Siti di scommesse esteri, la concessione ADM e quello che rischia chi gioca fuori

Updated Ottobre 2026
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Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna

Dati aggiornati al Ottobre 31, 2026; concessioni e numeri di conto verificati sull’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e sulle condizioni contrattuali degli operatori.

L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Chi cerca un sito di scommesse estero cerca quasi sempre una cosa sola: un’alternativa a quello che trova qui. La promessa implicita è che fuori dai confini ci sia più scelta, quote migliori, meno paletti. La verità è più ruvida e sta in una riga di elenco pubblico. Un bookmaker che accetta scommesse da giocatori italiani ha bisogno di una concessione ADM per il gioco a distanza, rilasciata sito per sito, e chi non ce l’ha sta fuori dal sistema — con tutte le conseguenze che questo comporta per chi ci deposita sopra dei soldi. Non è una questione di gusti o di marchi simpatici. È una questione di quale rete di protezione si attiva nel momento in cui qualcosa va storto.

C’è una seconda cosa che il giocatore scopre tardi, di solito quando prova a prelevare o quando decide di smettere per un po’. Il sistema italiano ha strumenti che esistono perché qualcuno li ha imposti per legge: l’autoesclusione che vale su tutte le piattaforme autorizzate, i limiti di deposito scelti in registrazione, la vigilanza dell’autorità, un foro competente in Italia. Un dominio .com senza concessione non ha nessuno di questi. Non perché sia gestito male, ma perché non è tenuto ad averli. E il conto di questa assenza lo paga sempre la stessa parte: chi gioca.

Il prezzo, poi, non si paga solo con i soldi. ADM, nel suo comunicato del 28 febbraio 2024, ha scritto nero su bianco che la legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda non solo per chi pubblicizza in Italia giochi accettati all’estero, ma anche per il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari. Nessuno sa quanto sia l’ammenda in euro e non risultano casi di giocatori portati in tribunale per questo. Ma la norma c’è, l’autorità la cita, e chi apre un conto pensando che «tanto è solo un sito di scommesse» sta scommettendo anche su un’altra cosa.

Questa pagina fa il percorso inverso rispetto al solito. Comincia da ciò che protegge il giocatore, perché è lì che si decide se il resto ha senso. Poi guarda i dieci concessionari con i loro numeri di concessione e i loro conti di gioco. Solo dopo torna indietro a spiegare i fondamenti — cosa distingue davvero una piattaforma autorizzata — e infine il quadro normativo che tiene insieme tutto, dal decreto di riordino del 2024 alla pubblicità vietata alla tassazione delle vincite.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che un sito estero non ha

Il punto di partenza non è il bonus. È cosa succede alla terza settimana, quando il conto scende e la testa dice una cosa e il pollice ne fa un’altra.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

L’autoesclusione che vale su tutte le piattaforme

Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e fa una cosa semplice e potentissima: chi si iscrive viene bloccato su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è stata presentata. Non è un blocco volontario che il singolo operatore può ignorare. È un blocco di sistema, e vale anche per le sale fisiche.

Le condizioni di Admiralbet descrivono la meccanica in modo piuttosto chiaro: l’autoesclusione si chiede per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate. Dal 1° febbraio 2026 la finestra si è allargata: la durata va da 7 a 270 giorni, oppure resta indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. L’allargamento conta più di quanto sembri. Una finestra corta serviva a poco per chi ha un problema serio, e una finestra lunghissima veniva rifiutata da chi si sentiva semplicemente in vena di fermarsi un mese.

Il dettaglio che sfugge sempre: un sito senza concessione non è collegato al RUA. Chi si autoesclude da un concessionario italiano e poi apre un conto su un dominio estero non è protetto da niente. La barriera che aveva appena costruito resta in piedi solo da una parte della strada.

I limiti che si scelgono in registrazione

La legge delega al concessionario il compito di fissare limiti sugli importi depositati in un periodo definito, calibrati sull’età e sul comportamento di gioco del giocatore, secondo protocolli approvati da ADM. Nella pratica questo si traduce in una scelta che il giocatore fa mentre apre il conto.

Admiralbet, in registrazione, chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile. La parte interessante è l’asimmetria: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Chi ha provato a rimangiarsi un limite alle due di notte sa esattamente perché quel ritardo esiste. Non è burocrazia lenta. È il raffreddamento, e funziona proprio perché è fastidioso.

Vale la pena fermarsi su una distinzione che genera confusione. Chi cerca «limite di puntata» come se fosse una regola uguale per tutti sta cercando una cosa che non c’è.

Verifica dell’identità: quando il conto si blocca

Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Le strade sono due, e le condizioni cambiano.

BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica. Admiralbet apre il conto con la registrazione tradizionale — fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png — oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e questo vale per qualunque via si scelga.

Perché insistere su un passaggio che sembra solo un ostacolo in più? Perché senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano. La sequenza è sempre quella: si deposita in fretta, si punta per qualche sera, e il blocco arriva nel momento peggiore, cioè quando si vuole incassare. Chi apre con SPID o CIE il problema non lo incontra affatto.

Dove si chiede aiuto, e perché lì

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. Per i residenti in Italia l’operatore indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

La legge aggiunge un obbligo che vale la pena conoscere: ogni concessionario è tenuto a mettere a disposizione un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Sembra un cavillo da contratto. In realtà è la differenza tra un problema che si affronta di martedì pomeriggio e un problema che si affronta da soli alle tre di notte.

Su questo terreno la voce si abbassa e il tono cambia, com’è giusto. La legge 401/1989 non è un dettaglio da commentare con una battuta, e il registro degli autoesclusi non è un argomento per fare colore.

La partita a due facce: cosa resta scoperto fuori dal sistema

Admiralbet, bet365, BetFlag: tutti concessionari, tutti con gli strumenti di cui sopra, tutti raggiungibili dalla stessa autoesclusione. La differenza con un dominio estero non è di qualità del servizio. È di architettura.

Su un sito senza concessione mancano il collegamento al RUA, la vigilanza di ADM, l’obbligo dei limiti e un foro italiano davanti al quale discutere. Restano il deposito, la puntata e il prelievo, gestiti secondo le regole di casa di chi sta dall’altra parte. Qualche brand offshore pubblica anche strumenti di gioco responsabile, e chi li pubblica va creduto su quello che dichiara. Ma uno strumento che l’operatore si è dato da solo non è uno strumento che il sistema gli impone, e nel momento in cui serve davvero la differenza si sente tutta.

Classifica e confronto: i dieci concessionari con il numero di concessione

Dieci nomi, dieci numeri, una sola domanda utile: cosa cambia, in pratica, da un conto all’altro.

Prima di scorrere la tabella serve una precisazione che vale più di tutte le righe che seguono. La concessione è rilasciata per sito, non per azienda, e il concessionario quasi mai coincide con il marchio che il giocatore vede. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione di Eurobet, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. quella di Lottomatica, Azzurri Limited quelle di StarCasinò e di Betsson. Il nome dell’azienda non è un dettaglio burocratico: è la controparte contrattuale vera, ed è quella che si cita in caso di contestazione.

L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Nessuna di quelle righe ha una colonna che dica quali giochi il titolare può offrire. Un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel marchio accetti scommesse sportive: quello lo dimostra il sito dell’operatore e la sua app. E l’elenco non è il mercato intero: esistono altri concessionari oltre ai dieci qui sotto, e un marchio che non compare in questa tabella non è per questo privo di concessione.

Marchio e sito .it Numero e società titolare Cosa dicono le condizioni dell’operatore Cosa si trova sul conto di gioco
Lottomatica ADM n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi Quote e risultati in tempo reale, streaming per seguire la partita in diretta
AdmiralBet ADM n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. Limiti di ricarica, spesa e tempo impostati in registrazione, giornalieri, settimanali e mensili Riduzione del limite immediata, aumento dopo 7 giorni; autoesclusione da 7 a 270 giorni o indeterminata
William Hill ADM n. 16044 — William Hill Malta Plc Benvenuto Sport con bonus accreditato subito a chi si registra con SPID Bonus di verifica con registrazione manuale e invio documenti entro 96 ore
StarCasinò (Starcasino.it) ADM n. 16026 — Azzurri Limited Piattaforma casino-first con scommesse su eventi italiani e internazionali Più tipologie di scommessa sportiva accanto a slot e Live Casinò
Planetwin365 ADM n. 16007 — Pwo S.p.a. Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga Oltre 20 tipologie di sport, risultati in diretta, coppe europee
NetWin ADM n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. Offerta Sport-50 riservata ai nuovi giocatori con conto verificato Deposito minimo di 20 €, bonus reale pari al 100% del primo deposito fino a 50 €
Betfair ADM n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo Combo e mercati unici a quote maggiorate
Eurobet (Eurobet.it) ADM n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto da calcio, tennis e basket fino a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi Anche eventi di spettacolo (musica, cinema, tv, reality) e di politica (elezioni)
Sisal ADM n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live Streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket; accesso con Touch ID
bet365 ADM n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League Premier League, Champions, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live

La colonna che salta all’occhio è quella dei numeri, e non per il motivo che sembra. Che siano tutti nella fascia 16000–16051 non dice nulla su quale sia «migliore»: sono codici di un bando, non un punteggio. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Quella cifra la paga l’operatore, non il giocatore. Ma vale la pena sapere che il tavolo su cui si gioca è stato apparecchiato da un investimento a nove cifre, perché spiega l’aggressività con cui i concessionari si contendono il primo deposito.

Il resto della tabella va letto come una fotografia dei palinsesti, non come una graduatoria. Eurobet porta a casa il premio per la voce più strana, con le elezioni tra gli eventi su cui si può puntare; StarCasinò dichiara candidamente di essere un casinò con un bookmaker attaccato di lato, e chi cerca profondità sulle scommesse sportive lo capisce in trenta secondi di navigazione; Sisal risponde con i numeri grossi, oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 live. Sono posizionamenti diversi, e ognuno ha un tipo di giocatore che ci si trova bene.

Fondamenti: cos’è davvero un sito di scommesse estero

Quando si parla di «siti esteri» si sta descrivendo una cosa sola, e conviene nominarla senza giri di parole: un’offerta priva di concessione ADM.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Il quadro italiano funziona così. La concessione è il titolo che abilita un operatore a raccogliere gioco a distanza con vincite in denaro, e ADM la assegna per bando pubblico, non a sportello. Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, è la cornice del riordino del settore: all’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione, e tra questi ci sono le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, quelli simulati inclusi, e sulle corse dei cavalli; i pool sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo.

Due elementi di quel meccanismo pesano più di tutti sul lettore. Il primo è che i vincitori del bando possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Il secondo è che i requisiti per partecipare comprendono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando. La conseguenza pratica è che la concessione non è una licenza perpetua comprata una volta: è un titolo a scadenza, e chi opera oggi sul mercato italiano ha davanti una data oltre la quale tutto torna in discussione.

Il palinsesto: perché non tutto si può giocare

L’art. 2, lett. s) del decreto definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, incluse le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa si può accettare solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto approvato.

È una regola che sfugge a chi immagina la scommessa come un mercato libero. Non lo è. L’offerta si costruisce insieme all’autorità, che aggiunge gli eventi uno alla volta. Il caso raccontato dalla stampa di settore è utile per capire il ritmo: a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner. Un torneo di ping pong arrivato sul palinsesto dopo un passaggio formale. Chi cerca una nicchia rara su un concessionario italiano scopre presto che la nicchia, semplicemente, potrebbe non essere mai stata approvata.

Su altri fronti la legge è ampia. Gli eventi simulati — art. 2, lett. v), cioè gli eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, e le sezioni «Virtuali» dei siti degli operatori lo confermano. Le scommesse live sono offerte da ogni operatore di una certa dimensione, anche se le regole di ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono note, e non esiste da nessuna parte un elenco dei mercati live disponibili.

Il betting exchange merita una riga a parte, perché chi lo cerca di solito sa cosa cerca. È ammesso come gioco separato, e funziona in modo diverso da tutto il resto: il giocatore può fare la parte del puntatore o quella del banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Betfair è descritta come la prima a portarlo in Italia, con la concessione 16028.

La differenza che il giocatore sente

Il nocciolo della questione sta in una comparazione che ADM non fa e che tocca fare a chi scrive.

Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’autorità, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com privo di concessione non porta nessuno di questi, è esposto all’inibizione del dominio e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Non esiste una terza casella in cui infilarsi: o si sta dentro il sistema delle concessioni, o si sta fuori.

Chi sostiene il contrario di solito argomenta in due modi. Il primo è che una licenza straniera — Curaçao, Malta, Anjouan — offra comunque una tutela. Non è così nel quadro italiano: quella licenza non ha alcun valore qui, e non attiva nessuno degli strumenti descritti nella sezione sulla prevenzione. Il secondo è che le quote offshore siano sistematicamente migliori. Su questo la risposta onesta è che il margine del bookmaker è ciò che determina quanto un mercato restituisce, che le fonti consultate non portano confronti di margine tra mercati esteri e mercati italiani, e che un «5% in più» promesso in un banner non è un dato. Chi vuole farsi un’idea propria ha uno strumento semplice: prendere i tre esiti di un mercato 1X2 e sommare gli inversi delle quote. Il risultato sotto 1 è quello che il bookmaker si tiene.

Normativa, vigilanza e giurisdizione

Un dominio bloccato sembra una questione tecnica. È una questione giuridica, con numeri e soggetti precisi.

Inibizione: chi blocca, in base a cosa, con quali conseguenze

L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. La norma mette in capo a chi fornisce connessioni Internet l’obbligo di consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. ADM blocca siti privi delle autorizzazioni previste dal 2007, e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro.

Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, e la pagina di avviso segnala che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia. Entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione. L’ultimo elenco dei siti inibiti è aggiornato al 13 ottobre 2026.

Il reindirizzamento a una pagina di avviso è un miglioramento reale rispetto all’indirizzo IP nudo, e vale la pena dire perché. Un errore di battitura che porta a un indirizzo numerico produce confusione; una pagina che spiega in italiano che quel sito non è autorizzato produce informazione. Il giocatore che cercava un’alternativa riceve almeno la notizia che quell’alternativa non esiste, invece di una schermata bianca.

Poi c’è il capitolo sanzioni, quello che nessuno mette nei banner. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto da ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, ai sensi dell’art. 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41. Per violazione, non per sito, e non per anno. Un intermediario che lascia passare pagamenti verso una piattaforma non autorizzata sta esponendosi a una cifra che cresce con ogni operazione accertata, ed è per questo che il fronte del pagamento è più sensibile di quello della connessione.

Perché il blocco non chiude la partita

Il blocco agisce a livello di DNS, e alcuni fornitori sono più lenti di altri ad allinearsi. Gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a ogni passaggio, un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola che il mercato usa per il risultato è «oscurati», ed è la parola giusta: il sito non sparisce, si fa buio.

Chi legge questa sequenza e conclude che «tanto li bloccano e tornano» ha capito il meccanismo e sbagliato la lezione. La volubilità del blocco è esattamente ciò che rende quella zona inadatta a chi deposita denaro. Un dominio che cambia indirizzo ogni poche settimane non è un posto dove lasciare un saldo, e non è un posto da cui pretendere un prelievo secondo tempi prevedibili. Chi ci mette soldi sta prestando fede a un indirizzo che domani potrebbe puntare altrove.

La legge 401/1989 e il giocatore

Qui la faccenda smette di riguardare solo gli operatori.

La legge 13 dicembre 1989, n. 401 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero. ADM, nel comunicato del 28 febbraio 2024, aggiunge la parte che conta: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

L’importo dell’ammenda in euro è ignoto, e non risultano procedimenti contro singoli giocatori. Ma la lettura di comodo — «rischia l’operatore, non io» — non regge davanti al testo che l’autorità stessa cita. La 401/1989 è una norma che, per come ADM la espone, raggiunge anche chi partecipa.

Pubblicità: il Decreto Dignità e i suoi contorni

Il Decreto Dignità, art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024 in una formulazione che non lascia spazio: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.

L’AGCOM vigila sul divieto, con una sanzione pari al 20% del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto, all’art. 3, lett. l), promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile, e all’art. 3, lett. m) consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il suo logo.

Il quadro è meno monolitico di come viene raccontato. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. E c’è una proposta che non è legge: un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, il cui esito non risulta. Alla data della verifica il divieto è in vigore.

Importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore, una per una. È il motivo per cui il confronto tra offerte comincia dalle condizioni e non dal banner che le annuncia.

Un calcolo che spiega perché una quota non è un regalo

Le condizioni degli operatori si leggono meglio con una stima sotto mano. Il quadro è questo: un giocatore fissa in registrazione un limite di deposito settimanale di 100 € e li deposita una volta sola, quindi li punta su un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi i lati.

Su quel mercato il margine del bookmaker si ottiene sommando gli inversi delle due quote. Con 1/1,90 + 1/1,90, la quota di payout è circa il 95%, e il margine è il resto, cioè intorno al 5%. Su un turnover di 100 €, il costo atteso è quindi nell’ordine di 5 €, e con questa struttura il conto è semplice: 100 € di puntate su una singola giocata equivalgono a una giocata sola.

Qui va però aggiunta subito la parte che il numero secco nasconde. Quella quota è un esempio illustrativo, non un prezzo quotato da un operatore, e nell’ippica, nei mercati live, nelle combo e sulle multiple il margine è tipicamente più largo del 5% di un 1X2 a due esiti. Il costo atteso non è un tetto. Il tetto lo fissa quanto margine c’è in quella giocata, e su altre giocate il conto sale.

Il calcolo, insomma, va letto come quello che è: una stima statistica su molte giocate nelle condizioni descritte, non un esito garantito. Se almeno una delle due quote resta fissata al livello esemplificativo indicato, il costo atteso resta nell’intorno del 5% del turnover; su mercati più densi di margine la cifra cresce. Chi punta per abitudine su combo e livemercati non deve leggere quel numero come il proprio costo medio, perché non lo è.

Il conto fiscale, dal lato di chi paga e di chi gioca

L’imposta sul gioco si paga a monte, e la differenza tra le due strade è netta.

L’operatore versa l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa per effetto dell’art. 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non è confermato: 20,5% se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5% se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, che prima erano 43% e 47%; le scommesse virtuali su eventi simulati pagano il 24,5% sull’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21% e al 25% non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Dal lato del giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore le descrive come «tassate alla fonte», cioè il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista prima di farci affidamento.

Sui siti esteri il discorso cambia in modo sostanziale, e cambia in peggio per l’incauto. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è questa: nessuna ritenuta alla fonte, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Chi vince su un dominio senza concessione non incassa una somma esentasse: incassa una somma su cui nessuno ha trattenuto niente, e che secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate andrebbe dichiarata come reddito diverso. Non è consulenza fiscale, e il commercialista resta la persona da sentire.

L’offerta illegale, in una riga

Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del decreto legislativo 41/2024 stabilisce che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legato ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti dell’autorità e della Guardia di Finanza. È la stessa disposizione da cui discendono le sanzioni da 30.000 a 180.000 € per gli intermediari, ed è il motivo per cui l’elenco pubblico non è una formalità: è lo strumento con cui si tiene separato il lecito dal resto.

Concessione scaduta, concessione sospesa: cosa rischia il saldo

Nessun operatore può promettere che il proprio titolo duri per sempre, perché la concessione ha un termine massimo di nove anni senza rinnovo, e questo basta a trasformare una domanda astratta in una domanda concreta: cosa succede al conto se la concessione finisce e non viene rinnovata?

La risposta sta nella struttura del titolo, non nel contratto con il giocatore. Un conto aperto presso un concessionario italiano esiste dentro un sistema che ADM conosce e governa, e il saldo è tracciato. Fuori da quel sistema, l’unica garanzia del saldo è la solidità e la buona volontà di chi tiene i libri, in un paese in cui il titolo non è riconosciuto. Per chi gioca cifre piccole sembra teoria. Per chi tiene qualche centinaio di euro su un conto aperto per comodità smette di esserlo nel momento in cui il dominio cambia indirizzo.

Gli operatori in dettaglio

Dieci schede, un criterio unico: cosa resta in mano al giocatore dopo aver letto le condizioni. Il confronto sta su ciò che le fonti coprono, e dove non coprono la voce tace.

Lottomatica: il bookmaker grande con la concessione di Goldbet

Lottomatica è il marchio più riconoscibile del lotto italiano, e la sua licenza è il primo dato che sorprende: la concessione ADM n. 16010 è intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a., non al marchio. Chi firma il contratto quando apre il conto non è l’azienda che il nome suggerisce.

Sul fronte sportivo l’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. È un pacchetto completo per chi guarda molto calcio e non vuole aprire tre finestre diverse per seguire una partita e la sua giocata. La copertura delle competizioni internazionali è larga, e lo streaming gratuito associato è la funzione che fa la differenza nell’uso quotidiano: seguire la partita dentro l’app mentre la scommessa live è aperta è un’esperienza diversa dal saltare tra un browser e un televisore.

Il punto debole è l’impronta del marchio. Lottomatica arriva al giocatore come piattaforma generalista, con il lotto e i gratta e vinci nello stesso ecosistema, e chi cerca un bookmaker specializzato — mercati profondi sulle serie minori, statistiche avanzate, quote comparabili su campionati esotici — trova un prodotto solido ma non sartoriale. La concessione è vera, la copertura è ampia, l’identità resta quella della casa generalista.

Verdetto. La concessione intestata a un’altra società è il dato che cambia la lettura della scheda: chi vuole sapere con chi sta contrattando lo trova scritto, e per molti giocatori la solidità di un gruppo grande vale più della specializzazione. Chi cerca un bookmaker sartoriale guardi altrove.

AdmiralBet: la società che impone i limiti al momento dell’iscrizione

AdmiralBet è un caso raro in questa lista, perché è uno dei pochi marchi di cui le fonti coprono la meccanica del gioco responsabile nel dettaglio. Concessione ADM n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l.

La registrazione avviene con la procedura classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. La seconda strada elimina il problema della validazione entro 30 giorni, e va scelta se si ha un conto da prelevare nelle prime settimane.

Sui limiti la piattaforma è insolitamente esplicita: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. L’autoesclusione si chiede per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Mettiamo i due dati vicino, perché insieme dicono una cosa che separati non dicono. Un tetto settimanale che si abbassa in un istante e si rialza solo dopo una settimana, accanto a un’autoesclusione che può durare nove mesi prima di essere revocata, descrive un prodotto progettato per rallentare il giocatore e non per trattenerlo. Non è filantropia: sono obblighi che il concessionario deve rispettare. Ma l’effetto pratico è che la funzione più scomoda dell’app è anche l’unica che lavora a favore di chi la usa.

Verdetto. La coerenza tra limiti di deposito e finestra di autoesclusione è la cosa più interessante che questa scheda ha da offrire, e vale più di qualunque copertura di campionati: chi si conosce abbastanza da voler mettere un freno trova qui gli strumenti nella versione più estesa del mercato.

William Hill: due strade per il benvenuto, due velocità diverse

Concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc. Il marchio porta un nome storico del settore, e la scheda si fa interessante su un punto solo, ma centrale: come arriva il bonus di benvenuto.

Il Benvenuto Sport accredita subito un bonus da 10 € a chi si registra con SPID. Con la registrazione manuale, invece, è previsto un bonus di verifica da 5 €, dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Stessa offerta, due binari, e un rapporto di uno a due nell’importo che non passa inosservato.

Qui la conseguenza è immediata e vale la pena dirla senza girarci intorno. La differenza tra 10 € e 5 € è la misura di quanto vale, per l’operatore, la verifica istantanea della tua identità. Chi apre con SPID non solo evita il blocco dei prelievi a 30 giorni: incassa il doppio sul benvenuto. La scadenza delle 96 ore è il secondo dettaglio da tenere a mente, perché cade in mezzo alla settimana tipica di chi si iscrive di sabato sera e cerca i documenti il mercoledì.

La scheda però si ferma qui, e conviene non riempire il vuoto con supposizioni. Su mercati, quote e profondità del palinsesto di William Hill le fonti consultate non offrono elementi, e quindi non se ne parla: chi valuta questo operatore per la copertura sportiva deve aprire l’app e guardare il palinsesto con i propri occhi.

Verdetto. Le due velocità del benvenuto sono la sintesi di tutta la scheda: la via rapida vale il doppio della lenta, e la lentezza si paga due volte, in attesa e in euro.

StarCasinò: il bookmaker attaccato al casinò

Concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited. Nome e licenza dicono già cosa aspettarsi, e l’app lo conferma: permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Qui l’ammissione va fatta con franchezza, perché è esattamente il caso in cui il soggetto della pagina taglia contro il profilo di un marchio. Chi cerca un bookmaker per scommettere sport — questo è il tema di questa pagina — trova in StarCasinò un prodotto dove la parte sportiva vive accanto al casinò, non al centro. Il palinsesto c’è, la copertura degli eventi italiani e internazionali c’è, ma l’architettura della piattaforma dice che il giocatore tipo arriva per altro.

Questo non è un difetto in sé. È un difetto per una certa persona. Chi entra in un bookmaker per fare una multipla sul calcio e non vuole vedere slot e tavoli live in home page lo troverà fuori posto. Chi già usa il casinò e ogni tanto mette una giocata sul derby trova tutto in un posto solo, con un solo conto, un solo prelievo e un solo fascicolo di limiti da gestire. La comodità di un conto unico è un argomento reale, e uno dei pochi che la pubblicità non sa raccontare.

Verdetto. La pagina è sportiva, il marchio è casino-first, e chi cerca profondità sul calcio qui non la trova: il valore della scheda sta nell’ecosistema unico.

Planetwin365: la coppa nazionale come bandiera

Concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a. Se c’è un marchio che ha costruito l’identità intorno al calcio italiano e alle sue coppe, è questo.

L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come la Champions League, l’Europa League e la Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Il dettaglio che conta è la Serie C. In un mercato dove l’offerta si concentra sulle prime due divisioni, un bookmaker che tiene aperto il terzo livello del calcio italiano parla a un pubblico specifico: chi segue la squadra di provincia, chi vive la partita in trasferta, chi cerca il campionato minore che gli altri non quotano. Aggiungere le coppe europee e più di venti sport completa il profilo di un bookmaker generalista costruito però con una sensibilità molto italiana nella scelta delle competizioni.

Il rovescio della medaglia è la prevedibilità: chi cerca quote su campionati esotici o su sport di nicchia estrema non troverà qui un vantaggio particolare rispetto alla concorrenza. La profondità, quando c’è, sta nella direzione del calcio nostrano.

Verdetto. La Serie C e la Coppa Italia sono la firma di questa scheda, e restringono il pubblico: chi tifa una squadra di terza serie ha qui un motivo concreto per aprire il conto, gli altri no.

NetWin: un bonus reale con una soglia precisa sul primo deposito

Concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a. L’operatore ha un’offerta sportiva con un nome, Sport-50, da leggere con attenzione perché si distingue dalla media per una parola e per un numero.

L’offerta è un bonus reale pari al 100% del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Il bonus si inserisce al primo versamento.

«Bonus reale» è la formula su cui vale la pena fermarsi, perché nel mercato l’espressione viene usata con larghezza. In questo caso si tratta di un credito in denaro, non di un gettone da giocare e non di un rimborso in caso di scommessa persa, e questo cambia il calcolo di chi lo riceve: un bonus che vale come denaro si comporta diversamente da un free bet, il cui importo di solito non torna indietro insieme alla vincita. Il secondo elemento è la soglia dei 20 €, che esclude chi voleva provare con una cifra simbolica e delimita il pubblico dell’offerta.

Il terzo elemento è il requisito sul conto verificato. Messo accanto al vincolo sui documenti delle altre piattaforme, dice una cosa semplice: il benvenuto di NetWin arriva a chi ha già completato l’identificazione, non a chi si è appena registrato. Chi pianifica di incassarlo deve mettere in conto il passaggio prima, non dopo.

Verdetto. La combinazione tra credito in denaro, soglia dei 20 € e conto verificato obbligatorio delinea un’offerta con una porta sola e un premio concreto per chi la attraversa in ordine.

Betfair: il mercato dove si può fare anche il banco

Concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l. Il marchio è il più particolare della lista, per un motivo che non ha nulla a che vedere con la promozione.

L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Questo è il lato ordinario dell’offerta sportiva, ben fatto e senza sorprese.

Il lato straordinario è la concessione stessa, che copre il betting exchange come gioco separato dentro l’art. 6, comma 1, lett. e) del decreto di riordino. Lì il giocatore può fare la parte del puntatore o quella del banco, e il concessionario si limita a mettere i due in contatto in modo anonimo. È un modello che cambia tutto: non si scommette contro il bookmaker, ma contro un altro giocatore, e la casa incassa la sua parte sul volume. La documentazione di Betfair è descritta come contenente regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Betfair è descritta come la prima ad aver portato l’exchange in Italia.

La qualifica che va data a quel minimo: 200 centesimi sono due euro, e gli incrementi da 50 centesimi significano che chi è abituato a puntare cifre più piccole non trova posto su quel mercato. È un dettaglio tecnico che restringe il pubblico dell’exchange a chi gioca già con una certa consistenza.

Verdetto. L’exchange è la ragione per cui questa scheda esiste, e il minimo «back» di 200 centesimi è la ragione per cui riguarda solo una parte dei giocatori: chi vuole fare il banco può, ma non con una puntata da un euro.

Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport

Concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. La società detiene anche le concessioni di Bwin e Gioco Digitale, e questo è il caso che spiega meglio di ogni discorso il funzionamento del sistema: la concessione è per sito, e una stessa società può tenerne diverse.

L’app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. Gli scacchi e le elezioni dicono abbastanza: qui il palinsesto è costruito per chi vuole trovare un mercato su una cosa che sta guardando in televisione, non solo su una partita.

Il dato strutturale è il più utile per il lettore. Una società con tre siti .it significa tre concessioni distinte, tre siti autonomi e contratti separati: chi ha un problema su Eurobet non lo porta davanti a bwin, perché la controparte è un’altra. Il nome commerciale è lo stesso gruppo, il titolo è un altro.

Verdetto. La concessione intestata a chi gestisce anche bwin e giocodigitale è il fatto che definisce la scheda: il gruppo è solido, ma il conto che si apre è legato a un singolo sito e a una singola concessione, e questo va tenuto a mente se si pensa di spostarsi tra i marchi dello stesso proprietario.

Sisal: i numeri grossi e il pulsante del pollice

Concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a. Il marchio gioca la carta della quantità, e i numeri che porta sono i più alti della lista.

L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il numero che merita un secondo sguardo è quello su cui nessuno si sofferma: l’accesso al conto gioco anche con Touch ID per piazzare le scommesse da mobile. Sembra una comodità da scheda prodotto, e invece è la funzione con il maggiore impatto sul comportamento. Un conto che si apre con un’impronta digitale si apre in due secondi, e un conto che si apre in due secondi viene aperto molte più volte. Chi si è dato dei limiti settimanali in registrazione dovrebbe saperlo: la frizione che protegge è anche quella che il Touch ID elimina.

Sul lato dei mercati, la profondità è dichiarata e articolata: Goal, No Goal e Multigoal coprono le letture più comuni di una partita, i tiri in porta, i rigori e le espulsioni sono le giocate di chi guarda la partita con attenzione al dettaglio, e il Cash Out è lo strumento per chi vuole uscire prima del fischio finale. Lo streaming gratuito completa il quadro per chi fa scommesse live.

Verdetto. La quantità di eventi è la promessa, ma l’accesso con Touch ID è il dato che incide davvero sull’abitudine di gioco: chi vuole mettere distanza tra sé e il pulsante tenga conto che questa piattaforma ha tolto l’attrito.

bet365: il partner della UEFA e gli strumenti di tutela

Concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc. Il marchio arriva all’ultima scheda con la credenziale più visibile dell’intero gruppo: si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League.

L’offerta accompagna quella posizione: scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. È un palinsesto internazionale, con l’ippica che occupa un posto di rilievo accanto al calcio e agli sport americani, coerente con un operatore che costruisce la propria immagine intorno alle grandi competizioni.

Il dato che conta per questa pagina è però un altro, e sta nella sezione sulla prevenzione: gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

Vale la pena leggere quella lista con attenzione, perché contiene una funzione che gli altri non nominano: gli avvisi sull’attività di gioco. Non sono limiti e non bloccano nulla. Sono messaggi che dicono al giocatore quanto ha giocato, e la loro efficacia sta proprio nel non essere un divieto. Aggiungere il Telefono Verde direttamente nella pagina degli strumenti, poi, è una scelta diversa dal metterlo in fondo a una nota legale: indica che quella pagina è pensata per essere letta da qualcuno che sta cercando qualcosa, non solo per essere conforme.

Verdetto. Il partenariato con la Champions spiega perché il palinsesto guarda alle grandi competizioni, ma sono la lista degli strumenti di tutela e il numero verde indicato in chiaro a dare il tono della scheda.

Domande frequenti

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

I rischi sono tre e si sommano. Mancano il collegamento al Registro Unico degli Autoesclusi e gli obblighi sui limiti, quindi le tutele non si attivano. Il dominio è soggetto a inibizione e i mirror cambiano indirizzo in poche ore. E ADM cita la legge 401/1989, che sanziona anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga riporta un codice di concessione e un sito .it. Attenzione a un limite dell’elenco: non esiste una colonna che indichi quali giochi il titolare può offrire, quindi la presenza sull’elenco non basta a dimostrare che quel marchio accetti scommesse sportive. Quello lo conferma il sito dell’operatore.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e raccoglie chi chiede di essere bloccato dal gioco. L’effetto si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è stata presentata. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

L’art. 9 del decreto-legge 87/2018, convertito dalla legge 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. L’AGCOM vigila con una sanzione pari al 20% del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito su base settimanale o mensile, e la legge impone al concessionario di fissare limiti sugli importi depositati in un periodo definito, calibrati sull’età e sul comportamento di gioco. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato entra in vigore dopo 7 giorni. Non esiste un tetto statutario in euro sulle puntate.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica, al 24,5% sulla raccolta a distanza, è versata dal concessionario sulla differenza tra puntate e vincite. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: conviene consultare un commercialista. Sui siti esteri la situazione è diversa: secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate, le vincite online sono «redditi diversi» da dichiarare per l’intero importo ricevuto, senza ritenuta alla fonte. Anche in questo caso non è consulenza fiscale.

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