Scommesse sul Wimbledon 2026: il torneo è finito, il conto delle quote resta

Updated Ottobre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only
Want more predictions?
Join our Telegram channel
Join
Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino

Dati aggiornati al Ottobre 31, 2026, con le concessioni verificate sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM.

Il primo pensiero di chi cerca come scommettere su Wimbledon è quasi sempre lo stesso: quale quota prendo su chi vince. Il secondo, un minuto dopo, riguarda il conto. Fra i due c’è un margine che non si vede sulla schedina, un torneo che si gioca dal 29 giugno al 12 luglio 2026 e si è già chiuso con Jannik Sinner e Linda Nosková, e un’Elenco pubblico dell’ADM dove il nome di un bookmaker non dice nulla su cosa quel bookmaker offra davvero. Su Wimbledon 2026 il risultato è noto. Su tutto il resto — mercati, requisiti, limiti, concessioni — conviene arrivare preparati, perché nessuna di queste cose si impara guardando un tabellone.

I primi Lawn Tennis Championships di Wimbledon iniziarono il 9 luglio 1877 a Worple Road.

Il punto di partenza è il torneo stesso, perché il formato decide quali mercati hanno senso e quali no. Wimbledon si gioca nel quartiere londinese che gli dà il nome ed è organizzato dall’All England Lawn Tennis and Croquet Club; è l’unico torneo del Grande Slam su erba, il terzo dell’anno, e dura due settimane a partire da fine giugno. Chi scommette sul tennis per la prima volta guarda il tabellone e pensa alle singole partite. Chi lo fa da anni guarda il calendario e pensa alle cinque serie di partite che si sovrappongono.

Il formato, poi, non è lo stesso per tutti. Gli uomini giocano al meglio dei cinque set, le donne al meglio dei tre; sul 6-6 si va al tie-break ai 7 punti e, nel set decisivo, dal marzo 2022 si gioca un match tie-break ai 10 con due punti di vantaggio. Una differenza che sembra tecnica e invece sposta il calcolo di ogni mercato: un incontro maschile può durare quattro ore e passa, uno femminile molto meno, e chi punta sui set o sui game sta puntando su due distribuzioni di probabilità diverse pur guardando lo stesso torneo. Negli ultimi anni il torneo è stato diretto da Jamie Baker, in carica dal 2020.

Scegliere un metodo prima di scegliere una giocata

Due lettori arrivano sulla stessa pagina con due idee opposte di cosa significhi puntare bene. Il primo vuole un parere: chi vince questa partita. Il secondo vuole un metodo: come si decide se una quota vale il rischio. Solo il secondo trova qualcosa di utile qui, e non è una questione di gusto. Il tennis è lo sport in cui la variabile del singolo punto pesa più che altrove, e Wimbledon aggiunge erba, superfici veloci e un formato che allunga le partite maschili. Chi cerca un pronostico cerca una certezza che il mercato stesso non ha: le quote non sono previsioni sul futuro, sono prezzi ai quali qualcun altro accetta di darti denaro. Nessuno sa chi vincerà un tie-break sul 6-6 al quinto.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Ai Wimbledon Championships gli uomini giocano al meglio dei cinque set e le donne al meglio dei tre.

Il metodo che funziona comincia da tre decisioni prese prima del primo punto, non durante. Quanto si è disposti a mettere in gioco in tutto il torneo. Quanto su una singola partita. E cosa si fa se una partita va male. La prima decisione è un numero, la seconda è una frazione della prima, la terza è un comportamento e non un calcolo.

La banca di gioco su due settimane

Wimbledon dura due settimane e ogni giorno si giocano decine di incontri su più campi. È la struttura ideale per chi non sa trattenersi: c’è sempre una partita in corso, sempre una quota che si muove, sempre un motivo per puntare ancora. Un limite di spesa settimanale impostato in apertura del conto è la sola cosa che in quel momento lavora per il giocatore e non per il bookmaker, e vale la pena fissarlo prima di guardare il primo tabellone, non dopo la prima giornata storta.

La logica della banca di gioco è semplice e non promette nulla: se si destina al torneo una somma definita, la dimensione di ogni singola giocata diventa una decisione meccanica invece di un impulso. Una cifra fissa destinata al torneo, divisa per il numero di giornate che si vuole giocare, dà una misura giornaliera che non dipende da quanto si è vinto o perso il giorno prima.

Cosa si può e cosa non si può sapere sull’erba

L’erba è la superficie più rapida del circuito e per questo produce più punti gratuiti al servizio e tie-break più frequenti. Chi non ha mai giocato sull’erba in una stagione si adatta in modo diverso da chi ci è cresciuto. Sono considerazioni corrette, e sono anche considerazioni che il mercato conosce già, perché sono scritte in ogni anteprima sportiva del mondo. La quota su un erbivoro esperto contiene già la sua familiarità con la superficie. Non c’è nessun vantaggio nel sapere una cosa che sanno tutti, e questo è il motivo per cui i mercati del tennis sono così stretti: le informazioni sono pubbliche e diffuse, e i prezzi si aggiustano in fretta.

Il formato è l’unico punto in cui l’analisi personale può ancora distinguersi leggermente dal mercato. Chi sa che le donne giocano al meglio dei tre set e gli uomini al meglio dei cinque sta leggendo un mercato molto più sensibile alla resistenza fisica quando guarda un incontro maschile. Un giocatore che ha speso cinque set al turno precedente arriva al successivo con un carico diverso, e su un torneo di due settimane che si gioca ogni giorno questo si accumula. Non è una previsione: è una variabile che i mercati sui set e sui game tendono a trattare con formule generali.

L’analitica che serve davvero

Serve poco, e serve prima. Il rendimento di un giocatore sull’erba nelle ultime stagioni, la tenuta del servizio sul grigio erboso, i precedenti diretti con lo stesso avversario: sono dati che un bookmaker pubblica gratuitamente nella propria sezione statistica e che nessun metodo può migliorare. Quello che un metodo può fare è decidere quanto peso dare a ciascuno di questi dati prima di vedere la quota, non dopo. Chi guarda prima la quota e poi cerca le ragioni per giustificarla fa il contrario di quello che serve.

Un’ultima nota, la più importante: nessuna tendenza si ripete per necessità. Il fatto che un giocatore abbia vinto dieci tie-break di fila non rende più probabile l’undicesimo. Il fatto che una testa di serie sia sempre arrivata almeno ai quarti non la obbliga a farlo ancora. Le tendenze sono materiale per capire un prezzo, non per prevedere un risultato.

Quote, mercati e cosa resta al bookmaker

La quota è un prezzo, e come ogni prezzo contiene il ricarico di chi lo fa. Su una partita di tennis si trovano tre esiti principali nelle scommesse a quota fissa: il primo giocatore, il secondo, e in alcuni formati la possibilità di eventi particolari. Il modo in cui il mercato costruisce quel prezzo è la cosa più utile da capire, perché si applica identico a Wimbledon 2026 e a qualsiasi altro torneo.

Il calcolatore della vincita

Il calcolo di una vincita è aritmetica pura e non ha eccezioni. La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota: dieci euro a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, dei quali 8,50 € sono profitto netto, cioè la puntata per la quota meno uno. Su una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano fra loro e formano un unico prezzo, il che spiega perché una multipla di tre eventi a 1,85 paghi circa 6,33 volte la posta e perché sbagliarne uno solo azzeri tutto. Con una quota di 1,90, dieci euro restituiscono 19 €, con nove di profitto. Sono numeri che il sistema calcola da sé, e sono anche l’unica parte del processo interamente sotto il controllo di chi gioca.

Il margine del bookmaker: un band di riferimento

Qui il conto cambia natura, perché non riguarda una giocata ma il mercato intero. Il margine è la differenza fra quanto un mercato raccoglie e quanto restituisce, e si legge dalle quote di tutti gli esiti di quello stesso mercato. Su un mercato illustrativo a due esiti con quote identiche di 1,90 e 1,90 — un esempio di calcolo, non un prezzo quotato da nessun operatore — la quota di restituzione del mercato è pari a uno diviso la somma dei reciproci delle due quote: 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), che dà circa 0,95. Il margine è il resto fino al 100 %, quindi intorno al 5 %. In euro: ogni 100 € puntati su quel mercato, una quota di restituzione del 95 % ne torna circa 95, e circa 5 restano al bookmaker.

Il margine si presenta come banda, con la sua condizione, e la condizione è il tipo di mercato. Un mercato a due esiti molto liquidi, come il testa a testa di un incontro di tennis, tende a stare nella parte bassa della banda, fra il 4 % e il 6 % circa. Mercati più lunghi — numero esatto di set, risultato esatto, mercati sui game, sulle rimonte o sulle combinazioni — portano con sé margini più alti, perché il bookmaker assume un rischio maggiore e non ha un mercato di riferimento da copiare. La conseguenza è concreta: due bookmaker possono avere la stessa quota sul vincitore del torneo e margini diversi sui mercati di contorno, e chi punta solo sul vincente non se ne accorge mai. Chi punta su un risultato esatto di set, invece, paga.

Cosa significa puntare sul formato

Il formato di Wimbledon apre mercati che negli altri tornei non esistono o esistono male. Il meglio dei cinque set è una variabile di resistenza, e i mercati sul numero di set, sul punteggio esatto e sul vincitore del primo set diventano più interessanti quando un incontro può durare quattro ore. Il match tie-break ai 10 punti nel set decisivo, in vigore dal marzo 2022, aggiunge un ulteriore scenario di volatilità: un incontro arrivato al quinto set sul 6-6 si decide in pochi minuti, e i mercati che coprono quella fase sono fra i più difficili da prezzare.

Il tie-break sui 7 punti e i due punti di vantaggio necessari per chiudere non cambiano la struttura della quota, ma cambiano il modo in cui un mercato reagisce nei momenti finali. Chi punta su un mercato live sul tie-break sta comprando volatilità pura, e la paga. Non è un mercato sbagliato: è un mercato con un margine più alto e una varianza più alta, e va giocato con puntate più piccole di quelle che si userebbero su un testa a testa.

Singola, multipla, sistema: cosa cambia davvero

La singola è una giocata su un solo esito, e ha il margine più basso disponibile perché il bookmaker la prezza direttamente su un mercato liquido. La multipla moltiplica le quote fra loro e, allo stesso tempo, moltiplica i margini: ogni gamba aggiunta aggiunge il proprio ricarico al prezzo finale, e il prodotto dei margini di tre mercati al 5 % supera il 14 %. È il motivo per cui le multiple pagano tanto e rendono poco. Il sistema distribuisce la stessa selezione su più combinazioni e riduce il rischio di un singolo errore, ma paga una quota che non si legge a colpo d’occhio e richiede di sapere esattamente quante combinazioni si stanno comprando.

La scelta, insomma, non è fra giocare e non giocare. È fra pagare un ricarico basso su un mercato che si capisce e pagare un ricarico alto su un mercato più spettacolare. Chi punta per divertirsi su una multipla di tre partite ha comprato intrattenimento, e va benissimo, purché sappia che una parte di quella spesa è il prezzo del divertimento e non una scommessa sulla propria competenza.

Il torneo, il calendario e le occasioni che restano

Wimbledon 2026 si è giocato dal 29 giugno al 12 luglio 2026 a Londra sull’erba ed è stata la 139ª edizione. Il singolare maschile è andato a Jannik Sinner, che ha ripetuto la vittoria dell’anno precedente; quello femminile a Linda Nosková. È un dato che vale la pena leggere due volte, perché contiene due cose diverse: la conferma di un giocatore che ha vinto su erba due anni di fila, e la prima affermazione di una giocatrice arrivata al titolo in un torneo che non aveva mai vinto.

Perché il 2026 resta utile anche se è chiuso

Un torneo concluso è il migliore materiale di studio per il successivo. I dati di una edizione appena finita — chi ha tenuto il servizio, chi ha vinto i tie-break, quali teste di serie sono uscite presto — sono la base su cui si costruisce l’analisi dell’edizione che viene. La 140ª edizione seguirà nel 2027, e le sue date non sono ancora fissate, ma il torneo si gioca ogni anno e il ciclo riparte con le stesse domande.

C’è anche una ragione più pratica. Chi ha guardato l’edizione 2026 ha visto all’opera le formule dei bookmaker su un torneo reale, con i suoi ritiri, i suoi turni lunghi e le sue sorprese. Chi non l’ha guardata arriva al 2027 con le stesse informazioni di chiunque altro, quelle scritte nelle anteprime. Il vantaggio dell’esperienza su questo sport è fatto di memoria concreta, non di competenza teorica.

Il calendario del Grande Slam e il posto di Wimbledon

Wimbledon è il terzo torneo del Grande Slam dell’anno e l’unico su erba, e questo lo colloca in un punto preciso del calendario: dopo la stagione sulla terra, con un periodo di avvicinamento all’erba molto breve. Le conseguenze pratiche per chi scommette sono due. La prima è che le partite di avvicinamento sono poche e i dati sull’erba stagionale sono scarsi, il che rende i prezzi meno informati di quanto sembrino. La seconda è che un torneo di due settimane con partite quotidiane su più campi produce un volume di incontri enorme, e quindi un numero enorme di occasioni di puntare. Il volume è la tentazione, non il vantaggio.

Il tennis oltre Wimbledon: dove cercare copertura

Chi punta sul tennis vuole trovare il torneo nel proprio operatore senza doverlo cercare a mano. Il primo controllo è semplice: aprire la sezione tennis e guardare se il torneo compare nel palinsesto con i suoi turni e i suoi incontri singoli. Il secondo riguarda la profondità: un bookmaker che copre solo i grandi tornei e le teste di serie lascia fuori proprio le partite dei primi turni, che sono quelle dove i prezzi sono meno affinati. Il terzo riguarda il live, che su Wimbledon significa seguire i turni con fusi orari compatibili con l’Italia e trovare mercati aggiornati punto per punto.

Dieci concessionari a confronto: come si legge questa lista

L’ordine delle schede che seguono non è una classifica e non è una raccomandazione. Ogni operatore citato compare nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza con il proprio codice di concessione, e ciascuno ha la propria concessione, la propria società concessionaria e il proprio sito .it.

Marchio Concessione ADM e società concessionaria Cosa dicono i suoi termini sul gioco sul tennis
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol, mercati combo e sezione Supercombo
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. copertura su più campionati e sport, con quote in tempo reale e streaming per il live
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. bonus di benvenuto sport pari al 100 % del primo deposito, su saldo, fino a 5.000 €
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited scommesse sui principali eventi sportivi, accanto a slot e Live Casinò
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live, streaming su calcio, volley, tennis e basket
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale palinsesto da calcio, tennis e basket fino a spettacolo e politica
Betsson n. 16027, Azzurri Limited pre-match e live su migliaia di eventi, con 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc pre evento e live su tennis, oltre a calcio, ippica, boxe, freccette, basket e golf
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. tennis fra i mercati coperti, con 1X2, combo bet, marcatori e live score

La lettura della tabella richiede una precisazione che vale più di tutte le colonne. La concessione è per sito, non per azienda, e una stessa società può gestirne più di una: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale compare su più righe dell’Elenco con siti diversi, e Azzurri Limited è la società dietro due marchi della lista. Chi confronta i marchi guardando il nome commerciale sta confrontando cose che non coincidono con la struttura societaria. Il codice di concessione è invece l’identificatore stabile, quello che si ritrova nei termini dell’operatore e nell’Elenco ADM.

Cosa pesa nella valutazione

Tre criteri separano un operatore comodo da un operatore adatto, e nessuno dei tre riguarda la grafica del sito. Il primo è l’ampiezza del palinsesto sul tennis: se la sezione tennis ha una pagina dedicata con i turni del torneo o se bisogna cercare ogni incontro nella lista generale degli eventi. Il secondo è il comportamento delle quote sul live, e qui non serve una misurazione: basta aprire lo stesso incontro su due operatori e guardare quanto si muovono i prezzi nel corso di un game.

Il terzo criterio è la trasparenza dei termini. Un operatore che scrive in modo chiaro come si incassa un bonus e quali requisiti di puntata porta con sé sta risparmiando al lettore un pomeriggio di calcoli. Un operatore che li nasconde in un allegato sta facendo l’opposto, e lo fa in modo abbastanza deliberato.

I dieci bookmaker, uno per uno

Betfair — il mercato a scambio come alternativa alla quota fissa

Betfair porta la concessione ADM n. 16028 tramite Betfair Italia S.r.l. e opera sul proprio sito .it. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Sul tennis, questa combinazione significa che il giocatore trova il classico testa a testa accanto a costruzioni più elaborate sullo stesso incontro.

Betfair è anche il nome storico del betting exchange, il gioco che il decreto di riordino del 2024 tratta separatamente dalle scommesse a quota fissa: nel punta e banca il giocatore può essere scommettitore o banco e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimamente le due parti. È una distinzione sostanziale e non una sfumatura, perché la documentazione Betfair riporta regole specifiche per i conti sullo scambio italiano, come una puntata minima a favore da 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Sull’esito del punta e banca, un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario. Vale la pena verificare le condizioni aggiornate direttamente nei termini dell’operatore.

Il giudizio su Betfair dipende interamente da cosa cerca il lettore. Chi vuole fare il banco e non lo scommettitore trova qui l’unica struttura pensata per farlo, perché il punta e banca non è una quota fissa travestita. Chi scommette sempre a quota fissa troverà nella sezione Supercombo la parte realmente distintiva dell’offerta e il resto molto simile a quello degli altri. La conclusione pratica è che Betfair merita l’apertura del conto se il punta e banca è nella lista delle cose da provare; altrimenti l’argomento è più debole.

Lottomatica — l’operatore con lo streaming dentro la schedina

Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul proprio sito .it. La sua app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita durante il live.

Per chi punta sul tennis a Wimbledon, la struttura dello streaming è l’elemento con più conseguenze pratiche. Seguire un incontro in diretta dentro l’app mentre si guardano le quote mobili è la differenza fra giocare un mercato live sapendo cosa sta succedendo in campo e giocarlo guardando un punteggio che si aggiorna da solo. Il tennis ha un vantaggio ulteriore: gli incontri durano a lungo e un singolo game può muovere il prezzo in modo significativo.

Il punto debole, se ce n’è uno, è che la copertura descritta è costruita su grandi eventi e campionati principali. Il tennis è presente, ma non è il centro dell’offerta, e chi cerca un torneo minore o un turno preliminare farà più fatica qui che altrove. Lottomatica vince il confronto per chi vuole l’esperienza live più completa e perde punti per chi cerca la profondità del palinsesto tennistico.

BetFlag — l’apertura del conto con SPID e un bonus capiente

BetFlag opera con la concessione ADM n. 16008 tramite Betflag S.p.a. sul proprio sito .it. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.

Il metodo di identificazione non è un dettaglio burocratico ed è la vera notizia della scheda. SPID e CIE permettono di aprire il conto senza caricare un documento e senza attendere una verifica manuale, ed è la differenza fra iniziare a giocare in dieci minuti e aspettare. Chi non ha SPID né CIE ha ancora la registrazione classica, che richiede una copia del documento.

Il tetto del bonus è alto e questo lo rende una leva per chi deposita somme consistenti: su un primo deposito importante, il 100 % accreditato su saldo fino a 5.000 € è una cifra che si trova raramente. Su un deposito piccolo lo stesso tetto è irrilevante, e il bonus vale semplicemente il 100 % di quello che si versa. Va detto con chiarezza che l’importo del bonus non è il valore dell’offerta: i requisiti di puntata sono ciò che determina quanto di quella cifra sopravvive al gioco, e sono scritti nei termini dell’operatore, non nella promozione.

StarCasinò — il casinò che tiene anche un bookmaker

StarCasinò opera con la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited, sul proprio sito .it. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò.

La struttura dell’offerta è la cosa da capire prima di aprire il conto. Si tratta di un operatore nato sul casinò che tiene un bookmaker, non di un bookmaker che ha aggiunto un casinò. Per chi punta sul tennis questo significa che la sezione sportiva c’è e funziona, ma non è il motore dell’azienda e non ha la profondità di chi vive di scommesse. Su un torneo come Wimbledon, con decine di incontri al giorno, la differenza si sente nei turni avanzati e nelle qualificazioni.

La concessione è la stessa degli altri e nessuno mette in dubbio la regolarità dell’operatore. La domanda è diversa: se il tennis sia la ragione per cui si sceglie questa piattaforma. La risposta è no, a meno che il giocatore non sia già cliente per il casinò e non gli dispiaccia avere tutto sotto lo stesso tetto. Chi apre un conto solo per Wimbledon trova altrove palinsesti più larghi.

Goldbet — registrazione con SPID o CIE e schedine per tutti i gusti

Goldbet opera con la concessione ADM n. 16009, la stessa società di Lottomatica, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul proprio sito .it. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e la registrazione può passare anche dal CIE attraverso un provider SPID.

La coesistenza di Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi nello stesso flusso è una comodità concreta. Chi vuole costruire un sistema su tre partite e aggiungere un live sullo stesso incontro lo fa senza cambiare sezione, e su un torneo con partite che si sovrappongono per due settimane questo riduce gli attriti. La registrazione con CIE tramite provider SPID aggiunge un’opzione in più rispetto ai metodi classici.

Il tennis rientra nella voce «altri sport», che è un modo cortese per dire che non è la priorità. Chi cerca un torneo del Grande Slam lo troverà, perché è un evento di primo livello che nessun operatore lascia fuori. Chi cerca un primo turno di un torneo minore o un mercato sui game farà più affidamento sull’ampiezza generica del palinsesto che su una copertura tennistica ragionata.

Sisal — il volume di eventi e lo streaming gratuito

Sisal opera con la concessione ADM n. 16020 tramite Sisal Italia S.p.a. sul proprio sito .it. La sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Fra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il tennis compare esplicitamente fra gli sport trasmessi in streaming gratuito, ed è raro trovarlo elencato accanto a calcio e basket in una lista tanto corta. Per Wimbledon significa poter seguire un incontro mentre si guardano i mercati live senza un secondo abbonamento. Il Cash Out aggiunge una via d’uscita su un torneo dove una partita può girare in un tie-break, e su un mercato a cinque set questa funzione ha un valore diverso da quello che ha su una partita di calcio.

Il volume dichiarato — più di 15.000 eventi live — è la cifra che merita più scetticismo e più attenzione allo stesso tempo. Un catalogo enorme significa che quasi ogni cosa è disponibile da qualche parte, e significa anche che la profondità per singolo incontro non è garantita. Chi punta sul tennis deve verificare quanti mercati trova su un incontro di terzo turno, non quanti eventi trova in totale.

La scheda di Sisal non sarebbe completa senza una nota sul bonus di benvenuto. Per riceverlo bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Il Virtual, con oltre 3.000 eventi virtuali al giorno dalle 7 del mattino alle 3 di notte, è un prodotto separato dalle scommesse sportive e vale come tale.

Eurobet — il palinsesto più largo della lista

Eurobet opera con la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul proprio sito .it. La sua app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, come le elezioni.

È il palinsesto più largo della lista, e la larghezza ha un prezzo. Un catalogo che comprende gli scacchi e le elezioni politiche è costruito per chi vuole trovare qualcosa su cui puntare in qualsiasi momento, non per chi vuole i mercati più profondi su un singolo torneo. Il tennis c’è ed è nominato esplicitamente, il che lo mette un gradino sopra gli operatori che lo citano solo di sfuggita.

Vale anche la pena ricordare che Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce più di un sito nella lista ADM. Chi confronta marchi diversi può scoprire che alle spalle c’è la stessa impresa, e che la scelta fra quelle piattaforme riguarda l’interfaccia e le promozioni, non il soggetto giuridico. Eurobet resta la scelta di chi vuole la varietà massima e non ha una preferenza forte sul tennis.

Betsson — pre-match e live su migliaia di eventi

Betsson opera con la concessione ADM n. 16027 tramite Azzurri Limited sul proprio sito .it. La sua app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La struttura dei mercati elencata è quella di un operatore generalista ben attrezzato. Under/Over, combo e marcatori si traducono direttamente sul tennis in mercati sui set, sui game e sul numero di tie-break, anche se i nomi sono pensati per il calcio. Chi arriva da un’esperienza sulle partite di campionato trova quindi gli stessi tipi di mercato che conosce già, applicati a un incontro che dura due ore.

Azzurri Limited gestisce anche StarCasinò, ed è il secondo caso di società con più siti nella lista. La sovrapposizione societaria non è un problema per il giocatore, ma cambia il senso di un confronto fra i due marchi: si stanno confrontando due prodotti della stessa concessionaria, con lo stesso soggetto responsabile di fronte all’ADM e interfacce diverse. Su Wimbledon, Betsson offre la struttura da bookmaker generalista con numeri solidi, e chi punta su mercati non calcistici farà meglio a verificare quanto spazio abbiano davvero.

bet365 — il partner globale e i mercati pre evento e live

bet365 opera con la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul proprio sito .it. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Il tennis è nella lista degli sport coperti, e per un torneo come Wimbledon questo conta più di quanto conti per altri eventi. Un operatore che elenca il tennis fra i propri sport principali tende a mantenere una sezione dedicata con i turni del torneo, i mercati sui set e la copertura live, invece di lasciare gli incontri in una lista generale. In settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup e bet365 è indicato come primo partner dell’iniziativa, un dettaglio che dice qualcosa sulla relazione fra questo operatore e il regolatore.

Il marchio globale porta con sé una reputazione costruita altrove, che sul mercato italiano non vale come argomento. L’unica cosa che conta è la concessione ADM n. 16030 e il sito .it su cui si gioca, e ci sono. La scelta di bet365 ha senso per chi cerca la copertura più uniforme fra pre evento e live su un torneo del Grande Slam. L’app ha un fascino minore altrove: chi gioca solo calcio italiano troverà offerte equivalenti con meno complicazioni.

NetWin — l’operatore con gli eventi virtuali ogni due minuti

NetWin opera con la concessione ADM n. 16035 tramite Netwin Italia S.p.a. sul proprio sito .it. La sua app propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.

Il tennis è il secondo sport elencato, subito dopo il calcio, e questa posizione nella lista è il segnale più diretto che un palinsesto tennistico abbia un peso reale. Un operatore che mette il tennis al secondo posto copre normalmente anche i turni preliminari e i tornei minori, non solo i quattro appuntamenti del Grande Slam.

I Virtuali sono un prodotto diverso e vanno giocati sapendo cosa sono. Gli eventi simulati con partenze ogni due minuti non hanno una partita dietro: c’è un software che genera un risultato, e la concessione per le scommesse sportive copre anche questa categoria di eventi simulati. Chi cerca il tennis sull’erba di Wimbledon non lo troverà nei Virtuali, e chi cerca un gioco a ciclo continuo lo troverà solo lì. Sono due cose che convivono nella stessa app senza sostituirsi.

Dal deposito al prelievo: come si gioca, in pratica

Aprire un conto di gioco ADM richiede l’identificazione completa, e su questo non ci sono scorciatoie. Il conto di gioco è intestato a una persona identificata, e senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Le modalità di identificazione variano fra operatori: BetFlag rimanda a SPID e CIE accanto alla registrazione classica, Goldbet offre il CIE attraverso un provider SPID. Chi ha SPID o CIE parte avvantaggiato, e vale la pena attivarlo prima di scegliere dove aprire il conto.

Le ricariche e i metodi di pagamento

Oltre ai canali digitali, in Italia esiste un canale fisico che conviene conoscere: i punti vendita ricariche, disciplinati dall’art. 13 del D.Lgs. 41/2024. L’ADM tiene un registro di questi esercizi — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti già indicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno all’esercente.

Sul fronte digitale, i comparatori mostrano presso gli operatori ADM carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria con SisalPay e Mooney. L’elenco esatto è nei termini di ogni operatore, e non è opportuno dare per scontato che due operatori accettino gli stessi strumenti. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM non c’è una posizione definita, e non risulta una norma che elenchi i canali approvati. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; la sua entrata in vigore non è confermata.

Prelievi e verifica dell’identità

Il prelievo è il momento in cui tutte le verifiche tornano a galla. Un conto non validato non preleva, e questo è il motivo per cui conviene completare l’identificazione subito e non alla prima vincita. La regola dei 30 giorni per la validazione è la trappola più comune: chi si registra con il modulo classico e non carica il documento scopre il problema solo quando prova a incassare.

Sui tempi di accredito non c’è una regola unica e non c’è un numero che valga per tutti gli operatori. Dipendono dal metodo scelto e dalle verifiche interne del concessionario, e sono scritti nei termini dell’operatore, che è anche il posto giusto dove cercarli prima di scegliere.

Il quadro normativo italiano, in breve

Tutto il comparto del gioco a distanza in Italia si regge sull’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’ADM (ex AAMS), il regolatore che rilascia le concessioni e tiene gli elenchi pubblici. Il mercato parla ancora di «AAMS», ed è la stessa autorità con il vecchio nome. La cornice è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Direttore del torneo dei Wimbledon Championships dal 2020 è Jamie Baker.

Come funziona una concessione

La concessione non è una licenza aperta a chi la chiede: le concessioni sono assegnate con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione, e comprende le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, simulati inclusi, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il punta e banca; e il bingo. Ai sensi dell’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo, e fra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5). I termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Un’unica società può detenerne diverse: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per società.

Questo è il punto che sfugge a quasi tutti. L’Elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, allo scambio e al bingo in qualsiasi combinazione. Un nome sull’Elenco non dimostra da solo che quell’operatore offra scommesse sportive: a dimostrarlo sono il sito e l’app dell’operatore stesso. E il fatto di comparire in un confronto non è una concessione: l’unico test è l’elenco pubblicato dall’ADM. Fra i 52 nomi al 25 ottobre 2026 non compaiono Unibet, Betway, 1xBet e 22bet; le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note.

Su quali eventi si può scommettere

Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore come forma di scommessa. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipologie di giocate predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stiano nel palinsesto approvato, e l’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: in settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 indicato come primo partner secondo la stampa specializzata.

Gli eventi simulati sono una categoria a sé, definita dall’art. 2, lett. v): competizioni sportive, ippiche e altre generate al computer e mostrate con animazione o come evento reale preregistrato, ammesse all’interno di una concessione per scommesse sportive, e nei siti degli operatori c’è una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose diverse nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c), che richiedono una concessione propria; se un marchio offra online i totalizzatori dell’ippica nazionale non è dato sapere. Il live è offerto da tutti i grandi operatori, mentre le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste un elenco dei mercati live. Sul punta e banca, l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo ammettono come gioco separato; quali marchi lo gestiscano oggi e con quali commissioni non è dato sapere, e Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028. Sui limiti di puntata in euro nelle scommesse sportive non risulta una norma: gli strumenti vincolanti sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione.

Bonuses, pubblicità e Decreto Dignità

Le regole sulla pubblicità vanno tenute separate da quelle sui bonus, perché sono due cose diverse che il mercato tende a confondere. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024 con queste parole: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM è l’autorità che la applica, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). La cronaca del 2025 e del 2026 aggiunge qualche dettaglio: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proposto per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non è diventato legge, e alla data della verifica il divieto è in vigore.

Sui bonus, la parola corretta è quella degli operatori: bonus di benvenuto. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus, e questo spiega perché un marchio possa avere un bonus ben pubblicizzato dentro il proprio sito e nessuno possa pubblicizzarlo fuori. Non risulta un tetto di legge all’importo del bonus né un tetto ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore.

Tasse: chi paga cosa

Sul fronte fiscale conviene distinguere chi paga. L’operatore versa l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 — il cui numero non è confermato — nella misura del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite, secondo la stampa specializzata. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, in precedenza il 43 % e il 47 %, e le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore, e se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per chi gioca la risposta è più semplice e va presa con la cautela che merita. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa specializzata del 2024 e del 2026 parla di vincite «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve la somma netta senza dichiarare nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione fiscale, quindi la conclusione corretta è che in caso di dubbio su una singola posizione si consulti un commercialista.

Le vincite ottenute da siti non autorizzati o esteri seguono invece una strada diversa, e qui la fonte è l’Agenzia delle Entrate. La risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, con l’aliquota IRPEF applicata non nota. Chi gioca su un sito estero, in altre parole, si assume un obbligo dichiarativo che chi gioca su un concessionario italiano non ha. Queste posizioni andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Siti oscurati e offerta illegale

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 stabilisce che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che violino un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni provider sono più lenti di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo una cronaca commerciale che riferisce di un ordine del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, con i mirror che riappaiono nel giro di ore. Il risultato si chiama, nel lessico del settore, «oscurati».

C’è poi il lato del giocatore, che è quello che riguarda direttamente il lettore. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM la riassume il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore come la enuncia l’ADM stessa; l’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un singolo giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando vengono accettate all’estero.

Cosa si guadagna e cosa si perde con una concessione

Il confronto fra un operatore con concessione ADM e un sito estero non è una questione di morale, è una questione di strumenti. Da un lato ci sono il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Dall’altro non c’è nessuno dei quattro, più la concreta possibilità di finire oscurato a livello di rete e, come dichiara l’ADM, l’esposizione del giocatore a una sanzione di natura penale. I siti esteri che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore. Questa è l’unica differenza che conta davvero, e le differenze di quota che si vedono fra i due mondi sono piccole rispetto a quello che si lascia.

Limiti, autoesclusione e strumenti di controllo

Il primo strumento è il limite di deposito, e in Italia è il giocatore a sceglierlo. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede gli autolimiti su tempo, spesa e perdita; i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; i messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale al momento dell’iscrizione, con un abbassamento che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per alzare un limite. La cifra del limite di deposito che l’ADM fissa nella gara non è nota.

La regola dell’attesa è il punto più interessante dal punto di vista del giocatore. Un limite che si abbassa subito è uno strumento che funziona nel momento in cui serve, cioè quando si decide di fermarsi; un limite che si alza dopo sette giorni è uno strumento che resiste all’impulso opposto. La combinazione delle due regole è più incisiva di qualsiasi cifra fissa, perché non dice al giocatore quanto può spendere in assoluto: gli dice che non può spendere di più prima di averci pensato una settimana.

Il Registro Unico degli Autoesclusi

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è stato istituito nel 2018 e blocca ogni piattaforma online con concessione ADM insieme alle sale fisiche. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore. Una fonte commerciale riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. Sui periodi e sulle forme valgono quelli scritti nei termini degli operatori e nella pagina ADM dedicata.

Un dettaglio che vale la pena isolare. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso che apre un conto su un sito estero non è protetto: l’autoesclusione è un impegno che il giocatore prende con il sistema italiano e che il sistema italiano rispetta, non una barriera universale. Chi si autoesclude e continua a giocare altrove sta semplicemente giocando senza la protezione che si era dato.

L’autoesclusione nei termini di un operatore

Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. È un esempio utile di come gli strumenti di autoesclusione si siano ampliati: un intervallo da 7 a 270 giorni copre una pausa breve e un’interruzione lunga, e la revoca dopo nove mesi dà un orizzonte a chi sceglie l’esclusione a tempo indeterminato. Lo stesso operatore, in registrazione, chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e anche qui vale la regola generale: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.

Fra gli strumenti degli operatori, quelli di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero verde è il primo posto dove guardare quando il gioco smette di essere un passatempo, e il fatto che compaia nella scheda di un operatore accanto agli strumenti di controllo è il modo corretto di presentarlo: come un’informazione di servizio, non come una clausola.

Sul versante della comunicazione, l’art. 15, comma 2 stabilisce che ogni concessionario destina lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra modesta in proporzione al settore, ed è anche l’unica parte della normativa che paga la prevenzione con i ricavi del gioco stesso.

Domande frequenti

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi del palinsesto approvato: il programma di eventi sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi, insieme alle tipologie di giocate predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno, e una scommessa fuori dal palinsesto approvato non è ammessa. Quali sport e quali tipologie contenga il palinsesto di un singolo operatore va verificato nel suo programma di gioco.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, l’unico test che conta: al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per società, e l’Elenco non ha una colonna per i giochi, quindi il nome conferma che quel sito è autorizzato ma non che offra scommesse sportive.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota: dieci euro a quota 1,90 restituiscono 19 €, con 9 € di profitto netto, cioè la puntata per la quota meno uno. Nelle multiple le quote si moltiplicano fra loro e formano un prezzo unico, e sbagliare una sola giocata azzera l’intera combinazione.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si divide uno per quella somma: il risultato è la quota di restituzione del mercato. Su un mercato illustrativo a due esiti a 1,90 e 1,90 la restituzione è di circa il 95 % e il margine di circa il 5 %, una banda che sale sui mercati con più esiti.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta cade sul concessionario: la stampa specializzata parla di vincite tassate alla fonte. Le vincite da siti non autorizzati o esteri andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Contenuto creato dal team «guidescommesseit»