Siti di scommesse con licenza 2026: la concessione si verifica in tre minuti, il conto lo paghi per mesi

Updated Ottobre 2026
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Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna

Ogni bookmaker che accetta scommesse sportive in Italia con vincite in denaro deve avere una concessione dell’ADM. Non «dovrebbe». Deve. Il gioco a distanza con posta in denaro, ricorda l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, può essere offerto solo da chi è titolare di una concessione, e l’elenco dei concessionari autorizzati pubblicato dall’Agenzia è il test completo su chi ce l’ha. La conseguenza arriva prima di qualsiasi quota: quel numero decide se dietro la tua schedina c’è un’Agenzia, un registro di autoesclusione e un tribunale italiano, oppure un server all’estero e nessuno dei tre.

Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall'ADM e di.

Ottobre 31, 2026 — verificato contro l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM e contro i termini e le condizioni dei singoli operatori.

Fermare il gioco prima: cosa scatta, e da quando

Chi gioca d’azzardo in modo problematico non chiede quasi mai aiuto nel momento in cui il conto è in rosso. Chiede aiuto in un momento qualunque, magari di notte, e da quel momento in poi la partita è già persa se lo strumento non è immediato. Il sistema italiano ha una risposta che è insieme la più utile e la più sottovalutata di tutto l’elenco delle tutele: l’autoesclusione dal gioco a distanza. Vale la pena guardarla prima di guardare le quote, perché è l’unico pezzo di questa materia che decide qualcosa mentre ci sei dentro.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
L'autoesclusione può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi.

Le forme dell’autoesclusione, e perché la scelta conta

L’autoesclusione non è un pulsante unico. Sul portale dell’ADM si può scegliere un blocco trasversale, che coinvolge tutti i concessionari e impedisce anche l’apertura di nuovi conti, un blocco limitato a un singolo concessionario, oppure un blocco su una sola categoria di gioco — per esempio le scommesse a quota fissa. La distinzione sembra tecnica e invece è personale: chi si sta rovinando solo sulle scommesse sportive può chiedere di restare fuori dalle scommesse e continuare a giocare altrove, e questo è un compromesso che il regolatore italiano permette esplicitamente. Chi vuole davvero uscire dal circuito sceglie la forma trasversale, perché è quella che chiude anche la porta di servizio dei nuovi conti.

La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID, oppure direttamente a uno dei concessionari presso cui il conto è già aperto. Alla stessa pagina l’ADM tiene il numero verde nazionale 800 558822, sostegno gratuito e anonimo per chi ha un problema con il gioco. È il canale che non costa niente e non lascia traccia, e va detto senza girarci intorno: chi ha già capito di avere un problema lo usi prima di leggere il resto.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
La richiesta di autoesclusione si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto.

I tempi dell’autoesclusione: 270 giorni, o nove mesi, a seconda di cosa chiedi

Qui le regole sono cambiate e la maggior parte delle pagine in circolazione riporta ancora la versione vecchia. Fino a qualche mese fa le condizioni di un operatore come AdmiralBet parlavano di autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni, oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Da un certo punto in poi l’orizzonte si è allargato.

Il quadro attuale, come lo descrive l’ADM, è questo: la durata può arrivare fino a 270 giorni, scelta dal giocatore, oppure essere a tempo indeterminato, e in quest’ultimo caso la revoca è possibile solo dopo almeno nove mesi. L’autoesclusione a tempo determinato, invece, non si revoca prima della scadenza. Nessuno ti toglie il blocco perché ci hai ripensato martedì mattina.

Il punto editoriale è che 270 giorni sono nove mesi della vita di una persona, e nove mesi sono anche il tempo minimo di attesa su un blocco indeterminato: le due cifre si assomigliano abbastanza da rendere il blocco indeterminato, a conti fatti, un impegno a lungo termine con una via d’uscita che nessuno promette per iscritto. Chi entra in quell’opzione lo faccia sapendo che la revoca non è un suo diritto automatico, ma una possibilità subordinata a un’attesa minima.

Cosa si può fare durante il blocco, e cosa resta congelato

Con l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, non si possono fare giocate e non si possono aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM. Il saldo prelevabile resta prelevabile: i soldi che sono già sul conto non vengono sequestrati, si portano a casa. È una distinzione che a molti sfugge e che vale la pena ripetere, perché la paura di perdere il saldo è una delle ragioni per cui si rimanda la richiesta.

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, e il suo raggio d’azione è più largo di quanto si creda: blocca ogni piattaforma di gioco online con concessione ADM e anche le sale fisiche. Non è quindi un filtro su un singolo marchio. È la rete che tiene insieme un mercato intero, e questa è esattamente la differenza che si perde quando si gioca su un sito senza concessione.

registri, identità e altri documenti: quando lo strumento ti chiede una prova

Un sistema di protezione che nessuno attiva non protegge nessuno. Due ostacoli pratici si frappongono tra il giocatore e lo strumento: sapere che esiste e avere i mezzi tecnici per usarlo. Il primo si risolve leggendo le condizioni del conto di gioco. Il secondo è una questione di identità digitale.

SPID, CIE e il timer dei trenta giorni

L’autoesclusione dal portale ADM passa da SPID. Chi non ha SPID ha comunque la strada del concessionario, ma è una strada più stretta: si apre il conto di gioco con identificazione piena, e le procedure offerte sul mercato italiano ruotano attorno a SPID e CIE accanto alla registrazione classica. L’apertura del conto BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE oltre al modulo tradizionale, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Il conto di gioco non è un profilo usa e getta. AdmiralBet lo apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. La comodità dello SPID di livello 2 sta proprio lì: non devi decidere tu cosa caricare.

E poi c’è la parte che frega la gente distratta. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. Trenta giorni sembrano tanti. Non lo sono, se ti registri in agosto per scommettere sul campionato e i documenti restano nella cartella dei download.

Il conto che paghi per mesi: quanto costa davvero una promozione di benvenuto

Il «bonus di benvenuto» è la parola più usata e meno letta del settore. Nessuna legge italiana fissa un tetto ai bonus, né un tetto ai requisiti di puntata, quindi ogni cifra che vedi — l’importo, il rigioco, la quota minima, la scadenza — arriva dai termini del singolo operatore e da nessun altro posto. La conseguenza pratica: due offerte con lo stesso numero sullo striscione possono costarti cose completamente diverse.

Su ogni singola scommessa, l’importo massimo di bonus utilizzabile è di 100 €. È un dato che vale la pena tenere a mente, perché i bonus non sono prelevabili subito: vanno giocati secondo il requisito di puntata previsto dalle normative ADM. Soldi virtuali con una scadenza e un regolamento allegato, in pratica. Chi li legge come se fossero contanti ha già perso il primo giro.

Quanto costa ripulire un bonus: un conto con i numeri in chiaro

Un esempio aiuta più di dieci avvertenze. Prendi una settimana di gioco illustrativa: 100 € di turnover, giocati una volta sola, su un mercato a due esiti con quota decimale 1,90 su ciascun esito. Non è un prezzo di listino di nessun bookmaker, è un’illustrazione con numeri tondi.

Su quel mercato la somma degli inversi delle quote è 1/1,90 + 1/1,90, quindi la quota di ritorno è 1 ÷ 1,0526, cioè circa il 95 %. Il margine del bookmaker è la parte restante, intorno al 5 %. Su 100 € di turnover, a un margine del 5 %, il costo atteso è di circa 5 €. Detto in modo più utile: il risultato ragionevole di una settimana così è una perdita attorno ai 5 €, e resta nell’ordine di una manciata di euro anche se il margine del mercato che scegli è più generoso o più caro di quello. È una stima statistica su molte giocate ripetute, non una previsione su come andrà la tua: qualcuno quella settimana chiuderà in attivo, qualcun altro lascerà il doppio. Su un orizzonte lungo, però, la media comanda.

Il senso del conto è che il margine non è un dettaglio tecnico da addetti ai lavori. È il prezzo che paghi per giocare, e si paga su ogni giro, anche sul giro che fai per liberare un bonus. Un’offerta che ti chiede di girare cento volte non è generosa perché chiede cento volte: è cara perché chiede cento volte.

Scegliere tra dieci concessioni: i criteri che separano un conto comodo da un conto scomodo

Dieci operatori con concessione ADM, messi uno accanto all’altro, si assomigliano tutti sulla prima riga e si differenziano su tutto il resto. Il criterio che non si negozia è il numero di concessione dichiarato nei termini: è la prova che il sito davanti a te è quello autorizzato e non un sosia. Gli altri criteri riguardano come si entra nel conto, cosa si trova nel palinsesto e con quale strumento si gioca.

La classifica dei dieci: concessione, ragione sociale e quello che dicono i termini

Operatore Numero di concessione e concessionario Cosa dichiarano i termini dell’operatore sul conto di gioco
BetFlag concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a., su BetFlag apertura del conto con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni
Sisal concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a., su Sisal accesso al conto gioco anche con Touch ID; oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live
SNAI concessione ADM n. 16032, Snaitech Spa, su SNAI singole, multiple e sistemi su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con Cash Out
William Hill concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc, su William Hill bonus di benvenuto sport da 10 € con registrazione SPID, o bonus di verifica da 5 € con registrazione manuale dopo l’invio dei documenti entro 96 ore
bet365 concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc, su bet365 periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22
Planetwin365 concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a., su Planetwin365 principali campionati nazionali ed europei più oltre 20 tipologie di sport, con risultati in diretta
Betfair concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l., su Betfair mercati su Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con la sezione Supercombo a quote maggiorate
Lottomatica concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., su Lottomatica Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con streaming per scommettere live
AdmiralBet concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l., su AdmiralBet in registrazione chiede un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni
Betsson concessione ADM n. 16027, Azzurri Limited, su Betsson scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo

Il numero non è il marchio. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e Starcasino ad Azzurri Limited: la società concessionaria raramente porta il nome che leggi sull’insegna, e questa è la ragione per cui la riga da controllare nei termini è la ragione sociale, non il logo. La concessione si concede per sito, non per azienda, e una stessa società può averne più di una: Eurobet Italia gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.

Un dettaglio che sfugge a chi legge la tabella come se fosse un bollino di qualità: l’elenco dell’ADM non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo in qualsiasi combinazione. Il nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel concessionario offra scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, che è la seconda cosa da verificare e la prima che un lettore distratto salta.

Cosa guardare quando le quote sono identiche all’occhio

Nessuna di queste concessioni ti dice chi paga più in fretta o chi ha il margine più basso, e nessuna tabella di questo tipo può dirtelo: le quote si muovono di minuto in minuto e le condizioni di prelievo stanno nei termini di ciascun operatore. Quello che la tabella ti dice è più solido di una quota: quali soggetti sono autorizzati, con quale numero, e cosa promettono per iscritto sul conto di gioco.

Da qui in avanti il confronto diventa una questione di abitudini. Se giochi dal telefono, guarda come si entra nel conto; se giochi sui mercati minori, guarda l’ampiezza del palinsesto; se punti su una partita e vuoi uscirne prima, guarda se c’è il cash out. Sono tre domande diverse, e la terza è quella che distingue un operatore dall’altro più di quanto lo faccia qualsiasi bonus di benvenuto.

I dieci operatori, uno per uno

BetFlag: il conto che si apre con l’identità digitale

BetFlag entra in questa lista portando la concessione ADM n. 16008 di Betflag S.p.a. e una procedura di apertura che mette l’identità digitale al centro: SPID e CIE accanto alla registrazione classica, con il divieto di gioco per i minori di 18 anni scritto in chiaro. Sul mercato italiano è un profilo senza fronzoli: non prova a venderti un palinsesto sterminato e non ha bisogno di farlo.

La lettura che ne faccio è quella di un operatore che ha capito dove sta il vero attrito nel gioco a distanza, cioè nella fase di apertura. Chi ha già SPID si registra in pochi minuti e senza caricare scansioni; chi non ce l’ha affronta il modulo con documento e il conto resta valido solo se viene confermato entro i trenta giorni previsti. Su quel conteggio si gioca la partita, non sulla quota di presentazione: un conto sospeso per documenti non inviati è un conto su cui non prelevi, e questo è il punto in cui BetFlag chiede al giocatore di essere ordinato.

Sisal: un migliaio di eventi al giorno, per chi gioca tutti i giorni

La concessione è la n. 16020 di Sisal Italia S.p.a., e i numeri che l’operatore mette davanti sono quelli che contano per un giocatore abituale: oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’app permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID. Il palinsesto, insomma, è la proposta: qui non si viene per un evento, si viene per il catalogo.

Sul piano dei mercati, Sisal non si limita all’esito finale. Tra le giocate proposte ci sono la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con il Cash Out che chiude la giocata prima che l’evento finisca. La profondità di mercato è ciò che ripaga o punisce un bookmaker, e qui c’è materiale per chi costruisce le giocate invece di scegliere solo il segno.

Il giudizio è che Sisal vince sul volume e non sulla semplicità. Una proposta con mille eventi al giorno premia chi entra ogni giorno; chi gioca due volte al mese ci si perde. Il Touch ID è comodo, ma è comodità dopo, non prima: il conto va comunque identificato per intero.

SNAI: la schedina complicata e il pulsante per uscirne

Concessione ADM n. 16032, Snaitech Spa, e un catalogo di mercati che parla a chi non si accontenta di un esito: singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori. La funzione Cash Out permette di chiudere le schedine prima della fine dell’evento, ed è la voce che pesa più di tutte le altre quando si parla di gestione del rischio.

Il cash out merita una riga in più, perché è lo strumento più frainteso del gioco a distanza. Non è un salvagente e non è gratis: il prezzo che l’operatore ti offre in quel momento incorpora il margine, e chiuderla presto significa spesso incassare meno di quanto la posizione valga. Per chi gioca multiple costruite a mano, però, la possibilità di uscire da una gamba che si è messa male vale l’opzione. Il giudizio su SNAI è questo: la scelta di mercati premia chi studia la schedina, e chi non la studia paga lo stesso il margine.

William Hill: due strade per entrare, due bonus molto diversi

Qui c’è il caso più interessante della lista, ed è anche quello che richiede più attenzione. Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale, invece, è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La concessione è la n. 16044 di William Hill Malta Plc.

Le due strade non sono equivalenti e la differenza non è solo di importo. La strada SPID è immediata e vale il doppio; la strada manuale passa da un controllo documentale e da una finestra di 96 ore, e vale la metà. Chi non ha SPID paga questa assenza in soldi e in tempo, prima ancora di piazzare la prima giocata. Aggiungici che l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni singola scommessa è di 100 € e che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di puntata previsto dalle normative ADM, e il quadro è completo. Il verdetto: l’operatore è chiaro nel dichiarare quello che dà, ma la promessa da 10 € è riservata a chi possiede già l’identità digitale italiana. Per gli altri, il benvenuto è la metà di quello che il marchio annuncia in grande.

bet365: il partner UEFA che ti ricorda il numero verde

La concessione è la n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc, e il biglietto da visita è pesante: Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. La copertura sportiva è ampia e la firma sul calcio europeo è il tipo di accordo che una piattaforma non ottiene per caso.

Quello che mi interessa di più, però, è un’altra riga: gli strumenti di gioco responsabile elencati dall’operatore comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un bookmaker che mette il numero verde nella propria scheda non sta facendo beneficenza: sta adempiendo a un obbligo di comunicazione. Ma l’obbligo esiste e il numero funziona, e tra i dieci questo è il posto in cui la tutela è più visibile.

Il giudizio: bet365 è l’operatore che un giocatore esperto riconosce per il prodotto — molti mercati, profondità sul calcio, live ben servito — e che un giocatore in difficoltà dovrebbe riconoscere per la seconda riga, quella con gli strumenti di pausa e il limite di versamento. Le due cose convivono nella stessa piattaforma, e non è un caso.

Planetwin365: l’offerta più ampia sul calcio italiano

Concessione n. 16007 di Pwo S.p.a., e un catalogo costruito intorno ai campionati che il pubblico italiano segue davvero: i principali campionati di calcio nazionali ed europei, con Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, più competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La presenza della Serie C nella lista è il dettaglio che dice più di tutti. Una piattaforma che copre anche i campionati minori si rivolge a chi scommette spesso e su mercati meno frequentati, dove il margine è tipicamente meno competitivo ma la copertura è ciò che si cerca. Il risultato è un operatore che vale per chi vuole un evento specifico e non per chi vuole la quota più bassa sul big match. Il verdetto: copertura da manuale, nessuna pretesa di essere il più economico, e un’interfaccia pensata per chi sa già cosa sta cercando.

Betfair: il mercato dove puoi fare anche la banca

Betfair arriva con la concessione n. 16028 di Betfair Italia S.r.l. e una storia particolare nel mercato italiano, perché è descritta come la prima piattaforma di betting exchange, il gioco in cui il giocatore può fare la parte di chi punta o di chi banca e il concessionario si limita a mettere in contatto in modo anonimo. La sua documentazione è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, con il prelievo a carico del concessionario.

Sull’app, i mercati proposti includono Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate. Sono due anime nella stessa piattaforma, e vanno tenute separate: il bookmaker tradizionale e l’exchange funzionano con logiche diverse. Quanti marchi gestiscano oggi un exchange in Italia e con quali commissioni è un dato che non circola con chiarezza, e vale la pena verificarlo nei termini prima di aprire un conto per quella ragione.

Il verdetto su Betfair è il più difficile dei dieci, perché dipende da cosa cerchi. Per chi vuole scommettere contro il mercato invece che contro il bookmaker, è l’unica porta di questa lista. Per chi cerca la singola quota sul calcio, la lettura è molto meno entusiasmante.

Lottomatica: il marchio generalista con lo streaming dentro

La concessione è la n. 16010 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., e l’offerta copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il nome è uno dei più riconoscibili del mercato italiano e la ragione sociale dietro è un’altra, come spesso accade.

Lo streaming è il pezzo che cambia il modo di giocare, non solo l’esperienza. Chi guarda la partita in diretta dentro la stessa applicazione in cui ha la schedina aperta gioca sui tempi di gioco — un gol annullato, un cambio, un’espulsione — e non sull’esito finale deciso prima del fischio d’inizio. È una pratica più intensa e più rapida, e chi la sceglie dovrebbe avere già impostato i propri limiti di ricarica e di tempo. Il verdetto: un generalista ben fornito, forte sulla diretta, meno interessante per chi scommette una volta a settimana sul 1X2.

AdmiralBet: l’unico della lista che mette i limiti nella registrazione

AdmiralBet è il caso da studiare, perché è l’operatore di questa lista su cui la verificazione del soggetto è confermata e perché ha la politica di limiti più esplicita del gruppo. La concessione è la n. 16048 rilasciata dall’ADM ad Admiral Bet S.r.l., dichiarata nei termini del conto di gioco insieme al sito tramite cui il servizio è fornito.

In registrazione, l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il conto si apre con registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente.

La cosa che colpisce non è il limite in sé, ma la sua asimmetria. Ridurre è immediato; alzare richiede una settimana di attesa. In quei sette giorni c’è tutta la filosofia dello strumento: il regolatore e l’operatore partono dal presupposto che l’impulso da frenare sia quello di alzare il tetto dopo una serata storta, e mettono un intervallo tra la decisione e il suo effetto. Se ti sembra una seccatura, è esattamente il punto.

AdmiralBet dichiara inoltre l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e i termini precisano che durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, mentre si può prelevare il saldo prelevabile. Il verdetto è che questo è l’operatore con il profilo più trasparente sulla protezione del giocatore, e anche quello che impone l’attrito maggiore a chi vuole cambiare idea in fretta. Le due cose sono la stessa cosa.

Betsson: il catalogo vasto per chi gioca pre-match e live

Ultima posizione con la concessione n. 16027 di Azzurri Limited, e un’offerta dichiarata su scommesse pre-match e live, su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. La ragione sociale non ha nulla a che vedere con l’insegna, e questo è un promemoria per chi controlla le liste.

Il profilo è quello di una piattaforma ampia e generalista, che copre sia la scommessa preparata prima dell’evento sia quella in diretta, con i mercati di base e quelli sui marcatori che servono a costruire una multipla. Non emerge da qui una specializzazione: è un catalogo che vuole esserci su tutto. Il verdetto è che Betsson è una scelta ragionevole per chi cerca un unico conto su cui fare un po’ di tutto, e che non offre nessun motivo particolare per preferirlo a un concorrente se hai già un’idea precisa del mercato che ti serve. In una lista di dieci, essere ampio senza essere distintivo è una posizione, non un vantaggio.

Cosa significa avere una concessione, e cosa si perde senza

Il quadro legale italiano è meno misterioso di come viene raccontato. Il riferimento è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze si chiamano concessioni e si assegnano con gara pubblica, non sono autorizzazioni aperte a chiunque le chieda.

Come si assegna una concessione, e chi la ottiene

L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i concorsi pronostici sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, di carte e quelli di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Sotto l’art. 6, comma 3 chi vince la gara può gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5), mentre le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3).

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Il che spiega perché le nove concessioni citate più sopra si somigliano tutte nel formato: sono cinque cifre, e sono tutte nello stesso intervallo.

Da qui discende l’unica cosa che un lettore deve davvero ricordare. La concessione è per sito, non per azienda, e l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. Trovare un nome sull’elenco autorizza quel sito a offrire gioco a distanza; non prova che offra scommesse sportive. Quella prova sta nel sito e nell’app dell’operatore.

Vale anche il ragionamento inverso, ed è quello che fa più male: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono tra le 52 righe lette il 25 ottobre 2026. Non significa che siano scomparsi dal web. Significa che, per il gioco con vincite in denaro rivolto a giocatori in Italia, non risultano titolari di una concessione.

Perché il sito autorizzato finisce in .it, e cosa cambia per te

Il dominio .it è il segno visibile di un’assegnazione fatta per sito. L’elenco dell’ADM lega ogni codice a un sito italiano, e l’operatore dichiara nei propri termini di fornire il servizio tramite quel sito: AdmiralBet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il sito AdmiralBet. È il tipo di frase che nessuno legge e che vale l’intero controllo.

Per il giocatore la conseguenza è pratica. Il marchio internazionale che compare con un dominio diverso da quello italiano è un’insegna che non hai modo di collegare a una concessione, e il controllo che fai in tre minuti è sempre lo stesso: apri i termini del conto di gioco e cerchi il numero e la ragione sociale. Se ci sono, sei davanti al soggetto autorizzato. Se non ci sono, tutto quello che hai davanti è un sito che assomiglia a un bookmaker.

Sul versante dei controlli pubblici, l’art. 22 del decreto 41/2024 prevede che l’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza e con Sogei, rediga la lista dei siti di offerta legale riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, rendendole pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Le due liste sono pubbliche, e questo è il dettaglio che rende la verifica alla portata di chiunque.

Gli strumenti che la concessione porta con sé

Un operatore con concessione non è solo un operatore autorizzato: è un operatore che deve metterti a disposizione una serie di strumenti. L’art. 15, comma 1 prevede l’autolimitazione del tempo, della spesa e della perdita; i limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’ADM; i messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. A questo si aggiunge l’obbligo, per l’art. 15, comma 2, di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Il limite di deposito è quello che si tocca con mano. In registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale al momento dell’iscrizione, una riduzione che si applica subito e un’attesa di sette giorni per alzarlo. La cifra che l’ADM fissa nella gara non è pubblica, quindi quello che conta per il giocatore non è il valore di partenza ma la meccanica: si scende quando vuoi, si sale con calma.

Ci sono poi gli strumenti che riguardano l’accesso. Il conto di gioco richiede identificazione piena; le piattaforme offrono la registrazione con modulo e copia del documento e quella con SPID, e Goldbet anche con CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Sul fronte anagrafico, l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. E per completare il quadro: un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non risulta, e gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito scelto in registrazione.

Pagare e incassare: ricariche, conti e quello che non si può fare

Il denaro entra nel conto attraverso canali tracciati. I punti vendita ricariche, previsti dall’art. 13 del decreto 41/2024, sono iscritti in un registro dell’ADM — tabaccai, ricevitorie — e ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. È un canale fatto per far entrare soldi, non per farli uscire, e la limitazione è deliberata.

Le piattaforme di confronto mostrano, presso gli operatori con concessione ADM, carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney. L’elenco effettivo di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM il quadro è aperto, e non risulta una norma che nomini i canali approvati: chi vuole pagare in cripto lo verifichi nelle condizioni del singolo conto prima di contarci.

Il controllo sui pagamenti ha anche un lato sanzionatorio. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata. Se e quando arriverà, il canale di pagamento verso un sito non autorizzato si chiuderà anche da quella parte.

Denunciare l’offerta illegale: chi rischia cosa

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e la legge italiana non si limita a colpire chi organizza. L’art. 22, comma 1 del decreto 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e quella dei siti inibiti, entrambe pubbliche sui siti dell’Agenzia e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Sul funzionamento pratico del blocco, la realtà è meno netta di come viene descritta: l’oscuramento agisce a livello DNS e alcuni fornitori restano indietro; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati»: siti resi non raggiungibili dal provider, non siti cancellati dal web.

La parte che riguarda direttamente il lettore è un’altra, ed è la più scomoda. L’ADM, in un comunicato del 28 febbraio 2024, richiama l’art. 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401: la legge prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. È l’ADM stessa a dirlo, e riguarda il giocatore, non solo l’organizzatore. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti, ma la norma è scritta e la fonte è l’Agenzia.

Da questo deriva il confronto onesto tra le due strade. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti obbligatori di limitazione dell’attività e un foro italiano. Un marchio .com senza autorizzazione non porta nessuno dei quattro, è esposto all’oscuramento e, come dichiara l’ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore.

La pubblicità del gioco: vietata, con qualche ma

Il Decreto Dignità, all’art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito con legge 96/2018, è in vigore. L’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è l’AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).

Lo stato dell’arte è movimentato. La stampa specializzata riporta che l’AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, uno sulla responsabilità delle piattaforme e uno sulla necessità di notifica del divieto. È stata proposta, ma non è legge, una modifica alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Per il lettore la ricaduta è concreta e vale più di una riga di cronaca. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un «bonus di benvenuto» resta perfettamente legale, e la sua descrizione nei termini non è una forma pubblicitaria vietata. Poiché non esiste un tetto statutario ai bonus né ai requisiti di puntata, importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore e da nient’altro. Ed è anche la ragione per cui, su questo mercato, le promozioni circolano molto più nei termini di conto che negli spazi pubblicitari.

Due cose che è meglio sapere prima di aprire il conto

Primo: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario. La stampa specializzata lo ripete nel 2024 e nel 2026 con l’espressione «tassate alla fonte»: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. Si tratta però di una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la chiusura è d’obbligo: consultare un commercialista.

Secondo, ed è il lato che riguarda chi gioca all’estero: l’imposta che il concessionario paga sulle scommesse sportive a quota fissa è l’imposta unica del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, al 20,5 % se la raccolta è fatta su rete fisica e al 24,5 % se è a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %), e le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» di portare le due aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per le vincite su siti non autorizzati o esteri, invece, il quadro cambia proprio. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intera somma ricevuta senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è dato sapere, e la posizione va scritta per quella che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e questa non è consulenza fiscale. È il modello, non una risposta al caso singolo.

Il palinsesto, i virtuali e i cavalli: cosa si può giocare e a quali condizioni

Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore, il concorso a monte comune. Se qualche marchio online offra concorsi pronostici sportivi non è dato sapere. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno; a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con una piattaforma come primo partner secondo la stampa specializzata. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto è, per il resto, non noto.

Gli eventi simulati hanno una definizione propria. L’art. 2, lett. v) definisce «scommesse su eventi simulati» quelle su eventi sportivi, ippici e altri generati dal computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, consentite all’interno di una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori tengono una sezione «Virtuali». Su questi eventi l’imposta è il 24,5 % sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite, come già visto.

L’ippica è due cose diverse nella legge, e confonderle è l’errore più comune. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: giocate tipo vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté) richiedono una concessione propria. Se un marchio tratti i concorsi ippici nazionali online è non noto.

Il live è offerto da ogni operatore di grandi dimensioni, ma le regole dell’ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live. Le scommesse su eventi dei minori hanno una delibera di un direttore dell’ADM che cita il DM 111/2006, di contenuto non noto. Se il palinsesto includa gli esport è non noto. Sono tutti punti in cui l’unica risposta onesta è che il lettore verifica sul sito dell’operatore e nel palinsesto approvato, non in una pagina come questa.

Chiudo con una nota di metodo che vale per tutto il capitolo legale. Le concessioni non si comprano al banco, si vincono con una gara da circa 7 milioni di euro per nove anni e senza rinnovo automatico, e chi le ottiene accetta di tenere il regime fiscale e le condizioni ferme per tutta la durata. È un mercato chiuso per costruzione, e questa è la ragione per cui un sito senza numero di concessione non è un concorrente più sbarazzino degli altri: è fuori dalla partita.

Il margine che non vedi: come si legge il prezzo di un mercato

C’è una cosa che accomuna tutti e dieci gli operatori di questa lista e che nessun banner dice: su ogni mercato il bookmaker si trattiene una parte. Non è un abuso, è il modello di business, e si chiama margine. La quota di ritorno di un mercato è 1 diviso la somma degli inversi di tutte le quote di quel mercato; il margine è il 100 % meno quella quota di ritorno. Sono due facce della stessa medaglia, e qui si scrive quella che serve al lettore: il margine.

Quanto ti costa una settimana di gioco

Torniamo all’esempio con numeri tondi. Un giocatore si dà un limite di deposito settimanale di 100 € e lo gioca una volta sola, su un mercato a due esiti quotato 1,90 e 1,90. Non è una quota di nessun bookmaker reale, è un’illustrazione per far vedere dove finiscono i soldi.

La somma degli inversi è 1/1,90 più 1/1,90, che fa 1,0526 circa. La quota di ritorno è quindi 1 ÷ 1,0526, cioè intorno al 95 %, e il margine del bookmaker è la parte restante, circa il 5 %. Su 100 € di turnover a un margine del 5 %, il costo atteso è di circa 5 €. In parole povere: giocando così, settimana dopo settimana, il risultato più ragionevole è lasciare sul tavolo una cifra nell’ordine di una manciata di euro, con l’avvertenza che è una stima media su molte giocate e non una previsione su quella singola. Chi vince la prima settimana non ha sfatato la statistica; ha solo estratto un caso favorevole dalla distribuzione.

Il punto non è il numero, che con un margine diverso cambia. Il punto è che la stessa cifra di 100 € giocata su un mercato con margine più alto lascia di più al bookmaker e di meno a te, e che il margine si paga su ogni giro, anche sul giro che fai per liberare un bonus. Ecco perché un’offerta che chiede cento giri non è un’offerta generosa: è un’offerta che moltiplica cento volte il prezzo che paghi per giocare. Il bonus, dal punto di vista del bookmaker, è un modo per aumentare il numero di giri.

Le quote che il margine non racconta

Qui va detta una cosa che nessuna tabella comparativa può dire onestamente: due operatori possono avere lo stesso margine medio e comportarsi in modo diverso sui singoli mercati. Su un big match di Serie A i prezzi sono tirati e il margine è sottile; su un campionato minore o su un mercato secondario lo stesso operatore allarga la forbice, e il giocatore che scommette solo su quelli paga molto più degli altri senza accorgersene.

La conseguenza pratica è un’abitudine, non un calcolo. Prima di piazzare, guarda entrambe le quote del mercato a due esiti che ti interessa: se le due cifre sono vicine a 1,90 e 1,90 come nell’esempio, il margine è nell’ordine di una manciata di punti percentuali; se scendono verso 1,80 e 1,80, il prezzo che paghi è sensibilmente più alto. Non serve calcolare nulla. Serve guardare le due cifre insieme invece di guardare solo quella che ti piace.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM, e si cerca il nome. Il passaggio che molti saltano è il secondo: si aprono i termini del conto di gioco e si confronta il numero di concessione e la ragione sociale con quelli dell’elenco. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive.

Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?

La concessione si assegna per sito, non per azienda: ogni riga dell’elenco dell’ADM è legata a un sito italiano, e l’operatore dichiara nei propri termini di fornire il servizio tramite quel sito. Il dominio .it è il segno visibile di quell’assegnazione. Un marchio internazionale che compare con un altro dominio è un’insegna che non riesci a collegare a una concessione.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, e blocca ogni piattaforma di gioco online con concessione ADM e anche le sale fisiche. Il giocatore può escludersi da tutti i concessionari, da uno solo o da una categoria di gioco. Durante il blocco non si deposita, non si gioca e non si aprono conti, ma il saldo prelevabile resta prelevabile.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. La cifra che l’ADM fissa nella gara non è pubblica, quindi il valore conta meno della meccanica: abbassare il limite ha effetto immediato, alzarlo richiede un’attesa di sette giorni. È la stessa logica dei limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non è sottoposto alla vigilanza dell’ADM e non deve offrire gli strumenti obbligatori di limitazione dell’attività. È esposto all’oscuramento a livello DNS, che rende il sito irraggiungibile senza cancellarlo. E l’ADM richiama l’art. 4 della legge 401/1989: anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM le vincite non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: è una ricostruzione riportata dalla stampa specializzata e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. Sui siti esteri o non autorizzati le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.

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