un numero di mercati dedicati alla NHL. La conclusione, secca, è che la scelta dell’operatore per l’hockey non si fa sul confronto dei listini — non ci sono dati per farla — ma sulla verifica diretta: aprire il programma, cercare la NHL, contare i mercati disponibili su una singola partita e confrontare la quota 1X2 o il mercato a due esiti con quella di un secondo operatore.

Quello che i dieci condividono è la parte che conta di più e che nessun confronto mette in vetrina: la concessione ADM, il collegamento al registro degli autoesclusi, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano. È il denominatore comune di questa lista e la ragione per cui vale la pena restare dentro di essa anche quando un sito straniero promette un listino più ricco. Nessuno dei dieci è qui perché è il migliore: sono qui perché ognuno ha una riga in un elenco pubblico, con un numero e una società, e quella riga si può controllare.

Domande frequenti sulle scommesse NHL in Italia

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi inseriti nel palinsesto approvato da ADM, che l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario. ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Nessun elenco pubblico mostra quali campionati stranieri siano già dentro, quindi la presenza della NHL va verificata nel programma del singolo operatore.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca la società e il marchio nell’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. In alternativa si legge la riga di licenza nei termini dell’operatore, che indica il numero di concessione e la società titolare.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Il ritorno è puntata × quota; il profitto netto è puntata × (quota − 1). Puntando 10 € a quota 1,85 si incassano 18,50 €, con 8,50 € di profitto. In una multipla le quote si moltiplicano in un prezzo unico: 1,85 e 1,90 danno circa 3,52.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci di tutte le quote dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma: il risultato è la quota di payout, e il margine è ciò che resta. Su un esempio a due esiti con entrambe le quote a 1,90 il payout è circa il 95 % e il margine circa il 5 %, a condizione che le due quote siano davvero entrambe a 1,90.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo grava sul concessionario: la stampa di settore parla di vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale al momento dell’iscrizione, un abbassamento ad effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. La figura del limite che ADM fissa nella gara di concessione non è nota.

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